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	<title>Gli italianidi FABRIZIO BIANCO &#8211; Tra Occidente e Oriente. Il Grigio tra il Bianco e il Nero &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 09:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/fabrizio-bianco-occidente-oriente-grigio-bianco-nero/"><img width="2048" height="1428" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin.jpg 2048w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-300x209.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-1024x714.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-1020x711.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-640x446.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-92x64.jpg 92w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></a></p><hr /><p>La Russia di Putin ha attaccato e invaso uno Stato sovrano, rivendicando dapprima alcune regioni dell’Ucraina come russe e poi l’intera Ucraina come Paese sotto la sfera d’influenza russa. A torto o a ragione ciò ha portato a un attacco che vede coinvolte moltitudini di civili inermi che la guerra non l’hanno chiesta ma la stanno subendo. Quanto si può veramente identificare la Russia col suo capo? Quanti russi siano effettivamente d’accordo con il proprio governo è una stima i cui dati si dimostrano di difficile estrapolazione quando ci si trova di fronte a un Paese dove la libertà di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Russia di Putin ha attaccato e invaso uno Stato sovrano, rivendicando dapprima alcune regioni dell’Ucraina come russe e poi l’intera Ucraina come Paese sotto la sfera d’influenza russa. A torto o a ragione ciò ha portato a un attacco che vede coinvolte moltitudini di civili inermi che la guerra non l’hanno chiesta ma la stanno subendo. Quanto si può veramente identificare la Russia col suo <em>capo</em>?</p>
<p>Quanti russi siano effettivamente d’accordo con il proprio governo è una stima i cui dati si dimostrano di difficile estrapolazione quando ci si trova di fronte a un Paese dove la libertà di manifestare non è pienamente garantita. Un potere accentrato su di un uomo in carica da molto tempo e su pochi oligarchi, che finora l’hanno sostenuto, può dimostrarsi non proprio rappresentativo di una democrazia.</p>
<p>In Occidente la situazione non è molto migliore. Si va ormai da tempo sempre più concretizzando il <em>diktat</em> del pensiero unico che sta definendo i contorni di un <em>nuovo ordine mondiale, il quale,</em> intento a sovvertire l’ordine naturale delle cose, si dimostra incurante nei confronti della sacralità dell’individuo nel nome di un interesse collettivo indistinto e gestito da pochi oligarchi della finanza che, mascherati da filantropi, manipolano la cultura dei popoli, soprattutto cristiani, per cancellarne qualsiasi identità che li contraddistingue. Anche in Occidente, soprattutto in Italia, è spesso divenuto difficile dissentire e l’informazione, egemonizzata da una certa <em>élite</em> e sempre più incanalata nel <em>mainstream</em>, tenta spesso di eludere il dibattito ergendosi a depositaria della verità, nascondendosi dietro a una pseudo scienza intenta a imporsi come dogma di una religione unica che predica l’inclusione ma che è pronta a estromettere dalla vita sociale chiunque, secondo un principio di libertà, voglia esprimere un pensiero di dissenso.</p>
<p>Molti vedono Putin come colui che ha riaperto la Russia al cristianesimo, ma questo non lo ha persuaso dallo scatenare una guerra che, fosse anche dettata dalle più valide motivazioni, sta mietendo vittime innocenti fra la popolazione inerme. Alcuni tendono a vedere Putin come una resistenza contro quell’Occidente del pensiero unico egemonizzato da un’<em>élite</em> intenta a realizzare un mondo globalizzato e a istituire un <em>nuovo ordine mondiale</em> che mira a sovvertire l’ordine naturale delle cose.</p>
<p>Senz’altro in un Occidente egemonizzato da una ristretta oligarchia <em>globalista</em> intenta ad abbattere la media e piccola proprietà privata, media e piccola impresa inclusa, assistiamo da un lato all’inesorabile impoverimento di popoli e famiglie, e dall’altro al consolidamento di pochissime <em>élite</em> proprietarie. Ciò rende reale il rischio che possa prendere forma un sistema economico e sociale che trasformi i popoli in masse indistinte, private di qualsiasi proprietà e sottomesse a un collettivismo economico globale non certo facente capo a uno Stato centrale e sovrano, ma sottostante a una ristrettissima oligarchia privata e iper capitalista, sempre più in grado controllare le masse con l’ausilio di sistemi e tecnologie digitali.</p>
<p>La Russia di Putin non sembra rappresentare però un’alternativa all’Occidente. Un Putin che a torto o ragione muove guerra, e che nell’attaccare un Paese confinante si dimostra poco curante della sorte di civili inermi e di vite innocenti, lasciando per di più il sospetto di voler allargarsi territorialmente con il conflitto e di poter utilizzare armi nucleari, mette anche lui inequivocabilmente in discussione la sacralità dell’individuo.</p>
<p>Se da una parte, l’intento di Putin può essere interpretato come quello di sottrarre se stesso e il suo Paese al controllo di un <em>elite globalista</em>, e quindi di assicurandosi un ampio spazio vitale che garantisca l’accesso a tutte quelle risorse naturali strategicamente indispensabili a un grande <em>Stato-continente</em> in autarchia, dall’altra parte, egli sembra mosso dalle aspirazioni tipiche di un monarca assoluto e indiscusso di un Paese in cui la stessa libertà di dissentire può invece essere messa in discussione e punita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È chiaro che qui non si tratta neanche di fare una scelta di campo, ossia di scegliere con chi stare, poiché sarebbe fuori discussione, in quanto l’Unione Europea stessa è e rimane Occidente a meno che non voglia rinnegare se stessa. Lo <em>slogan</em> della <em>destra</em> di anni fa <em>“né USA né URSS”</em>, che oggi con parole cambiate <em>“né Putin né NATO” </em>è stato ritirato in ballo dalla <em>sinistra</em>, aveva la sua ragione di esistere nello spronare l’<em>Europa dei Popoli</em> a diventare un soggetto politico monolitico e forte al pari degli Stati Uniti, invece, l’odierna Unione Europea è divenuta un colosso economico al servizio della finanza internazionale ed è rimasta un nano politico. Infatti, nonostante il peso economico e storico-culturale di ogni sua singola nazione, l’Unione Europea, all’interno della NATO, riesce a contare assai meno degli Stati Uniti, e ancor di meno da quando il Regno Unito è uscito dall’Unione. È perciò inevitabile che l’Europa conti politicamente solo all’interno di un’organizzazione di nazioni occidentali che fa maggiormente capo agli Stati Uniti, i quali sono sempre pronti a difendere le nazioni del “vecchio continente” sia per interessi legati alle sfere d’influenza sia perché la loro stessa identità storico culturale è legata al “vecchio continente”.</p>
<p>Essere Occidentali non significa però non essere in grado di fare autocritica e purtroppo nessuna parte in causa può considerarsi totalmente priva di responsabilità al punto da potersi esimere da critiche.</p>
<p>L’Occidente ha veramente fatto tutto il possibile per evitare questa invasione? Oppure ha delle responsabilità nell’aver alimentato il “desiderio” dell’Ucraina, in passato parte stessa dell’Unione Sovietica, di far parte della NATO? Le posizioni di Putin a tal riguardo erano note.</p>
<p>L’esistenza di <em>Stati cuscinetto</em> è normalmente auspicabile, poiché due linee rosse a contatto, nello specifico quella della NATO e quella russa, rischiano di prendere fuoco, e una tale criticità viene amplificata dal rischio di un conflitto nucleare. Con gli armamenti nucleari a disposizione, una guerra può dimostrarsi causa di disastri umani e ambientali di proporzioni immense e irreparabili, ed è perciò che l’idea di una guerra giusta o giustificabile non trova più spazio. Un “escalation” dei rapporti conflittuali può far alzare la posta in gioco e può facilmente sfuggire di mano, diventando irreversibile fino al punto di non ritorno; ecco perché, a torto o a ragione, il Paese aggressore che la innesca si assume enormi responsabilità di fronte al mondo intero.</p>
<p>Oggi l’Ucraina viene lasciata da sola in balìa degli attacchi russi che volenti o nolenti impattano sulle vite degli innocenti. La NATO, che in questo conflitto non vuole intervenire direttamente, dichiara di voler operare per la pace. L’Ucraina si aspettava di più e ha chiesto a gran voce una <em>no fly zone</em> a cui la NATO ha ribadito il suo no, poiché significherebbe un suo intervento diretto nel conflitto. D’altra parte da questa posizione scomoda la NATO può divincolarsi facilmente, dato che sono gli stessi popoli d’Europa a temere fortemente le conseguenze di un intervento diretto da parte dei loro Stati. Si preferisce così lasciare l’Ucraina a resistere da sola nel conflitto, ma si decide di aiutarla rifornendola di armi. Un comportamento alquanto subdolo, nel caso in cui il desiderio dell’Ucraina di voler far parte della NATO, motivo di conflitto per Putin, fosse stato alimentato dallo stesso Occidente col fine ultimo di allargare a Oriente i confini della NATO.</p>
<p>La resistenza ucraina si è dimostrata più forte di quanto ci si aspettasse, da non permettere una vittoria russa in tempi rapidi. Ciò ha causato però un inasprimento del conflitto che ha portato all’impiego di armamenti più pesanti e ad attacchi più indiscriminati da parte russa. Un successo russo in tempi rapidi avrebbe comportato da una parte minori perdite in termini di vite umane e minori danni in termini infrastrutturali, e dall’altra la sconfitta e la perdita di territori da parte dell’Ucraina, che avrebbe in parte significato anche una sconfitta dell’Occidente. Ora con l’approvvigionamento di armi all’Ucraina da parte occidentale aumenta la capacità di resistenza e ciò può comportare un’ulteriore e progressiva <em>escalation</em> della portata degli attacchi e un allungamento dei tempi di guerra, con l’incognita di un’eventuale allargamento del conflitto verso Ovest, all’interno dell’Unione Europea.</p>
<p>Armare l’Ucraina può generare due effetti: quello di contribuire ad affaticare le forze armate russe, cosicché, una volta conquistati i territori ucraini rivendicati dalla Russia, Putin potrebbe decidere di fermarsi per contrattare, oppure che Putin voglia allargare il conflitto ai Paesi che hanno fornito armi all’Ucraina. il pericolo che il conflitto si espanda all’Unione Europea è perciò reale.</p>
<p>Per diversi analisti tutto ciò era negli intenti di Putin da anni, e allora, pur essendo prevedibile, non si è fatto molto per evitarlo. Ci troviamo forse di fronte a un atteggiamento ambiguo di un Occidente che, secondo alcuni, sarebbe sempre più piegato al volere di quell’<em>élite globalista</em> forse in grado di poter innescare e determinare certi fenomeni? Se così fosse, si potrebbe persino sospettare del ruolo di Putin o di un utilizzo del suo personaggio da parte della stessa elite avente un unico disegno. È certo che ci si chiede se dopo due anni di pandemia mal gestita, che ha fatto registrare enormi danni a livello economico, non fosse questo il momento meno opportuno per lasciar scatenare una guerra ed aprire un nuovo stato di emergenza quando in Italia non si è ancora chiuso quello da pandemia… Un tempismo perfetto!</p>
<p>Quello che in questi giorni di guerra non sta mancando è un po’ di propaganda, anche qui nel democratico Occidente. In Italia e in Europa qualcuno, soprattutto da parte di una certa sinistra, paragona Putin a Hitler, qualcun altro lo avrebbe accusato di aver realizzato o attuato il fascismo in Russia, mentre Putin stesso, che fino a prova contraria sembra aver avuto il suo trascorso nel “comunista” KGB, dichiara di voler denazificare l’Ucraina. Sembra non ci si voglia mettere d’accordo proprio su nulla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questa guerra, chi sta patendo le pene maggiori è l’Ucraina, ma è anche tutta l’Europa a rischiare conseguenze pesanti, fossero anche di sola natura economica. L’America, geograficamente più lontana, rimane sicuramente in una posizione più defilata e più al riparo da certe conseguenze. Quanto alla Russia, da tempo abituata agli embarghi, potrebbe perfino far fronte alle più aspre sanzioni mai adottate prima, incluse quelle di tipo finanziario, date le risorse che il suo immenso territorio può fornire.</p>
<p>Anche di fronte a una guerra di portata nucleare, dove a rimetterci sarebbe tutta l’umanità, l’Europa, culla della civiltà occidentale e area geografica più densamente popolata dell’Occidente, sarebbe la più esposta e la prima a patire le conseguenze di un depopolamento, forse con il compiacimento di quell’<em>élite</em> che pensa che al mondo siamo troppi.</p>
<p>Il rischio di un conflitto nucleare sembra sempre all’ordine del giorno e allora chi ha più coscienza la usi e in questo momento anteponga al perseguimento della giustizia,  la disponibilità a concedere più di quanto sia dovuto. Ci sarà un tempo per tutto, ma al momento occorre sperare e pregare che l’orgoglio degli stolti e l’astuzia dei maligni si dissolvano affinché la pace regni sovrana e i popoli prosperino liberi.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/fabrizio-bianco-occidente-oriente-grigio-bianco-nero/"><img width="2048" height="1428" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin.jpg 2048w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-300x209.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-1024x714.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-1020x711.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-640x446.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/02/putin-92x64.jpg 92w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></a></p>]]></content:encoded>
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