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	<title>Gli italianiIn difesa della lingua italiana &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>In difesa della lingua italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Oct 2018 22:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un interessante volume che nasce da un’idea di Andrea Dezzi, che usando singolarmente l’elenco dell’alfabeto italiano   pone la parola referente quale titolo di altrettanti racconti fotografici. Questa edizione non è la solita, spesse volte noiosa, narrazione di un turista o viaggiatore, ma, invece, è una valida documentazione, un attraversamento di momenti, feste, lavori vita e fatti del quotidiano di altri paesi e di altre realtà. L’autore Stefano Cucca, nato a Sassari, non è uno sprovveduto, od il solito idealista o buonista che girando in altri paesi vuole farci comprendere, o documentare di come la nostra attuale società sfrutti i poveri, i diseredati, il terzo mondo. Cucca si è laureato in Economia e Commercio con aggiunta di vari Master. Proprio questa sua formazione culturale ci indica la giusta via per aiutare l’economia di paesi sottosviluppati. Non pone come unica ricetta l’ignobile, attuale buonismo che è quello di farli venire a casa nostra, mantenerli, per poi creare una marea di futuri schiavi per le grandi compagnie legate principalmente alle C.E. Pone invece raccontando nei suoi viaggi la possibilità giusta, e per me unica soluzione per affrontare in modo costruttivo e valido e reale l’attuale fenomeno della migrazione. Una migrazione rivolta principalmente come invasione dell’Italia da parte di extra comunitari. <strong>Attenzione una cosa è la giusta e doverosa accoglienza di chi fugge da una</strong> <strong>guerra</strong> è l’altra è accettare chiunque entri illegalmente. Alcuni migranti sono rispettosi delle nostre leggi e delle nostre e tradizioni e quindi desiderosi di lavorare, integrarsi e contribuire al loro e nostro benessere; un’altra parte molto numerosa bighellona, nelle nostre piazze, nelle nostre stazioni, nelle nostre vie, nei nostri giardini, non lavorando, danneggiando, degradando, spacciando, rapinando, rubando, infastidendo ed altro e qualora qualcuno chiede il rispetto della legge ecco che i soliti, buonisti e radical scic, quelli con Rolex al polso, con attici e ville grandiose urlano la loro solidarietà e chiedono sempre il mantenimento a spese del popolo italiano: Questo scomposto urlare e demagogico e permette di dare ricchezza, guadagni e contributi alle cooperative di sinistra o religiose. Cosa si fa per il Business. Ovviamente quando c’è da passare alla pratica, per i radical chic, la risposta è sempre no. Vorrei ma in casa non ci passo poco tempo, è vero ho una casa di 450 mq. ma ho i figli, come faccio, mia moglie non c’è mai, ho gli operai per i lavori, vorrei dare un contributo ma le spese sono tante. Una buffonata di risposte specie da quelli più agiati che hanno molteplici case, immobili, ville, che hanno portato milioni di euro in Svizzera. Ma lasciamo stare. Osserviamo invece da vicino il progetto di Stefano Cucca che vuole aiutare, creare, supportare le imprese locali per una ricaduta positiva sul territorio. Da diversi anni è alla guida o partecipa a consorzi di cooperative sociali che investono e lavorano sul territorio. Non è un viaggiatore <em>sui generis</em> od un sognatore senza realtà; ma un sognatore pragmatico che lucidamente, intelligentemente cerca quella innovazione sociale atta a livellare le distanze. Un complimento alla presentazione di Giuseppe Patota, professore ordinario a Siena e Accademico della Crusca, che in una vivace, interessante, colta prefazione gioca rispettosamente sulle parole inserite nel libro. Fa piacere che ancora ci sia un difensore attento e professionale della nostra stupenda lingua italiana, una lingua piena di storia e di grandi scrittori che ne fanno la migliore e la più bella. Spero che il nostro professore condanni l’uso di linguaggio inglesizzante e si faccia portavoce di una legge, come in Francia, a tutela della lingua Italiana</p>
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<p><em>Egidio Maria Eleuteri</em></p>
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