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	<title>Gli italianiElogio della lentezza, un giorno l&#8217;anno per celebrare l&#8217;andar piano &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 15:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/elogio-della-lentezza-un-giorno-lanno-celebrare-landar-piano/"><img width="251" height="200" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/lentezza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/lentezza.jpg 251w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/lentezza-80x64.jpg 80w" sizes="(max-width: 251px) 100vw, 251px" /></a></p><hr /><p>Fermi tutti, non correte, almeno una volta all’anno. Il 27 febbraio appena trascorso è stata la Giornata internazionale dedicata alla Lentezza. Una ricorrenza tutta dedicata a chi va piano e anche a chi non si ferma mai, come incitazione alla calma e alla riflessione. Scalate la marcia quindi, e muovetevi al rallenty se potete. Perché affannarsi sempre a più non posso senza alcuna sosta, almeno per pensarci un attimo prima di agire? È l’era del correre a più non posso quella nostra, per andare dove, non importa. Ciò che conterebbe di più, nel nuovo millennio, sembra essere il non fermarsi&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Fermi tutti, non correte, almeno una volta all’anno. Il 27 febbraio appena trascorso è stata la Giornata internazionale dedicata alla Lentezza. Una ricorrenza tutta dedicata a chi va piano e anche a chi non si ferma mai, come incitazione alla calma e alla riflessione.</p>
<p>Scalate la marcia quindi, e muovetevi al <em>rallenty</em> se potete. Perché affannarsi sempre a più non posso senza alcuna sosta, almeno per pensarci un attimo prima di agire? È l’era del correre a più non posso quella nostra, per andare dove, non importa. Ciò che conterebbe di più, nel nuovo millennio, sembra essere il non fermarsi mai. Costi quel che costi.</p>
<p>Tutto scorre veloce: le nostre giornate, il nostro modo di comunicare, il nostro <em>modus operandi</em> e quello <em>vivendi</em>. Sembra che non ci sia più tempo per soffermarsi a prendere un po’ di fiato, per scambiare due chiacchiere con qualcuno dal vivo e non in chat, per avere frequentazioni reali e non virtuali. Il tempo scarseggia e pensiamo di ottimizzarlo grazie alla tecnologia che però, per certi versi, ci sta isolando sempre più. Viviamo nella convinzione di avere tanti amici, anzi tantissimi. In realtà, è tutto fumo e niente arrosto. Relazioni fittizie.</p>
<p>Stacchiamo la spina ogni tanto, accantoniamo la nostra fretta inconsulta, la smania, lo stress e proviamo a riflettere, se possiamo. Prendiamocela comoda, accantonando quella sensazione di avere sempre il fiato sul collo. Sembriamo tutti schegge impazzite e nemmeno ce ne rendiamo conto. Dove andiamo e che cosa dobbiamo fare sempre di corsa come dei robot? Ogni tanto c’è bisogno di più calma. Così facendo si rischia di perdere di vista le vere cose importanti.</p>
<p>La vita moderna ci coinvolge troppo travolgendo tutto e tutti, facendoci accantonare e dimenticare la vera realtà e le cose essenziali. Sembra che ci manchi persino il tempo per soffermarci un attimo a riflettere sulle cose e su noi stessi.</p>
<p>Andiamo tutti troppo veloci, talmente tanto da perdere di vista le cose che contano davvero. Non si dà più la precedenza al rapporto umano &#8211; quello vero e realmente tangibile &#8211; che non è di certo il contatto virtuale casuale o sporadico su Whatsapp o su un social network.</p>
<p>La lunga lista di ‘amici’ o pseudo-amici che ci compare nel nostro profilo <em>social</em> è alquanto fittizia. Quanti di loro possiamo considerare amici per davvero? E per quanti lo siamo veramente anche noi? Ben pochi. Alla fine della giornata, la nostra bacheca ci ricorda che Tizio ci ha scritto, Caio ci ha condiviso un post o un link, Sempronio ci ha suggerito l’ennesima amicizia. Ma poi, alla resa dei conti, siamo troppo stanchi per uscire o fare qualche conversazione telefonica.</p>
<p>Sempre più spesso ci ritroviamo soli in una stanza, il cui silenzio viene interrotto ogni tanto da un ‘bip’ di qualche messaggio o ‘like’ in arrivo, magari da parte dell’illustre sconosciuto di turno. Entriamo in questo vortice di false interazioni, di finte amicizie tanto frequenti quanto inutili perché soltanto virtuali. E intorno a noi non rimane che il vuoto. Ma non ce ne accorgiamo, non troviamo il tempo per realizzare questa triste realtà.</p>
<p>Rallentare il ritmo frenetico al quale sempre più di frequente ci sottoponiamo servirebbe soprattutto alla nostra salute psicofisica. Un ritmo più pacato gioverebbe sicuramente alla nostra psiche e al nostro fisico, troppo stressati a causa del nostro incedere incessante, sempre alla rincorsa di chissà quale meta.</p>
<p>Fermiamo la nostra corsa forsennata quindi, e andiamo più adagio. Recuperiamo un po’ di tempo per noi, che non andrebbe perso. Tutt’altro. Riflettiamo su come si sono perse certe belle abitudini, tradizioni e rituali che consentivano una vera interazione, alimentando e migliorando i nostri rapporti sociali: in primis quelli con familiari e amici (quelli veri).</p>
<p>Anche alcune parti del nostro vivere quotidiano, come i momenti dedicati all’alimentazione per esempio, stanno perdendo il loro valore effettivo, che non è soltanto quello nutritivo. Colazione, pranzo e cena costituivano veri e propri rituali che consentivano di prendersi quelle pause di cui tutti noi abbiamo bisogno. Ma non solo.</p>
<p>L’ora del pasto, oltre che un indispensabile momento conviviale, è fondamentale per non trascurare la nostra istituzione più importante, quella che non andrebbe mai messa da parte: la famiglia. Si stanno perdendo di vista persino quell’abitudine, quel rituale, quell’appuntamento quotidiano e fondamentale che consentiva di riunirsi sempre insieme almeno per i pasti principali.</p>
<p>Meglio un fast food, mangiando pseudo-panini dolciastri dal sapore indefinito seduti davanti ad un freddo muro senza staccare mai la spina? Perché oggi, anche mentre consumiamo un fugace pasto, digitiamo con isterica velocità sul nostro smartphone il nome di quella persona che stiamo pensando, soltanto per un fugace saluto virtuale. Non ci scomodiamo più neanche a chiamare, siamo convinti di avere compagnia soltanto via Whatshapp, Facebook, Instagram e via dicendo. Si perde meno tempo, così. Contenti noi…</p>
<p>La lentezza a volte, per certi versi, può risultare persino più veloce della velocità stessa. Ecco perché: agire con calma consente di elaborare un processo spesso fondamentale, la riflessione. Pensarci due volte prima di fare qualcosa spesso aiuta a ottimizzare i tempi sprecandone di meno. Evitando di prendere decisioni affrettate, si può ridurre e di molto il rischio di incappare in qualche errore madornale.</p>
<p>La smania di fare tutto e subito ci induce ad agire all’istante, ‘prima di adesso’, al più presto possibile. Questo atteggiamento non ci permette di ponderare le cose ma ci fa accantonare &#8211; spesso con troppa leggerezza &#8211; la nostra predisposizione al pensiero e alla meditazione,  con cui potremmo anche essere indotti ad un saggio ripensamento in caso di problematicità, insicurezza, perplessità.</p>
<p>Cambiamo motto quindi, adottiamo un ‘vado piano perché vado di fretta’. Prendiamoci il tempo necessario per valutare, ponderare, calmarci. Perché se la calma è la virtù dei forti, la fretta è spesso cattiva consigliera. I proverbi la sanno lunga in fatto di consigli psicologici. Non sempre la lentezza e l’attesa sono momenti inutilmente sprecati. Aiutano ad allentare la tensione, combattendo lo stress.</p>
<p>Solo con ritmi normali il nostro cervello può essere più creativo perché meno stressato.</p>
<p>«Il desiderio di emulare le macchine rapide create da noi stessi, a differenza del cervello che invece è una macchina lenta, diventa fonte di angoscia e di frustrazione» scrive Lamberto Maffei nel suo ‘Elogio della lentezza’.</p>
<p>C’è una giornata per ogni cosa o quasi, ormai. A volte conviene festeggiare, come nel caso del 27 febbraio. Un inno alla lentezza quindi, ma forse è un po’ troppo tardi?</p>
<p>Sono talmente tante le giornate internazionali (e non) che vengono celebrate, che non tutte si conoscono. Lo scorso 10 febbraio, per esempio, ricorreva il ‘giorno del Ricordo’ &#8211; dedicato alla memoria <em>degli</em> italiani uccisi nelle <em>foibe &#8211; </em> di solito dimenticato da molti. Quest’anno persino le istituzioni se ne sono ricordate. Mentre tutti sanno che il 27 gennaio,‘giorno della Memoria’, è dedicato alle vittime dell’Olocausto.</p>
<p>Siamo ormai entrati nella prima settimana di marzo, quella in cui si festeggerà qualcos’altro di cui non siamo a conoscenza, oltre alla la festa della donna che tutti o quasi festeggeranno.</p>
<p>Strano, però, che non esista ancora la festa dell’uomo, per lo meno a livello mondiale. Ma questo è un altro discorso. Una cosa alla volta, non corriamo troppo come al solito ed evitiamo di spaziare. Godiamoci quindi la settimana appena iniziata, ma mi raccomando: <em>keep calm</em>.</p>
<p>Daniela Serpi</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/elogio-della-lentezza-un-giorno-lanno-celebrare-landar-piano/"><img width="251" height="200" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/lentezza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/lentezza.jpg 251w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/03/lentezza-80x64.jpg 80w" sizes="(max-width: 251px) 100vw, 251px" /></a></p>]]></content:encoded>
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