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	<title>Gli italianiDal Circo Massimo un avvertimento alla politica: e&#8217; ora di cambiare &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Dal Circo Massimo un avvertimento alla politica: e&#8217; ora di cambiare</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 15:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se si saranno sentiti a disagio, almeno un po’, i politici intervenuti al <em>Family Day</em>, e quelli che comunque vi hanno aderito pur essendo rimasti lontani dal Circo Massimo, di fronte alla marea festante e determinata di coppie giovani e anziane, con figli e nipoti al seguito, che rivendicava quelle politiche familiari sempre promesse e mai neppure avviate in Italia. Perché quelle famiglie, che ieri hanno occupato il prato dell’antico stadio romano delle bighe ed oltre fino al palazzo della FAO, chiedevano soltanto che lo Stato faccia la sua parte e consideri finalmente i figli un investimento per la società, come altrove in Europa, come nella vicina Francia, dove da qualche anno i nati superano i morti, come nelle più lontane Norvegia o Svezia, non cattoliche e apertamente progressiste, dove lo stato facilita i compiti della famiglia sostenendola concretamente in vari modi, assicurando ai figli una scuola gratuita (libri compresi), dall’asilo all’università, con sussidi mensili consistenti e varie agevolazioni fiscali.</p>
<p>L’Italia, invece, non solo non aiuta la famiglie ma anzi rende loro difficile la vita penalizzandole sul piano fiscale e dei servizi. Con la conseguenza che alcune convivenze fuori dal matrimonio non rivelano precarietà di sentimenti ma una scelta utilitaristica indotta dal sistema fiscale e dalle regole di gestione di alcuni servizi per cui è il reddito complessivo della famiglia che decide l’ammissione o l’esclusione dagli asili nido e fissa l’importo delle tasse universitarie. Infatti i figli dei “separati fiscali” hanno precedenza negli asili e pagano meno tasse all’università.</p>
<p>Sono situazioni note a tutti ma non si fa nulla di concreto, neppure un piccolo passo, per far intendere che si vuole cambiare. Neppure a livello di annunci, nei quali il Presidente del Consiglio e Segretario del <em>Partito Democratico</em> solitamente eccelle, si sentono dire cose nuove per la famiglia che, come hanno ricordato gli intervenuti al Circo Massimo, è, secondo le parole della Costituzione (art. 29), una “società naturale fondata sul matrimonio”, che non è necessariamente il matrimonio religioso ma un impegno personale forte, basato su una condivisione di valori e di progetti per la coppia ed i loro figli.</p>
<p>Non c’è dubbio che non ha giovato alla famiglia la considerazione, diffusa e sbagliata, che i valori che essa incarna siano esclusivamente religiosi, più esattamente cattolici. Un errore grossolano che, tuttavia, fa comodo ai politici per poter dire che la materia è controversa e “divisiva”, come oggi di usa dire. Un errore che la società italiana paga caro perché la famiglia è al centro della società e della vita economica e deve essere al centro delle politiche economiche e sociali. Perché la famiglia è formata da lavoratori, aspiranti lavoratori, risparmiatori e consumatori. Ed è nel risparmio e nei consumi il motore dell’economia che ha bisogno di investimenti e di interventi sul mercato interno perché solo attraverso queste attività la produzione tiene e si espande e, con essa, l’occupazione. Più consumi, più produzione, più occupati e il circolo diventa sempre più virtuoso e produttivo di effetti positivi per le famiglie. E per il fisco. Dovrebbe ben saperlo il Ministro dell’economia Padoan che sa fare di conto. Ma se il fisco incombe e falcidia i redditi, i risparmi ed i consumi ne risultano compressi e contenuti la produzione e l’occupazione.</p>
<p>Sentiamo ogni giorno ripetere della crisi economia e della difficoltà di uscirne pienamente. Ed è evidente che finché non si attuerà una sollecitazione degli investimenti pubblici e privati l’economia è destinata a battere il passo, come dimostrano i dati che tuttavia il Premier Renzi enfatizza ad ogni piè sospinto, quello zero virgola preceduto dal segno più o meno che non tranquillizza gli italiani.</p>
<p>Ecco, dunque, che i politici, i quali hanno prestato il loro assenso alla manifestazione del Circo Massimo, se non vogliono perdere la faccia  dovranno da domani fare proposte concrete impegnandosi ad attuarle rapidamente, anche con misure graduali e prudenti ma tali da far comprendere il senso di una svolta decisa e nella direzione giusta. Le famiglie aumenteranno perché non sarà più conveniente separarsi “in nome del fisco” per lucrare vantaggi. Così quella società naturale che chiamiamo famiglia, luogo di affetti ma anche di iniziative economiche e culturali per i figli, cittadini e professionisti di domani, potrà contribuire a far prospero il Paese e rinsaldare le sue radici culturali e spirituali.</p>
<p>Altre convivenze potranno avere la loro regolamentazione integrando, ove occorra, il codice civile in relazione alla specificità dei rapporti ed al ruolo che possono assumere nella società. Le coppie dello stesso sesso, per definizione sterili, potranno tenere i figli naturali ottenuti con un partner dell’altro sesso, esclusa l’adozione da parte del partner sopravvenuto perché il bimbo ha un padre ed una madre naturali titolari di diritti inalienabili. Ma soprattutto lo Stato deve tener conto, in primo luogo, dei diritti dei bambini ai quali nessuno chiede se gli va bene avere due papà o due mamme, bambini deboli di fronte all’egoismo dei grandi e ad essi soggetti perché in stato di bisogno.</p>
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