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	<title>Gli italianiCoronavirus. La nuova peste di Camus &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Coronavirus. La nuova peste di Camus &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Coronavirus. La nuova peste di Camus</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 23:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/coronavirus-la-nuova-peste-di-camus/"><img width="560" height="315" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus.jpg 560w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p><hr /><p>Nel 1947 lo scrittore Albert Camus scrisse il noto romanzo La peste. “Come il male la peste non viene mai debellata del tutto ma resta latente in attesa dell’ambiente propizio a una nuova esplosione.”&#160; Nel romanzo si respira un’oscura sofferenza&#160; e la riflessione sull’assurdità della vita.&#160; Il protagonista un giorno trova un topo morto davanti l’uscio, ma non se ne preoccupa. Col passare dei giorni, però, i topi muoiono ad una velocità di &#160;seimila al giorno. Una moria che gli abitanti del posto attribuiscono ora ad un fattore ora all’altro. Solo al primo uomo che muore a cui seguono altri&#8230;</p>
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<p>Nel 1947 lo scrittore Albert Camus scrisse il noto
romanzo La peste. “Come il male la peste non viene mai debellata del tutto ma
resta latente in attesa dell’ambiente propizio a una nuova esplosione.”&nbsp; </p>



<p>Nel romanzo si respira un’oscura sofferenza&nbsp; e la riflessione sull’assurdità della
vita.&nbsp; Il protagonista un giorno trova un
topo morto davanti l’uscio, ma non se ne preoccupa. Col passare dei giorni, però,
i topi muoiono ad una velocità di &nbsp;seimila al giorno. Una moria che gli abitanti
del posto attribuiscono ora ad un fattore ora all’altro. Solo al primo uomo che
muore a cui seguono altri ammalati che non rispondono ad alcuna cura, si
capisce che si tratta di peste. La città di Orano in Algeria viene messa in
quarantena. Con l’arrivo dell’estate, poi, la peste ha un mutamento e, da forma
bubbonica, si trasforma in&nbsp; contagiosa
peste polmonare. </p>



<p>Chi ha letto il romanzo sa che la peste imperversa
per diversi mesi&nbsp; portando alla morte
molti abitanti tanto che non si trova più posto per sotterrare i cadaveri. Dopo
vari tentativi si riesce a trovare un siero che ha la meglio sul morbo ed i
cittadini di Orano tornano a sperare, ma un taccuino del giovane studente Tarrou
avverte di continuare a vigilare per un possibile ritorno della peste.</p>



<p>Ci sono varie assonanze tra la Peste di allora e il
Coronavirus di oggi.</p>



<p>Siamo stati spesso sotto l’attacco di varie
pandemie: la Spagnola, la Sars ed oggi il Coronavirus che ci lasciano inermi e
intimoriti. Ci guardiamo intorno con sospetto per individuare il probabile
untore, indossiamo mascherine inservibili, siamo restii a contatti diretti con
persone anche non cinesi perché tutti possono essere un rischio, ignorando che
il pericolo di morire di qualsivoglia natura è quotidiano ed imponderabile. </p>



<p>E’ giusto prendere le precauzioni necessarie, ma
senza esagerare. Due giorni fa sono stata a Roma per impegni lavorativi ed ho
trovato &nbsp;una città spopolata; le strade
non erano affollate di traffico, le vie più praticate semideserte. Via Condotti,
Via del Corso, Piazza di Spagna apparivano di altri tempi. &nbsp;Da una parte ho goduto di una Roma sotto un
sole primaverile senza l’affollamento di sempre, dall’altra ho riflettuto. Siamo
un popolo già frastornato da fattori politici, economici, ora resi ancora più
incerti dal timore di ammalarci di Coronavirus. La paura del male come della
morte ci attanaglia. Siamo fragili di fronte a ciò che ignoriamo e lo straniero
ne è il responsabile, ma il male di vivere appartiene a tutti. Gli USA hanno già
vietano l’ingresso ai cinesi e chiudono le frontiere a chi arriva dalla Cina.
Anche Londra e Istanbul hanno bloccato l’ingresso ad aerei provenienti dalla
Cina. In Africa ci sono 6.500 cinesi che potrebbero sbarcare in Italia anche con
mezzi non convenzionali. In questo caso come potremmo arginare il contagio del
virus? Salteranno delle teste in Cina per il ritardo con cui hanno dato al
mondo l’informazione? Aspettiamo&nbsp;
l’evolversi dell’evento con un nuovo timore. D’altro canto come si può
stare tranquilli se l’incubazione del Coronavirus di 10 giorni non ci dà
certezza di chi ne è affetto? &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/coronavirus-la-nuova-peste-di-camus/"><img width="560" height="315" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus.jpg 560w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/coronavirus-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>]]></content:encoded>
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