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	<title>Gli italianiCoronavirus Azzolina &#8220;Anche 4 e 5 in pagella&#8221;. &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 17:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/coronavirus-azzolina-anche-4-5-pagella/"><img width="283" height="178" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/azzolina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/azzolina-1.jpg 283w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/azzolina-1-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /></a></p><hr /><p>I bandi per i concorsi per la scuola dovrebbero uscire a breve, forse anche la prossima settimana, solo per il concorso straordinario sono attese, secondo alcune stime, circa 80 mila domande di aspiranti prof titolari di cattedra. Sono poco meno di 50 mila complessivi i posti complessivi previsti con i concorsi, dei quali poco meno della metà sono riservati al concorso straordinario per chi da almeno tre anni lavora nelle scuole. Secondo quanto è in grado di anticipare l&#8217;ANSA le date della presentazione delle domande andrebbero dal 15 giugno al 31 luglio per il concorso ordinario infanzia, primaria, secondaria di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I bandi per i concorsi per la scuola dovrebbero uscire a breve, forse anche la prossima settimana, solo per il concorso straordinario sono attese, secondo alcune stime, circa 80 mila domande di aspiranti prof titolari di cattedra. Sono poco meno di 50 mila complessivi i posti complessivi previsti con i concorsi, dei quali poco meno della metà sono riservati al concorso straordinario per chi da almeno tre anni lavora nelle scuole. Secondo quanto è in grado di anticipare l&#8217;ANSA le date della presentazione delle domande andrebbero dal 15 giugno al 31 luglio per il concorso ordinario infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado. Per quanto riguarda invece il concorso straordinario per la secondaria e la procedura abilitante, le domande si potranno presentare dal 28 maggio al 3 luglio. A scuola non si torna perché ci sono ancora troppi rischi. Questo il pensiero della ministra dell&#8217;Istruzione Lucia Azzolina in un&#8217;intervista sul Corriere della sera in cui fa presente che si &#8220;allontana sempre di più la possibilità di riaprire a maggio&#8221; e che &#8220;il governo prenderà a giorni una decisione&#8221;. La ministra sottolinea che che anche se ci sarà per tutti la promozione, le pagelle saranno &#8220;vere&#8221;, con i 4 e i 5. E per le famiglie ci sarà un aiuto con &#8220;un&#8217;estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter&#8221;. Per la Maturità &#8220;sarebbe auspicabile&#8221; l&#8217;esame a scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le scuole  resteranno chiuse fino a settembre o magari anche oltre, a pagare saremo soprattutto noi donne”. Andrea Catizone, avvocata, è la prima firma insieme ad Antonella Madeo di una lettera aperta che centinaia di “donne della società civile” stanno firmando per chiedere di cominciare subito a organizzare non solo la riapertura delle scuole “con interventi immediati sull’edilizia scolastica”, ma anche una gestione formativa durante l’estate che consenta a entrambi i genitori di lavorare. &#8220;E&#8217; inaccettabile scaricare sulle donne e sui minori, e più che negli altri Paesi, il peso di una crisi: vìola i nostri diritti fondamentali&#8221;.  Perché sono soprattutto le donne che “rischiano di dover restare a casa rinunciando al lavoro per gestire i figli molto più spesso di quanto non accada ai papà, che spesso continuano a guadagnare più delle mogli per il gender gap sugli stipendi”, spiega l’avvocata Catizone. Non solo, sostengono nella lettera, “è ormai certa la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado perché non ci sono ancora le condizioni di sicurezza”, ma anche “il rientro, a settembre (quando non si sa) è pieno di incertezze”. La lettera, indirizzata alle ministre Lucia Azzolina ed Elena Bonetti, esprime “il senso di angoscia e di spavento da parte delle madri,  che da febbraio gestiscono una situazione che se non trova  a breve una soluzione adeguata determinerà una fuoriuscita definitiva dal mondo del lavoro delle donne e  produrrà gravissimi effetti sui minori”. Non che i papà siano esenti, ma “hanno mantenuto il loro già più solido legame con l’attività lavorativa e, come si sa, guadagnano di più”, avverte la lettera. Quello che le donne chiedono è dunque riassunto in cinque punti: “interventi immediati sull’edilizia scolastica per garantire la riapertura delle scuole al massimo a settembre, utilizzando anche le risorse europee per aumentare gli spazi richiesti dal distanziamento sociale”; provvedimenti specifici e urgenti per le famiglie con figli diversamente abili”, la dotazione di “adeguati supporti tecnologici e connessione per seguire le lezioni a distanza” e “programmare fin da ora la fase estiva per il periodo in cui i genitori dovranno rientrare al lavoro”. Rimettere in sesto le scuole &#8211; sostengono le organizzatrici, ispiratrici di Staffetta Democratica – non è un obiettivo così impensabile, dicono: “Alcune sono già pronte – spiega Catizone – ci sono già le condizioni per riaprirle. Per le altre ci sono già mappature di criticità, e bisogna iniziare subito. Invece non è proprio nell’agenda del governo, come se non fosse questo il momento migliore per lavorare sull’edilizia scolastica, ora che sono chiuse: salute e educazione sono entrambi valori costituzionalmente garantiti. Noi genitori ci siamo, ma lo Stato si assuma subito l’onere della formazione: mancano 5 mesi, non si può ancora tentennare dicendo ‘non sappiamo se le scuole riapriranno’ a settembre”. Una responsabilità che passa attraverso la necessità di “assistere le famiglie con problemi di disabilità, mentre ci sono Comuni che hanno tolto i finanziamenti per gli insegnanti di sostegno”, spiega l’avvocata Catizone. E poi “mancano gli strumenti: ciascuno studente deve avere il proprio computer o tablet, se la formazione è un diritto costituzionalmente garantito lo deve essere anche quella sostitutiva della classe. Non è pensabile che chi non può garantire pc o ipad o connessione ai suoi figli li condanni a non fare scuola. Per questo al governo diciamo: almeno poneteveli, questi problemi, invece sono lasciati inevasi e siamo preoccupate”. Preoccupate anche perché il conto finisce in tasca alle donne: “Già c’è una disparità salariale, è ovvio che se uno dei genitori deve rinunciare è quasi sempre la donna a farlo perché ha uno stipendio minore. Così vuol dire scaricare la crisi sulle donne e sui minori. Servono aiuti concreti, e bisogna pianificare subito una serie di attività da far fare a ragazzi e ragazze nel periodo estivo: non potranno certo restare insieme ai nonni, lo stato deve stringere convenzioni con piscine e centri sportivi, con associazioni culturali, teatri, cinema, con artisti&#8221;.</p>
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