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	<title>Gli italianiDef: Tria &#8220;Aumento dell&#8217;iva confermato&#8221; &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Def: Tria &#8220;Aumento dell&#8217;iva confermato&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 07:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/def-tria-aumento-delliva-confermato/"></a></p><hr /><p> &#8220;La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative&#8221;, lo conferma il Ministro Tria.  Tria si è detto convinto che i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano ancora troppo alti per i nostri fondamentali, ma per far scendere lo spread &#8220;saranno importanti i piani del governo e l&#8217;incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio&#8221;. Confermata anche la vaga intenzione di una tassa piatta: &#8220;La legge di Bilancio per il prossimo anno continuerà il processo di riforma dell&#8217;imposta sui redditi, la cosiddetta flat tax, e di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> &#8220;La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative&#8221;, lo conferma il Ministro Tria.  Tria si è detto convinto che i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano ancora troppo alti per i nostri fondamentali, ma per far scendere lo spread &#8220;saranno importanti i piani del governo e l&#8217;incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio&#8221;. Confermata anche la vaga intenzione di una tassa piatta: &#8220;La legge di Bilancio per il prossimo anno continuerà il processo di riforma dell&#8217;imposta sui redditi, la cosiddetta flat tax, e di generale sistemazione del sistema fiscale per alleggerire il carico sui ceti medi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Corte dei Conti</strong>: L’introduzione di correttivi che ripristinino misure di sostegno ai settori produttivi e alle imprese, contenuti nel Def, avrebbe dovuto essere accompagnata da &#8221;misure in grado di riqualificare la spesa pubblica e di liberare risorse per una riduzione dell’onere fiscale&#8221;. Lo afferma il presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nell&#8217;audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, impegnate nell&#8217;esame del Documento.&#8221; Occorre muovere verso una più strutturale rivisitazione del sistema impositivo &#8211; aggiunge -, in direzione di una maggiore equità e di un più favorevole ambiente per la crescita&#8221;. E &#8220;per rafforzare gli effetti positivi&#8221; degli interventi impositivi, &#8220;occorre porre attenzione alla sostenibilità e alla stabilità del sistema fiscale nel suo complesso &#8211; afferma il presidente della Corte dei Conti &#8211; posti a rischio da interventi disorganici&#8221;. Inoltre, &#8220;nel Def si compie una scelta di rinvio nella definizione dei contenuti effettivi della manovra e ciò desta perplessità, sia per la portata degli interventi che si profilano, sia per l&#8217;incertezza che si determina nelle scelte degli operatori economici, famiglie e imprese, che da tagli di spesa o aumenti di entrata vengono necessariamente interessati&#8221; afferma Buscema. La flat tax &#8221;potrebbe essere in astratto idonea a raggiungere l&#8217;obiettivo&#8221; di ridurre il carico fiscale che grava sui ceti medi, &#8221;sempre che risulti idonea a superare le disparità e le iniquità dell&#8217;attuale sistema dell&#8217;imposizione sui redditi, ormai caratterizzato da una molteplicità di aliquote e di regimi sostitutivi&#8221; dice Buscema. L&#8217;introduzione di un nuovo sistema di imposizione sui redditi, inoltre, dovrebbe essere &#8221;effettivamente compatibile con lo stato della finanza pubblica&#8221;. Ma &#8220;resta ferma, in tale ambito, la necessità di non determinare salti impropri nelle aliquote marginali effettive&#8221;. L&#8217;introduzione di un interventi quota 100 &#8221;appaiono misure di carattere straordinario&#8221;. Bisognerebbe invece tenere conto &#8221;dell&#8217;importanza che sia definito, in un comparto della spesa corrente così rilevante sul piano quantitativo e qualitativo, un quadro di certezza e stabilità normativa&#8221; afferma il presidente. &#8221;Occorrerebbe offrire una maggiore uniformità nelle regole sull&#8217;età di uscita e, pur nella flessibilità, preservare, gli equilibri e la sostenibilità di lungo termine del sistema&#8221;, osserva la magistratura contabile. La Corte dei Conti solleva delle osservazioni anche sulle motivazioni economiche alla base dell&#8217;introduzione di quota 100 che &#8221;non appaiono agevolmente interpretabili&#8221;. &#8221;Non pare infatti che le ragioni che hanno portato alle riforme realizzate nell&#8217;ultimo decennio siano venute meno&#8221;. Al contrario, &#8220;è stata ribadita costantemente la crucialità dei loro frutti e sono state prodotte analisi ufficiali che ne evidenziano l&#8217;insufficienza&#8221;. Gli studi più recenti sulle tendenze delle spese legate all&#8217;invecchiamento della popolazione, ricorda la magistratura contabile, &#8221;consegnano risultati meno positivi di quelli degli anni passati e segnalano il possibile riemergere di squilibri prospettici&#8221;. Le misure in materia di previdenza, sottolinea la Corte dei conti, dovrebbero inoltre &#8221;essere ispirate ad un corretto bilanciamento delle esigenze delle generazioni presenti con quelle delle generazioni future&#8221;. Il sistema previdenziale dovrebbe essere in grado di &#8221;offrire una &#8216;sostenibile normalità&#8217; alle nuove generazioni&#8217; ma anche &#8221;ai lavoratori più anziani, alle imprese, agli investitori internazionali interessati ad avviare attività economiche nel nostro Paese&#8221;. Sarebbe &#8221;opportuno&#8221; utilizzare la fase sperimentale di quota 100 per &#8221;considerare una soluzione del problema della flessibilizzazione dell&#8217;età d&#8217;uscita più neutra dal punto di vista dell&#8217;equità tra coorti di pensionati&#8221;.</p>
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