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	<title>Gli italianiAccademie e conservatori, un&#8217;eccellenza italiana trascurata &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 17:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/accademie-e-conservatori-uneccellenza-italiana-trascurata/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>“Accademie e conservatori, un’eccellenza italiana trascurata”. Non ho trovato titolo migliore di quello con il quale ieri questo giornale ha dato notizia del Convegno, promosso dall’Associazione Italiana Giuristi di Amministrazione e dall’Unione degli Artisti, che si è tenuto nella splendida Sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato, alla presenza dell’Avvocato Generale, Massimo Massella Ducci Teri. Con il concorso di eminenti studiosi di diritto (Beniamino Caravita di Toritto, ordinario di Diritto costituzionale a “La Sapienza”, gli avvocati Roberta Bortone e Giuseppe Leotta e l’avvocato dello Stato Paola Maria Zerman) e di docenti di musica, compresi i direttori di importanti Conservatori, è emersa&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>“Accademie e conservatori, un’eccellenza italiana trascurata”. Non ho trovato titolo migliore di quello con il quale ieri questo giornale ha dato notizia del Convegno, promosso d<em>all’Associazione Italiana Giuristi di Amministrazione</em> e dall’<em>Unione degli Artisti</em>, che si è tenuto nella splendida Sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato, alla presenza dell’Avvocato Generale, Massimo Massella Ducci Teri. Con il concorso di eminenti studiosi di diritto (Beniamino Caravita di Toritto, ordinario di Diritto costituzionale a “La Sapienza”, gli avvocati Roberta Bortone e Giuseppe Leotta e l’avvocato dello Stato Paola Maria Zerman) e di docenti di musica, compresi i direttori di importanti Conservatori, è emersa la consapevolezza dei relatori sulla grave trascuratezza del potere politico per un settore importante della nostra cultura, un’eccellenza italiana apprezzata in tutto il mondo. Ed hanno approfondito il da farsi, di fronte ad una normativa che non dà piena attuazione a precise disposizioni costituzionali sulla autonomia delle istituzioni musicali. Perché quando la legge si avvicina all’obiettivo, come la n. 508 del 1999, ci pensano i decreti legislativi di attuazione, emanati dal Governo, a frenare ed a confondere le idee, nonostante la Costituzione non lasci dubbi in proposito. Come ha sottolineato il Prof. Caravita riandando alle disposizione costituzionali sulla promozione dello sviluppo della cultura, come si legge nell’articolo 9 della Costituzione, e sul diritto delle istituzioni del settore e delle accademie di darsi un ordinamento autonomo, secondo l’ultimo comma dell’art. 33, che si apre con l’affermazione che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.</p>
<p>Torna, dunque, inevitabilmente di attualità la distinzione di Bobbio tra “politica della cultura” e “politica culturale”, la prima intesa come “politica degli uomini di cultura in difesa delle condizioni di esistenza e di sviluppo della cultura”, la seconda come “pianificazione della cultura da parte dei politici”, per cui il filosofo torinese riteneva solamente la prima in sintonia con i principi dell’ordinamento liberale, mentre la seconda rivela una volontà di asservimento di ciò che la Carta fondamentale dichiara essere espressione massima della libertà.</p>
<p>E, se è vero il messaggio che ci consegna il titolo del bel libro di Andrea Carandini, “Il nuovo dell’Italia è nel passato”, è evidente che anche il futuro del nostro Paese si alimenta della cultura che nel corso dei secoli ha accompagnato l’evoluzione del pensiero degli artisti in quel mosaico straordinario di esperienze unitarie e locali, preziosa espressione del genio e della fantasia della nostra gente come dimostra la varietà di poesia e musica, dalle Alpi al Lilibeo.</p>
<p>E così, nel corso dei secoli le scuole italiane vengono riconosciute come centri di alta formazione al di qua e al di là degli oceani. In migliaia vengono per imparare e specializzarsi. Eppure a livello politico scarsa è l’attenzione, quasi che l’interesse fosse solo dei docenti e degli studenti e non del Paese intero, perché chi si diploma in una scuola italiana si fa portatore della nostra cultura in terre lontane, è un ambasciatore dell’Italia nel mondo.</p>
<p>Purtroppo esigenze di bilancio, in un contesto di insufficienza delle risorse finanziarie destinate alle “politiche della cultura”, che non sempre sono state oggetto di adeguata comparazione con le necessità di altri settori, e senza che fossero apprezzati gli affetti riflessi della spesa, hanno penalizzato le istituzioni della cultura, tanto da far dire a Riccardo Muti, uno straordinario direttore d’orchestra, una icona della musica italiana nel mondo, che siamo di fronte ad “una situazione tragica e ignominiosa, siamo ormai all’uccisione squilibrata, vile, assurda della nostra identità nazionale”. Parole durissime, pronunciate pubblicamente in un’occasione straordinaria, quella della rappresentazione del Nabucco, l’opera risorgimentale per eccellenza, a Roma nell’ambito dei festeggiamenti dei 150 anni dell’unità d’Italia. Ed aggiungeva: &#8220;I signori del governo dovrebbero rendersi conto che la cultura anche economicamente può essere importantissima&#8221;. Una risposta a quanti, in più occasioni, avevano affermato che “con la cultura non si mangia”. E per la verità va dato atto del Ministro Dario Franceschini, responsabile dei beni e delle attività culturali, cui opportunamente è stato associato il turismo, che di cultura si alimenta in misura rilevante, di aver ripetutamente rivendicato il valore economico del settore di governo a lui affidato. E non c’è dubbio che dalla valorizzazione del nostro patrimonio culturale e dalle iniziative che possono essere assunte nelle singole realtà locali, penso al recente concerto di Assisi, ma non solo, possano venire al nostro Paese stimoli per ulteriori flussi turistici con apporto significativo alla ripresa economica e all’occupazione.</p>
<p>Ha riscosso particolare interesse la relazione conclusiva dell’Avvocato dello Stato Paola Maria Zerman, la quale è partita dalla considerazione che l’art. 33 della Costituzione costituisce non solo un punti di partenza, ma anche un “punto di arrivo”. Sottolineando come la legislazione di attuazione debba essere indirizzata a promuovere l’autonomia delle Istituzioni di alta Cultura, senza cadere nella tentazione dell’omologazione di tali eccellenze con l’insegnamento secondario, che tradirebbe una storia che ha reso grande il Paese. Ed ha aggiunto che l’assimilazione degli studi presso le Accademie e i Conservatori, in quanto istituzioni di <em>alta</em> cultura, al livello universitario, si pone come condizione necessaria per la circolazione degli artisti e dei musicisti in Europa, dove entrambi gli insegnamenti sono impartiti a livello universitario, e quindi nella logica della armonizzazione dei sistemi di istruzione di livello universitario (Convenzione di Lisbona, ratificata dall’Italia con legge n. 148 del 11 luglio 2002).</p>
<p>In questa ottica la legge n. 508 del 21 dicembre 1999 esplicitamente afferma che il sistema di alta formazione e specializzazione artistica e musicale è costituita dalle Accademie e dai Conservatori di musica trasformati in <em>Istituti superiori di studi musicali e coreutici</em> (anteriormente il T.U. 297/94 equiparava i Conservatori agli istituti di istruzione secondaria, pur riconoscendo personalità giuridica e autonomia organizzativa).</p>
<p>La legge istituisce anche il Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale (CNAM), inserito nel MIUR. Tuttavia il d.P.R. n. 132 del 28 febbraio del 2003 (di attuazione della legge 508), nel recare i “criteri per l’autonomia statutaria, regolamentare e organizzativa delle istituzioni scolastiche e musicali” e prevedere un ampio potere di organizzazione, da esercitarsi tramite statuto e regolamento interno, non segue il modello universitario. Prevede un Presidente e un Direttore, il primo di nomina ministeriale (a differenza del Rettore delle università).</p>
<p>È il contrario di una effettiva autonomia.</p>
<p>Anche il reclutamento del personale docente segue le modalità della scuola secondaria, non dell’università. In particolare non tiene conto che la peculiarità dell’insegnamento della musica è strettamente connesso al livello artistico dei docenti. Oggi nella carriera conta solo l’anzianità, non l’esperienza maturata componendo o svolgendo attività concertistica.</p>
<p>È un nodo centrale. La legge 508 del 1999 rimanda ad un regolamento di attuazione, che dal 1999 i governi non hanno trovato il tempo di predisporre.</p>
<p>Tra omissioni ed attuazioni parziali continua, dunque, l’impegno dei docenti perché questa eccellenza italiana abbia un assetto adeguato al ruolo che gli studiosi e gli amanti della musica, in Italia e nel mondo, riconoscono a Conservatori ed Accademie.</p>
<p>Il convegno vuole essere un tassello di questo impegno di uomini di cultura e di politici lungimiranti. Infatti, è stato fatto notare dal Segretario generale dell’UNAMS, Dora Liguori, il Parlamento è stato sempre più vicino alle istituzioni musicali di quanto abbiano fin qui dimostrato i governi.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/accademie-e-conservatori-uneccellenza-italiana-trascurata/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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