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	<title>Gli italianiDurissimo anatema di Papa Francesco contro i narcos: &#8216;Sono una metastasi che divora&#8217; &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Durissimo anatema di Papa Francesco contro i narcos: &#8216;Sono una metastasi che divora&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 08:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/durissimo-anatema-di-papa-francesco-contro-i-narcos-sono-una-metastasi-che-divora/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/papa-mexico.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/papa-mexico.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/papa-mexico-96x54.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Appena messo piede in territorio messicano, papa Francesco è entrato subito nelle ferite e nelle questioni &#8216;forti&#8217; del Paese, come quella del crimine e del narcotraffico. Bergoglio ne ha parlato già nel primo incontro ufficiale, quello a Palazzo Nazionale &#8211; mai un Pontefice vi era stato ricevuto prima in sei precedenti visite papali in Messico &#8211; con le autorità e la società civile, subito dopo il colloquio privato col presidente Enrique Pena Nieto. &#8220;Un futuro ricco di speranza si forgia in un presente fatto di uomini e donne giusti, onesti, capaci di impegnarsi per il bene comune, quel &#8216;bene comune&#8217;&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Appena messo piede in territorio messicano, papa Francesco è entrato subito nelle ferite e nelle questioni &#8216;forti&#8217; del Paese, come quella del crimine e del narcotraffico. Bergoglio ne ha parlato già nel primo incontro ufficiale, quello a Palazzo Nazionale &#8211; mai un Pontefice vi era stato ricevuto prima in sei precedenti visite papali in Messico &#8211; con le autorità e la società civile, subito dopo il colloquio privato col presidente Enrique Pena Nieto. &#8220;Un futuro ricco di speranza si forgia in un presente fatto di uomini e donne giusti, onesti, capaci di impegnarsi per il bene comune, quel &#8216;bene comune&#8217; che in questo secolo ventunesimo non è molto apprezzato&#8221;, ha scandito Francesco dopo aver ricordato la ricchezza per il Messico costituita dai giovani. &#8220;L&#8217;esperienza ci dimostra &#8211; ha quindi aggiunto &#8211; che ogni volta che cerchiamo la via del privilegio o dei benefici per pochi a scapito del bene di tutti, presto o tardi la vita sociale si trasforma in un terreno fertile per la corruzione, il narcotraffico, l&#8217;esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, il sequestro e la morte, che causano sofferenza e che frenano lo sviluppo&#8221;. Ma è soprattutto nel successivo incontro con i vescovi nella cattedrale di Città del Messico che il Papa &#8220;riformatore che porta la Chiesa all&#8217;incontro con la gente&#8221;, oltre che uomo &#8220;sensibile e visionario&#8221; &#8211; così lo ha definito oggi Pena Nieto -, è andato ancora più a fondo al problema, con parole profonde e severe allo stesso tempo, descrivendo il narcotraffico come &#8220;una metastasi che divora&#8221;. &#8220;Vi prego di non sottovalutare la sfida etica e anti-civica che il narcotraffico rappresenta per l&#8217;intera società messicana, compresa la Chiesa&#8221;, ha detto. &#8220;Le proporzioni del fenomeno, la complessità delle sue cause, l&#8217;immensità della sua estensione come metastasi che divora, la gravità della violenza che disgrega e delle sue sconvolte connessioni, non permettono a noi, Pastori della Chiesa, di rifugiarci in condanne generiche, bensì esigono un coraggio profetico e un serio e qualificato progetto pastorale&#8221;. ha avvertito. E questo, ha detto il Pontefice, &#8220;per contribuire, gradualmente, a tessere quella delicata rete umana, senza la quale tutti saremmo fin dall&#8217;inizio distrutti da tale insidiosa minaccia&#8221;. Francesco è preoccupato &#8211; citando Matteo &#8211; dai &#8220;tanti che, sedotti dalla vuota potenza del mondo, esaltano le chimere e si rivestono dei loro macabri simboli per commercializzare la morte in cambio di monete che alla fine tarme e ruggine consumano e per cui i ladri scassinano e rubano&#8221;. Ed esortando i vescovi ha aggiunto: &#8220;Solo cominciando dalle famiglie; avvicinandoci e abbracciando la periferia umana ed esistenziale dei territori desolati delle nostre città; coinvolgendo le comunità parrocchiali, le scuole, le istituzioni comunitarie, la comunità politica, le strutture di sicurezza&#8221; solo così &#8220;si potrà liberare totalmente dalle acque in cui purtroppo annegano tante vite, sia quella di chi muore come vittima, sia quella di chi davanti a Dio avrà sempre le mani macchiate di sangue, per quanto abbia il portafoglio pieno di denaro sporco e la coscienza anestetizzata&#8221;. Il Papa ha toccato anche altri temi centrali del viaggio, come quello degli indios, che riprenderà nel Chiapas, o dei migranti, su cui si soffermerà a Ciudad Juarez, ma ai vescovi ha raccomandato anche la &#8220;conversione pastorale&#8221; con basi nel testo di Aparecida. Li ha invitati a essere &#8220;vescovi di sguardo limpido, di anima trasparente&#8221;, a non &#8220;avere paura della trasparenza&#8221;, perché &#8220;la Chiesa non ha bisogno dell&#8217;oscurità per lavorare&#8221;, né delle &#8220;penombre della nebbia della mondanità&#8221;. &#8220;Non lasciatevi corrompere dal volgare materialismo &#8211; ha ammonito &#8211; né dalle illusioni seduttrici degli accordi sottobanco; non riponete la vostra fiducia nei &#8216;carri e cavalli&#8217; dei faraoni attuali&#8221;. Non si perda tempo, ha esortato, &#8220;nelle chiacchiere e negli intrighi, nei vani progetti di carriera, nei vuoti piani di egemonia, negli sterili club di interessi o di consorterie&#8221;. Da superare &#8220;la tentazione della distanza e del clericalismo, della freddezza e dell&#8217;indifferenza, del comportamento trionfale e dell&#8217;autoreferenzialità&#8221;. Sempre salutato da ali di folla in visibilio &#8211; centinaia di migliaia i fedeli per le strade di Città del Messico al suo passaggio in &#8216;papamobile&#8217; aperta (per il rientro in Nunziatura ha ritrovato anche la Fiat 500L come negli Usa) &#8211; Francesco nel pomeriggio, cioè la notte italiana, ha celebrato la messa nel santuario della Vergine di Guadalupe, il più visitato al mondo, rendendo omaggio alla &#8216;Morenita&#8217;, veneratissima patrona delle Americhe. Al Santuario di Guadalupe: &#8220;Qui rinasce speranza sofferenti e emarginati&#8221; Al santuario di Nostra Signora di Guadalupe, patrona del Messico e delle Americhe, il pensiero del Papa è andato &#8220;ai più piccoli, ai sofferenti, agli sfollati e agli emarginati, a tutti coloro che sentono di non avere un posto degno in queste terre&#8221;. Nella messa &#8211; presente anche il capo dello Stato Enrique Pena Nieto -, ricordando la nascita della tradizione di Guadalupe e le apparizioni mariane originarie, Francesco ha sottolineato che &#8220;Maria, la donna del sì, ha voluto anche visitare gli abitanti di questa terra d&#8217;America nella persona dell&#8217;indio san Juan Diego. Così come si mosse per le strade della Giudea e della Galilea, nello stesso modo raggiunse il Tepeyac, con i suoi abiti, utilizzando la sua lingua, per servire questa grande Nazione&#8221;. &#8220;In quell&#8217;alba di dicembre del 1531 &#8211; ha proseguito -, si compiva il primo miracolo che poi sarà la memoria vivente di tutto ciò che questo Santuario custodisce. In quell&#8217;alba, in quell&#8217;incontro, Dio risvegliò la speranza di suo figlio Juan, la speranza del suo Popolo&#8221;. In quell&#8217;alba, ha aggiunto, &#8220;Dio ha risvegliato e risveglia la speranza dei più piccoli, dei sofferenti, degli sfollati e degli emarginati, di tutti coloro che sentono di non avere un posto degno in queste terre&#8221;. In quell&#8217;alba &#8220;Dio si è avvicinato e si avvicina al cuore sofferente ma resistente di tante madri, padri, nonni che hanno visto i loro figli partire, li hanno visti persi o addirittura strappati dalla criminalità&#8221;. Per il Pontefice, &#8220;nella costruzione dell&#8217;altro santuario, quello della vita, quello delle nostre comunità, società e culture, nessuno può essere lasciato fuori&#8221;. &#8220;Tutti siamo necessari &#8211; ha rimarcato -, soprattutto quelli che normalmente non contano perché non sono &#8216;all&#8217;altezza delle circostanze&#8217; o non &#8216;apportano il capitale necessario&#8217; per la costruzione delle stesse&#8221;. &#8220;Il santuario di Dio è la vita dei suoi figli &#8211; ha detto ancora il Papa -, di tutti e in tutte le condizioni, in particolare dei giovani senza futuro esposti a una infinità di situazioni dolorose, a rischio, e quella degli anziani senza riconoscimento, dimenticati in tanti angoli. Il santuario di Dio sono le nostre famiglie che hanno bisogno del minimo necessario per potersi formare e sostenere. Il santuario di Dio è il volto di tanti che incontriamo nel nostro cammino&#8221;. Al termine, Bergoglio ha richiamato anche le opere di misericordia, cui ha dedicato il suo Giubileo straordinario. La Vergine di Guadalupe, mentre ci consola delle nostre sofferenze, ha spiegato, &#8220;sii mio messaggero &#8211; ci dice &#8211; dando da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, da&#8217; un posto ai bisognosi, vesti chi è nudo e visita i malati. Soccorri i prigionieri, perdona chi ti ha fatto del male, consola chi è triste, abbi pazienza con gli altri e, soprattutto, implora e prega il nostro Dio&#8221;.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/durissimo-anatema-di-papa-francesco-contro-i-narcos-sono-una-metastasi-che-divora/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/papa-mexico.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/papa-mexico.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/papa-mexico-96x54.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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