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	<title>Gli italianiEmergenza  buche: lavori spesso fatti male e costosi &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Emergenza  buche: lavori spesso fatti male e costosi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Emergenza  buche: lavori spesso fatti male e costosi</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 11:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/emergenza-buche-lavori-spesso-fatti-male-e-costosi/"><img width="1024" height="675" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-300x198.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-1020x672.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-640x422.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p><hr /><p>Signor Procuratore Pignatone, leggo con qualche ritardo sul Corriere della Sera che il Suo Ufficio starebbe indagando sulla rete stradale della Capitale. “Emergenza buche, indaga la procura. Nel mirino manutenzione e Comune” è il titolo dell’articolo di Giulio De Sanctis che si apre riferendo di un rapporto della Polizia Municipale su più di duemila incidenti avvenuti in cinque mesi, addebitati appunto alle condizioni delle nostre strade. Le indagini sarebbero affidate ai Sostituti Procuratori Maria Bice Barborini e Alberto Galanti per due distinti aspetti. L’articolo di De Sanctis parla anche di una indagine della Corte dei conti della quale non so&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Signor Procuratore Pignatone,</p>
<p>leggo con qualche ritardo sul <em>Corriere della Sera</em> che il Suo Ufficio starebbe indagando sulla rete stradale della Capitale. “Emergenza buche, indaga la procura. Nel mirino manutenzione e Comune” è il titolo dell’articolo di Giulio De Sanctis che si apre riferendo di un rapporto della Polizia Municipale su più di duemila incidenti avvenuti in cinque mesi, addebitati appunto alle condizioni delle nostre strade. Le indagini sarebbero affidate ai Sostituti Procuratori Maria Bice Barborini e Alberto Galanti per due distinti aspetti.</p>
<p>L’articolo di De Sanctis parla anche di una indagine della Corte dei conti della quale non so niente e della quale comunque non mi sarei informato. E comunque la materia è oggi estranea alle mie attribuzioni di magistrato contabile ma ritengo utile a Lei ed ai cittadini dar conto della mia esperienza, maturata negli anni nei quali, in veste di Vice Procuratore Generale, mi sono occupato proprio dello stato di manutenzione di alcuni tratti della rete stradale della Capitale.</p>
<p>Ricordo che, iniziando su una strada particolarmente cara ai romani ed ai cultori della storia della Città, la via Appia, la<em> Regina Viarum</em>, cominciai a farmi un’idea di come si svolgevano i lavori sui cavi interrati e, acquisita la copiosa documentazione regolamentare del Comune sulla disciplina dei lavori, convocai nel mio Ufficio il Direttore compartimentale dell’Enel. Si trattava, infatti, della sistemazione di un BT, in un tratto della strada che risultava gravemente affossato. Avviai l’approfondimento con una provocazione. “Ma perché effettuate lavori scadenti, non a regola d’arte? Intendete risparmiare?” Il mio interlocutore smentì immediatamente l’ipotesi, quasi sdegnato. “Paghiamo bene. Ma non siamo responsabili dei collaudi ai quali provvede il Comune. È evidente che se il Comune li riconosce eseguiti secondo le regole dell’arte e le disposizioni regolamentari noi non possiamo non pagare l’impresa che ha condotto i lavori”.</p>
<p>Questa la ricostruzione corretta la nostra conversazione, nel corso della quale appresi anche altri particolari a completamento della lettura delle disposizioni comunali in materia. La società o l’ente di servizi che deve intervenire sui cavi interrati fa istanza al Comune il quale concede l’uso del tratto di strada interessato ai lavori per il tempo indicato nella richiesta e riassume l’uso della strada al termine degli stessi, che provvede a collaudare. Ricordo che il regolamento comunale prevede, oltre al pagamento di una somma quale indennizzo del danno implicito nello scavo, che per definizione determina una alterazione del luogo, anche alcuni dettagli sul ripristino del manto stradale, a destra ed a sinistra dello scavo.</p>
<p>Signor Procuratore, faccio cenno al problema dell’intervento sui cavi interrati perché in realtà, come può facilmente percepire chiunque percorre le strade di Roma, avvallamenti e altre forme di alterazione del manto stradale si rilevano proprio lì dove si è intervenuti sui cavi. È facile verificarlo, si vede il solco dello scavo.</p>
<p>Senza andar lontano, in piazzale Clodio, in prossimità del Suo Ufficio, chi provenendo da Viale Mazzini attraversa la piazza per impegnare viale Falcone e Borsellino passa su un solco, che di giorno in giorno diventa sempre più profondo, perpendicolare alla strada. Io, che faccio spesso quel percorso usando una smart, per cercare di conquistarmi un parcheggio, devo alzarmi dal sedile per evitare un forte contraccolpo sulla schiena.</p>
<p>Ma torniamo alla mia indagine di tanti anni fa, all’inizio degli anni ’90, se ricordo bene, in quanto nel 1993 lasciai Roma per Perugia dove assunsi il ruolo di Procuratore regionale.</p>
<p>Naturalmente il primo problema che mi posi fu quello di avere un supporto tecnico alla mia indagine. Infatti non avrei potuto affermare l’esistenza di un danno erariale senza che qualcuno, qualificato in materia, mi dicesse che il lavoro era stato eseguito non in conformità delle prescrizioni contrattuali e delle regole dell’arte e che per ripristinare i luoghi, come avrebbero dovuto essere riconsegnati al Comune di Roma, era necessario spendere una certa somma che costituiva appunto un pregiudizio patrimoniale al Comune da addebitare a chi aveva attestato la corretta esecuzione dei lavori. Lasciando così un tratto di strada ben presto abbisognevole di interventi manutentivi.</p>
<p>Mi rivolsi all’A.N.A.S., all’epoca azienda autonoma statale, che mise a mia disposizione un ingegnere esperto di manutenzioni stradali il quale face fare da una ditta specializzata che lavorava per l’azienda alcune verifiche all’esito delle quali mi fu riferito che il manto stradale era “gravemente ammalorato” a causa di lavori effettuati non a regola d’arte ed in difformità dalle prescrizioni contrattuali.</p>
<p>La responsabilità fu attribuita al geometra del Comune di Roma che era stato incaricato del collaudo.</p>
<p>In quell’occasione appresi anche che la regola allora vigente dei  collaudi prevedeva che questi dovessero essere eseguiti dopo molti mesi. E se questo può avere una logica in quanto si vuole verificare se il manto stradale in un certo lasso di tempo si è stabilizzato, è anche possibile che di fatto il luogo sia oggetto di successivi interventi perché un’altra società di servizi scava nello stesso tratto di strada. Con la conseguenza che i lavori possono essere fatti in modo approssimativo, tanto prima del collaudo s’interviene con un nuovo lavoro.</p>
<p>Il collaudatore fu condannato a pagare la somma indicata nella perizia quale costo del ripristino.</p>
<p>Quali conclusioni mi sento di rassegnare a Lei Signor Procuratore? Credo che sia intuitivo che i lavori di manutenzione della rete stradale cittadina, per ordinari ripristini dovuti all’usura od a fenomeni atmosferici e per gli interventi sui cavi interrati, costituisca un impegno rilevante del Comune e delle società di servizi, valutabile in molte centinaia di milioni di euro. È evidente che lavori effettuati male e pagati bene, come nel caso oggetto della mia indagine, assicurano un vantaggio rilevante ma non dovuto alle imprese nel quale si può nascondere una gratificazione per chi eventualmente non abbia controllato la corretta esecuzione dei lavori. E questo è lavoro per la Procura della Repubblica.</p>
<p>Signor Procuratore della Repubblica, nei mesi scorsi sono stato a Tenerife, a Lisbona e ancor più di recente ad Oslo e nelle isole Lofoten sui fiordi. Spagna, Portogallo e Norvegia, paesi molto diversi, per storia e cultura, uniti tuttavia, almeno nei tratti che ho percorso, da una ottima condizione delle strade. A Tenerife, in particolare, ho guidato un’auto per alcune escursioni. Le assicuro che passare sui tombini non provoca l’effetto che notiamo noi a Roma dove spesso si rischia il pneumatico. Strade lisce come l’olio.</p>
<p>Aggiungo che la medesima situazione riguarda i marciapiedi. In Piazza Cavour le pietre del marciapiede del cinema Adriano sono tutte rotte, tutte. Eppure lì c’è solamente un traffico pedonale. Ho posto ad un mio amico ingegnere l’alternativa se il materiale fosse stato scadente e i lavori fossero stati eseguiti male. “Tutte e due”, è stata la risposta.</p>
<p>Mi fermo qui. Ho pensato di riferirLe pubblicamente della mia esperienza in un settore delicato della gestione del denaro pubblico che quando viene sprecato è di competenza della Corte dei conti, in quanto una spesa non giustificata costituisce illecito fonte di danno erariale, ma siccome sono da sempre convinto che lo spreco non avviene per caso ma è frutto di colpevole incapacità o, più spesso, di illecita intesa tra chi effettua i lavori e chi paga o controlla, intesa che si chiama corruzione, c’è spazio per il Suo Ufficio che sta conducendo importanti indagini delle quali i romani sentivano da tempo bisogno e della quale già Le sono grati.</p>
<p>Infine, dall’articolo sembra che oggi i collaudi siano di competenza delle imprese anziché del Comune come all’epoca accertato. Non cambia molto. C’è sempre chi viene meno al proprio dovere e consente questo miserevole stato di cose al quale in molti casi si metterà riparo nei prossimi mesi in vista del Giubileo. Un doppio danno dunque, sempre a carico dei cittadini.</p>
<p>Con stima</p>
<p>Salvatore Sfrecola</p>
<p>Presidente di Sezione della Corte dei conti</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/emergenza-buche-lavori-spesso-fatti-male-e-costosi/"><img width="1024" height="675" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-300x198.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-1020x672.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-640x422.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/08/Cantiere-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>]]></content:encoded>
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