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	<title>Gli italianiErrori, demagogia e ipocrisie dell&#8217;Europa impediscono una politica realistica verso l&#8217;immigrazione. Intervista al professore Marco Tarchi &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Errori, demagogia e ipocrisie dell&#8217;Europa impediscono una politica realistica verso l&#8217;immigrazione. Intervista al professore Marco Tarchi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2015 17:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/errori-demagogia-e-ipocrisie-delleuropa-impediscono-una-politica-realistica-verso-limmigrazione-intervista-al-professore-marco-tarchi/"><img width="527" height="480" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi.jpg 527w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi-300x273.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi-70x64.jpg 70w" sizes="(max-width: 527px) 100vw, 527px" /></a></p><hr /><p>Prof. Tarchi, il flusso di migranti che arrivano da ogni parte in Europa, nei fatti aiutati da Bruxelles e dai vari governi, stanno saturando i centri di accoglienza, gli alberghi, i centri di identificazione. Tutti i politici continano a dire che si tratta di un dovere degli europei accogliere migranti (non si parla più tanto di profughi) nel nome dei diritti dell&#8217;uomo&#8230;   Non tutti lo sostengono: fanno eccezione i partiti populisti, che riscuotono una parte dei loro consensi proprio per la posizione contraria all’immigrazione che da sempre hanno assunto. Detto ciò, la vulgata dell’accoglienza ad ogni costo è l’inevitabile&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prof. Tarchi, il flusso di migranti che arrivano da ogni parte in Europa, nei fatti aiutati da Bruxelles e dai vari governi, stanno saturando i centri di accoglienza, gli alberghi, i centri di identificazione. Tutti i politici continano a dire che si tratta di un dovere degli europei accogliere migranti (non si parla più tanto di profughi) nel nome dei diritti dell&#8217;uomo&#8230;</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non tutti lo sostengono: fanno eccezione i partiti populisti, che riscuotono una parte dei loro consensi proprio per la posizione contraria all’immigrazione che da sempre hanno assunto. Detto ciò, la vulgata dell’accoglienza ad ogni costo è l’inevitabile prodotto dello spirito del tempo in cui viviamo, che ha messo al bando la visione realistica dei problemi ed elevato a dogma la retorica delle buone intenzioni (anche quando, come nei tanti interventi di “polizia internazionale” a fini “umanitari”, coprono corposi interessi economici e geopolitici e provocano lutti e catastrofi, liquidati come “danni collaterali”). Purtroppo, oggi sulla questione dell’immigrazione di massa si confrontano imprenditori della paura e imprenditori della commozione, ciascuno intenso a tirare l’acqua al proprio mulino elettorale. Il senso di responsabilità, che dovrebbe spingere a porre dei limiti ben precisi a queste ondate, è del tutto assente dalla scena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La cancelliera Angela Merkel, poco tempo fa, ha detto che per molto tempo la Germania è disposta ad accogliere cinquecentomila profughi l&#8217;anno. Pochi giorni dopo, la Germania ha chiuso le frontiere sospendendo i trattati di Schengen per garantirsi un maggiore controllo degli ingressi e limitare gli afflussi. È una contraddizione? O forse la dichiarazione a favore dell&#8217;accoglimento di stranieri è stata una dichiarazione spinta da qualche lobby?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non c’è bisogno di ipotizzare retroscena. La Germania, da quando è scoppiata la crisi delle bolle speculative, è stata messa sul banco degli imputati per il suo attaccamento alle politiche del rigore e presentata nei panni della dittatrice dell’Unione europea. Inoltre, dal 1945 è afflitta da un senso di colpa e da un bisogno di espiazione che altri paesi responsabili di genocidi, invasioni e massacri di civili si sono ben guardati dal coltivare. Quale occasione migliore poteva esserci per ripulire la propria immagine e passare dalla parte dei “buoni”, del dichiararsi pronti ad accettare ben cinque milioni di richiedenti asilo nell’arco di un decennio? Il fatto è che, con ogni probabilità, una cifra di ingressi di questa entità sarebbe insostenibile anche economicamente per un paese che pure è in condizioni piuttosto floride – e forse la cancelliera si è resa conto che una dichiarazione così azzardata rischiava di fungere da calamita per tutti, o quasi, coloro che attraversano mari e frontiere per raggiungere il presunto paradiso terrestre europeo. Inoltre, è sempre più evidente che la Csu bavarese, partner irrinunciabile per Merkel, non condivide la linea del porte aperte a tutti, e un passo indietro era opportuno per non mettere in crisi l’alleanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Che azione potrebbe intraprendere l&#8217;Europa per bloccare il flusso di migranti? </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non lo so io, come pare non saperlo nessuno. Quel che è certo, è che non avrebbe mai dovuto fare errori gravissimi come spalleggiare i bombardamenti sulla Libia di Gheddafi o appoggiare le rivolte contro Assad che hanno dato la stura alla guerra civile siriana. Oggi l’imperativo sarebbe cambiare modo di pensare sulla questione complessiva dell’emigrazione, invertire una rotta che è rimasta tale e quale da più di trent’anni a questa parte. Immaginare che le frontiere non vadano difese e che a tutti coloro che sono in condizioni di disagio, economico o d’altro genere, sia lecito scavalcarle è un atteggiamento, a lungo termine, suicida e in grado di provocare tensioni sociali – religiose, culturali, etniche – di enorme gravità. Fra l’altro, questa mentalità è ipocrita, perché se fosse sincera dovrebbe portare a non frapporre più alcun ostacolo all’approdo sul territorio europeo di chiunque lo desideri. Così non avremmo più barconi, naufragi, salvataggi ma arrivi in treno, in nave, in aereo. Vedremmo in poco tempo irrompere nel Vecchio Continente non solo i 50-60 milioni di africani (sono stime di organizzazioni legate all’Onu) che già in questa situazione sono pronti a partire, ma masse ancora più ingenti. Perlomeno si sarebbe coerenti e si capirebbe – troppo tardi, ovviamente – quanto assurda e irresponsabile sia la logica del diritto alla libera circolazione dei “dannati della terra” evocati da Franz Fanon. Al di là del paradosso, non credo minimamente che le attuali classi dirigenti politiche europee, e tantomeno quelle intellettuali, vogliano scrollarsi di dosso questo modo di ragionare, per cui dubito che una soluzione verrà trovata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La foto del bimbo morto sulla spiaggia ha rivelato quello che sicuramente è un dramma umano. Ma come mai solo ora si sta scatenando questo esodo biblico così organizzato? Frutto solo delle operazioni congiunte di Francia-Gran Bretagna e Usa? C&#8217;è forse la Turchia dietro?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Difficile dirlo. Erdogan ha chiarito, minacciosamente ma comprensibilmente, che il suo paese non intende farsi carico <em>sine die</em> di milioni e milioni di rifugiati siriani, e ha proposto all’Unione europea un <em>do ut des</em> non facile da accettare, basato sull’ammissione immediata e senza ulteriori condizioni della Turchia nell’Unione (che, fra l’altro, sarebbe un boomerang, perché concederebbe a breve o medio termine a quanti oggi risiedono in quel paese di spostarsi verso Ovest, aumentando fortemente i problemi legati ai flussi migratori). L’esodo biblico ha come causa prima la guerra civile siriana, che conferendo a milioni di persone lo status di rifugiati ha consentito ai trafficanti di esseri umani di approfittare dell’occasione, imbarcando un numero ancora superiore di individui che a quello status non hanno diritto. La convinzione di questi negrieri contemporanei è che, una volta messo piede sul continente europeo, i trasbordati riusciranno comunque a rimanerci, prima nella condizione di clandestini e poi in qualità di “graziati” dalle prevedibili sanatorie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Le cifre offerte dai demografi sono evidenti: l&#8217;Africa aveva, nel 1900, 133 milioni di abitanti. Ora ne ha un miliardo e centomila. Entro il 2050 si registrerà una crescita che oscillerà fra i 2 e i 3 miliardi ed entro la fine del secolo giungerà a ben 4 miliardi di abitanti. Un aumento esponenziale favorito proprio dall&#8217;Europa e in generale dall&#8217;Occidente. L&#8217;Europa sarà sommersa o ci sono politiche alternative?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Propendo per l’ipotesi negativa. Naturalmente, la situazione sarà, almeno in un primo tempo, fatta passare per un fenomeno normale e inevitabile. Si giocherà la carta dell’assimilazione, come già si sta facendo, per presentare semplicemente come “nuovi europei” i molti milioni di immigrati. La concessione di una carta d’identità o di un passaporto sostituirà qualunque altro demarcatore di appartenenza nazionale: le origini, la condivisione di una formazione culturale, la memoria di un passato comune saranno derubricate a vestigia di un tempo andato e ci si instraderà verso il <em>melting pot</em> sognato dagli ammiratori del cosmopolitismo. Resta da chiedersi se i nuovi venuti accetteranno docilmente questa assimilazione, che è di fatto uno snaturamento, o se non cercheranno piuttosto di affermare le proprie tradizioni e il proprio modo di vita nelle terre in cui si saranno nel frattempo insediati. Se ciò avvenisse, il processo potrebbe provocare vigorose reazioni. La notevole crescita del sostegno popolare ai partiti e movimenti populisti è un primo segnale in questa direzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In un interessante editoriale che lei ha firmato sulla rivista “Diorama”, si parla del ricatto morale a favore dell&#8217;accoglienza. La solidarietà è un ricatto se è sfruttata contro gli interessi della propria nazione?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Per l’esattezza, ho parlato di un ricatto della commozione, o della compassione. Mi riferivo all’uso dell’eccitazione di questi sentimenti nell’opinione pubblica per evitare che al suo interno possano affacciarsi interrogativi, dubbi e riflessioni razionali che potrebbero indurre a mettere in dubbio la proclamata positività del fenomeno migratorio. Una solidarietà incondizionata verso chiunque, se si traduce in stimolo a far trasferire decine di milioni (o più) di persone da un continente all’altro, a prescindere dalla previsione delle conseguenze che un simile esodo provocherà, è irresponsabile e deleteria, anche se a proclamarla sono le cosiddette alte autorità morali. Politica, etica e religione non seguono le stesse regole, e alla prima di esse è stata sempre affidata principalmente la tutela della convivenza umana. Il primo ad affermarlo, con lucidità e solidi argomenti, è stato Niccolò Machiavelli. Cinquecento anni dopo, quella sua lezione rimane pienamente valida.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Manlio Triggiani</strong></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/errori-demagogia-e-ipocrisie-delleuropa-impediscono-una-politica-realistica-verso-limmigrazione-intervista-al-professore-marco-tarchi/"><img width="527" height="480" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi.jpg 527w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi-300x273.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/10/Tarchi-70x64.jpg 70w" sizes="(max-width: 527px) 100vw, 527px" /></a></p>]]></content:encoded>
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