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	<title>Gli italianiFattuere false per centinaia di milioni. Coinvolte 62 aziende &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Fattuere false per centinaia di milioni. Coinvolte 62 aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2021 17:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/fattuere-false-centinaia-milioni-coinvolte-62-aziende/"></a></p><hr /><p>L’operazione “Metal Ghost” della Guardia di Finanza si è conclusa con il sequestro di conti correnti, partecipazioni societarie, immobili e automezzi nei confronti dei responsabili di una maxi-frode fiscale nel settore del commercio all’ingrosso di minerali metalliferi e metalli ferrosi. L’indagine è partita da Piombino (LI), con la scoperta di società “cartiere” che hanno emesso fatture false per 760 milioni di euro, circolate tra Milano e Napoli. Sono state interessate 62 imprese e coinvolte anche  aziende estere in un giro gestito da un sodalizio criminale campano. Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Piombino di concerto con&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’operazione “Metal Ghost” della Guardia di Finanza si è conclusa con il sequestro di conti correnti, partecipazioni societarie, immobili e automezzi nei confronti dei responsabili di una maxi-frode fiscale nel settore del commercio all’ingrosso di minerali metalliferi e metalli ferrosi.</p>
<p>L’indagine è partita da Piombino (LI), con la scoperta di società “cartiere” che hanno emesso fatture false per 760 milioni di euro, circolate tra Milano e Napoli.</p>
<p>Sono state interessate 62 imprese e coinvolte anche  aziende estere in un giro gestito da un sodalizio criminale campano.</p>
<p>Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Piombino di concerto con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (P.E.F.) di Livorno e dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno fatto emergere l’esistenza di un sodalizio criminale campano principalmente operante su Napoli, Livorno e Milano, che aveva ideato e attuato un complesso sistema finalizzato a frodi fiscali transnazionali.</p>
<p>Gli indagati nel corso degli anni hanno realizzato un enorme giro di fatture false, del valore medio di circa 1 milione ciascuna, relative a operazioni di vendita, acquisto e trasporto “via gomma” ovvero “via mare” di metalli del tutto inesistenti per un importo complessivo di oltre 760 milioni di euro, evadendo l’ IVA per 33 milioni di euro e l’IRES per 3 milioni di euro.</p>
<p>Per realizzare queste frodi il consorzio criminale si è avvalso di 62 società, di cui 48 italiane e 14 estere, senza disporre di magazzini né di strutture logistiche proprie ricollegabili a traffici con miniere.</p>
<p>È stato calcolato dagli inquirenti che, in base alle fatture, gli indagati avrebbero dovuto movimentare oltre 23.000 tonnellate di minerali: una mole di scambi inverosimile per tipologie di prodotti così rare.</p>
<p>In particolare, secondo quanto ricostruito, sul territorio dell’Unione Europea era stato costituito un gruppo di imprese “fantasma” che fatturavano fittiziamente colossali traffici di materiali siderurgici utili a indurire e prevenire la corrosione dell’acciaio, quali ferro-molibdeno e triossido di molibdeno, di cui gli investigatori non hanno trovato idonea documentazione né adeguate movimentazioni finanziarie.</p>
<p>Una di queste “imprese fantasma”, milanese, era stata costituita a seguito del furto di identità di un ignaro cittadino di Formia (LT).</p>
<p>I finanzieri di Livorno hanno scoperto la frode partendo dalla verifica delle operazioni commerciali di due delle aziende appartenenti al cosiddetto “carosello”, che avevano il ruolo di “cartiere”, con sede nella provincia di Livorno.</p>
<p>Inoltre, sono state tracciate le fatture per operazioni inesistenti, verso imprese estere e nazionali, utilizzate quali società inesistenti.</p>
<p>Le indagini hanno condotto alla scoperta di nuove società appartenenti al “carosello” e il relativo vorticoso giro di fatture false.</p>
<p>In questo modo gli imprenditori coinvolti consentivano alla cosiddetta s.p.a. capofila del carosello, con sede legale a Napoli e operativa a Milano, di creare crediti IVA da utilizzare in compensazione nelle liquidazioni della stessa. Inoltre di costituire un plafond IVA annuale da spendere in dogana ovvero presso fornitori nazionali per effettuare acquisti senza l’applicazione dell’IVA e infine di legittimare la commercializzazione di metalli di dubbia provenienza, rivendendoli a prezzo di costo grazie al plafond fittizio.</p>
<p>I principali attori  sono quattro uomini di origini partenopee, due dei quali soggetti A.I.R.E. rispettivamente di 49 e 58 anni residenti in Svizzera, incaricati della gestione occulta della società capofila, un commercialista di 57 anni residente in Lacco Ameno (NA) che curava gli aspetti tecnici e amministrativi e un “esperto del settore” di 66 anni, residente a Basiglio (MI), operante quale imprenditore “palese” nei rapporti con i terzi.</p>
<p>La condotta criminale ipotizzata dalla Procura della Repubblica di Napoli e confermata dal Gip è l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali, tra cui l’emissione e l’utilizzo di fatture false, l’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti e l’occultamento delle scritture contabili.</p>
<p>Contestata anche la responsabilità amministrativa per il reato associativo commesso dagli amministratori della società capofila del “carosello”.</p>
<p>L’imposta netta complessivamente evasa, quantificata dalla Guardia di Finanza di Livorno, ammonta a 36 milioni di euro, importo che è stato indicato dal Gip di Napoli quale profitto del reato e quindi oggetto del sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta, eseguita dalle Fiamme Gialle.</p>
<p>D’altro canto l’Agenzia delle entrate di Napoli ha emesso i relativi avvisi di accertamento e ha rigettato i ricorsi avanzati dagli indagati.</p>
<p>La Guardia di Finanza di Livorno ha eseguito il decreto di sequestro preventivo del Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli, per la confisca diretta e per equivalente di liquidità e altri beni dei quattro indagati, per un valore complessivo  di oltre 36 milioni di euro pari alle imposte evase.</p>
<p>Ai sequestri patrimoniali hanno partecipato anche Reparti della Guardia di Finanza di Napoli e di Milano.</p>
<p>Tra le 62 società interessate dalle indagini otto hanno sede all’estero, precisamente in Gran Bretagna, Svizzera, Repubblica Ceca, Croazia, Romania, Ungheria, Polonia e Bulgaria.</p>
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