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	<title>Gli italianiAttenzione a quel che accade a Bruxelles &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Attenzione a quel che accade a Bruxelles</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2019 10:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/attenzione-quel-accade-bruxelles/"><img width="636" height="382" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg 636w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></p><hr /><p>Nei tanti commenti che possiamo leggere sulla stampa o udire nei talk show televisivi a proposito della “questione debito”, non è sempre chiarissimo che il nostro Paese deve finanziare ogni anno per coprire il disavanzo e per rinnovare il debito pregresso in scadenza una somma superiore a 400 Miliardi di euro. Di tutta evidenza non si tratta di poca cosa, anche se il Ministro del Tesoro e dell’Economia e il Governatore della Banca d’Italia, ritengono un che sia perfettamente gestibile e compatibile con il Pil annuo prodotto dal nostro Paese. A noi che non abbiamo la responsabilità di governo, invece,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei tanti commenti che possiamo leggere sulla stampa o udire nei <em>talk show</em> televisivi a proposito della “questione debito”, non è sempre chiarissimo che il nostro Paese deve finanziare ogni anno per coprire il disavanzo e per rinnovare il debito pregresso in scadenza una somma superiore a 400 Miliardi di euro. Di tutta evidenza non si tratta di poca cosa, anche se il Ministro del Tesoro e dell’Economia e il Governatore della Banca d’Italia, ritengono un che sia perfettamente gestibile e compatibile con il Pil annuo prodotto dal nostro Paese.</p>
<p>A noi che non abbiamo la responsabilità di governo, invece, il debito pubblico appare come un macigno che grava sulle politiche economiche governative, impedendo di provvedere alle spese pubbliche, in particolare, di sostenere le grandi e necessarie opere infrastrutturali. Ne risulta un Paese evidentemente sempre più povero e non in grado di sostenere la concorrenza internazionale, che, invece, si giova di investimenti pubblici non indifferenti (vedi per tutti il caso della Cina)</p>
<p>Peraltro, come abbiamo avuto modo di segnalare in un precedente articolo sullo stesso argomento pubblicato lo scorso maggio, una quota importante del debito da rifinanziare deriva dal pagamento degli interessi e, quindi, un aumento, anche apparentemente contenuto del tasso d&#8217;interesse, finisce per aumentare in modo considerevole il debito da finanziare. E&#8217; possibile mostrare con un semplice esempio l&#8217;impatto di una piccola variazione del tasso d&#8217;interesse sul costo totale con un semplice esempio che, spero, abbia la forza di far definitivamente comprendere come sia (quanto meno) pericolosa la strada di chi avendo cariche pubbliche ritenga di poter parlare di finanza con la stessa leggerezza di chi giustamente si sfoghi al bar con gli amici. O, peggio, di pensi di poter manovrare con inconsistenza (o peggio insipiensa) il debito di uno stato.</p>
<p>Partiamo con i 400 Miliardi di Euro da finanziare e supponiamo che i tassi siano dell&#8217;1% anno e che il debito contratto abbia una scadenza media di 5 anni; in definitiva abbiamo per i cinque anni che seguono un costo anno per interessi pari a 4 miliardi per un totale di 20 Miliardi. Adesso, se il tasso si incrementasse  al 2% (un incremento di 100 punti base) gli interessi annui passerebbero a 8 miliardi, per un costo quinquennale totale di 40 miliardi di euro. Come si vede un importo davvero consistente, per un davvero piccolo movimento nei tassi.</p>
<p>Si segnala che ad alleviare il costo pluriennale degli interessi, potrebbe essere pensata utile una politica che riduca le scadenze dei prestiti, cosi potendo sfruttare i tassi a breve, notoriamente più bassi.</p>
<p>Tuttavia, senza dover per forza fare riferimento all’ipotesi di scuola sulla possibilità di trovarsi di fronte ad una situazione di inversione della curva dei tassi d’interesse, e quindi con tassi a breve più alti dei tassi a lungo (ipotesi che poterebbe già di per se ad incremento dei costi per il finanziamento), c’è da considerare che una politica di questo tipo, ovvero, di riduzione della scadenza media dei prestiti (nel nostro esempio una scadenza media di due anni in luogo dei cinque previsti)  ha una serie di difetti che la rendono attualmente sconsigliabile.</p>
<p>Di fronte, infatti, a possibili restrizioni nella politica monetaria, è preferibile indebitarsi a più lunga scadenza, infatti indebitarsi a breve comporta il rischio di trovarsi di fronte ad un improvviso “slittamento” in alto della curva dei tassi e, quindi, a dover pagare molto salato  le successive offerte.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/attenzione-quel-accade-bruxelles/"><img width="636" height="382" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg 636w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></p>]]></content:encoded>
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