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	<title>Gli italianiDemocrazia e populismo &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Democrazia e populismo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Aug 2019 06:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/democrazia-e-populismo/"><img width="636" height="382" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza.jpg 636w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/10/franza-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a></p><hr /><p>Le parole democrazia e populismo oggi sono diventate di uso comune come parole in contrasto l’una con l’altra, anche se, a ben vedere, potrebbero essere anche considerati come sinonimi. Ed, infatti, cosa ci potrebbe essere  di più democratico di un governo che emanasse dal popolo, tanto da doversi considerare addirittura populista?  Purtuttavia, non mancano nel nostro Paese (ma anche al di fuori dei confini nazionali) interventi di illustri costituzionalisti che condannano il populismo e lo valutano come la peggiore deriva possibile e la fine della democrazia stessa. In effetti, dal nostro punto di vista, l’intera questione sul pericolo del populismo,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole democrazia e populismo oggi sono diventate di uso comune come parole in contrasto l’una con l’altra, anche se, a ben vedere, potrebbero essere anche considerati come sinonimi. Ed, infatti, cosa ci potrebbe essere  di più democratico di un governo che emanasse dal popolo, tanto da doversi considerare addirittura populista?  Purtuttavia, non mancano nel nostro Paese (ma anche al di fuori dei confini nazionali) interventi di illustri costituzionalisti che condannano il populismo e lo valutano come la peggiore deriva possibile e la fine della democrazia stessa.</p>
<p>In effetti, dal nostro punto di vista, l’intera questione sul pericolo del populismo, ed il seguito di accuse ed incomprensioni tra le varie tifoserie, si basa su un equivoco, che ci incaricheremo di chiarire.</p>
<p>Bene coloro che imputano ai populisti di essere antidemocratici in realtà fanno riferimento ad un modello di democrazia c.d. parlamentare, che è in fondo la democrazia liberale nata nell’ottocento che, a seguito dell’evoluzione economica e sociale intercorsa, ha avuto profonde modifiche, fino a diventare qualche cosa di profondamente diverso, ma con una caratteristica sempre presente, ovvero, quella della centralità del parlamento.</p>
<p>Le modifiche cui mi riferisco sono prevalentemente quelle del passaggio al suffragio universale, del decentramento (con l’appropriazione di sempre maggiori spazi di potere a soggetti statali o addirittura extra-statali) sia verso il basso, con l’attribuzione di sempre maggiori poteri agli enti locali (nel nostro paese ad esempio le regioni) o ad altri “corpi sociali” che verso l’altro (vedi ad esempio,  U.E. e WTO). Tali modifiche, peraltro, hanno colpito anche il modello universalmente riconosciuto come riferimento,  ovvero, la democrazia americana.</p>
<p>Nella sostanza si tratta di un sistema di pesi e contrappesi, nel quale il cittadino che vota è principio fondante, ma parallelamente ed in concorrenza con gli altri soggetti statali, riconosciuti nella carta costituzionale. In effetti, la sovranità nazionale è normalmente scadenzata, nel senso che il corpo elettorale è chiamato a pronunciarsi periodicamente e solo in casi eccezionali al di fuori della “periodicità” indicata dalla carta costituzionale.</p>
<p>La rappresentanza del corpo elettore si esprime in effetti in una delega al parlamentare e si manifesta, pienamente, solo nel parlamento, il quale è l’organo che  sceglie il governo dello Stato e lo mantiene in carica (o meno) fino a nuove elezioni; ciò, è bene sottolinearlo, a prescindere (se non contro) le volontà popolari contingenti.</p>
<p>Cosi visto, in effetti, democrazia e populismo non possono andare d’accordo!</p>
<p>Se infatti l’idea di fondo della democrazia parlamentare è la delega completa al parlamentare (ed al parlamento), atto che si fonda nel legame di fiducia che il rappresentato ha nelle capacità del rappresentante di curare gli interessi, nel sistema di comunicazione attuale (cioè nel c.d<em>. many to many</em>) si fa strada l’idea che il cittadino possa gestire da se, e decidere, il governo per lui più adatto direttamente e senza la necessità dell’intermediazione del parlamentare.</p>
<p>E’ in fondo l’idea della democrazia ateniese estesa nel nostro paese a oltre 50 milioni di persone, che è rafforzata dalla disistima della classe politica che in Italia trova fondamento negli innumerevoli tentativi (dalla commissione Bozzi ad oggi) di modificare il nostro assetto costituzionale per rispondere in modo più efficiente alle necessità dei cittadini, ma che ha anche – a nostro modo di vedere &#8211; una più profonda e convincente motivazione nelle possibilità e nei lati oscuri delle nuove tecnologie della comunicazione.</p>
<p>Le nuove tecnologie, infatti, permettono sia l’immediata ed abbondante informazione che l’istantanea comunicazione dell’opinione del lettore, ascoltatore, ecc., insomma, del corpo elettorale. In altri termini, i sistemi attuali generano  movimenti d’opinione nel paese, e della forza di tale fatto e della volontà maggioritaria dei cittadini si può avere piena conoscibilità.</p>
<p>L’evidenza di ciò rende, dunque,  di per sé lento e fuori gioco un sistema basato su un confronto  edificato sull’ascolto dell’altra parte e sulla ricerca di un punto mediano d’incontro e, con ciò, di un sistema rappresentativo come quello attuale basato sul parlamento. In effetti, la ricerca stessa di un punto mediano viene avvertita come un tradimento della volontà popolare e, quindi, di ulteriore sfiducia del cittadino nel sistema parlamentare.</p>
<p>Con ciò potremmo ipotizzare la fine dei parlamenti ?</p>
<p>I fenomeni storici, a nostro avviso, dipendono molto dalla tecnologia e dall’organizzazione economica, oltre che dalla volontà degli uomini &#8211; che spesso sono capaci di prendere strade diverse da quelle che sembrerebbero le uniche possibili &#8211; ma è certo che se la democrazia liberale è stata efficiente per il sistema capitalistico, oggi appare più efficiente un sistema maggiormente accentrato e più decisionista.</p>
<p>Con buona pace, purtroppo, di tutti coloro che si illudono di poter, in un modo o nell’altro, imporre la volontà di un parlamento alla volontà dei popoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Enea Franza</p>
<p>&nbsp;</p>
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