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	<title>Gli italianidi ANDREA IACOVITTI &#8211; I limiti di Mario Draghi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di ANDREA IACOVITTI &#8211; I limiti di Mario Draghi</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 13:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La capacità del Presidente del Consiglio Mario Draghi di garantire l’Italia a livello internazionale sarebbe la <em>ratio</em> della sua presenza a Palazzo Chigi, ma vi sono questioni tanto grandi e complicate da superare i vertici politici e istituzionali. Draghi pensava in cuor suo di potersi muovere in maniera più disinvolta nelle dinamiche riguardanti la crisi ucraina, forte del suo rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, ma la maggioranza che sostiene il Governo non si è rivelata coesa. Prova ne è stata lo strappo del Movimento Cinque Stelle sull’aumento delle spese militari, che ha di fatto costretto il Presidente del Consiglio a riferire al Capo dello Stato, per cercare di rafforzare il patto di Governo.</p>
<p>Riavvolgendo il nastro di questo ultimo mese, notiamo che l’Italia, all’inizio della guerra, ha avuto un atteggiamento molto freddo nei confronti dell’Ucraina, per tante ragioni, che attendono soprattutto alla nostra dipendenza energetica dalla Russia. Draghi era convinto di ottenere margini maggiori e migliori di trattativa, grazie soprattutto al suo passato ruolo di governatore della <em>Banca Centrale Europea</em>. Per dirla in maniera più semplice, Draghi, se vuole, alza il telefono e può parlare con consuetudine senza intermediazioni con Janet Yellen, governatrice della <em>Federal Reserve</em> dal 2014 al 2018, oggi Segretario del Tesoro degli Stati Uniti.</p>
<p>Il problema è che, in queste ultime circostanze, è stato informato dai suoi interlocutori statunitensi che non poteva più permettersi tanta autonomia. Negli ultimi giorni l’Europa, in special modo l’Italia, ha ricevuto, infatti, delle indicazioni molto precise e molto dure sull’atteggiamento da seguire, soprattutto per quanto concerne l’asprezza delle sanzioni e il trasferimento degli armamenti. In questi giorni, dunque, l’autorevolezza a livello internazionale di Draghi, a dire il vero tutta ancora da verificare, è stata scalfita e questa debolezza è stata percepita anche da alcuni importanti esponenti del Governo e della maggioranza che lo sostiene.</p>
<p>Anche nel discorso tenuto dal Presidente del Consiglio a seguito dell’intervento del Presidente ucraino Zelensky al Parlamento italiano, è sembrato a tutti dai toni più realisti del re, più filo-ucraini degli Ucraini, più duri dei <em>tweet</em> del Presidente americano Biden. L’Italia ha iniziato, del tutto legittimamente, una corsa contro il tempo per posizionarsi <em>in sicurezza</em> in questa vicenda, dopo le indecisioni iniziali, anche spontaneamente se vogliamo, a seguito dell’impatto contro le prime immagini del conflitto. Questa fretta, però, rischia di creare delle fratture non soltanto nei rapporti interni, considerando anche le parole con cui il papa ha condannato fermamente l’aumento delle spese militari, definendolo «<em>una vergogna</em>». Anche se in questo caso sembra essere più una dialettica artefatta tra «<em>poliziotto buono e poliziotto cattivo</em>». Peraltro, tipica dell’ambiente gesuita.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/andrea-iacovitti-limiti-mario-draghi/"><img width="300" height="196" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/draghi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/draghi.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/draghi-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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