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	<title>Gli italianiIn mostra un secolo di storia del Costanzi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>In mostra un secolo di storia del Costanzi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 12:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica D'Agostino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/artisti-allopera-in-mostra-un-secolo-di-storia-del-costanzi/"><img width="295" height="204" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/costanzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/costanzi.jpg 295w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/costanzi-93x64.jpg 93w" sizes="(max-width: 295px) 100vw, 295px" /></a></p><hr /><p>Artisti all’Opera è la mostra che celebra il rapporto tra le arti visive e il teatro Costanzi, ospitata fino all’11 marzo al Museo di Roma – Palazzo Braschi. Compositori, orchestrali, cantanti, costumisti, scenografi e registi ma anche pittori, scultori, disegnatori: dal 1928 il teatro dell’Opera di Roma è stato un luogo d&#8217;incontro privilegiato, il crocevia dei maggiori artisti del Novecento. Mascagni e Puccini, Callas e Pavarotti, Tosi e Caramba, ma anche Picasso, De Chirico, Pomodoro, Ceroli, Burri. Una storia iniziata a fine Ottocento con la prima rappresentazione della Cavalleria Rusticana e che ancora prosegue con le sperimentazioni contemporanee degli allestimenti&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Artisti all’Opera è la mostra che celebra il rapporto tra le arti visive e il teatro Costanzi, ospitata fino all’11 marzo al Museo di Roma – Palazzo Braschi. Compositori, orchestrali, cantanti, costumisti, scenografi e registi ma anche pittori, scultori, disegnatori: dal 1928 il teatro dell’Opera di Roma è stato un luogo d&#8217;incontro privilegiato, il crocevia dei maggiori artisti del Novecento. Mascagni e Puccini, Callas e Pavarotti, Tosi e Caramba, ma anche Picasso, De Chirico, Pomodoro, Ceroli, Burri. Una storia iniziata a fine Ottocento con la prima rappresentazione della Cavalleria Rusticana e che ancora prosegue con le sperimentazioni contemporanee degli allestimenti più recenti da La Traviata, firmata da Sofia Coppola, fino a Lulù di Alban Berg, regia di William Kentridge. L&#8217;esposizione, curata da Gian Luca Farinelli, nasce con l’obiettivo di valorizzare l’immenso patrimonio artistico conservato nell’archivio del Teatro dell’Opera, costituito da scenografie, oltre 80mila costumi e 11mila bozzetti, attraverso il quale si è potuta ricomporre una parte significativa della produzione lirica italiana. Un tesoretto di 12 milioni di euro che anche grazie al contributo delle proiezioni e dei filmati dell’Istituto Luce, è in grado di restituire al visitatore le atmosfere e le suggestioni del dietro le quinte di uno dei palcoscenici più apprezzati del mondo in un excursus tra le maggiori correnti artistiche del secolo scorso. È la storia di capolavori assoluti tradotta in un percorso espositivo che evoca la concezione wagneriana dell’opera d’arte come somma sintesi di tutte le espressioni artistiche, specchio di una identità collettiva e immagine del suo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così con il cubismo di Picasso, il realismo di Renato Guttuso e il futurismo di Prampolini, la pittura metafisica di De Chirico, fino agli anni 80 che parlano di Pomodoro e del suo linguaggio materico, con l’astrattismo di Purificato, Mastroianni e Bonalumi, l’arte visiva entra nello spazio scenico. Già nel 1913 con la prima esposizione dei futuristi a Roma il teatro Costanzi mostra di essere all’avanguardia, quando poi crea il lungo sodalizio con uno dei suoi maggiori esponenti, Enrico Prampolini, questa ventata progressista diventa ancora più evidente nei bozzetti scenografici, realizzati per gli spettacoli tra il 1931 e il 1953.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1920, la presenza dei Ballets Russes di Sergej Pavlovi Diaghilev, coinvolge scenografi-artisti come Braque, Picasso, Benois. Sarà proprio Picasso nel Secondo Dopoguerra a disegnare scialli e sombreri per Cappello a tre punte di Manuel De Falla, la più innovativa produzione europea del tempo. Nel ’37, in linea con la politica del ventennio fascista, si inaugura la stagione estiva con la rappresentazione dell’Aida tra le rovine archeologiche delle Terme di Caracalla,  celebrazione dell’impero e della romanità. Tra  gli artisti  che partecipano a questo recupero dei modelli classici, non poteva mancare Duilio Cambellotti. La cultura informale riappare sulla scena dell&#8217;Opera con il fondale del materico Alberto Burri realizzato per il balletto November Steps: un grande cretto in fase di formazione. Non era facile  mettere a confronto e far dialogare diverse eredità storiche e culturali, eppure tutta la mostra sembra una scommessa vinta.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/artisti-allopera-in-mostra-un-secolo-di-storia-del-costanzi/"><img width="295" height="204" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/costanzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/costanzi.jpg 295w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/costanzi-93x64.jpg 93w" sizes="(max-width: 295px) 100vw, 295px" /></a></p>]]></content:encoded>
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