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	<title>Gli italianiDal per sempre ai legami liquidi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Dal per sempre ai legami liquidi</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 13:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/dal-sempre-ai-legami-liquidi/"></a></p><hr /><p>La Modernità liquida di cui parla Bauman significa soprattutto che tutto ciò che prima era considerato solido (idea di Dio, identità, soggetto, relazione, verità, idea di Stato-Nazione, etc.) si è andato liquefacendo. L’ambito che più ha risentito di tali radicali cambiamenti è quello affettivo relativo ai legami. In uno dei suoi libri più famosi, Amore liquido, Bauman ha messo in evidenza le fragilità di oggi, studiando in modo particolare i legami ispirati al modello consumistico ed edonistico. Egli parla di un “uomo senza legami” uomini e donne disperati perché abbandonati a se stessi, che si sentono degli oggetti a perdere, che&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Modernità liquida di cui parla Bauman significa soprattutto che tutto ciò che prima era considerato solido</strong><strong> </strong>(idea di Dio, identità, soggetto, relazione, verità, idea di Stato-Nazione, etc.) si è andato liquefacendo. L’ambito che più ha risentito di tali radicali cambiamenti è quello affettivo relativo ai legami. In uno dei suoi libri più famosi, Amore liquido, Bauman ha messo in evidenza le fragilità di oggi, studiando in modo particolare i legami ispirati al modello consumistico ed edonistico. Egli parla di un “uomo senza legami” uomini e donne disperati perché abbandonati a se stessi, che si sentono degli oggetti a perdere, che anelano la sicurezza dell’aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, e quindi ansiosi di “instaurare relazioni” sono al contempo timorosi di restare impigliati in relazioni “stabili”, per non dire definitive, poiché paventano che tale relazione possa comportare oneri e tensioni che non vogliono né pensano di poter sopportare e che dunque possa fortemente limitare la loro tanto agognata libertà. Credo fermamente che per instaurare relazioni è necessario intraprende la logica della cura che esige senso di responsabilità, perché l’amore non è un oggetto preconfezionato e pronto per l’uso. È affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante, di essere rigenerato, ricreato e resuscitato ogni giorno. Come rimediare a questo amore liquido che si trova diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame? Forse soltanto rompendo il circolo vizioso del consumismo compulsivo e riprenderci la bellezza dei legami autentici perché come scrive Bauman “Possiamo comprare tutto, non l’amore”. Non troveremo l’amore in un negozio. L’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana. Alle “relazioni” abbiamo sostituito le “connessioni”, e anziché parlare di “partner” preferiamo parlare di “reti”. Perché questa sostituzione? Sostiene Bauman, “a differenza di «relazioni», «parentele», «partnership» e di nozioni simili che puntano l’accento sul reciproco impegno ed escludono o passano sotto silenzio il loro opposto, il disimpegno e il distacco, il termine «rete» indica un contesto in cui è possibile con pari facilità entrare e uscire; impossibile immaginare una rete che non consenta entrambe le attività. In una rete, connettersi e sconnettersi sono entrambe scelte legittime, godono del medesimo status e hanno pari rilevanza.</p>
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