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	<title>Gli italianiI cento anni di Pasolini. Le mostre a Roma &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>I cento anni di Pasolini. Le mostre a Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2023 20:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/cento-anni-pasolini-le-mostre-roma/"><img width="636" height="922" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini.jpg 636w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini-207x300.jpg 207w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini-44x64.jpg 44w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></p><hr /><p>Roma celebra il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) con tre mostre in altrettante sedi distinte – il Palazzo delle Esposizioni, Palazzo Barberini e il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo &#8211; ma con un titolo comune: Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO, che si ispira alla frase pronunciata nel film Medea (1969) dal saggio Chirone e rimanda a una misteriosa sacralità del mondo senza classi e ideologie contrapposta alla modernità ordinata secondo principi razionali. Se la mostra a Palazzo delle Esposizioni indaga Pasolini come corpo poetico, l’esposizione&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma celebra il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) con tre mostre in altrettante sedi distinte – il Palazzo delle Esposizioni, Palazzo Barberini e il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo &#8211; ma con un titolo comune: <strong><em>Pier Paolo Pasolini. TUTTO È SANTO</em></strong><strong>, </strong>che si ispira alla frase pronunciata nel film Medea (1969) dal saggio Chirone e rimanda a una misteriosa sacralità del mondo senza classi e ideologie contrapposta alla modernità ordinata secondo principi razionali.</p>
<p>Se la mostra a Palazzo delle Esposizioni indaga Pasolini come corpo poetico, l’esposizione al MAXXI, a cura di Giuseppe Garrera, lo colloca in un <strong>momento preciso come poeta: l’incontro televisivo del 1967 con Ezra Pound,</strong> voluto da Vanni Ronsisvalle per la rubrica<em> Incontri</em>, e trasmesso dalla Rai il 19 giugno 1968, all’interno di un programma più ampio, interamente dedicato al poeta, <em>Un’ora con Ezra Pound. </em></p>
<p><em>L’intervista di Pasolini</em> rappresenta il momento finale di un lungo percorso <strong>di rigetto, riflessione e infine ricongiungimento, determinato dalla raggiunta consapevolezza della condivisione di un destino di lotta e illusione poetica.</strong></p>
<p>Infatti, quando nel 1955 la rivista «Stagione» aveva dedicato un numero speciale al poeta americano, rinchiuso nel manicomio criminale, Pasolini aveva declinato l’offerta di collaborazione, scrivendo a Mario Costanzo di non amare Pound.</p>
<p><strong>Pasolini era stato tra i pochi poeti che fin dal 1956 avevano opposto un netto rifiuto a firmare un appello per liberare Pound dall’ospedale psichiatrico criminale federale di “St. Elizabeth”</strong> in cui era recluso da 11 anni, quando la condanna a morte per alto tradimento, collaborazionismo e propaganda antiamericana e fascista era stata convertita grazie a una perizia e una certificazione psichiatrica. Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Vittorio Sereni, perfino gli amici di Pasolini Sandro Penna, Alberto Moravia, Attilio Bertolucci, insieme a tanti altri, avevano firmato per la liberazione, o in nome di un principio di umanità o in considerazione del fatto che si trattava di uno tra i più grandi poeti di tutti i tempi. In precedenza Pier Paolo Pasolini e Pound si erano incontrati, solo brevemente, in Sicilia nell’estate del 1967, in occasione dell’istituzione del premio Zafferana Etnea.</p>
<p>L’incontro televisivo sembrava un’esecuzione annunciata, considerando soprattutto la forza carismatica e d’opinione di Pasolini. Eppure il 26 ottobre 1967 a Venezia un emozionato Pasolini mise in scena una cerimonia di amicizia che si apriva con la<strong> lettura di </strong><em>A Pact</em><strong>,</strong> poesia di Pound inizialmente dedicata a Walt Whitman, di fronte al poeta che assisteva silenzioso a questo<strong> gesto di riconoscimento del valore del suo pensiero.</strong></p>
<p>La mostra racconta quindi l’omaggio che Pasolini tributa al poeta (presentandosi come un figlio che si riconcilia con il padre) dopo anni di rifiuto e ostilità, presentando anche una selezione di documenti storici, articoli di giornali e libri che contestualizzano l’evoluzione del rapporto tra Pasolini e Pound e ripercorrono una storia di devozioni, dubbi, perplessità,<br />
considerazioni sul ruolo della poesia e il disastro delle idee.</p>
<p>L&#8217;occasione costituì un evento storico, non soltanto per il mondo della letteratura e della poesia, ma anche per la vita dei due intellettuali.</p>
<p>Da una parte c’era un Ezra Pound anziano e affaticato, apparentemente indifferente al peso delle vicissitudini attraversate e dell&#8217;esperienza del manicomio, dall&#8217;altra Pasolini, lo scrittore e regista che proprio in quegli anni iniziava a godere i frutti di un lavoro a lungo apertamente criticato dai benpensanti di un&#8217;Italia impreparata a recepire la sua coraggiosa ricerca espressiva e stilistica.</p>
<p>Alle narrazioni che emergono dai numerosi materiali d’archivio si aggiungono gli interventi di Allison Grimaldi Donahue, Olaf Nicolai e Luca Vitone, tre autori contemporanei invitati a dare la loro lettura di quanto è avvenuto e a indagare gli echi e le risonanze del pensiero di due<br />
protagonisti controversi del Novecento letterario, nel solco dei culti sotterranei di fedeltà alla poesia che lo hanno attraversato.</p>
<p>L’incontro tra Pound e Pasolini non fu solo il confronto tra due rivoluzionari di idee opposte, ma anche la relazione tra due poeti con le loro eredità intellettuali, che risolvono il loro conflitto con una riconciliazione che suona come un passaggio di testimone.</p>
<p>Due personaggi anticonvenzionali accomunati dalla scelta di mettersi in gioco in prima persona.</p>
<p>Un filo riannodato sulla traccia dei versi di Pound, che Pasolini ridisegna e fa propri in una rilettura di rara e toccante intensità.</p>
<p>Da allora la poetica di  Pound sarà sempre più presente nell’opera di Pasolini, nella prospettiva di un’etica fondata sull’equilibrio tra uomo e natura.</p>
<p>In questo senso Pasolini utilizza <em>I Cantos</em> sia in <em>Salò </em>che ne <em>La nuova </em><em>gioventù</em> e sottoscrive quelli che ritiene i versi più conservatori di Pound, ispirati all&#8217;etica confuciana e alle leggi del mondo contadino cinese.</p>
<p>Pound morì nel 1972 a Venezia, e a distanza di un anno Pasolini sottoscrisse, anche politicamente, i suoi versi conservatori. Segno che nel suo giudizio era cambiato qualcosa, al punto che Pasolini avrebbe guardato a Pound come a un maestro nelle sue due ultime opere non postume. Che cosa era arrivato a condividere ideologicamente con Pound tra il 1967 e il 1975? Secondo lui “<em>l</em><em>’ideologia reazionaria di Pound è dovuta al suo back-ground contadino”. Infatti, “ciò che in Pound, attraverso il padre e la mitica figura del nonno è entrato di questo mondo contadino, lo veniamo a sapere attraverso la idealizzazione che Pound ha fatto della cultura cinese”. “Egli ha voluto, fermamente e follemente voluto, restare dentro il mondo contadino: anzi, andare sempre più in dentro e più al centro”, aggiungeva Pasolini. “La sua ideologia non consiste in niente altro che nella venerazione dei valori del mondo contadino (rivelatiglisi in concreto attraverso la filosofia cinese, pragmatica e virtuosa). In questo senso io ritengo che si possano sottoscrivere, anche politicamente, tutti i versi conservatori di Pound dedicati ad esaltare (con nostalgia furente) le leggi del mondo contadino e l’unità culturale del Signore e dei servi”.</em></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/cento-anni-pasolini-le-mostre-roma/"><img width="636" height="922" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini.jpg 636w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini-207x300.jpg 207w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2023/01/pasolini-44x64.jpg 44w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></p>]]></content:encoded>
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