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	<title>Gli italianiCrescenza, un gioiello a due passi da Roma &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Crescenza, un gioiello a due passi da Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 08:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio venditti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/alla-scoperta-del-castello-della-crescenza/"><img width="1200" height="900" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3.jpg 1200w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-768x576.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p><hr /><p>A Roma la ricerca di una tipologia della villa rinascimentale rivela la ca­renza, sia nella città che nei dintorni, di precedenti stilisti­camente compiuti. La villa non costituiva un fattore di primario interesse, in quanto mancava quella classe aristocratica e col­ta, come a Firenze, che avesse il de­siderio di adeguarsi alle nuove ten­denze umanistiche dell’architettura. D’altronde la Curia era intenta ad altre attività edilizie, quali il restauro delle basiliche e dei palazzi annessi, men­tre i Pontefici erano interessati al Pa­lazzo Vaticano e al ripristino di San Pietro e dovevano fronteggiare i pro­blemi urbanistici della città, che richie­deva un’urgente ristrutturazione. Nella metà&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A Roma la ricerca di una tipologia della villa rinascimentale rivela la ca­renza, sia nella città che nei dintorni, di precedenti stilisti­camente compiuti.</p>
<p>La villa non costituiva un fattore di primario interesse, in quanto mancava quella classe aristocratica e col­ta, come a Firenze, che avesse il de­siderio di adeguarsi alle nuove ten­denze umanistiche dell’architettura. D’altronde la Curia era intenta ad altre attività edilizie, quali il restauro delle basiliche e dei palazzi annessi, men­tre i Pontefici erano interessati al Pa­lazzo Vaticano e al ripristino di San Pietro e dovevano fronteggiare i pro­blemi urbanistici della città, che richie­deva un’urgente ristrutturazione.</p>
<p>Nella metà del Quat­trocento Roma è abitata per un quinto del suo territorio, mentre gli orti e le vigne occupano tutto il resto.</p>
<p>Più che le residenze di campagna si curano i palazzi urbani, con ricer­catezza e profusione di mezzi, per ottenere un’armonica corrispondenza tra ambienti di rappresentanza e sog­giorno residenziale.</p>
<p>Le ville, in genere, non mostrano caratteristiche architettoniche partico­lari, ma traggono spunto per alcuni elementi, quali il portico o la loggia, dalla struttura dei palazzi, di cui spes­so ricalcano anche la planimetria.</p>
<p>Problematica è l’origine della villa nella campagna romana, che trova i suoi antecedenti nella casa di tipo agricolo e nel casale. La prima, de­rivata dalla <em>villa rustica </em>romana, pre­senta un cortile centrale e molto spes­so delle torri, simile in questo alle ville fortificate dell’Africa romana. Il casale, in particolare quello rinasci­mentale, si ricollega al castello o al fortilizio medioevale per il muro di cinta, le torrette e per le eventuali fortificazioni. Inoltre, è costituito da una serie di edifici, di cui una parte è adibita ad accogliere il proprietario dell’intero complesso per brevi sog­giorni dedicati alla caccia.</p>
<p>La vera natura della villa nel territorio romano si rivelerà lentamente nel corso del XV secolo, con l’affermarsi dei concetti filosofici e letterari provenienti dalla corte dei Medici, secondo i quali, attraverso gli <em>otia </em>in <em>locus amoenus, </em>il signore ve­deva attuato il suo ideale umanistico.</p>
<p>A tre miglia da pon­te Milvio, tra la Cassia e la Fla­minia a cui è collegato tramite la via dei Due Ponti, il castello della Crescenza domina tutta una piccola valle al di sopra di uno sperone tufaceo che ne costituisce il naturale basamento, in una zona ricca di corsi d’acqua. Scarse e poco significative sono le notizie d’archivio sulla sua costruzione: la tenuta con torre dei Crescenzi è ricor­data nel 1413 in una divisione di beni, mentre un edificio col nome <em>“La Cre­scenza” </em>è disegnato nella mappa della Campagna Romana di Eufrosino della Volpaia del 1547. Al contrario, un cer­to numero di quadri &#8211; vedute a partire dall’inizio del XVII sec. &#8211; concorda, nelle linee essenziali e nel dettaglio, con l’immagine attuale del castello.</p>
<p>Il fascino ambientale suscitato dal complesso edilizio su grandi artisti è confermato da Claude Lorrain e Nicolas Poussin, che si sono ispirati a questo luogo dipingendolo più volte nei loro paesaggi. A partire dall’incisione del Bourgeois, la Crescen­za è chiamata <em>“Fabbrique du Poussin”, “Casal di Pussino a Crescenza”.</em></p>
<p>Sul luogo esisteva una costruzione medie­vale, di cui è superstite un piccolo fabbricato con una loggia a tre archi e scaletta esterna nel primo cortile dell’edificio, nel lato est del quale è incorporata una torre dove è stato ricavato il passaggio a volta che immette nel secondo cortile, per cui l’edificio risulta essere stato fortificato.</p>
<p>La Crescenza ha grande importanza nel quadro dell’architettura civile romana del XV sec. e può essere compresa nella ca­tegoria della villa-castello, tipica della To­scana di quel secolo. Costituisce un raro esempio di residenza romana fuori città e la sua costruzione può essere riferita tra il 1430 e il 1475, al massimo all’ultimo quar­to del secolo XV. Fu voluta dal marchese Francesco Crescenzi, come ricordano alcuni elementi dei soffitti lignei.</p>
<p>L’importanza dell’edificio è data dallo schema della pianta e dalla elaborazione di una forma architettonica in cui appare il sistema delle trabeazioni al di sopra degli archi, riscontrabile nelle opere del Quattrocento romano, quali la loggia del palazzetto di S. Marco, il portico della basilica dei SS. Apostoli, la palazzina della Rovere, il portico di S. Pietro in Vincoli.</p>
<p>L’attuale edificio è il risultato di un vasto piano di rifacimento effettuato nel 1928. Due torri merlate ghibelline su archetti e beccatelli inquadrano la facciata di accesso all’edificio in cortina, il cui portale centrale un tem­po era isolato da un fossato.</p>
<p>I corpi di fabbrica sono legati a due cortili separati dal corpo di fabbrica princi­pale che contiene i più importanti ambienti di tutto il complesso.</p>
<p>Il primo cortile presenta la vera e propria facciata con tre finestre ad archetto al pianterreno e altrettante al primo piano, con larga cornice rettangolare profilata.</p>
<p>Il cor­tile è definito da due ali in aggetto rispetto al perimetro dei corpi attorno alla corte vera e propria; di queste ali è rimasta solo quella nord, con una loggia su colonne a tre archi, posta al livello del primo piano.</p>
<p>Da un portale bugnato, attra­verso un passaggio coperto a botte con accanto due ambienti a pianta pressoché quadrata coperti a volta, si entra nel se­condo cortile, quadrato e porticato su tre lati con volte a crociera; il lato nord è chiu­so da un muro con finestre ad archetto.</p>
<p>Il portico è formato da quattro pilastri otta­gonali di peperino &#8211; materiale usato anche nelle cornici dell’edificio &#8211; con capitelli a grosse foglie lisce di tipo gotico. I due pi­lastri d’angolo sono uniti a squadra.</p>
<p>Cor­rispondono sul muro del portico peducci sagomati. Alcune differenze sono riscon­trabili nella loggia a pilastri ottagonali, che si svolge su tutti i tre lati, distinta dal por­tico inferiore da un marcapiano a doppia cornice di peperino delimitante una fascia bianca: solo nel lato est è ad archi, negli altri presenta architravi in legno.</p>
<p>Il pilastro ottagono, d’origine gotica, larga­mente presente nelle opere più significative dell’ambiente romano durante tutto il pon­tificato di Sisto IV (1471 -1484), era stato usato in precedenza nel palazzo di Rodrigo Borgia (1450-1455).</p>
<p>L’edificio nella parte interna era colorato con vivacità: trac­ce dell’originaria pittura a sottili righe oriz­zontali bianche e rosse si individuano nella zona superiore agli archi del lato nord.</p>
<p>Il pianterreno del complesso accoglie ampie sale con volte che poggiano su peducci, mentre le camere al primo piano &#8211; a cui si accede tramite una ripida scala che si trova sotto il portico del lato sud &#8211; presentano soffitti a cassettoni su mensole intagliate.</p>
<p>Qui una loggia a forma di C, ad archi e trabeata ripete lo sviluppo del porticato sottostante.</p>
<p>L’intero complesso poggia su vasti am­bienti sotterranei, cui si accede da una scala nel braccio sud del cortile più interno.</p>
<p>La copertura della Crescenza è a capanna, con caratteri­stici comignoli antichi.</p>
<p>La villa è immersa in un parco secolare ricco di suggestioni a partire dal bosco di querce, pini e allori e dai rosai che costituiscono un’esplosione di colori in tutte le stagioni.</p>
<p>Dopo aver percorso il lungo viale d’in­gresso e salita la gradinata con le due fontane laterali si arriva in uno spiazzo circolare, il ninfeo concepito tra alberi imponenti.</p>
<p>È un giardino composito basato su un preciso disegno formale e rivela la vicinanza di gusto con i giardini delle ville medicee del Quattrocento. Qui le fontane incanalano l&#8217;acqua scendendo da una grossa vasca all&#8217;altra, seguendo un percorso a gradini che crea giochi d&#8217;acqua.</p>
<p>Il verde secolare della villa, i suoi boschetti, gli spazi per le fontane, le aree con le statue, la prospettiva dei numerosi viali rappresentano sfondi scenografici e punti di vista panoramici sulla campagna romana.</p>
<p>Perdurando ancor oggi l’idea romantica d’un parco e di un castello, la Crescenza &#8211; attualmente di proprietà del conte Fabrizio Ferrari Sardagna &#8211; è una location notevolmente ricercata per feste, cene di rappresentanza, ricevimenti. Qui Francesco Totti ha festeggiato il suo matrimonio con Ilary Blasi e il suo quarantesimo compleanno, Flavio Briatore le nozze con Elisabetta Gregoracci e il regista attore Giulio Base il matrimonio con la pierre Tiziana Rocca.</p>
<p>Attratto dalla suggestione che avvolge il castello è stato anche Silvio Berlusconi che vi ha soggiornato alcuni mesi a partire dall’estate del 2010.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/alla-scoperta-del-castello-della-crescenza/"><img width="1200" height="900" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3.jpg 1200w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-768x576.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/01/crescenza3-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>]]></content:encoded>
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