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	<title>Gli italianiAndreas Lubitz, un mistero ai comandi dell&#8217;airbus 320. Meluzzi: Perché era giudicato idoneo a pilotare? &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 23:37:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/andreas-lubitz-un-mistero-ai-comandi-dellairbus-320-meluzzi-perche-era-giudicato-idoneo-a-pilotare/"><img width="748" height="1024" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota.jpg 748w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota-219x300.jpg 219w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota-640x876.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota-47x64.jpg 47w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /></a></p><hr /><p>Alle 10.31 del 24 marzo l’Airbus 320 della Germanwings inizia la sua discesa drammatica, schiantandosi pochi minuti dopo su un versante delle Alpi francesi. A bordo, in quel breve lasso di tempo, si saprà poi che il co-pilota Andreas Lubitz è rimasto solo nella cabina di pilotaggio impedendo al Comandante di rientrare dopo essere andato in bagno. L’Airbus, decollato alle 10.00 da Barcellona e diretto a Dusseldorf, trasporta 144 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Nessuno si salva, l’aereo si disintegra. Il dato che emerge, dopo pochissimo, è che il co-pilota ha deliberatamente scelto di precipitare, trascinando con sé le altre&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 10.31 del 24 marzo l’Airbus 320 della Germanwings inizia la sua discesa drammatica, schiantandosi pochi minuti dopo su un versante delle Alpi francesi. A bordo, in quel breve lasso di tempo, si saprà poi che il co-pilota Andreas Lubitz è rimasto solo nella cabina di pilotaggio impedendo al Comandante di rientrare dopo essere andato in bagno. L’Airbus, decollato alle 10.00 da Barcellona e diretto a Dusseldorf, trasporta 144 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Nessuno si salva, l’aereo si disintegra. Il dato che emerge, dopo pochissimo, è che il co-pilota ha deliberatamente scelto di precipitare, trascinando con sé le altre 149 persone a bordo del velivolo. La vita di Andreas Lubitz in poche ore è scandagliata pubblicamente e allo stesso modo vengono rese pubbliche le registrazioni di una delle due scatole nere che raccontano gli ultimi minuti di volo dell’Airbus attraverso le conversazioni prima tranquille e poi concitate tra il comandante e il copilota, i tentativi di forzare la porta della cabina e le urla, immediatamente prima della collisione, dei passeggeri. Di Andreas Lubitz, solo nella cabina di pilotaggio e con l’aereo in caduta libera, si sente, dalla registrazione della scatola nera, il respiro regolare. Di questo ragazzo di 27 anni, con 630 ore di volo alle spalle e alle dipendenze della Germanwings dal settembre 2013, si viene a sapere che ha sofferto di crisi depressive ed è stato in cura, prima che ottenesse il certificato di idoneità al volo, per tendenze suicide. Che teneva in casa confezioni di farmaci antidepressivi ancora chiuse, che forse era in crisi con la fidanzata (che forse è incinta proprio di Lubitz), che forse aveva scoperto un serio deficit alla vista e per questo temeva di non superare i prossimi esami in vista del rinnovo dell’idoneità al volo, infrangendo così il sogno di volare che aveva sin da bambino. “Ammessa che questa sia la verità – spiega Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo – quello di Andreas Lubitz appare essere un profilo problematico”. Secondo Meluzzi infatti, senza dimenticare che quella che si sta valutando è una ricostruzione ancora in corso, di solito il suicida-omicida coinvolge nel suo gesto estremo persone care: “E’ possibile che in questo caso &#8211;   spiega il criminologo – il grado di fastidio e di rabbia abbia investito nella sua intensità tanto i passeggeri che la stessa compagnia aerea”. Un rifiuto, nei confronti di un mondo al quale Lubitz sentiva forse di appartenere ormai a tempo determinato, quello che ruotava intorno al volo e ai suoi componenti, che l’ha portato a decidere, in modo non programmato, di far precipitare l’aereo e i suoi passeggeri: “Lubitz non poteva sapere che sarebbe rimasto solo ai comandi – riflette Meluzzi – dunque il suo non poteva essere un gesto programmato, e che rimane oggi, anche per questo, largamente misterioso”.  Come altrettanto largamente misterioso, per il criminologo, rimane il fatto che Lubitz fosse in possesso di un certificato di idoneità al volo se risultasse confermata la diagnosi sulla sua salute mentale, sulla quale, peraltro, nelle ultime ore, sta filtrando qualche informazione in più da parte della compagnia aerea Lufthansa che dichiara di aver ricevuto da Lubitz nel 2009 prima della ripresa delle esercitazioni di volo, notizia di un grave episodio depressivo poi rientrato. La compagnia precisa di aver già consegnato agli inquirenti tutta la documentazione al riguardo e sottolinea che Lubitz successivamente ha conseguito regolarmente la necessaria idoneità al volo.  In ogni caso, nella descrizione del co-pilota si evidenziano ancora aspetti poco chiari. Anche la sindrome di Sansone, fatta emergere come possibile spiegazione al gesto di Lubitz , magari al  grido interiore di “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, diventa difficilmente accostabile secondo Meluzzi al profilo per ora individuato del co-pilota: “La sindrome di Sansone ha in sé una forte componente paranoica alla quale si uniscono elementi ideologici, nella ricerca di eventuali nemici”. Ma ad oggi non sono state rinvenute, come hanno indicato gli inquirenti, prove che possano condurre in questa direzione, come ad esempio lettere, confessioni o rivendicazioni del gesto, sempre che nel gesto stesso non possano ravvisarsi le condizioni di un rifiuto totalizzante che, come ipotizza Meluzzi, abbia coinvolto l’universo passeggeri – compagnia aerea, verso il quale Lubitz aveva cominciato a nutrire forti sentimenti di rabbia e fastidio. Possibilità tutte ancora al vaglio, mentre sui giornali tedeschi, l’immagine che di Lubitz viene restituita attraverso le testimonianze di familiari e conoscenti del centro volo di Montabaur, paesino d’origine del co-pilota, è quella di un ragazzo normale e dei cui problemi di salute e depressione nessuno sapeva, a parte, come sta emergendo in queste ultime ore, il padre.  La zia lo descrive come un ragazzo felice, che lei vedeva principalmente in occasione delle feste, e spesso in visita ai familiari dove una volta si era recato anche con la divisa della compagnia aerea. Un quadro incrinato dalle parole dell’ex fidanzata, che ricorda come Lubitz, di solito dolce e affettuoso, fosse colto da atteggiamenti di rabbia quando i discorsi scivolavano sul terreno del lavoro. Secondo la testimonianza della donna, sembra che Lubitz avesse paventato l’ipotesi di un gesto “che avrebbe cambiato il sistema e per il quale tutti avrebbero ricordato il suo nome”. Se Lubitz avesse davvero coltivato dentro di sé l’idea di un gesto eclatante, la casualità dell’assenza del comandante avrebbe potuto fare il resto e indurlo a realizzarlo. Intanto non è stata confermata dalla Procura di Dusseldorf la notizia del ritrovamento di un telefonino dal quale sarebbe stato estrapolato un video sugli ultimi minuti a bordo del velivolo, quando i passeggeri, resosi conto della situazione, avrebbero iniziato ad urlare. La Lufthansa, oltre ad aver già stabilito una somma pari a trecento milioni di euro per coprire le spese e i risarcimenti alle famiglie delle vittime dell’incidente aereo, ha deciso di sospendere le celebrazioni per i sessanta anni della compagnia previste per il 15 aprile, e di essere invece presenti alla commemorazione delle vittime che si terrà il 17 aprile nella cattedrale di Colonia.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/andreas-lubitz-un-mistero-ai-comandi-dellairbus-320-meluzzi-perche-era-giudicato-idoneo-a-pilotare/"><img width="748" height="1024" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota.jpg 748w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota-219x300.jpg 219w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota-640x876.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/pilota-47x64.jpg 47w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /></a></p>]]></content:encoded>
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