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	<title>Gli italianiBobby Sands, Jan  Palach e i popoli oppressi &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Bobby Sands, Jan  Palach e i popoli oppressi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Bobby Sands, Jan  Palach e i popoli oppressi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 12:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/bobby-sands-jan-palach-popoli-oppressi/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/09/palach.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/09/palach.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/09/palach-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>La necessità di stendere questo articolo nasce da due letture, totalmente diverse ma egualmente interessanti, che mi hanno fatto riflettere sul rapporto della Gioventù di Destra con i popoli oppressi. Era la calda mattina del 31 luglio, quando, incuriosito dall&#8217;effetto mediatico, decido di comprare una copia di Repubblica, per leggere l&#8217;articolo di Paolo Berizzi, dal titolo &#8220;Antimafia e lodi a Priebke. La militanza a due facce dei giovani Meloniani&#8221;: era stato presentato quale reportage di Fenix (festa di Gioventù Nazionale, alla quale avevo partecipato il mese prima come volontario), ma, in definitiva, s&#8217;era rivelato l&#8217;ennesimo coacervo di elementi eterogenei e&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La necessità di stendere questo articolo nasce da due letture, totalmente diverse ma egualmente<br />
interessanti, che mi hanno fatto riflettere sul rapporto della Gioventù di Destra con i popoli<br />
oppressi.<br />
Era la calda mattina del 31 luglio, quando, incuriosito dall&#8217;effetto mediatico, decido di comprare una<br />
copia di Repubblica, per leggere l&#8217;articolo di Paolo Berizzi, dal titolo &#8220;Antimafia e lodi a Priebke.<br />
La militanza a due facce dei giovani Meloniani&#8221;: era stato presentato quale reportage di Fenix (festa<br />
di Gioventù Nazionale, alla quale avevo partecipato il mese prima come volontario), ma, in<br />
definitiva, s&#8217;era rivelato l&#8217;ennesimo coacervo di elementi eterogenei e ipotesi fantasiose.<br />
Tra quest&#8217;ultime, mi aveva particolarmente sorpreso l&#8217;affermazione, per cui i cd. &#8220;camerati, dagli<br />
anni &#8217;80, provino a scippare alla sinistra&#8221; Bobby Sands, rivoluzionario Irlandese, morto in carcere<br />
durante il primo mandato della Lady di Ferro, Margaret Thatcher. Già qualche mese prima del<br />
suddetto articolo, diversi giornali accreditati avevano provato ad azzardare un paragone tra Sands e<br />
l&#8217;anarchico Cospito: impresa che, tuttavia, si era rivelata maldestra e facilmente confutabile.<br />
Certo, indubbiamente leggendo &#8220;Un giorno della mia vita&#8221; (il diario dal carcere di Bobby Sands), ci<br />
s&#8217;imbatte in qualche riferimento marxista e in descrizioni degli aguzzini quali &#8220;nazisti&#8221; o &#8220;fascisti&#8221;<br />
(che potremmo comprendere, qualora ricordassimo che il movimento del quale faceva parte, ossia<br />
l&#8217;IRA, era storicamente legato a una certa tradizione socialista-marxista, in assenza di altri punti di<br />
riferimento culturalmente connotati), tuttavia non si può certo pensare che fosse a conoscenza delle<br />
derive sovietiche, cinesi etc. etc., a tal punto da poter leggere, con una lente critica, quei fenomeni.<br />
Altro punto a favore della corretta &#8220;appropriazione&#8221; della sua figura, nell&#8217;ambito di una destra<br />
giovanile identitaria, sociale e libertaria, è lo scopo che egli persegue: l&#8217;indipendenza e l&#8217;unità della<br />
sua Nazione e del suo Popolo, quali Cattolici e liberi dal colonialismo interno Inglese.<br />
Non dobbiamo, inoltre, dimenticare che, negli stessi anni, in Italia, la Strategia della Tensione aveva<br />
portato in carcere o al camposanto una generazione di ragazzi di tutti i colori politici e, quando non<br />
erano stati uccisi dai rivali, erano state le forze dell&#8217;ordine/armate a svolgere questo compito: a<br />
Destra, perdettero la vita, in questo modo, Alberto Giaquinto, Nazzareno De Angelis e Stefano<br />
Recchioni, causando l&#8217;avvento e il proliferare delle organizzazioni terroristiche d&#8217;area.<br />
E&#8217; proprio il contenuto di un racconto del guerrigliero Irlandese, scritto in carcere e pervenuto a noi<br />
tramite la sorella Marcella, a darci la perfetta definizione di ciò che è stato e rappresenta: il<br />
combattente per la libertà.<br />
Come lui, anche un altro ragazzo Europeo ha saputo rappresentare a pieno questa vocazione, pur<br />
vivendo nell&#8217;altro blocco, quello sovietico: si tratta di Jan Palach, ragazzo cecoslovacco, trattegiato<br />
dal giornalista e storico Umberto Maiorca, nel suo &#8220;Jan Palach e la Primavera di Praga&#8221; (edito<br />
Eclettica).<br />
L&#8217;ossessione per il &#8220;socialismo dal volto umano&#8221;, la fiducia (tradita) in una stagione riformatrice, la<br />
tragica conoscenza della tirannia Sovietica, lo portarono a maturare la decisione di &#8220;risvegliare il<br />
popolo dal torpore&#8221;, con il sublime sacrificio della propria vita.<br />
Quella torcia umana ne accese altre, non soltanto in Cecoslovacchia: è il caso di Alain Escoffier,<br />
visceralmente anti-comunista, che, per protestare contro la visita di Breznev a Parigi, si diede fuoco<br />
sugli Champ-Elysées.<br />
Così, gli ultimi due martiri citati sono ricordati in una canzone de &#8220;La Compagnia dell&#8217;Anello&#8221;,<br />
gruppo di musica alternativa, intitolata proprio &#8220;Alain Escoffier&#8221;: &#8220;A Praga muto nella piazza c&#8217;è<br />
Jan,/ sorride sereno, è vivo, è con me./ Un nome, un cognome per l&#8217;Europa/ perchè ora vive un eroe<br />
anche in Champs-Elysées&#8230;&#8221;<br />
Ecco, per chi ha sempre creduto nell&#8217;Europa dei Popoli e nella loro autodeterminazione, Bobby, Jan<br />
e Alain sono i più fulgidi esempi di &#8220;Combattenti per la libertà&#8221;: impossibile, quindi, che possano<br />
rappresentare la storia di una Sinistra comunista, che, prima del tardo avvento dell&#8217;EuroComunismo, era sempre stata disposta a schierarsi al fianco della Madre Sovietica, anche a costo di<br />
perdere consensi e affiliati, come nel caso della condanna della Rivoluzione Ungherese del &#8217;56, che<br />
portò all&#8217;allontamento di molti intellettuali dal PCI, firmatari del &#8220;Manifesto dei 101&#8221;.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/bobby-sands-jan-palach-popoli-oppressi/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/09/palach.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/09/palach.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/09/palach-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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