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	<title>Gli italianiComunali 2016: i risultati delle principali città &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Comunali 2016: i risultati delle principali città</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 15:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina_mira</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/comunali-2016-risultati-delle-principali-citta/"><img width="600" height="338" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi.jpg 600w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p><hr /><p>Si sono appena tenute le elezioni comunali in più di 1300 Comuni, e gli esiti sono stati significativi, tanto per la realtà locale quanto per quella nazionale. Il totale è la somma degli addendi, e dunque proseguiamo con la descrizione di questi addendi. &#8211; La situazione della Capitale è sui generis rispetto al resto della penisola. La città eterna è reduce da due sindaci che hanno deluso la romanità, rappresentanti rispettivamente di un centro destra (Alemanno) e di un centro sinistra (Marino) che non hanno dato buona prova di governo, e che hanno fatto alludere più testate estere ad un novello Sacco&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono appena tenute le elezioni comunali in più di 1300 Comuni, e gli esiti sono stati significativi, tanto per la realtà locale quanto per quella nazionale. Il totale è la somma degli addendi, e dunque proseguiamo con la descrizione di questi addendi.</p>
<p><strong>&#8211; La situazione della Capitale</strong> è sui generis rispetto al resto della penisola. La città eterna è reduce da due sindaci che hanno deluso la romanità, rappresentanti rispettivamente di un centro destra (Alemanno) e di un centro sinistra (Marino) che non hanno dato buona prova di governo, e che hanno fatto alludere più testate estere ad un novello Sacco di Roma. Nonostante l&#8217;indolenza un po&#8217; ironica e un po&#8217; rassegnata di una città che dal 753 a.C. ha visto tutto e il contrario di tutto, stavolta i romani hanno deciso di affluire alle urne in misura lievemente superiore alle ultime elezioni &#8211; e solo per punire i partiti tradizionali. Roma è infatti l&#8217;unico grande Comune italiano che vede un risultato non solo da podio ma addirittura da medaglia d&#8217;oro a favore dei Cinque Stelle.</p>
<p>Il candidato sindaco privilegiato dai votanti è infatti risultata l&#8217;avv. Virginia Raggi (M5s), che ha totalizzato il 35,2%, seguita a distanza di dieci punti dal candidato del PD, Roberto Giachetti (24,9%). Dopo la pessima prova data negli anni scorsi dal Pd con Ignazio Marino, &#8220;Jeeg Robbè&#8221; (come si è autosoprannominato Giachetti) si è detto quasi miracolato. Al terzo posto Giorgia Meloni, che ha ottenuto il 20,6%, premiata da una destra ormai dilaniata il cui voti è confluito in mille rivoli &#8211; non da ultimo a favore della Raggi stessa. Tra l&#8217;altro la conferma del peso elettorale di Berlusconi, sempre più ridotto se non quantitativamente inesistente.</p>
<p>Quanto all&#8217;affluenza, la Capitale è l&#8217;unica metropoli italiana in cui è aumentata, e probabilmente grazie al voto di protesta: è del 57%, cresciuta di oltre 5 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni.</p>
<p>Completamente diversa la situazione a Milano, dove la cosiddetta antipolitica ha pesato poco e niente; è aumentato tuttavia il disinteresse, forse a causa della percepita equivalenza dei due principali sfidanti: l&#8217;affluenza è diminuita di 13 punti rispetto alla scorsa tornata, attestandosi attorno al 55%. Nella metropoli lombarda i risultati mostrano un testa a testa tra Sala, esponente del centrosinistra (41,7%) e Parisi, centrodestra (40,8%). Laddove i partiti tradizionali non hanno deluso la cittadinanza con scandali, dando nel complesso un&#8217;impressione di buona gestione, il Movimento 5 stelle non è stato premiato: a Milano il punteggio di Corrado è del 10,1%.</p>
<p>Altra città in cui i grillini sono stati per lo più ignorati è Bologna. Nell&#8217;Emilia Romagna dove Pizzarotti è stato &#8220;congelato&#8221; per non compromettere le elezioni, il voto non è comunque andato a loro: il miglior risultato è stato quello ottenuto da Merola, centrosinistra, con il 39,5%, seguito dalla Borgonzoni (22,3%) di centrodestra. Nel complesso più sbilanciata a sinistra di Milano, ma una netta prevalenza dei partiti tradizionali, mentre Bugani del M5s si attesta attorno ad un modesto 16,6%.</p>
<p>In tutti i Comuni alle urne nel nord Italia si conferma il bipolarismo centrodestra-centrosinistra, quasi sempre a favore di quest&#8217;ultima fazione. Eccezione illustre la fa Trieste, dove il candidato di centrodestra Dipiazza è in netto vantaggio con il 40,8%, seguito a distanza da Cosolini del centrosinistra (29,3%) e Menis del M5s (19,1%).</p>
<p>C&#8217;è solo una città al nord dove i grillini risultano secondi e non terzi o quarti, ed è Torino. Il sindaco uscente, Fassino, è tampinato dalla candidata a cinque stelle Appendino, ma la distanzia di dieci punti: 30,9% contro il 41,8% di Fassino. Particolare rispetto al settentrione la situazione torinese, e particolare anche il curriculum e le modalità moderate della Appendino rispetto al partito di Grillo: la città è reduce della fusione Fiat-Chrysler e del trasferimento delle sedi dell&#8217;azienda in Olanda e in Regno Unito. In più, il bilancio del Comune è pieno di debiti, circa 3 miliardi di euro. L&#8217;accusa con la quale la Appendino è riuscita a fare breccia nei cuori degli elettori è stata la seguente: la colpa sarebbe del &#8220;Sistema Torino&#8221;, un&#8217;alleanza tra democratici, liberali e imprenditori, la stessa che avrebbe sostenuto per un decennio Chiamparino e che avrebbe permesso a Fassino di sostituirlo mantenendo la stessa continuità nel potere. Come si diceva, il cv della Appendino è un po&#8217; troppo <em>upper class</em> rispetto al basso profilo che  i Cinquestelle hanno voluto ostentare ovunque, capitale compresa: figlia di imprenditori, ha una laurea alla Bocconi e ha lavorato per gli Agnelli. Viene in mente il gattopardesco e così intimamente italico motto: &#8220;Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente&#8221;. Staremo a vedere.</p>
<p>Nel frattempo a Napoli si conferma la larga maggioranza del sindaco uscente De Magistris, di estrazione PD ma presentatosi con una lista civica contrapposta al partito al Governo centrale; ruba terreno ai Cinque stelle macinando voti nella medesima area, e proprio grazie alla stessa retorica antirenziana. Ottiene un risultato del 42,8%. Al secondo posto nel capoluogo campano Lettieri (24%), rappresentante di centrodestra.</p>
<p>L&#8217;unica vittoria secca, senza necessità di ballottaggio, è quella di Zedda, centrosinistra, riconfermato a Cagliari con il 50,9%. Al secondo posto per i cagliaritani c&#8217;era il centrodestra di Massidda, con il 32,3%.</p>
<p>Se già esultano i pentastellati, con Di Maio che parla dal suo profilo Twitter di &#8220;Cento, mille raggi di sole&#8221; che &#8220;cominciano a fare breccia nel buio politico&#8221;, e Repubblica testimonia la preoccupazione di Renzi, di fatto la vittoria a cinque stelle (non ancora definitiva) è tale solo a Roma. A Milano, Bologna, Cagliari, Trieste e in numerosi Comuni di minori dimensioni il Movimento 5 Stelle non ha ottenuto risultati migliori di un terzo posto, talvolta molto risicato, come nella Napoli di Brambilla o nella Cagliari di Martinez. Non è un caso se i grillini siano usciti ad avanzare proprio a Roma e a Torino, dove l&#8217;alternativa erano una destra divisa e una sinistra restia al cambiamento.</p>
<p>L&#8217;impressione finora è stata quella di un Movimento &#8220;adolescente&#8221;: in contrasto con le autorità, con il potere in genere, capace di accusarlo di tutti i mali. Quella di Roma, in particolare, potrebbe essere una prova di crescita per il partito: i Cinquestelle riusciranno ad accostare una <em>pars construens</em> alla loro consueta (e comoda, perché deresponsabilizzante) <em>pars destruens</em>? O si riveleranno specchio degli stessi partiti tradizionali che criticano alacremente? Sperando in una reale emancipazione, e prendendo in prestito lo sguardo sarcastico e materno di una Roma e di un&#8217;Italia che ne ha viste di ogni tipo, restiamo a guardare.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/comunali-2016-risultati-delle-principali-citta/"><img width="600" height="338" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi.jpg 600w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/06/giachetti-raggi-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>]]></content:encoded>
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