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	<title>Gli italianiDal Cern di Ginevra arrivano dati su una nuova particella, il pentaquark &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Dal Cern di Ginevra arrivano dati su una nuova particella, il pentaquark</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2015 14:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/dal-cern-di-ginevra-arrivano-dati-su-una-nuova-particella-il-pentaquark/"><img width="250" height="140" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/penta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/penta.jpg 250w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/penta-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a></p><hr /><p>Dal Cern di Ginevra arrivano dati su una nuova particella, il pentaquark un aggregato di quark composto da quattro quark e un antiquark. LHCb, uno dei quattro grandi esperimenti del Large Hadron Collider LHC, il super acceleratore del Cern a Ginevra, ha riportato la scoperta di questa classe di particelle e &#8211; lo studio che descrive i risultati è stato presentato per la pubblicazione alla rivista Physical Review Letters. &#8220;Il pentaquark osservato non è soltanto una nuova particella &#8211; ha spiegato Alessandro Cardini, responsabile dell&#8217;esperimento LHCb per l&#8217;Infn &#8211; ma anche un nuovo modo in cui i quark, che rappresentano&#8230;</p>
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<p align="JUSTIFY">Dal Cern di Ginevra arrivano dati su una nuova particella, il pentaquark un aggregato di quark composto da quattro quark e un antiquark. LHCb, uno dei quattro grandi esperimenti del Large Hadron Collider LHC, il super acceleratore del Cern a Ginevra, ha riportato la scoperta di questa classe di particelle e &#8211; lo studio che descrive i risultati è stato presentato per la pubblicazione alla rivista Physical Review Letters. &#8220;Il pentaquark osservato non è soltanto una nuova particella &#8211; ha spiegato Alessandro Cardini, responsabile dell&#8217;esperimento LHCb per l&#8217;Infn &#8211; ma anche un nuovo modo in cui i quark, che rappresentano i costituenti fondamentali di neutroni e protoni, possono combinarsi tra loro, in uno schema mai osservato prima in oltre cinquant&#8217;anni di ricerche sperimentali. Ulteriori studi delle proprietà dei pentaquark ci permetteranno di comprendere meglio la natura di neutroni e protoni, i costituenti della materia di cui siamo fatti noi e tutto ciò che ci circonda&#8221; conclude Cardini. La comprensione della struttura della materia è stata rivoluzionata nel 1964, quando il fisico americano Murray Gell-Mann ha proposto che una categoria di particelle, note come barioni, e che comprende protoni e neutroni, fossero composti di tre oggetti chiamati quark, e che un&#8217;altra categoria, i mesoni, fossero invece formati di coppie quark-antiquark. Cinque anni dopo Gell-Mann fu insignito per questo lavoro del Premio Nobel per la fisica. Il modello a quark elaborato da Gell-Mann &#8211; spiega l&#8217;Infn &#8211; permette anche l&#8217;esistenza di altri stati di aggregati di quark, come il pentaquark, appunto, composto da quattro quark e un antiquark. Fino ad ora, tuttavia, nonostante una ricerca serrata durata mezzo secolo e condotta da parte di molti esperimenti in tutto il mondo, non era mai stata portata nessuna prova conclusiva dell&#8217;esistenza del pentaquark.<br />
Ora, il risultato dell&#8217;esperimento LHCb è forte di un&#8217;analisi dei dati estremamente accurata a rigorosa, basata su un&#8217;elevatissima statistica, mai raggiunta prima, e su un&#8217;altissima precisione del rivelatore.<br />
&#8220;L&#8217;esistenza di particelle esotiche, quelle che non riusciamo a inquadrare nei modelli che descrivono mesoni e barioni, è ormai un fatto sperimentalmente accertato: ad esempio, stati con quattro quark sono già stati scoperti in diversi esperimenti, incluso LHCb&#8221;, spiega Pierluigi Campana, a capo della collaborazione internazionale LHCb dal 2011 al 2014. &#8220;Però adesso abbiamo una forte indicazione di qualcosa di equivalente per i cinque quark. E questo grazie alla capacità di LHCb di riconoscere la natura delle particelle, in mezzo a quella tempesta di tracce che ci è generosamente offerta dalle collisioni a LHC&#8221;, conclude Campana.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;La scoperta della collaborazione LHCb, di uno stato composto da cinque quark, se sarà confermata, arriva gradita, ma non inattesa&#8221;, commenta Luciano Maiani, fisico teorico fra coloro che hanno maggiormente contribuito agli studi sui quark. &#8220;Nel lavoro in cui introduceva i quark, Gell-Mann aveva anche suggerito che, oltre ai mesoni noti fatti da una coppia quark-antiquark, potessero esistere particelle mesoniche composte da due coppie quark-antiquark (tetraquark) e che, oltre alle particelle barioniche composte da tre quark, potessero esserci dei pentaquark. Ci attende adesso l&#8217;esplorazione di un nuovo mondo di particelle, al Cern e ai collisori elettrone-positrone in Giappone e in Cina&#8221;.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/dal-cern-di-ginevra-arrivano-dati-su-una-nuova-particella-il-pentaquark/"><img width="250" height="140" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/penta.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/penta.jpg 250w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/penta-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a></p>]]></content:encoded>
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