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	<title>Gli italianiCultura e politica di governo per il Centrodestra in testa nei sondaggi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Cultura e politica di governo per il Centrodestra in testa nei sondaggi</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 07:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/cultura-politica-governo-centrodestra-testa-nei-sondaggi/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>Torna spesso nei conversari degli amici “Un’occasione mancata”, il libro, uscito nel 2006 ma che ancora mi chiedono, con il quale riandavo alla mia esperienza di Capo di Gabinetto di Gianfranco Fini, Vicepresidente del Consiglio dei ministri, dal 2001 al 2006. Nessun segreto svelato, ovviamente, ma una ricognizione di fatti politici e amministrativi a tutti noti, riletti alla luce delle aspettative che la straordinaria vittoria del maggio 2001 aveva suscitato in tanti italiani, dopo anni di gestione delle sinistre, a Roma, nelle regioni e negli enti locali. Come spesso accade molto nel successo di uno schieramento è conseguenza degli errori&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Torna spesso nei conversari degli amici “Un’occasione mancata”, il libro, uscito nel 2006 ma che ancora mi chiedono, con il quale riandavo alla mia esperienza di Capo di Gabinetto di Gianfranco Fini, Vicepresidente del Consiglio dei ministri, dal 2001 al 2006. Nessun segreto svelato, ovviamente, ma una ricognizione di fatti politici e amministrativi a tutti noti, riletti alla luce delle aspettative che la straordinaria vittoria del maggio 2001 aveva suscitato in tanti italiani, dopo anni di gestione delle sinistre, a Roma, nelle regioni e negli enti locali.</p>
<p>Come spesso accade molto nel successo di uno schieramento è conseguenza degli errori degli avversari, dell’incertezza politica che nella legislatura aveva visto tre governi, Prodi, Amato, D’Alema, tutti incapaci di percepire le istanze degli italiani alle prese con problemi economici le difficoltà delle imprese, la contrazione dei consumi, la scarsa occupazione, soprattutto giovanile, e per le difficoltà degli anziani e dei pensionati.</p>
<p>In quella campagna elettorale gli italiani apprezzarono le promesse di Silvio Berlusconi, più lavoro, migliori pensioni, meno tasse, una sforbiciata agli adempimenti della burocrazia, che soffoca cittadini ed imprese, più sicurezza pubblica. E siccome lo diceva il Presidente-imprenditore la gente ha creduto. Anche alla sicurezza con la quale presentava le promesse, all’ottimismo che trasferiva negli ascoltatori. L’uomo che ha successo nella vita ha spesso successo in politica. È considerato un esempio, uno che conosce i problemi della gente, specie se “si è fatto da solo”, e se nelle sue aziende “non ha mai licenziato nessuno”.</p>
<p>Travolte le sinistre, con gruppi parlamentari di storica consistenza quell’11 giugno 2001 entrai a Palazzo Chigi da Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio con la convinzione che lì sarei rimasto più a lungo della legislatura. È un successo, mi dicevo, quello delle elezioni di maggio che avrebbe assicurato alla maggioranza ed al governo almeno venti anni di vita.</p>
<p>Mi accorsi ben presto che quelle prospettive molto probabilmente non si sarebbero realizzate, che governo e gruppi parlamentari schieravano molti, troppi inadatti a quei ruoli. Poca o nulla esperienza professionale ma spesso molta presunzione di sapere e di saper fare, un modo di fare lontano dalla gente che pure li aveva votati. Dappertutto, in posizioni di responsabilità, amici ed amici degli amici, compagni di scuola e di attività professionale, scelti in ragione di quei rapporti, che sono certamente importanti, ma che non assicurano una collaborazione proficua se non c’è sostanza, conoscenza dei problemi e capacità di affrontarli e risolverli.</p>
<p>In primo luogo assoluta mancanza di conoscenza dell’apparato amministrativo che, nei vari settori, avrebbe dovuto assicurare ai ministri il supporto necessario per governare, per realizzare il programma di governo, quell’indirizzo politico che gli italiani avevano apprezzato nelle urne. A differenza di Renzi, che ha eliminato dai gabinetti e dagli uffici legislativi Consiglieri di Stato e della Corte dei conti e Avvocati dello Stato, con le conseguenze che si sono viste nei tribunali e alla Consulta molte delle “riforme” del PD hanno sforbiciata. Berlusconi ne aveva in abbondanza e tutti di elevata professionalità. Ma il rapporto con Ministri e Sottosegretari non era sempre quello dei <em>Grand Commis</em>, fedeli soprattutto allo Stato, pronti a dire al politico “questo non si può fare” o “si deve fare in modo diverso da come vuoi tu”. Tra i personaggi degli uffici di diretta collaborazione prevalevano <em>yes men</em>, pronti a seguire le indicazioni del politico anche quando impraticabili o sbagliate con effetti negativi sull’immagine del governo. Sempre ed in ogni caso, timorosi di perdere i vantaggi assicurati da quella poltrona, l’indennità di gabinetto, la vettura di servizio, l’accesso privilegiato agli ambienti della Roma politica che conta. Magari pensando ai figli ed alla possibilità, da quella posizione, di instradarli nella professione o nell’impiego in una pubblica amministrazione o in un ente pubblico controllato dallo Stato.</p>
<p>È una questione di cultura istituzionale, di senso dello Stato, di dignità della persona rispetto al ruolo professionale rivestito. Non mi sono posto mai il problema di dover compiacere il politico con il quale collaboravo in lunghi anni di consulenze ministeriali. “Io la vedo così per la mia esperienza e professionalità. Poi lei, caro Ministro, faccia come vuole”. Finivano tutti per condividere i miei suggerimenti. Ciò che mi assicurava soddisfazione come uomo delle istituzioni impegnato in funzione dell’interesse pubblico.</p>
<p>Tra il 2001 e il 2006 una maggioranza che avrebbe potuto trasformare l’Italia non ne ha avuto la capacità. Non ha immaginato e non ha saputo realizzare. Si è impantanata nelle polemiche sui conflitti di interessi, evidenti da Berlusconi a Lunardi. Un Presidente del Consiglio primo detentore dei canali di informazione, un ministro delle infrastrutture che non poteva essere neppure psicologicamente libero degli interessi delle “imprese di famiglia”. E successivamente ha risentito negativamente delle polemiche sul Presidente del Consiglio interessato a molteplici iniziative della magistratura che è stato un errore gravissimo aver presentato come effetto dell’aggressione “politica” di un corpo di dipendenti dello Stato che solamente una distorta visione delle cose può far ritenere “di parte”. Considerato anche che la magistratura è un potere allo stato diffuso, scarsamente soggetta a vincoli di gerarchia, sia pure impropria.</p>
<p>Insomma, poche considerazioni per sottolineare come al Centrodestra sia mancata una adeguata cultura politica. Gravissimo perché alla base questa compagine politica trae alimento da un<em> humus</em> ricco quello della borghesia moderata, presente nelle professioni intellettuali, nelle università, nei ministeri e negli enti ai quali lo Stato, le regioni e gli enti locali affidano importanti servizi di interesse generale. Non c’è, dunque, che da scegliere con abbondanza di varietà di esperienze privilegiando chi ha capacità rispetto al ruolo e chi ha sicuramente senso dello Stato ed è anche affidabile per l’autorità politica che se ne avvale. Se, poi, è anche amico o amico di amici tanto di guadagnato. Competente, fedele alle istituzioni ed amico. Ma il primo requisito deve essere quello dell’affidabilità nel compito prescelto nel senso che, all’occorrenza, possa dire “no” al politico pressato dagli amici di partito o dai <em>clientes</em>.</p>
<p>Non è stato sempre così, anzi abbastanza spesso sono state “arruolate” persone di scarsa affidabilità, con modeste esperienze professionali. Con le conseguenze che si sono viste e una sconfitta che era nell’aria, limitata a poco più di ventimila voti solamente per l’impegno personale, straordinaria di Berlusconi quando Fini e Casini, Presidente della Camera, davano per perduta la battaglia. Ricordo le parole di Francesco Storace, dopo aver letto il mio libro: “ho capito perché abbiamo perso per 26 mila voti quando avremmo potuto vincere per due milioni”.</p>
<p>E adesso che il Centrodestra vola nei sondaggi alcuni dei quali fanno prevedere un sicuro successo? Riusciranno Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lega, ormai non più Nord, a catalizzare il consenso degli italiani moderati e di quanti hanno sperimentato negativamente il renzismo? E soprattutto avranno la capacità di governare se il leader del Centrodestra dovesse ottenere la responsabilità di Palazzo Chigi, magari d’intesa con il Movimento 5 Stelle?</p>
<p>Ancora una volta non è solamente un problema di programmi ma di cultura politica, di capacità di governare. Il passaggio dalle parole ai fatti, sempre un impegno difficile da attuare.</p>
<p>Se ne è occupato su <em>gli Italiani</em> (www.<a href="http://www.italianioggi.com/"><strong>italiani</strong></a>oggi.com), il quotidiano on-line edito da Pagine, Mario Bozzi Sentieri con un bell’articolo dal titolo significativo “Un Centrodestra da “acculturare””, riprendendo lo spunto offerto da un editoriale di Alessandro Giuli “La via delle vittorie inutili è lastricata di presunzione inoperosa” che sull’ultimo numero di <em>Tempi</em> (“Segnali di vita ed errori da non ripetere – Come acculturare il centrodestra che verrà”) propone un vero e proprio “manifesto metodologico”, dedicato ad un centrodestra che sfrutta soprattutto i demeriti degli avversari, “scivolati a precipizio”, ed al quale “si richiede di non ripetere gli errori del passato, a cominciare dal rapporto con il mondo della cultura, retrovia indispensabile per qualsiasi progetto politico”.</p>
<p>L’impegno è per “una cultura alta e condivisa” da costruire con una strategia che coinvolga tutti i settori del sapere e della comunicazione sulla base di un progetto intelligente, coinvolgente e comprensibile. Un po’ come stanno facendo Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti con il loro libro “Rinascimento”, dai giorni scorsi in libreria, che costituisce un vero e proprio programma di riscossa di un’Italia sempre più convinta che “quello che serve oggi è un sogno: qualcosa di più, di diverso e più grande… una visione che vada oltre l’atmosfera cupa.. che oggi insiste sull’Italia per effetto di troppi conflitti, poca speranza, molta stupidità”. Insomma, continua Tremonti, “se attingiamo alle migliori riserve della nostra storia e della nostra memoria, e se lo vogliamo, se ne abbiamo il coraggio, se abbiamo speranza possiamo dunque di nuovo proiettare fuori dai nostri confini e nel mondo tutta la nostra forza, come<em> modello</em> di civiltà per un mondo che del Rinascimento ha e avrà sempre più bisogno”. Un programma che per Sgarbi è racchiuso in una semplice farse: “Rimane un solo valore: la cultura”.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/cultura-politica-governo-centrodestra-testa-nei-sondaggi/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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