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	<title>Gli italianidi MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; Elogio di una Destra &#8220;anormale &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 17:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ormai passati decenni  dal fatidico 1994, allorquando un Movimento , considerato – fino ad allora – “Senza Importanza”, approdò al governo. Malgrado il tempo trascorso e le ampie rielaborazioni politico-dottrinarie che hanno caratterizzato l’esperienza  post missina,   il sogno di una “destra normale” non sembra essere ancora destinato a venire meno.</p>
<p>Vittorio Foa e Furio Colombo, da sinistra,  al tema dedicarono, nel 1995, un asciutto, troppo asciutto, libro/intervista, invocando la necessità di una destra “moderata e responsabile”, magari antifascista, ma non più anticomunista, libera dalle ancestrali paure piccolo borghesi e dai suoi tradizionali  richiami culturali. L’invito  ad una “destra normale” ha fatto scuola e non solo a sinistra. E, di tanto in tanto, anche sul fronte opposto, c’è chi si sente impegnato al pieno “sdoganamento”, nel segno di un generico richiamo ai principi di difesa del bene comune: verità ed onestà, trasparenza e rigore, competitività e liberalismo, laicismo e tolleranza, il tutto ovviamente contro la demagogia, il populismo ed il sovranismo. Importante è “distinguersi”: da una parte la destra bella e buona, dall’altra quella becera e cattiva. Con quali risultati non è difficile immaginarlo – viste le esperienze passate.  Di radici (quelle che non  gelano – si diceva una volta) neppure a parlarne. Meglio essere “rassicuranti”, magari sperando nell’attenzione della grande stampa ed in  qualche passaggio in seconda serata.</p>
<p>Libero, ognuno , di misurarsi come può e dove può. Anche con i paradossi di un’identità – questo è il tema di fondo &#8211;  che non può essere  in linea con ciò   che un avversario in malafede vuole che la destra  sia, costruita cioè a misura delle criminalizzazioni intellettuali e delle  interpretazioni di parte,  piuttosto che  delle ragioni storiche e culturali che l’hanno legittimata e dei percorsi politici che l’hanno realmente caratterizzata, nobilmente rappresentati da scuole di pensiero, idealità, grandi visioni epocali. Quelle  che, oggi,  paiono essere assenti nella trionfante politica del giorno-per-giorno laddove, nel passato, seppero invece esprimere  forti messaggi ideali, ricchi di  tensioni spirituali e di volontà modernizzatrice, di realismo e di speranze ricostruttive.</p>
<p>L’atlante ideologico di questa “destra” è noto. Non è perciò nostra intenzione ricapitolare una Storia, quanto piuttosto fuoriuscire  dagli argini di un moralismo inconcludente, in cui le distinzioni diventano insignificanti e l’unico obiettivo sembra essere quello di farsi percepire come … “normali”. Ma “normali” rispetto a che cosa ? E a quale fine ? In un  tempo come l’attuale, in cui tutto è soggetto ad un’accelerata ridiscussione,  di una destra “normale” francamente c’è poco bisogno.</p>
<p>Ben  venga piuttosto (in direzione ostinata e contraria)  una destra “anormale”, nel senso di  una destra che sappia   rifiutare le  consuetudini, rappresentando  un&#8217;infrazione agli  schemi del politicamente corretto, effettivamente inconsueta, culturalmente pervasa da un’inquietudine creativa, in grado  di scuotere le coscienze, di affrontare, con anticonformismo, la crisi odierna (che è simultaneamente crisi economica, culturale e politica).</p>
<p>In una recente intervista a “Libero”, in merito alle ambizioni di Fratelli d’Italia, sulla cresta dell’onda dei sondaggi, Giorgia Meloni ha affermato: “Vogliamo diventare la casa delle migliori energie della nazione, perché noi facciamo politica per provare a dare un futuro migliore alla nostra patria, non per smania di protagonismo o visibilità”.</p>
<p>Per “attivare” le “migliori energie della nazione” la strada può essere quella della “normalizzazione” ?  O piuttosto, al contrario, non  è proprio giocando a scompaginare consuetudini sedimentate che una destra effettivamente nuova ed inusuale sarà in grado di dare il suo fondamentale contributo alla costruzione del futuro ?  Si può certamente  accogliere nella propria casa  – come ha sottolineato la stessa Meloni &#8211; liberali, cattolici, riformisti, ma occorre operare  per  articolare una proposta politica  che delle diverse “scuole di pensiero” sia  effettivamente la  sintesi organica, avendo ben chiara la Missione-Futuro piuttosto che la somma delle diverse “componenti”.</p>
<p>In questo ambito il problema è  soprattutto di metodo oltre che di contenuti. Né di “sfumature” politiche, così care a certa pubblicistica.  Per incamminarsi su questa strada servono competenze e capacità in grado di immaginare il domani, rispondendo, nel contempo, alle domande di senso che agitano le opinioni pubbliche e sconfiggendo l’idea di una destra tanto “normale”, da rischiare di essere “normalizzatrice” e quindi “stabilizzatrice”. Niente di peggio per un’Italia che ha un’assoluta necessità di cambiare registro.</p>
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<p><strong>Mario Bozzi Sentieri</strong></p>
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