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	<title>Gli italianiEmergenza e libertà personali: una difficile convivenza &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Emergenza e libertà personali: una difficile convivenza</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 07:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Colui che, tra qualche anno, si interrogasse sugli eventi politico istituzionali di questo periodo, con molta probabilità dirà che gli italiani hanno vissuto momenti di forte turbamento per l’emergenza da Coronavirus e, contemporaneamente, corso rischi di involuzione democratica. E che, mentre alcuni non vedevano l’ora, ancora una volta, di gettarsi tra le braccia di un nuovo “Uomo della Provvidenza”, identificato oggi in Mario Draghi, nel 2011 in Mario Monti, per limitarci ai tempi più recenti, il Presidente del Consiglio in carica, fiutato il pericolo, premeva sull’acceleratore del potere in modi che hanno destato perplessità e diffuse preoccupazioni di eminenti giuristi che le hanno manifestate pubblicamente sulla stampa, come Claudio Zucchelli, già Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, su <em>Il Dubbio </em>del 4 aprile che parla di “Costituzione che finisce violata” o il costituzionalista Giovanni Guzzetta che, sullo stesso giornale, si chiede se il caos delle norme non sia “un trucco per toglierci la voglia della libertà”. Essenzialmente in ragione della scelta, sulla base del principio di necessità, di adottare plurimi provvedimenti di urgenza “con forza di legge”, tuttavia pressocché privi di contenuto normativo immediatamente efficace, come previsto dall’art. 76 della Costituzione, ma meramente autorizzatori di poteri assegnati al Presidente del Consiglio, il quale provvede a darvi attuazione con propri decreti. Con la conseguenza che, nella sostanza, il potere, la stessa sovranità, che ai sensi dell’art. 1 della Costituzione “appartiene al popolo”, si sposta da questo al Governo cioè al Presidente del Consiglio, delegato ad adottare le misure restrittive imposte dall’epidemia, senza il controllo del Parlamento che converte in legge non già norme immediatamente operative ma autorizzazioni ad adottarle.</p>
<p>Al riguardo Sabino Cassese, professore di diritto amministrativo ed ex giudice della Consulta, intervistato da Paolo Armaroli per <em>Il Dubbio</em> è stato fortemente critico. Ritiene che “il primo decreto legge era “fuori legge”. Poi è stato corretto il tiro, con il secondo decreto legge, che smentiva il primo, abrogandolo quasi interamente. Questa non è responsabilità della politica – prosegue -, ma di chi è incaricato degli affari giuridici e legislativi”. Aggiunge che quel primo decreto legge “non fissava un termine; non tipizzava poteri, perché conteneva una elencazione esemplificativa, così consentendo l’adozione di atti innominati; non stabiliva le modalità di esercizio dei poteri”. Per l’illustre giurista Conte, che è un professore di diritto, “avrebbe dovuto rifiutarsi di firmare decreti così contraddittori”. In ogni caso “continua la serie di norme incomprensibili, scritte male, contraddittorie, piene di rinvii ad altre norme. Non c’è fretta che spieghi questo pessimo andamento”.</p>
<p>La responsabilità – insiste &#8211; sarebbe “imputabile agli uffici di palazzo Chigi incaricati dell’attività normativa”, cioè al Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi (DAGL). Tanto più che “per la legge del 1978 sul Servizio Sanitario Nazionale, competente a emanare più della metà di quegli atti era il ministro della Salute. Abbiamo, quindi, assistito, da un lato, alla centralizzazione di un potere che era del ministro, nelle mani del presidente del Consiglio. Dall’altro, a una sottrazione di un potere che sarebbe stato ben più autorevole, se esercitato con atti presidenziali. È forse eccessivo parlare di usurpazione dei poteri, ma ci si è avvicinati”.</p>
<p>A questo punto Armaroli chiede a Cassese se “si può dire che Dpcm a gogò in qualche misura rappresentano un correttivo della forma di governo parlamentare per i poteri che acquista il Presidente del Consiglio nei confronti degli altri ministri? Per non parlare del Presidente della Repubblica e, soprattutto, del Parlamento. Che non tocca palla. E la funzione di indirizzo e di controllo è andata a farsi benedire”.</p>
<p>L’intervista si chiude con alcune considerazioni su gli organi di garanzia più diretti, il Presidente della Repubblica, il Parlamento e la Corte costituzionale. “Quest’ultima, salvo casi eccezionali, interviene necessariamente ex post. Parlamento e Presidente della Repubblica, invece, collaborano nella funzione normativa, in modi diversi. Ma ne sono sembrati esclusi, per ragioni e con modalità diverse, senza neppure il motivo dell’urgenza, perché l’uno e l’altro organo hanno corsie preferenziali o di emergenza”. Si poteva anche dire altro, ad esempio che quei decreti sono stati emanati dal Capo dello Stato (art. 87) il quale ha una funzione di verifica della legittimità costituzionale del provvedimento e, pertanto, avrebbe potuto rilevare i vizi che Cassese riconosce e che, a suo giudizio, avrebbero dovuto spingere Conte a non firmare.</p>
<p>Fermarsi sulla soglia del Quirinale non fa certo bene alla democrazia.</p>
<p>Indubbiamente a Palazzo Chigi si fa quel che vuole Conte. Lo voglia in buona fede, perché pressato dall’emergenza sanitaria o perché teme di essere scalzato dalla poltrona di Presidente del Consiglio dall’ex Presidente della Banca Centrale Europea che riceve ogni giorno nuovi attestati di stima, sta di fatto che la scelta operata dal governo preoccupa quanti hanno a cuore la legalità costituzionale che discende dalle regole e dai principi che al mondo intero sono stati insegnati dal barone di Montesquieu ormai molti anni fa e che sono alla base della democrazia liberale. Per cui non va bene, per dirla con Armaroli, che il Parlamento “non tocca palla”. Eppure nelle aule di Palazzo Madama e di Palazzo Montecitorio si esercita la sovranità che appartiene al popolo.</p>
<p>D’altra parte la limitazione del ruolo del Parlamento sta scritta nella decisione delle Camere di ridurre il numero di deputati e senatori, con l’effetto di attuare una minore rappresentanza delle realtà territoriali e linguistiche, forse l’unico e certamente il più rilevante risultato che il <em>Movimento Cinque Stelle</em> ha portato a casa avendo convinto gli altri partiti, i quali non hanno avuto il coraggio di contrastarli,  che si trattasse di un “risparmio” gradito dagli italiani. Del resto cos’altro ci si poteva attendere da un Movimento politico il quale teorizza la “democrazia diretta” che esercita affidando le proprie scelte al voto, sulla piattaforma Rousseau, di una minoranza della minoranza, coloro che votano, un’aliquota degli iscritti, poche decine di migliaia, rispetto al numero consistente, almeno nelle edizioni del 2018, degli elettori.</p>
<p>Pochi sembrano rendersi conto dei pericoli che derivano da questa china autoritaria occultata dalle necessità urgenti del pericolo sanitario. Purtroppo la storia insegna che la violazione della legalità costituzionale, anche quando giustificata da pressanti esigenze straordinarie ed urgenti, può avere esiti non previsti e non prevedibili, magari perché nel frattempo giunge a mettere le cose “a posto” il solito “Uomo della Provvidenza” che assume il potere e, di emergenza in emergenza, tra le tante che è possibile immaginare in un Paese che la politica ha reso straordinariamente fragile, limita la democrazia che, ricordiamolo, da sempre, a parole interessa tutti, ma preme solamente alle persone alle quali gli ideali della libertà stanno particolarmente a cuore, per cultura e tradizione identitaria.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/emergenza-liberta-personali-difficile-convivenza/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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