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	<title>Gli italianiCoronavirus. La debolezza dell&#8217;uomo e il valore della competenza. Le lezioni da non dimenticare &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 10:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/coronavirus-la-debolezza-delluomo-valore-della-competenza-le-lezioni-non-dimenticare/"><img width="763" height="1136" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg 763w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-201x300.jpg 201w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-688x1024.jpg 688w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-640x953.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></a></p><hr /><p>E&#8217; chiaro che tutti noi  stiamo vivendo giorni difficili. Un colpo di tosse ci allarma e allarma i nostri familiari; non è niente, ci affrettiamo a precisare per rassicurare e rassicurarci. Quel divieto di spostarsi poi ci appare una imposizione intollerante, degna di un regime autoritario . L&#8217;essere fermati in strada e sentirsi dire dove sta andando è insopportabile, come dover esibire quel foglietto di carta con l&#8217;autocertificazione, quasi un lasciapassare come abbiamo visto fare in film di guerra. Eppure  è tutto necessario, indispensabile,  per combattere l&#8217;estendersi di questa infezione, di questa epidemia o pandemia, chiamatela come volete. Un secolo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/coronavirus-la-debolezza-delluomo-valore-della-competenza-le-lezioni-non-dimenticare/">Coronavirus. La debolezza dell&#8217;uomo e il valore della competenza. Le lezioni da non dimenticare</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; chiaro che tutti noi  stiamo vivendo giorni difficili. Un colpo di tosse ci allarma e allarma i nostri familiari; non è niente, ci affrettiamo a precisare per rassicurare e rassicurarci. Quel divieto di spostarsi poi ci appare una imposizione intollerante, degna di un regime autoritario . L&#8217;essere fermati in strada e sentirsi dire dove sta andando è insopportabile, come dover esibire quel foglietto di carta con l&#8217;autocertificazione, quasi un lasciapassare come abbiamo visto fare in film di guerra. Eppure  è tutto necessario, indispensabile,  per combattere l&#8217;estendersi di questa infezione, di questa epidemia o pandemia, chiamatela come volete. Un secolo fa i morti sono stati milioni per la spagnola, non era una società globalizzata, non c&#8217;erano gli spostamenti di oggi e nemmeno l&#8217;informazione dei nostri tempi, eppure l&#8217;infezione è dilagata trovando un sistema sanitario figlio di quei tempi. Oggi di passi in avanti la scienza ne ha fatto molti, eppure anche se il numero dei morti del coronavirus non è paragonabile  a  quello della spagnola, c&#8217;è il terrore nel mondo. Sarà per effetto del bombardamento mediatico, ma penso anche perché viene meno una convinzione diffusa di una scienza che lentamente sconfigge la malattia, del resto ogni anno da tempo si sciorinano dati sull&#8217;allungamento della vita media. Delle buone condizioni di salute dei nostri anziani. Molte malattie terribili (non tutte purtroppo) sono state sconfitte o isolate anche grazie ai vaccini ,nonostante qualche imbecille abbia continuato a sostenere tesi antiscientifiche che rasentano la superstizione. Però quando arriva qualcosa di nuovo, di imprevisto,  sconosciuto emerge tutta la nostra debolezza. La scienza annaspa, si contraddice anche perché la società, il mondo frenetico della comunicazione pretende risposte immediate, sicure. Così non soddisfa l&#8217;ansia  di alcuni chi dice: dobbiamo studiare, dobbiamo capire, sperimentare. Sarebbe bello affidarci a qualcuno con una risposta pronta, rassicurante che sprigioni sicurezza. Ma questa è una prerogativa di capipopolo e cialtroni. La vicenda pur con tutte le contraddizioni ci sta insegnando qualcosa: la rivalutazione della competenza. Perché quando siamo confusi e spaventati cerchiamo conforto in chi sa o mostra di sapere. Così oggi quel &#8220;professoroni&#8221; pronunciato  in modo sprezzante nei dibattiti televisivi è un ricordo lontano. Così come quel &#8220;uno vale uno&#8221; tanto caro a una certa politica è stato spazzato via. Chi sa non vale quanto chi non sa, o meglio sono uguali solo al momento del voto, ma poi per governare una città, una regione, il Paese c&#8217;è bisogno di altro: di esperienza, di cultura, di competenza. L&#8217;aver dimenticato questo ha portato a disastri. Il primo obiettivo è ricostruire il rapporto con la scienza intesa come competenza: Dobbiamo ricordarcene anche dopo, offrendo i mezzi necessari e l&#8217;ascolto determinante nelle decisioni: Se avessimo sempre fatto così forse non avremmo chiuso ospedali, ridotto le spese per la sanità. Ci saremmo resi conto, soprattutto chi governa, che sono intollerabili le liste di attesa, anche di mesi, per una visita specialistica o un intervento. Non si sarebbe assistito al pronto soccorso di grandi ospedali trasformati in lazzaretti con malati sulle barelle e i pochi medici e infermieri costretti a lavorare a ritmi incredibili tra proteste, lamenti e, a volte, anche violenze. Forse non avremmo la carenza di posti letto nella sanità pubblica con l&#8217;espandersi di quella privata e delle assicurazioni sanitarie. Tutto questo moltiplicato nel Sud. Essere pronti all&#8217;emergenza ora diventerà un dovere perché l&#8217;idea del progresso inarrestabile dell&#8217;umanità sta rivelando la sua debolezza rispeto alla natura, alle sue insidie. Ci difendiamo meglio di un secolo fa, ma non ancora da farci sentire sicuri. Nello stesso tempo dobbiamo continuare a crescere nella conoscenza ma rispettando la natura, perché non possiamo dominarla. Un difficile equilibrio, ma necessario. Più attenzione alla ricerca, alla salvaguardia della salute con la consapevolezza che l&#8217;uomo non è Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;ultima considerazione va fatta sulla miopia con la quale abbiamo affrontato la globalizzazione. Forte è stata la convinzione liberista che il mercato avrebbe sempre aggiuntato ogni cosa e garantito l&#8217;equilibrio mondiale. Così non è. Lo testimonia il fatto che un Paese industrializzato come il nostro dopo un mese non riesce a garantire le mascherine per tutti. Un prodotto semplice da produrre. Eppure si è preferito delocalizzare anche questo verso paesi dove il lavoro costa molto meno e i lavoratori hanno ben pochi diritti. Il mercato, già. Ma va a rotoli quando c&#8217;è una emergenza globale, o anche meno, e tutti pensano prima di tutti ai propri interessi. Le merci viaggiano liberamente in tempi tranquilli, ma crisi economiche, epidemie, guerre possono stravolgere un equilibrio tanto fragile. Ricordiamocene in futuro per impostare una politica industriale nazionale.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/coronavirus-la-debolezza-delluomo-valore-della-competenza-le-lezioni-non-dimenticare/"><img width="763" height="1136" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg 763w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-201x300.jpg 201w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-688x1024.jpg 688w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-640x953.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></a></p>]]></content:encoded>
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