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	<title>Gli italianiDa Papa Francesco al pigiama nei McDonald&#8217;s: critica all&#8217;economia moderna &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 18:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/da-papa-francesco-al-pigiama-nei-mcdonalds-critica-alleconomia-moderna/"><img width="273" height="184" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/mcdonalds.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/mcdonalds.png 273w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/mcdonalds-96x64.png 96w" sizes="(max-width: 273px) 100vw, 273px" /></a></p><hr /><p>Papa Francesco: “Oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della iniquità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in Borsa.” Bergoglio soffia, il castello di carte cade. Con una frase dalla semplicità disarmante il papa esprime il fallimento del sistema sul quale la nostra economia è fondata, da “La ricchezza delle Nazioni” (1779, A. Smith) ad oggi: concorrenza e solo concorrenza, senza spazio per l’equità, senza spazio per i più deboli. La parola d’ordine è “mercato”,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Papa Francesco: “<em>Oggi dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della iniquità. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in Borsa.</em>”</p>
<p>Bergoglio soffia, il castello di carte cade. Con una frase dalla semplicità disarmante il papa esprime il fallimento del sistema sul quale la nostra economia è fondata, da “La ricchezza delle Nazioni” (1779, A. Smith) ad oggi: concorrenza e solo concorrenza, senza spazio per l’equità, senza spazio per i più deboli. La parola d’ordine è “mercato”, possibilmente “libero”; ma libero da cosa? E’ l’intervento statale che si vuole evitare, spesso per legge dello Stato stesso che auto-reclude, perché nelle teorie liberiste solo il mercato selvaggio permette il raggiungimento della agognata efficienza. L’efficienza, la stella polare degli economisti, un mero puntino nei loro grafici, al quale corrisponderebbe la massima gioia della società tutta. Adam Smith nel suo trattato, un classico dell’economia moderna, affermava: “<em>Non è dalla generosità del macellaio, del birraio o del fornaio che noi possiamo sperare di ottenere il nostro pranzo, ma dalla valutazione che essi fanno dei propri interessi</em>”. Teorie che finché sono rimaste tali risultavano veritiere – sulla carta, appunto -, ma che da due secoli a questa parte sono state smentite dalla storia. Di fatto si è trasposta l’antica legge del più forte, l’<em>homo homini lupus </em>di plautina memoria, dal piano animale-fisico a quello economico-monetario: vince ancora il più forte, anche se ora “più forte” vuol dire più ricco; di converso nel regime della libera concorrenza soccombe chi ha meno denaro. Non l’intelligenza né la forza fisica sono caratteri necessari per il vincitore, anche se aiutano; ma l’attitudine al guadagno. La giungla è ora quasi metafisica, i mezzi per sopravvivere sono sempre più lontani dalla terra. Anche su questo si esprime con chiarezza il pontefice: “<em>Al centro dell’economia deve esserci l’uomo, la donna e nostra madre Terra. Quando al centro del sistema non c’è più l’uomo ma il denaro, quando il denaro diventa un idolo, gli uomini e le donne sono ridotti a semplici strumenti di un sistema sociale ed economico dominato da profondi squilibri.</em>”</p>
<p>Tanti sono i punti del nostro sistema economico su cui dovremmo riflettere: concorrenza deregolamentata e spietata, meccanizzazione portata all’estremo, distacco progressivo ma radicale dalla terra, incapacità di rapportarsi col prodotto finito in modo responsabile, perché non se ne riconosce l’origine; pensiamo ai capi d’abbigliamento fatti in serie e con materiali scadenti in un Paese del Terzo Mondo (in questo modo il fondatore dei negozi Zara è diventato l’uomo più ricco d’Europa), o peggio al cibo de-naturalizzato e pluritrasformato chimicamente. L’efficienza aveva promesso gioia diffusa e benessere per tutti: di fatto si è rivelata la giustificazione ottimale di un’oligarchia monetaria e finanziaria. Tutto ricorda una delle opere più belle del Novecento, “Furore”, del premio Nobel per la Letteratura John Steinbeck, che racconta l’esodo dei contadini americani sfrattati dalla banche al tempo dell’introduzione dei trattori, lo sradicamento delle famiglie, il dolore, ma anche una serie di valori profondi che rischiamo di dimenticare. Scrive Steinbeck nel 1939: “<em>Gli uomini mangiavano ciò che non avevano coltivato, non avevano legami con il loro pane. La terra partoriva sotto il ferro, e sotto il ferro a poco a poco moriva, perché non era stata amata né odiata, non aveva attratto preghiere né maledizioni</em>”; e ancora, parlando del lavoro con le macchine che sostituiscono le braccia: “<em>Tutto questo è facile ed efficiente. Così facile che l’incanto scompare dal lavoro, così efficiente che l’incanto scompare dalla terra e dal lavorarla, e con l’incanto scompare anche la comprensione profonda e il legame. E nell’uomo del trattore cresce il disprezzo che alligna solo nell’estraneo, che di comprensione ne ha poca e di legami nessuno. Perché i nitrati non sono la terra, né sono terra i fosfati e la lunghezza della fibra del cotone. […] Quell’uomo che è più della sua struttura chimica, che cammina sulla terra, che fa deviare dell’aratro per evitare una pietra, che preme sulle stegole per scavalcare un rialzo, che s’inginocchia tra i solchi per consumare il pasto; quell’uomo  che è più dei suoi elementi, conosce la terra che è più della sua analisi. Ma l’uomo-macchina, che guida un trattore morto sulla terra che non conosce né ama, capisce solo la chimica; e disprezza la terra insieme a se stesso. Quando le porte di lamiera ondulata sono chiuse, lui va a casa, e la sua casa non è la terra.”</em></p>
<p>Dopo le parole immortali di Steinbeck, una riflessione sul tema: negli ultimi giorni la catena McDonald’s ha deciso di regalare la colazione a tutti coloro che vi si fossero presentati in pigiama. Rinunciando alla dignità (ma del resto non è più di moda) per un pasto preconfezionato, migliaia di ragazzi hanno invaso i punti vendita, procurando una pubblicità gratuita al colosso mondiale, mossi dallo slogan a loro parere goliardico “La dignità la perdo io, ma la colazione la offrite voi”. Ecco l’esito di quel processo che inizia con Adam Smith e continua con l’allontanamento dalla terra e dai valori salutari: nelle priorità il guadagno senza la fatica è un gradino più in alto rispetto al pudore e alla dignità. Una prostituzione intellettuale si affianca a una gravissima decadenza di valori mascherata da un velo di leggerezza e da una parvenza di scherzo: così lo sfruttato economicamente sente di essere colui che sfrutta. Un plauso a McDonald’s e alla sua campagna pubblicitaria italiana a basso costo, e un plauso ai nostri ragazzi che hanno beninteso la logica liberista del guadagno individuale bevendo un caffè americano e mangiando una brioche di plastica in pigiama. Chiudiamo nuovamente con Steinbeck, con quella che sembra la profezia d’un intellettuale lungimirante: “<em>Terribile è il tempo in cui l’Uomo non voglia soffrire e morire per un’idea, perché quest’unica qualità è fondamento dell’Uomo, e quest’unica qualità è l’uomo in sé, peculiare nell’universo”.</em></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/da-papa-francesco-al-pigiama-nei-mcdonalds-critica-alleconomia-moderna/"><img width="273" height="184" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/mcdonalds.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/mcdonalds.png 273w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/mcdonalds-96x64.png 96w" sizes="(max-width: 273px) 100vw, 273px" /></a></p>]]></content:encoded>
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