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	<title>Gli italianiElezioni a Roma. Intervista a Rachele Mussolini (Fratelli d&#8217;Italia) &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Elezioni a Roma. Intervista a Rachele Mussolini (Fratelli d&#8217;Italia)</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 16:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/elezioni-roma-intervista-rachele-mussolini-fratelli-ditalia/"><img width="594" height="704" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/rachele2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/rachele2.jpg 594w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/rachele2-253x300.jpg 253w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/07/rachele2-54x64.jpg 54w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></a></p><hr /><p>I tempi per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma si stanno accorciando e di conseguenza i partiti in lizza scaldano sempre più i motori. La maggior parte delle critiche sono rivolte alla sindaca Virginia Raggi, attualmente senza maggioranza, a partire dal Pd fino ad Azione di Calenda, alla Lega, a Forza Italia e naturalmente a Fratelli d’Italia, con in testa Giorgia Meloni che è riuscita a far scegliere come candidato sindaco il prof. Enrico Michetti. Naturalmente il periodo antecedente alle consultazioni vede come sempre i candidati al consiglio capitolino farsi interpreti risolutivi dei tanti problemi  che affliggono  Roma, a&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I tempi per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma si stanno accorciando e di conseguenza i partiti in lizza scaldano sempre più i motori. La maggior parte delle critiche sono rivolte alla sindaca Virginia Raggi, attualmente senza maggioranza, a partire dal Pd fino ad Azione di Calenda, alla Lega, a Forza Italia e naturalmente a Fratelli d’Italia, con in testa Giorgia Meloni che è riuscita a far scegliere come candidato sindaco il prof. Enrico Michetti.</p>
<p>Naturalmente il periodo antecedente alle consultazioni vede come sempre i candidati al consiglio capitolino farsi interpreti risolutivi dei tanti problemi  che affliggono  Roma, a partire da quello dei rifiuti e della pulizia di una città che attira perfino i cinghiali, alle tante buche presenti nelle strade, alla scarsa attenzione per il verde pubblico e alle criticità dei trasporti. Nelle critiche dell’opposizione a Viginia Raggi sta emergendo sempre più il suo scarso interesse per l’Area Metropolitana di Roma Capitale.</p>
<p>Insomma gran parte dei partiti in lizza sembra avere  in comune un solo fine: liberare il Campidoglio da Virginia Reggi e dai Cinque Stelle.</p>
<p>Per capire più chiaramente l’azione propositiva di Fratelli d’Italia riguardo alla Capitale abbiamo intervistato l’on. Rachele Mussolini, consigliere comunale, vice presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>On.  Mussolini, qual è il piano di Fratelli d’Italia per salvare i romani dall’emergenza rifiuti?</strong></p>
<p>Strade pulite, porta a porta efficace, una raccolta differenziata che funzioni e, dunque, che realmente garantisca un vantaggio immediato e risultati ottimali. Premesso che nessuna amministrazione possiede la bacchetta magica, e io questo l’ho sempre riconosciuto, mi sento di dire francamente che sarebbero bastate già queste tre cose per non far piombare i romani nell’emergenza rifiuti e, dunque, per scongiurare un pericolo assolutamente concreto al quale la Raggi e i Cinque Stelle, fin dall’inizio, del loro mandato hanno sottoposto a più riprese la cittadinanza: il rischio sanitario.</p>
<p>È sconfortante anche solo pensarlo, eppure, a fronte di cinque anni di governo i grillini non sono riusciti a mettere in campo neppure uno di questi punti e oggi Roma, nonostante una Tari esosissima, è la città più sporca d’Italia ed è a rischio commissariamento.</p>
<p>Intanto, però, invece che risolvere la pesante carenza degli impianti di trattamento e incenerimento dell’immondizia, il primo cittadino continua a proporre come soluzione la riapertura delle discariche presenti oltre i confini del proprio territorio oppure il trasbordo fuori Regione a pagamento dell’immondizia, operazione questa che tra l’altro azzererebbe l’occasione imperdibile di disegnare, una volta per tutte, una visione virtuosa del ciclo dei rifiuti.</p>
<p>Come esponente politico ma anche come cittadina sono profondamente amareggiata: la situazione nella quale Roma è piombata, soprattutto a partire dalla chiusura definitiva del Tmb Salario, è vergognosa e rappresenta un’umiliazione assolutamente non più sopportabile per la nostra Capitale.</p>
<p><strong>Come deve essere riesaminato il piano rifiuti della Regione Lazio?</strong></p>
<p>Nel 2013 il presidente Zingaretti, nel suo programma elettorale, parlava della necessità di rivedere il piano rifiuti messo in campo dalla Polverini, ritenendolo confuso e inadeguato. Da allora sono passati diversi anni, eppure è evidente che siamo molto lontani da soluzioni concrete ed efficaci.</p>
<p>Il piano regionale della giunta Zingaretti, a prescindere dalle dichiarazioni fatte dalla sinistra, è infatti chiaramente fallimentare e inefficace; in più ad oggi ha prodotto solo un corto circuito ed è per questo che va cambiato al più presto. Mi permetto anzi di ricordare al presidente Zingaretti che se oggi Roma è in piena emergenza è anche colpa dei continui rimpalli con il Campidoglio, oltre che della paralisi nella quale la regione Lazio è piombata negli ultimi anni.</p>
<p>Il ritardo nella gestione dei rifiuti è stato anche evidenziato dal Parlamento Europeo, che ha più volte sollecitato affinché si sciogliessero i nodi, ma ancora non si vede luce e i ritardi li paga la cittadinanza. Sembra banale dirlo, ma è indispensabile intervenire con immediatezza presentando soluzioni definitive e mettendo al bando rimpalli, alibi, promesse non mantenute e un lassismo sempre più pericoloso perché non prendere decisioni rischia di peggiorare una situazione già oltremodo critica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alcune settimane fa circa 30 sindaci della Città Metropolitana di Roma hanno presidiato il Campidoglio per protestare contro la gestione dei rifiuti da parte della Giunta Raggi. Come giudica la loro protesta?</strong></p>
<p>In tema di rifiuti l’amministrazione Raggi ha fallito clamorosamente, eppure la Sindaca ha avuto l’ardire di presentare una ricetta “salva-emergenza” che poggia interamente sui territori dell’area metropolitana. Protestare era il minimo che i sindaci dei comuni, coinvolti loro malgrado in questa situazione eppure lasciati fuori dall’aula Giulio Cesare proprio mentre si discuteva il provvedimento di portare l’immondizia di Roma nei loro territori, facessero.</p>
<p>In tutti questi anni i Cinque Stelle non sono stati neanche in grado di far crescere il proprio livello di differenziata, peraltro già molto basso per una metropoli come Roma, mentre comuni come Fiumicino hanno superato la soglia dell’80%, e ora i grillini cercano solo di scaricare sugli altri le loro responsabilità e di recapitare ai comuni limitrofi la propria spazzatura. Tutto questo è inaccettabile.</p>
<p><strong>Come è possibile garantire un servizio pubblico di trasporti di qualità, ancor oggi carente a Roma? </strong></p>
<p>La Roma governata dai Cinque Stelle passerà alla storia, tra l’altro, come la città dei flambus, quella in cui le scale mobili crollano miseramente sotto i piedi degli utenti, le metropolitane si fermano di continuo e i bus rimangono fermi nei depositi perché l’attività di manutenzione è completamente assente. Tutto questo deve finire: i disservizi continui devono essere un lontano ricordo così come l’elevata evasione dei biglietti e il “salto del tornello” in metropolitana.</p>
<p>Nel programma di Fratelli d’Italia c’è la ferma intenzione di realizzare per la prima volta a Roma il “Masterplan della governance della mobilità”, un documento guida finalizzato alla gestione integrata del sistema “territorio – città”. Appare sempre più urgente, del resto, applicare un nuovo sistema di governance della mobilità dove Roma Capitale dovrà occuparsi degli aspetti di regolazione e pianificazione in tema di urbanistica, trasporti ed infrastrutture.</p>
<p>Questo significa, in poche parole, che nei prossimi cinque anni sarà assolutamente indispensabile rivedere il servizio di trasporto pubblico locale e restituire alla cittadinanza un servizio efficiente e degno di una capitale europea.</p>
<p>Il trasporto pubblico dovrà essere concepito a condizioni accessibili per tutti, integrato alla mobilità privata e sharing utilizzata per recarsi sul luogo di lavoro o per raggiungere scuole, università, ospedali e luoghi di cura o di svago, con forme anche diverse dalle soluzioni tradizionali, un servizio “calibrato” sulle esigenze dei cittadini e centrato su quattro punti: 1) una nuova governance, che si occupi esclusivamente di pianificazione e programmazione del servizio di trasporto pubblico, lasciando al gestore, ATAC l’erogazione e l’efficientamento gestionale del servizio,  2) un sistema di accessibilità diversificato per tutto il territorio di Roma Capitale, e non solo per il centro della città, e centrato su di un sistema di interconnessione nodale funzionale in cui gomma, tram, filobus, metro e treni siano perfettamente integrati tra di loro, 3) nuove logiche e nuovi sistemi di mobilità che prevedano infomobilità diffusa e ICT su tutta la rete trasportistica della città, pubblica e privata, 4) un nuovo sistema della logistica urbana dell’ultimo miglio, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente, l’ammodernamento del parco mezzi attualmente circolante e il miglioramento delle tecnologie di trazione dei veicoli commerciali leggeri.</p>
<p>E’ evidente che la parola-chiave sarà solo una: trasformare uno scenario oggi insostenibile tanto da renderlo il fiore all’occhiello di una vera Capitale moderna e sicura in cui il cittadino è al centro del servizio pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La vice  sindaca di Roma Teresa Zotta abitualmente sostituisce la Raggi negli adempimenti concernenti l’Area Metropolitana. È normale?</strong></p>
<p>Il consigliere capitolino Teresa Maria Zotta è il vicesindaco della Città metropolitana di Roma Capitale e, come tale, esercita le funzioni del Sindaco nei casi in cui questi ne sia impedito. Considerato che “l’assenza della Raggi” nell’amministrazione della nostra città è assolutamente evidente a tutti, perché il suo atteggiamento dovrebbe essere diverso per quanto riguarda il governo dei territori limitrofi a Roma? In fondo, se è vero che le enormi responsabilità del primo cittadino nella sua duplice veste di sindaco di Roma e sindaco della Città metropolitana sono chiare, è altrettanto evidente la totale inadeguatezza e l’incompetenza da lei dimostrate in questi cinque anni di mandato.</p>
<p><strong>La Raggi non ha più la maggioranza dopo la fuoriuscita di ben quattro consiglieri dei 5 Stelle, però sta ancora al suo posto. L’opposizione che fa?</strong></p>
<p>Ha iniziato a perdere pezzi fin dall’inizio del suo mandato. Fra cacciate, defenestrazioni, arresti e uscite forzate, la squadra messa in campo dalla Sindaca in cinque anni è mutata a più riprese. Non solo consiglieri e assessori municipali rimossi dall&#8217;incarico o dimissionari volontari, ma anche tanti tecnici, collaboratori ed esperti hanno preferito fare un passo indietro e lasciare, abbandonando una barca che è apparsa da subito alla deriva e che oggi sta definitivamente e impietosamente affondando.</p>
<p>Casomai ce ne fosse stato bisogno l’uscita definitiva dei consiglieri Iorio, Terranova, Stefàno e Sturni ha decretato la fine della maggioranza a Cinque Stelle e ribadito il fallimento del loro governo. Sarebbero bastati un briciolo di umiltà e un po’ di dignità per far sì che la Raggi prendesse atto della situazione e rassegnasse le dimissioni, Eppure lady Virginia, come sempre in evidente delirio di onnipotenza, ha preferito soprassedere anche su questo.</p>
<p>Noi come Fratelli d’Italia abbiamo già preparato una mozione di sfiducia. Ora aspettiamo che gli altri gruppi di opposizione esprimano la propria disponibilità a sottoscriverla e votarla: è l’unico modo che abbiamo per evitare alla città una lenta agonia che si concluderà solo con il ritorno al voto in autunno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I sostenitori di Virginia Raggi definiscono la sindaca la regina di Roma. Lei come la qualifica?</strong></p>
<p>Una regina di sicuro, ma di flop, fallimenti clamorosi e scelte sbagliate che hanno portato la nostra bellissima città ad affondare giorno dopo giorno. L’incompetenza, il pressappochismo, l’incapacità, l’assenza di programmazione e lungimiranza dei Cinque Stelle hanno condannato Roma a un presente difficile da digerire e lontano dal passato glorioso che le ha regalato il titolo di Caput Mundi. Mi vanto di essere una persona che riconosce che nessuno ha la bacchetta magica e che le soluzioni arrivano dopo un lavoro lungo e pesante. Allo stesso modo, però, ritengo che sia giusto trovare il coraggio di guardare in faccia la realtà: Virginia Raggi non ha raggiunto alcun risultato. Tante parole, certo, passerelle infinite, annunci altisonanti e post “rumorosi” su facebook, ma dei fatti nemmeno l’ombra. Quello che più mi infastidisce, però, è che non si preoccupa di dare soluzioni ai cittadini, stanchi di promesse e bugie. Fortunatamente il conto alla rovescia è iniziato già da tempo: ancora una manciata di giorni e poi i grillini spariranno per sempre. Alle elezioni manca davvero poco: Roma merita altro ed è arrivato il momento di darglielo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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