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	<title>Gli italianiErdogan dalla parte degli islamici. Una sfida a Trump &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Erdogan dalla parte degli islamici. Una sfida a Trump</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 23:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/erdogan-dalla-parte-degli-islamici-sfida-trump/"><img width="600" height="360" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Erdogan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Erdogan.jpg 600w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Erdogan-300x180.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/Erdogan-96x58.jpg 96w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p><hr /><p>Pronta la reazione della controparte dopo l’improvviso schieramento del presidente USA sulla questione arabo-israeliana dei giorni scorsi: dichiarare subito “Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina, chiedendo ad altri Paesi il riconoscimento di uno Stato della Palestina con Gerusalemme Est definita capitale occupata&#8221;. E&#8217; quanto afferma il testo conclusivo di 23 punti nato dal vertice dell&#8217;Organizzazione della cooperazione islamica (OIC) che si è svolto ieri ad Istanbul, per decidere sulla crisi. Questo annuncio, di risonanza mondiale considerando il numero dei seguaci della causa araba, è la risposta chiara e perentoria all’aver osato dichiarare l’intera città “capitale dello Stato di Israele”,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pronta la reazione della controparte dopo l’improvviso schieramento del presidente USA sulla questione arabo-israeliana dei giorni scorsi: dichiarare subito “Gerusalemme Est capitale dello Stato di Palestina, chiedendo ad altri Paesi il riconoscimento di uno Stato della Palestina con Gerusalemme Est definita capitale occupata&#8221;.</p>
<p>E&#8217; quanto afferma il testo conclusivo di 23 punti nato dal vertice dell&#8217;Organizzazione della cooperazione islamica (OIC) che si è svolto ieri ad Istanbul, per decidere sulla crisi.</p>
<p>Questo annuncio, di risonanza mondiale considerando il numero dei seguaci della causa araba, è la risposta chiara e perentoria all’aver osato dichiarare l’intera città “capitale dello Stato di Israele”, nazione creatasi artificialmente nel secolo scorso e poi via via allargatasi contro i dettami dell’ONU.</p>
<p>La volontà manifestata dal presidente Donald Trump, per quanto non sorprenda che gli USA siano dietro alle ambiziosi israeliane, resta circoscritta e avversa al contesto giuridico internazionale, che qui perdura odiosamente  irrisolto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, specie dal 1967.</p>
<p>In questa ennesima crisi fra ebrei e palestinesi  i confini di Israele e dei Territori palestinesi sono ridiventati argomento attorno a cui ruotare le diplomazie, ma i giri di valzer compiuti ora a Bruxelles dal primo ministro Benjamyn Netanyahu non hanno più trovato un partner o un complice.</p>
<p>Tutti i vertici dell&#8217;Unione Europea, dai Capi di Stato, ai ministri e l&#8217;Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Federica Mogherini, non si accodano alla causa israeliana-statunitense e non cedondo alle offerte di “spostare la propria ambasciata a Gerusalemme”.</p>
<p>Anzi, tutto questo slancio della politica statunitense, al contrario di quanto intenderebbero Trump e Netanyahu, sta generando apprensione e imbarazzo, data l’alta probabilità di innescare &#8220;terrorismo ed  estremismi&#8221; più di quanto visto finora in quei luoghi, se non altrove.</p>
<p>Dagli ultimi scontri con morti e centinaia di feriti degli ultimi giorni, sia a Gerusalemme che a Gaza, questo timore sembra prendere corpo persino nella lontana e blindata New York.</p>
<p>Da qui la mossa dell’adunanza dei vari rappresentanti dell’OCI ospitata in Turchia, volta anche a prendere le redini di quelle proteste sorte spontanee e in certi casi troppo violente per rappresentare le voci del mondo islamico.</p>
<p>E’ fra le righe del quotidiano turco Daily Sabah che si comprende la portata epocale dell’evento da cui si svilupperà una posizione musulmana unificata, dopo l’incauta virata politica degli USA, che supera gli abituali scontri interarabi.</p>
<p>Il documento creato dall’OCI oltrepassa quindi la mera dichiarazione congiunta per “rifiutare e  condannare” la decisione “irresponsabile, illegale e unilaterale del presidente degli Stati Uniti nel voler riconoscere Al-Quds (Gerusalemme) come capitale d&#8217;Israele, che resta invece potenza occupante”.</p>
<p>In questo palco di Istanbul il vero mattatore sembra il presidente Recep Tayyip Erdogan che esordisce così al vertice straordinario: &#8220;Almeno 196 Paesi dell’ONU sono fermamente contrari&#8221; alla decisione di Trump”, ed aggiunge che &#8220;Gerusalemme sarà la nostra linea rossa&#8221;.</p>
<p>Parole subito condivise dal presidente dell&#8217;Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, che incalza: &#8220;D&#8217;ora in poi i palestinesi non accetteranno più alcun ruolo di mediazione degli USA nel processo di pace in Medio Oriente&#8221; ribadendo la “nullità” dal punto di vista legale della questione, definendo le mosse di Trump e Netanyahu “un attacco ai diritti storici, legali, naturali e nazionali del popolo palestinese, un deliberato indebolimento di tutti gli sforzi di pace, un impulso all&#8217;estremismo e al terrorismo e una minaccia alla pace e alla sicurezza”.</p>
<p>Difficilmente si sarebbero potuto vedere altrimenti il presidente iraniano (sciita) Hassan Rohani fianco a fianco con il sovrano hashemita, re Abdallah II (sunnita), disposti a condividere la &#8220;unità islamica&#8221; contro &#8220;il pericolo del regime sionista&#8221; di Israele.</p>
<p>Per il quotidiano Huffington Post è così iniziata una corsa a chi vestirà i panni del &#8220;Saladino di Al-Quds&#8221;, il difensore dei luoghi sacri ai musulmani (dopo La Mecca e Medina).</p>
<p>Una specie di crociata “al contrario” che vede iscritti diversi protagonisti delle guerre per procura che stanno insanguinando il Medio Oriente.</p>
<p>Il muro di ostilità che Trump e Netanyahu si sono costuiti eleva aspre critiche anche in Arabia Saudita, dove viene condiviso il diritto palestinese a disconoscere la parte di Gerusalemme annessa ad Israele.</p>
<p>Abu Mazen chiedeva una presa di posizione forte, unitaria e questo sarà il tempo a verificarla; tuttavia l&#8217;unità arabo-islamica è già stata certificata qui, fra gli alti minareti di Istanbul.</p>
<p>&nbsp;</p>
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