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	<title>Gli italianiBombardamenti a Musul, migliaia di civili in fuga &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Bombardamenti a Musul, migliaia di civili in fuga</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 08:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/bombardamenti-musul-migliaia-civili-fuga/"><img width="310" height="212" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/mosul.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/mosul.jpg 310w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/mosul-300x205.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/mosul-94x64.jpg 94w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a></p><hr /><p>Da quando le forze governative irachene avevano annunciato in ottobre l’offensiva per liberare Mosul (Ninive), in queste ultime settimane, costellate di furiosi combattimenti e azioni di bombardamento dall’aria e da terra, almeno 68.500 sono gli abitanti costretti a riparare altrove. Ormai si contano in molte decine di migliaia coloro che hanno potuto raggiungere i campi allestiti appositamente per accogliere i profughi ad Erbil, una cittadina ritenuta “sicura” a 80 Km da Mosul. Un comunicato dell&#8217;UNOcha, l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, dichiara che il rateo di crescita del numero degli sfollati si è impennato proprio in&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando le forze governative irachene avevano annunciato in ottobre l’offensiva per liberare Mosul (Ninive), in queste ultime settimane, costellate di furiosi combattimenti e azioni di bombardamento dall’aria e da terra, almeno 68.500 sono gli abitanti costretti a riparare altrove.</p>
<p>Ormai si contano in molte decine di migliaia coloro che hanno potuto raggiungere i campi allestiti appositamente per accogliere i profughi ad Erbil, una cittadina ritenuta “sicura” a 80 Km da Mosul.</p>
<p>Un comunicato dell&#8217;UNOcha, l&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, dichiara che il rateo di crescita del numero degli sfollati si è impennato proprio in questi ultimi giorni, a causa degli scontri che stanno raggiungendo aree ad alta densità di popolazione.</p>
<p>Fino a pochissimi giorni fa se ne contavano oltre diecimila in meno, oggi la tendenza è inversa.</p>
<p>Dopo i durissimi combattimenti attorno all’ospedale di Mosul e la distruzione ormai certa di almeno 6.000 unità abitative nella zona cittadina, le Organizzazioni Internazionali e quelle Non Governative (NGO) del luogo si aspettavano l’arrivo di almeno duecentomila persone a cui prestare assistenza.</p>
<p>Un disastro umanitario se si pensa che il solo rapporto congiunto delle Nazioni Unite con il Danish Refugee Council asseriva tempo fa che, da quando il conflitto nella vicina Siria entrava nel suo quinto anno, i rifugiati siriani che continuavano a chiedere asilo nelle strutture d’accoglienza di Erbil erano divenuti 245.134 assisititi, al 98% tutti in questa regione del Kurdistan iracheno.</p>
<p>Dal 2015 anche i religiosi si sono adoperati e, con esempi come la fondazione Aiuto alla Chiesa, hanno disposto l&#8217;accoglienza dei profughi nel &#8220;Villaggio Padre Werenfried&#8221;, costituito da 150 strutture prefabbricate. Tra gli interventi sostenuti, la costruzione di otto scuole per ospitare più di 7.200 alunni, e le lezioni sono tenute da insegnanti cristiani costretti alla fuga.</p>
<p>Gli esempi di aiuto umanitario e per una economia sostenibile non si contano più: è chiaro che Erbil sia divenuta oasi di solidarietà presso cui rifuguarsi, per colpa dei vari fronti di guerra.</p>
<p>La pianta a raggiera di questa città dominata dalla collina piatta di edifici antichi ai cui piedi sgorgano getti alti d’acqua e fontane in festa, sembra poter dare ancora una ragione di vita ai feriti e ai disperati provenienti da ogni dove.</p>
<p>Dai piani di assistenza dell’UNOcha si rileva come da parte loro siano state già approntate oltre 30.000 tende e quasi 5.000 rifugi (o caravans) per i profughi, oltre allo stoccaggio di migliaia di kit di beni, generi alimentari e di sostentamento distribuiti in fretta per superare l’inverno.</p>
<p>La stime dei numeri, che riflettono le tragiche condizioni della popolazione irachena, provano a riassumere quantitativamente la quotidiana crisi di un popolo in un territorio immenso stretto fra guerre e distruzioni da oltre 16 anni.</p>
<p>Per Falah al-Hadi, uno dei direttori del Dipartimento di Coordinazione dei campi profughi del Ministero dei Migranti e Rifugiati, in Iraq si è arrivati a contare 94.217 famiglie sgomberate in questi ultimi due anni; per l’UNOcha sono già 10 milioni le persone bisognose d’aiuto e ben 3 milioni gli sfollati in tutto l’Iraq.</p>
<p>Di sicuro sta il fatto che da cinque settimane l&#8217;offensiva dei governativi assieme ai peshmerga curdi, protetti dall’ombrello dell’Aviazione Statunitense, tenta di strappare definitivamente Mosul allo Stato Islamico.</p>
<p>Finora la strategia vincente diventano le puntate per liberare ampie fette di periferia, villaggio dopo villaggio, da Est a Ovest di quest’area urbana.</p>
<p>Dopo l’uccisione di uno dei responsabili della comunicazione dell&#8217;autoproclamato Califfato, milizie sciite irachene avevano bombardato le postazioni dei mercenari islamici a Tal Afar nel tentativo di conquistare questa città, che si trova a ovest di Mosul, vicino al confine con la Siria.</p>
<p>La propaganda nemica ha reagito inasprendo l’odio verso le minoranze, i deboli e le opere di rilievo storico-culturale intoccate dalla guerra, con ulteriori nefandezze ed atrocità.</p>
<p>Alle truppe irachene spetta il difficile compito di controllare tutta l’area circostante, affinchè i miliziani dell’Isis non abbiano vie di fuga o possibilità di rifornimento, grazie ai vantaggi dati dalla prossimità con la Siria.</p>
<p>Considerato che direttrici di marcia relativamente sicure qui non ce ne sono, a determinare la minore affluenza dei profughi in uscita rispetto a quanto paventato dall’ONU ha forse contribuito lo stesso governo iracheno, invitando i civili e i residenti locali a non allontanarsi e, parimenti, a non rischiare nell’attraversamento incauto di questa linea del fronte.</p>
<p>L&#8217;autoproclamato Califfato controlla Mosul a partire dal 2014 ma le autorità irachene dicono che il loro leader, il califfo Al Baghdadi, avrebbe già lasciato la città.</p>
<p>Intanto arrivano notizie di nuove esecuzioni di civili, almeno 40 persone uccise dall&#8217;Isis, mentre molte altre perdono la vita per colpa delle mine occultate da questi perfino in oggetti apparentemente “innocui” o di uso quotidiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Diego Ferin</strong></p>
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