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	<title>Gli italianiIn arrivo sanzioni dall&#8217;UE per Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>In arrivo sanzioni dall&#8217;UE per Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 23:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Pracucci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea, dopo diversi avvertimenti, ha deciso di avviare la procedura d’infrazione nei confronti di Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. I tre paesi, sin dallo scorso anno, si sono rifiutati di accogliere i rifugiati a loro assegnati, trasgredendo così alle normative europee.</p>
<p>Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per le migrazioni, ha usato parole piuttosto dure ma veritiere nei confronti delle suddette nazioni: “Ci sono 3 paesi che non hanno fatto nulla da più di un anno intero, se non addirittura dall’inizio del processo di ricollocamento”. Il commissario ha inoltre aggiunto: “L’UE si basa sulla solidarietà e sulla condivisione delle responsabilità &#8211; senza eccezioni per nessuno. L&#8217;attuazione delle decisioni del Consiglio europeo è un obbligo, non una scelta”.</p>
<p>La Commissione invierà ai rispettivi governi di Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca una lettera di avvertimento richiedendo spiegazioni per il mancato adempimento. Se non dovesse ricevere risposta o motivazioni valide, la Commissione potrebbe denunciare i tre paesi alla Corte di giustizia dell’Unione Europea, applicando così delle sanzioni piuttosto severe.</p>
<p>L&#8217;aspra ultimatum di Bruxelles non è stata certamente gradita dai paesi chiamati in causa. Il ministro degli esteri polacco Witold Waszczykowski, dopo una riunione con il suo omologo ungherese Peter Szijjarto, ha definito le sanzioni come un vero e proprio ricatto.</p>
<p>Anche le altre massime cariche politiche polacche non sembrano voler fare ammenda: il presidente Andrzej Duda sta valutando la possibilità di indire un referendum sulle quote, esattamente come fece l’Ungheria lo scorso ottobre, mentre il primo ministro Beata Szydło ha tirato in ballo addirittura l’Olocausto, affermando “Auschwitz ci insegna che tutto deve essere fatto con il fine di proteggere la vita e la sicurezza dei cittadini.” Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo ed ex omologo della Szydło, ha commentato questa frase con sdegno, scrivendo in un tweet: “Parole simili non dovrebbero mai uscire dalla bocca di un primo ministro”.</p>
<p>Il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka ha invece risposto per le rime a Bruxelles, incolpando l&#8217;UE di aver indebolito le difese del vecchio continente e di aver drammaticamente ridotto gli standard di sicurezza.</p>
<p>Il processo di ricollocazione procede lentamente e con molti ostacoli. Attualmente, solo poco più di 20.000 rifugiati su 160.000 sono stati accolti da paesi europei. Ungheria e Polonia, per ora, non hanno ricevuto nessuno dei richiedenti d&#8217;asilo a loro assegnati, mentre la Repubblica Ceca ne ha accettati solo 12 a fronte dei 2000 previsti.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/arrivo-sanzioni-dallue-ungheria-polonia-repubblica-ceca/"><img width="300" height="150" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/ue.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/ue.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/ue-96x48.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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