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	<title>Gli italianiCrisi delle primarie, crisi della politica e delle idee &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Crisi delle primarie, crisi della politica e delle idee &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Crisi delle primarie, crisi della politica e delle idee</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 11:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><del>Ride bene chi ride ultimo, dice di un proverbio, uno dei tanti che da sempre invitano alla prudenza. Ed imprudenti sono stati i commenti degli esponenti del <em>Partito Democratico</em> che hanno ironizzato sui 15.000 romani che hanno partecipato alle primarie di <em>NoiConSalvini</em> in un fine settimana di pioggia, vento e blocco del traffico. In pratica la metà dei voti che hanno espresso a Napoli i partecipanti alle primarie del partito del governo ed a Roma dove risultano dimezzati i consensi che avevano incoronato candidato sindaco Ignazio Marino che, eletto, è stato poi defenestrato dallo stesso segretario del partito.È evidente il disagio dei partiti, soprattutto dei partiti che hanno governato di recente e che governano tuttora, di fronte alla assoluta insufficienza della gestione degli enti locali, ovunque. Per cui nei dibattiti televisivi che, con il concorso di giornalisti e politologi cercano di analizzare il voto, emerge chiarissima l’assenza di programmi che non siano delle generiche espressioni di fiducia nel futuro e nella buona volontà del candidato e della sua squadra. In realtà come quella di Roma, assolutamente ingovernata e difficilmente governabile i partiti che avessero voluto vincere avrebbero dovuto mettere in campo una personalità forte, capace di trascinare l’elettorato, di recuperare sull’assenteismo e di proporre alla città delle formule adeguate di gestione, non generiche ma specifiche. Questo non avviene perché nella politica ormai si cerca di navigare a vista, per evitare di dispiacere qualcuno e in questo modo non si accontentano quelli che potrebbero formare una maggioranza sicura e forte. In questo contesto è evidente che assume un ruolo determinante l’opposizione che manifesta il <em>Movimento Cinque Stelle</em> che unisce a molte critiche poche, ma concrete indicazioni sul da farsi, tanto che tutti ritengono che un posto sicuro al ballottaggio lo conquisterà Virginia Raggi, il giovane avvocato, con una esperienza di consigliere comunale, che il Movimento ha messo in campo, con buone possibilità di conquistare la più alta poltrona del Campidoglio.</p>
<p>Lo scenario che si prospetta è quindi quello di una competizione per entrare in ballottaggio fra il <em>Partito Democratico</em>, la Sinistra oggi impersonata da Fassina, domani forse da Bray, l’ex ministro per i beni e le attività culturali molto vicino al Massimo D’Alema, e il <em>Centrodestra</em> nel quale manifesta particolare vivacità il gruppo di <em>NoiConSalvini</em> che ha messo un po’ in difficoltà <em>Fratelli d’Italia</em> di Giorgia Meloni, che indubbiamente avrebbe potuto aspirare a giocarsi in proprio la finale per il Campidoglio. A questo punto perde efficacia anche il tentativo di Berlusconi di attribuire una qualche credibilità alla candidatura di Bertolaso, al di là di quella che appare come una manovra verosimilmente diretta a dividere il centrodestra per aiutare Renzi in una realtà difficilissima per il segretario del <em>PD</em> e Presidente del Consiglio.</p>
<p>A questo punto si può dire che la competizione è aperta e che se il <em>Centrodestra</em> troverà il candidato giusto, capace, come si dice, di scaldare i cuori e di presentare un programma ed una squadra credibili, potrebbe arrivare al ballottaggio con buone possibilità di competere con la rappresentante dei <em>CinqueStelle</em> per la poltrona di sindaco di Roma.</p>
<p>Vedremo come si sviluppa la campagna elettorale, nel corso della quale si potranno cogliere elementi importanti per un pronostico più attendibile di quello che si può fare oggi quando peraltro possiamo dire che comunque i partiti trascurano ancora una volta l’esigenza che il sindaco della capitale d’Italia debba essere una grande personalità come accade all’estero. L’esempio è sempre quello di Chirac che da Presidente del Consiglio ha ricoperto per oltre 15 anni la carica di Sindaco di Parigi.</p>
<p>D’altra parte la difficoltà di gestire una comunità locale, lo si vede a Roma come a Milano, dove <em>Centrodestra</em> e <em>Centro-Sinistra</em> mettono in campo due manager e non due politici, come si sarebbe atteso, dimostra due cose, che in molti manca il coraggio di misurarsi su una realtà particolarmente complessa come quella di gestire grandi città con gravi difficoltà di bilancio incapaci di soddisfare le molteplici esigenze della popolazione locale, e che i partiti non abbiano saputo far crescere una classe dirigente locale capace di acquisire sul posto consensi e le esperienze necessarie, com’era una volta, per ricercare poi maggiori responsabilità politiche e amministrative, in Parlamento e al governo del Paese. È questo un degrado grave della politica, che è anche conseguenza, a mio modo di vedere, di quella crisi delle ideologie che troppi hanno ritenuto un passaggio fondamentale e positivo ma che, in realtà, è un fatto che nasconde una grave, anzi gravissima, crisi di idee.</p>
<p>La politica deve tornare a governare la realtà delle comunità a livello locale e nazionale, deve tornare ad essere una cosa bella, importante e nobile, come nobile è il compito di gestire le esigenze della cittadinanza in una prospettiva di miglioramento delle condizioni economiche e sociali della popolazione. È questa, in realtà, la sfida che oggi i partiti hanno di fronte. Chi riuscirà a vincerla o anche solo a prospettare un rinnovamento della politica avrà certamente l’attenzione degli italiani, di quelli che votano e dei tanti, troppi, che restano fuori dei seggi elettorali, un fatto negativo che non può essere giustificato dai politologi con la circostanza che anche in altri paesi la presenza alle urne è scarsa e spesso tende a diminuire. Anche lì evidentemente c’è una crisi della politica e delle idee della politica. Non sono, dunque, esempi da seguire.</p>
<p></del></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/crisi-delle-primarie-crisi-della-politica-e-delle-idee/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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