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	<title>Gli italianiEvitiamo la Sesta Estinzione: la necessità ecologica da Papa Francesco all&#8217;ultimo premio Pulitzer &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Evitiamo la Sesta Estinzione: la necessità ecologica da Papa Francesco all&#8217;ultimo premio Pulitzer</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2015 20:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina_mira</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/evitiamo-la-sesta-estinzione-la-necessita-ecologica-da-papa-francesco-allultimo-premio-pulitzer/"><img width="1536" height="1020" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa.jpg 1536w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-300x199.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-1024x680.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-1020x677.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-640x425.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></a></p><hr /><p>Un grande tema, finora indebitamente taciuto, sta finalmente emergendo nei dibattiti culturali: l&#8217;Ambiente. Non a caso l&#8217;ultimo Premio Pulitzer è stato vinto dall&#8217;opera-inchiesta &#8220;La sesta estinzione&#8221; della giornalista Elizabeth Kolbert, un saggio sconvolgente che racconta come gli scienziati abbiano iniziato a rendersi conto della scomparsa rapida e tutt&#8217;altro che indolore di migliaia di specie in passato presenti sulla Terra in misura molto abbondante; parliamo di anfibi, pipistrelli, coralli. Dopo le cosiddette &#8220;Big Five&#8221;, le cinque grandi estinzioni animali della storia (l&#8217;ultima, per farne intendere l&#8217;entità, quella dei dinosauri), stiamo andando incontro alla sesta. Se l&#8217;umanità non si ferma e non inizia&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un grande tema, finora indebitamente taciuto, sta finalmente emergendo nei dibattiti culturali: l&#8217;Ambiente.</p>
<p>Non a caso l&#8217;ultimo <strong>Premio Pulitzer</strong> è stato vinto dall&#8217;opera-inchiesta &#8220;<strong>La sesta estinzione</strong>&#8221; della giornalista Elizabeth Kolbert, un saggio sconvolgente che racconta <strong>come gli scienziati abbiano iniziato a rendersi conto della scomparsa rapida e tutt&#8217;altro che indolore di migliaia di specie in passato presenti sulla Terra in misura molto abbondante; parliamo di anfibi, pipistrelli, coralli</strong>. Dopo le cosiddette &#8220;Big Five&#8221;, le cinque grandi estinzioni animali della storia (l&#8217;ultima, per farne intendere l&#8217;entità, quella dei dinosauri), stiamo andando incontro alla sesta. Se l&#8217;umanità non si ferma e non inizia a remare controcorrente andrà incontro alla catastrofe. E&#8217; senza dubbio un buon segnale che sia proprio la classe dei giornalisti, tacciata spesso (a volte a ragione, a volte no) di non raccontare la verità, a riportare a galla e a mettere sotto l&#8217;attenzione di tutti un problema reale e centrale come quello dell&#8217;ambiente. Mai come in questo mestiere <em>Veritas vincit</em>.</p>
<p>Forse non a caso in un mondo in cui tutto è travisato in maniera massiccia e per niente casuale, è stata un&#8217;altra categoria di uomini sempre più criticata, sempre più sottostimata e sempre più umiliata, a riprendere in mano l&#8217;argomento: siamo stavolta tra i cattolici. Il precursore è stato <strong>Papa Francesco</strong>, con la sua &#8220;<strong>Laudato si</strong>&#8220;, detta da alcuni &#8220;enciclica verde&#8221;, magistrale per concisione ed equilibrio, essenzialità e moralità. Nelle sue 184 pagine compendia il pensiero del Papa su questioni centrali, e si presenta subito come un trattato semplice e onesto su temi complessi.</p>
<p><strong>Connette</strong>, ad esempio, <strong>il concetto di ambiente pulito e sano alla democrazia e alla mancanza di corruzione</strong>, quando afferma: &#8220;Se i cittadini non controllano il potere politico &#8211; nazionale, regionale e municipale &#8211; neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali&#8221;. Perché, ha ragione Bergoglio, sono i cittadini a sentire di più l&#8217;esigenza di pulizia (pensiamo a quanto sta accadendo in questi mesi a Roma), non certo le multinazionali, enti spersonalizzati che la fanno da padroni sulla questione ambientale. Tratta la questione in modo estremamente pratico, sviscerandola nelle sue implicazioni più importanti.</p>
<p>Secondo il pontefice è necessario <strong>ridurre drasticamente l&#8217;emissione di CO2 e di altri gas altamente inquinanti</strong>; a tal fine propone la <strong>sostituzione dei combustibili fossili, carbone, petrolio, gas, con energia rinnovabile</strong>. Parla del riscaldamento globale in questi termini: &#8220;Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un <strong>preoccupante riscaldamento del sistema climatico</strong>. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare. L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. È vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana&#8221;.</p>
<p>Consapevole del fatto che <strong>i problemi dell&#8217;ambiente non sono solo legati all&#8217;inquinamento in senso stretto, ma anche all&#8217;entropia</strong>, al caos intrinseco di un sistema disordinato ai limiti del possibile, il Papa ci parla, ad esempio, della perdita di dignità che percepiamo stipandoci in vagoni metro ai limiti della guerriglia urbana. <strong>Nessun politico ha mai tentato tanta empatia su temi così eminentemente pratici</strong>.</p>
<p>Papa Francesco dà sfoggio con semplicità di una cultura incredibilmente enciclopedica, che va dall&#8217;ambito scientifico a quello giuridico. Riprende tra l&#8217;altro temi su cui insigni filosofi del diritto si lambiccano ad oggi il cervello, sfornando tomi di mille e più pagine per lo più non letti ed ampiamente <em>bypassati</em> dai politici e dai poteri forti in genere. E&#8217; questo che fa quando ricorda che, <strong>una volta che le istituzioni internazionali hanno deciso che la materia ambientale era di loro competenza e hanno legiferato a riguardo, non hanno contestualmente sancito sanzioni per chi non si sarebbe attenuto alle norme</strong>, se non pecuniarie. Della seria &#8220;ti dico cosa non puoi fare&#8221; ma &#8220;non ti succede niente se lo fai&#8221;. Oddio, non succede il nulla assoluto, da qualche anno si paga una &#8220;multa&#8221;. E&#8217; noto in ambito giuridico <strong>il principio &#8220;Chi inquina paga&#8221;</strong>. L&#8217;hanno fatto passare per equo, per una conquista. Per spiegarlo diciamo che, prima della legge che l&#8217;ha introdotto, si poteva inquinare tranquillamente senza che, in un&#8217;ottica economica, qualcuno pagasse per l&#8217;uso di determinate risorse (questa viene chiamata &#8220;un&#8217;esternalità negativa&#8221;, cioè dei costi per l&#8217;uso di beni comuni non calcolati e non pagati e perciò esterni al mercato). Adesso, per internalizzare i costi dell&#8217;inquinamento, si è &#8220;risolto&#8221; valutando economicamente l&#8217;uso della risorsa comune e imponendo un pagamento relativo a quest&#8217;ultima. E questo, lungi dall&#8217;essere una risposta al problema, <strong>è una delle più grandi ingiustizie dei nostri giorni, dando un prezzo all&#8217;inquinamento e permettendo a chiunque abbia abbastanza denaro di comprarselo</strong>. A tanto siamo arrivati.</p>
<p>Con lucidità Papa Francesco dichiara anche il <strong>fallimento del sistema capitalistico</strong>: &#8220;Il sistema industriale<strong>,</strong> alla fine del ciclo di produzione e di consumo, non ha sviluppato la capacità di assorbire e riutilizzare rifiuti e scorie. Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare&#8221;.</p>
<p><strong>Nell&#8217;enciclica il Papa fa qualcosa di rivoluzionario: riporta il pensiero della Chiesa cattolica in linea con la sua essenza più intima, con la natura</strong>. E&#8217; questo che sfugge a coloro che si dichiarano atei e giustificano con il loro ateismo sofismi ideologici che portano a brutture morali e ingiustizie varie: la morale cattolica non è contro natura, al contrario, vi si ispira, vi si adegua. E chiarisce un punto fondamentale, una questione che si tende a travisare; a scuola ci hanno insegnato che il cristianesimo è antropocentrico, come se le parole di Cristo giustificassero il capitalismo stesso, la violenza sull&#8217;ambiente e sugli animali. Ecco cosa dice Papa Francesco: &#8220;<strong>Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data</strong>. Ciò consente di rispondere a un’accusa lanciata contro il pensiero ebraico-cristiano: è stato detto che, a partire dal racconto della Genesi che invita a soggiogare la terra (cfr Gen 1,28), verrebbe favorito lo sfruttamento selvaggio della natura presentando un’immagine dell’essere umano come dominatore e distruttore. Questa non è una corretta interpretazione della Bibbia come la intende la Chiesa. Anche se è vero che qualche volta i cristiani hanno interpretato le Scritture in modo non corretto, oggi dobbiamo rifiutare con forza che dal fatto di essere creati a immagine di Dio e dal mandato di soggiogare la terra si possa dedurre un dominio assoluto sulle altre creature. È importante leggere i testi biblici nel loro contesto, con una giusta ermeneutica, e ricordare che essi ci invitano a <strong>« coltivare e custodire » il giardino del mondo</strong> (cfr Gen 2,15). Mentre « coltivare » significa arare o lavorare un terreno, « custodire » vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica <strong>una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura</strong>&#8220;.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/evitiamo-la-sesta-estinzione-la-necessita-ecologica-da-papa-francesco-allultimo-premio-pulitzer/"><img width="1536" height="1020" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa.jpg 1536w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-300x199.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-1024x680.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-1020x677.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-640x425.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/papa-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></a></p>]]></content:encoded>
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