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	<title>Gli italianiEroi dei nostri giorni: autista Atac spiega il malfunzionamento &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Eroi dei nostri giorni: autista Atac spiega il malfunzionamento</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2015 17:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina_mira</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/eroi-dei-nostri-giorni-autista-atac-spiega-il-malfunzionamento/"><img width="1000" height="666" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/atac.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/atac.jpg 1000w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/atac-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/atac-640x426.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/atac-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p><hr /><p>Nonostante tutto, la speranza c&#8217;è. La speranza che nonostante la melma della disonestà, del menefreghismo all&#8217;italiana, del lassaiz faire sempre meno liberista e sempre più &#8220;lascia fare&#8221; alla mafiosa maniera, la verità vinca davvero. Stavolta questa verità coraggiosa si incarna in Christian Rosso, giovane autista Atac che ci ha messo la faccia a suo rischio e pericolo con alcuni video pubblicati prima sul suo profilo privato Facebook, poi su Youtube. Il ragazzo ci spiega il perché dei pochi bus, il perché degli scioperi continui, e ci regala quelle che più che briciole sembrano macigni di scomode realtà. Di seguito la trascrizione del&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante tutto, la speranza c&#8217;è. La speranza che nonostante la melma della disonestà, del menefreghismo all&#8217;italiana, del <em>lassaiz faire</em> sempre meno liberista e sempre più &#8220;lascia fare&#8221; alla mafiosa maniera, la verità vinca davvero. Stavolta questa verità coraggiosa si incarna in Christian Rosso, giovane autista Atac che ci ha messo la faccia a suo rischio e pericolo con alcuni video pubblicati prima sul suo profilo privato Facebook, poi su Youtube. Il ragazzo ci spiega il perché dei pochi bus, il perché degli scioperi continui, e ci regala quelle che più che briciole sembrano macigni di scomode realtà.</p>
<p>Di seguito la trascrizione del video per intero: si commenta certamente da sé e lasceremo che sia la voce di uno di loro, ma soprattutto di uno di noi a parlare;</p>
<p>&#8220;Ciao a tutti, sono Christian Rosso e sono un autista Atac. Fare l&#8217;autista di autobus in una città come Roma non è una cosa sempre: il traffico, lo stress&#8230; però devo dire che è stato sempre quello che volevo fare. Quando mi chiedevano cosa vuoi fare da grande rispondevo: fare l&#8217;autista di autobus. Fare questo lavoro per me è una passione, ogni giorno vado a lavoro con la voglia di svolgerlo al meglio. Le problematiche di questi ultimi tempi mi hanno portato a fare delle riflessioni. I giornali parlano impropriamente di scioperi bianchi del personale, scaricandone le responsabilità su noi autisti. La colpa è dell&#8217;autista: siamo proprio sicuri? Dato che l&#8217;azienda più volte è stata invitata a dare spiegazioni in merito ai disagi, ma ha sempre risposto che non intendeva rilasciare dichiarazioni in merito. Siccome l&#8217;utenza si scarica contro di noi, martedì ho deciso di fare un video in cui spiegavo perché l&#8217;autobus non passa. Per chi non l&#8217;avesse visto, ve lo faccio rivedere. (A questo punto viene caricato un secondo video, lo indicheremo in corsivo. <em>Ndr</em>)</p>
<p><em>Per la serie &#8220;è colpa degli autisti&#8221; anche oggi vi voglio raccontare cosa succede tutti i giorni, come a me come a 100-200 autisti. Alle 14.30 dovevo iniziare il mio turno di lavoro all&#8217;Eur. Mi presento ma la vettura non c&#8217;è, sono guaste. Non ci sono vetture in sostituzione, quindi cosa si fa in questo caso? Pur essendo retribuito, dall&#8217;Eur vado al mio deposito di appartenenza e attendo lì che qualche vettura sia disponibile per poter effettuare il servizio. Diciamo che comincerò a lavorare effettivamente alle 18, 19, quando l&#8217;azienda ritiene la temperatura esterna come gradevole, effettuabile anche senza aria condizionata. Nel frattempo voi utenti aspettate, ve la prendete coi pochi che girano e questa è la situazione. M sembra chiaro che di colpa l&#8217;autista ne abbia poca, fate la vostre valutazioni. Cominciamo a incolpare e a prendercela con chi veramente deve fare qualcosa.</em></p>
<p>Oggi mentre svolgevo il mio turno di lavoro, giunto al capolinea due incaricati dell&#8217;azienda sono saliti a bordo, e mi hanno chiesto le spiegazioni in merito a questo video che ho postato sulla mia pagina personale di Facebook. Dato che l&#8217;azienda è più scontata di H&amp;M, sapevo che avrebbe mandato qualcuno. Tempestivamente ho attivato la telecamera del mio cellulare che avevo nel taschino, cosicché potrò mostrare a tutti le pressioni che ho ricevuto. E più avanti vi mostrerò questo video.</p>
<p>Passiamo al capitolo scioperi. Otto anni di finti scioperi. Vi siete mai chiesti perché vengono organizzati sempre di venerdì? Gli autobus a Roma sono previsti 365 giorni l&#8217;anno. Perché proprio di venerdì? Perché le persone che non guidano (qui Christian si riferisce ai dirigenti, di cui parlerà dopo&#8230; <em>ndr</em>), sabato e domenica stanno a casa. Quindi quale occasione in più di farsi tre giorni consecutivi senza venire a lavoro? Organizzando uno sciopero di venerdì. Ultimamente ne facevamo uno al mese, con le motivazioni più strane, che tanto noi sapevamo che non portavano a nulla. Questi scioperi ultimamente non portavano più risultati ai sindacati, se volevano. Secondo me erano più organizzati per metterci, noi autisti, contro voi utenti. Secondo me volevano rendervi aggressivi verso di noi. Volevano far sì di convincervi che la colpa era la nostra. Ma ultimamente gli autobus se avete notato nei giorni di sciopero giravano. Anche le metro non chiudevano più i cancelli. E allora che è successo? Hanno cambiato strategia; hanno lasciato tutto all&#8217;abbandono, per farvi credere che il privato è la migliore cosa. Ma il privato pensa al suo profitto: se tu stacchi la sera dal ristorante e fai il cuoco, fai la cameriera&#8230; stacchi alle due di notte e vuoi tornare a casa e la tua linea è frequentata da tre, quattro persone, non interessa al privato che devi tornare a casa. Quella linea la sopprime. Se ne frega di te che devi tornare a casa. Quindi non stiamo a dire che il privato è la soluzione a tutto. Il privato a Roma già c&#8217;è: ci sono 80 linee a Roma che sono in appalto e in subappalto a piccole aziende, e ci sono autisti che lavorano 8-10 ore. Non prendono stipendi da due, tre mesi, la quattordicesima ancora non la vedono. Di che stiamo parlando? Le colpe di tutto questo dove sono, di chi sono?</p>
<p>Hanno aumentato il biglietto da 1 € a 1.50 €, ma i debiti sono triplicati, quadruplicati. Siamo 12 mila dipendenti in Atac, meno della metà guida. E&#8217; un rapporto troppo iniquo. Troppe poche persone guidano. (Qui Christian tiene in mano un foglio non scritto &#8220;12000 dipendenti, solo 5500 autisti&#8221;) Un servizio che si basa sul trasporto di persone ha meno personale viaggiante di tutti i dipendenti. Ci sono colleghi con 80, 100 giorni di ferie arretrate: potrebbero stare a casa sei mesi in ferie. E invece? Per mandarci in ferie dieci giorni quest&#8217;estate da giugno a settembre hanno preso 300 ragazzi (e sono quattro anni che succede questa storia) per 3, 4 mesi e poi li rimandano a csa. 70 dirigenti guadagnano all&#8217;incirca come 1000 autisti. Quello che manca all&#8217;Atac è la carenza di 1000 autisti. 400 di loro già sono pronti e potrebbero entrare da domani fissi. Noi paghiamo 70 dirigenti come 1000 autisti. Ci sono dirigenti che guadagnano come il presidente degli Stati Uniti d&#8217;America! E&#8217; una cosa impossibile. Per non parlare dell&#8217;ex amministratore delegato, che è stato sollevato dal prprio incarico con un buono uscita da 1 milione e 200 mila €: in un solo giorno si è portato a casa quello che io e altri due miei colleghi in trent&#8217;anni di lavoro guadagneremo in questa azienda.</p>
<p>Gli autobus non passano perché sono fermi nei depositi, perché sono tutti guasti. Questa è una sigla che si usa (solleva un foglio su cui è scritto maiuscolo in pennarello nero: MM). I nostri poveri meccanici, forse per paura che finiscano anche l&#8217;inchiostro delle penne, usano questa sigla, MM, Mancanza Materiale. Questa sigla la appongono per indicare che non possono riparare il guasto perché non hanno i pezzi di ricambio.</p>
<p>Oggi due incaricati dell&#8217;azienda mi sono venuti a parlare di &#8220;codice etico&#8221;. Perché ho osato informarvi per quale motivo gli autobus non passano. Vediamo nel video cosa è successo.</p>
<p><em>(Nel video che segue, sempre da cellulare, c&#8217;è solo audio e l&#8217;interno bianco del taschino di Christian. Ndr)</em></p>
<p><em>Voce dell&#8217;incaricato: Senti ce dovresti fa&#8217; delle precisazioni in merito a un filmato e a dei commenti che hai postato su Facebook sulla situazione aziendale. Ce devi fa&#8217; &#8216;na precisazione perché tu saprai sicuramente che fare queste cose è proibito dal codice etico. E&#8217; stabilito dal contratto che tu hai con l&#8217;Atac. Giusto o sbagliato, questo t&#8217;o premetto. Non entriamo nel merito. Quindi, perché l&#8217;hai fatto? Se lo ritieni giusto, opportuno o meno. Poi n&#8217;altra cosa, ehm&#8230; l&#8217;episodio di cui parli, del turno alle 14.30 eccetera eccetera, riguardava te o qualche tuo collega? </em></p>
<p><em>Christian: Me.</em></p>
<p><em>Incaricato: Che giorno era, te lo ricordi? Calcola adesso ho fatto partì Damiano e se ne va&#8230; ho anticipato di qualche minuto. Tu devi partì alle 14.09. Lo vuoi fare subito?</em></p>
<p><em>Christian: Cosa?</em></p>
<p><em>Incaricato: Il modello informativo, il modello 48. O lo vuoi preparare con calma e me lo lasci alla gestione?</em></p>
<p><em>Christian: Sì.</em></p>
<p><em>Incaricato: Eh?</em></p>
<p><em>Christian: Con&#8230; scritto cosa?</em></p>
<p><em>Incaricato: Eh, la tua opinione. Cioè, io ti chiedo perché hai fatto questo&#8230; questa, questa&#8230;</em></p>
<p><em>Christian: Pubblicazione sul profilo Facebook?</em></p>
<p><em>Incaricato: Consapevole che andavi incontro a una&#8230;</em></p>
<p><em>Christian: Mi sembra che non ho fatto né il nome dell&#8217;Atac né in che città stavamo. Non si leggeva nemmeno il nome.</em></p>
<p><em>Incaricato: Comunque te ce poi scrive quello che voi, eh? Nun c&#8217;è problema, insomma. Penso che da er coso de Facebook se capisca che tu abiti a Roma, la gente aspetta l&#8217;autobus&#8230; comunque non entriamo nel merito, perché è una cosa che nun ce &#8216;nteressa. Poi me lo lasci lì in gestione?</em></p>
<p><em>Christian: Mo sto a lavorà, mi dovrò consultà pur&#8217;io con qualcuno.</em></p>
<p><em>Incaricato: Te ne lascio un paio di copie.</em></p>
<p>(Il video finisce così e si torna al video principale, con Christian seduto davanti alla telecamera presumibilmente del pc o ancora del cellulare nella sua stanza. Continua così.) Mi chiedono spiegazioni, mi chiedono perché l&#8217;ho fatto. Io rispondo che questi fogli non li compilerò (Li straccia in diretta, <em>ndr</em>). Perché come avete visto il video precedente potete vedere le spiegazioni anche in quest&#8217;altro. Per prima cosa l&#8217;ho fatto perché quel giorno avevo chiesto un giorno di ferie. Dovevo accompagnare mia madre a fare una visita. Mia madre ha un cancro. Ha un&#8217;aspettativa di vita di sei mesi. Quel giorno non mi è stato dato. Mi sono presentato lo stesso a lavoro. Però l&#8217;autobus non c&#8217;era, non potevo nemmeno lavorare. Ci rimani doppiamente male. Non ti è stato dato un giorno di ferie per accompagnare tua madre all&#8217;ospedale, poi vai a lavoro e nemmeno l&#8217;autobus per fare i tuoi servizi. Quindi una doppia pugnalata. Doppiamente amareggiato ho deciso che forse è giunto il momento di informarvi. Di informare la cittadinanza sul momento che stiamo vivendo. A quanto pare non avevo del tutto torto, visto che oggi il sindaco Marino ha azzerato del tutto i vertici del consiglio di amministrazione rimuovendo tutti i dirigenti. Inoltre nel mio deposito di Acilia magicamente sono sbucate 20 vetture nuove ieri. Quindi credo che i cittadini di Acilia, Ostia, Eur, chi andava al mare, avrà notato che i disagi sono minori rispetto ai giorni passati. Quindi credo che a qualcosa sia servito. Se adesso le colpe ricadono su di me io credo che la gente mi starà vicino, e forse anziché aspettarmi alla fermata per dirmi una parolaccia mi dirà quel famoso &#8220;buongiorno&#8221; che ci dicevamo tanto tempo fa. Spero che con questo video abbiate capito le responsabilità da che parte stanno. Mandiamoli tutti a casa, senza buoni uscita stavolta. Vi aspettiamo mercoledì 29 luglio, dalle 9 alle 20 in piazza del Campidoglio, per tornare a dirci &#8220;buongiorno&#8221; quando ti apro la porta per accompagnarti a scuola, a lavoro, all&#8217;ospedale, a fare la spesa. Autisti e cittadini uniti, per il bene comune. Ci hanno tolto quasi tutto, non lasciamogli anche la nostra dignità&#8221;.</p>
<p>Con queste parole il ragazzo ci saluta e il video di 14 minuti conclude. Come commentare? Da che parte si schiera il nostro giornale? Come sempre, dalla parte del giusto, inteso non come lo intendono nel video gli incaricati in stile &#8220;romanzo criminale&#8221; (&#8220;ti pare giusto, ti pare <em>opportuno&#8230;</em>?&#8221;, ma nel senso in cui il nostro cuore e le nostre bistrattate leggi ci comandano di intenderlo. Giusto è: un servizio pubblico che sia tale. Giusto è: un ragazzo che esce coraggiosamente dall&#8217;omertà. Giusto è: un sindaco che fa molto più che elemosinare un paio di autobus per paura di essere sputtanato <em>online</em>. Giusto è: probabilmente scendere in piazza, cittadini con cittadini, per rendere la nostra una città degna di questo nome, senza se e senza ma, senza scuse, senza privatizzazioni vergognose e senza inefficienze pubbliche.</p>
<p>&nbsp;</p>
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