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	<title>Gli italianiAspettando l&#8217;Umbria &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Aspettando l&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 17:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/aspettando-lumbria/"><img width="265" height="191" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo.png 265w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/rallo-89x64.png 89w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a></p><hr /><p>É inutile nasconderselo: fino al 27 ottobre – data delle elezioni regionali in Umbria – la politica italiana vivrá in una specie di limbo. E non perché la Sinistra potrebbe perdere il controllo di una regione da sempre “rossa”, ma perché il voto umbro sará una specie di cartina di tornasole per l’alleanza PD-M5S e, quindi, per la tenuta del governo Giuseppi 2. In altri termini, ad avere un peso non sará tanto la vittoria del candidato di destra o di quello di sinistra, quanto piuttosto la conta di quanti elettori del PD non voteranno il cartello della Sinistra (in&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>É inutile nasconderselo: fino al 27 ottobre – data delle elezioni regionali in Umbria – la politica italiana vivrá in una specie di limbo. E non perché la Sinistra potrebbe perdere il controllo di una regione da sempre “rossa”, ma perché il voto umbro sará una specie di cartina di tornasole per l’alleanza PD-M5S e, quindi, per la tenuta del governo Giuseppi 2.</p>
<p>In altri termini, ad avere un peso non sará tanto la vittoria del candidato di destra o di quello di sinistra, quanto piuttosto la conta di quanti elettori del PD non voteranno il cartello della Sinistra (in odio ai grillini) e di quanti elettori grillini faranno altrettanto (in odio al PD).</p>
<p>Se le perdite saranno considerate accettabili, allora i due principali partiti della coalizione di governo punteranno ad istituzionalizzare una alleanza fra loro e, comunque, tenteranno di far sopravvivere Giuseppi. Viceversa, se la legnata sará troppo forte, i due perdenti saranno tentati dal tornare a litigare (o dal fingere di litigare), nella speranza di essere “perdonati” da quegli elettori che li hanno abbandonati.</p>
<p>Ovviamente, i litigi (veri o falsi) potranno far saltare la maggioranza “giuseppina”; ammesso che questa non abbia frattanto fatto naufragio sugli scogli della manovra finanziaria, insidiata sia da Renzi che da Di Maio. I due sono alla disperata ricerca di qualche cosa che possa alleggerire la loro posizione rispetto all’orgia di tasse e balzelli che caratterizza questa manovra che – ufficialmente – dovrebbe “ridurre le tasse”. Mi permetto di sintetizzare: premio Faccina di Bronzo 2019.</p>
<p>L’altra coalizione viaggia certamente in acque piú tranquille. Tutti i sondaggi la danno in testa nell’Umbria ex-rossa, con vantaggi che – a seconda dei diversi istituti – vanno da un minimo di 2 punti ad un massimo di 10. Anche se – mi permetto di aggiungere – con un 20% di elettori indecisi, ogni risultato é possibile.</p>
<p>Certo, a fronte di un’alleanza governativa sempre piú divisa e rissosa, il centro-destra dispone del valore aggiunto di una ritrovata unitá e di una riconfermata vitalitá, come testimoniato pure dalla grande manifestazione di Roma.</p>
<p>Ma anche lí c’é qualche piccola discrasia. Berlusconi ha capito che gli conveniva allinearsi ed ha smesso di raccontare la barzelletta di un centro-destra moderato e anti-sovranista, che non puó esserci. Ma, in compenso, il Salvini in versione filo-europeista e ultra-atlantista non piace a molti. A convincere di piú, in questo momento, é una Giorgia Meloni in grande spolvero. A piazza San Giovanni é stata lei la mattatrice della serata. Si é presa la scena per ben piú dei 10 minuti in scaletta ed ha conquistato la piazza, mietendo ovazioni e cori da stadio. Dopo di lei, Salvini é apparso un po’ impacciato, legnoso, certamente meno coinvolgente della leader di Fratelli d’Italia.</p>
<p>Ma l’attenzione generale, in questo momento, é concentrata su quanto avviene nell’altro campo, quello del centro-sinistra. Giuseppi gira in lungo e in largo l’Italia, nel tentativo di accreditarsi come un premier tranquillo, di cui gli italiani possano fidarsi. Dá quasi l’impressione di volersi preparare a presiedere un terzo governo, nel caso questo dovesse cadere. Con chi? Non si sa, ma non credo che per lui abbia molta importanza.</p>
<p>Al momento, il suo incubo peggiore non é Matteo Salvini, ma un altro Matteo, quel Mattacchione toscano che in queste ore imperversa alla Leopolda. Ufficialmente il Bomba ha invitato il premier ex giallo-verde a “stare sereno”, perché questo governo dovrá durare fino al compimento della legislatura. In reltá, sembra che il Pifferaio dell’Arno voglia tirare si per l’intera legislatura, ma con un nuovo governo e con lui stesso al posto di Giuseppi.</p>
<p>Zingarelli, poverino, assiste impotente. Si é fatto smontare il PD da un discolaccio che era ormai politicamente defunto, e che invece lo ha messo nel sacco in quattro e quattr’otto. Lui – il fratello di Montalbano – appare chiaramente inadeguato, prigioniero di quelle forze che hanno imposto un governo di qualunque tipo purché si evitassero le elezioni anticipate.</p>
<p>Eppure, sarebbe bastato che il segretario del PD tenesse fede ai mille giuramenti di “mai con i grillini”, per andare a elezioni anticipate e stroncare cosí sul nascere la congiura renziana. Vero é che le elezioni le avrebbe vinto il fronte sovranista (come comunque avverrá prima o poi), ma il PD – secondo tutti i sondaggi – ne sarebbe uscito con un risultato dignitoso e, per di piú, sarebbe venuto fuori come la forza centrale dello schieramento di sinistra. Inoltre, dal momento che sarebbe stato lui – Zingarelli – a fare le liste, le avrebbe depurato da una sovrabbondanza di candidati renziani, risolvendo alla radice la concorrenza interna del Bomba.</p>
<p>E, invece, eccolo qua a mangiare porchetta alle feste dell’Unitá e a rilasciare dichiarazioni prive di sale e di pepe; mentre il suo avversario – letteralmente resuscitato – vive una seconda giovinezza politica, pontifica come un vate alla Leopolda e maramaldeggia sulla finanziaria del povero Giuseppi.</p>
<p>Intanto, la campagna elettorale in Umbria vive i suoi ultimi scampoli. Domenica si vota, e da lunedí potrebbe cambiare tutto. In Umbria, e non solo in Umbria.</p>
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