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	<title>Gli italiani</title>
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		<title>Il Gianicolo e il suo patrimonio storicfo-artistico</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 10:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/gianicolo-suo-patrimonio-storicfo-artistico/"><img width="2000" height="1000" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia.jpg 2000w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-300x150.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-1024x512.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-1020x510.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-640x320.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/06/mafia-96x48.jpg 96w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a></p><hr /><p>Ci si riferisce a Roma come alla città dei sette colli, ma questi si trovano tutti sulla riva sinistra del Tevere mentre Roma già dall’antichità si sviluppava, seppur in piccola parte, anche sulla sua riva destra, su quell’area oltre Tevere (trans Tiberim), da cui Trastevere, delimitata e circoscritta dal Gianicolo (Ianiculum), il colle di Giano, il cosiddetto “ottavo colle di Roma” che, con la forma di un costone semicircolare, faceva da confine e cinta difensiva naturale di Roma sul suo versante occidentale, estendendosi da Nord-Ovest, in corrispondenza dell’ospedale di Santo Spirito, lasciando fuori il Circo Vaticano, a Sud-Ovest,  terminando in&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si riferisce a Roma come alla città dei sette colli, ma questi si trovano tutti sulla riva sinistra del Tevere mentre Roma già dall’antichità si sviluppava, seppur in piccola parte, anche sulla sua riva destra, su quell’area oltre Tevere (<em>trans Tiberim</em>), da cui Trastevere, delimitata e circoscritta dal Gianicolo (<em>Ianiculum</em>), il colle di Giano, il cosiddetto “ottavo colle di Roma” che, con la forma di un costone semicircolare, faceva da confine e cinta difensiva naturale di Roma sul suo versante occidentale, estendendosi da Nord-Ovest, in corrispondenza dell’ospedale di Santo Spirito, lasciando fuori il Circo Vaticano, a Sud-Ovest,  terminando in corrispondenza dell’attuale Stazione Trastevere, lasciando fuori l’adiacente Piazzale della Radio.</p>
<p>I Gianicolo era lì prima di Roma, quando intorno all’area dove sorgerà Roma, in era arcaica era probabilmente già distinguibile una sorta di <em>Tripoli</em>, identificabile con tre villaggi, quello del Gianicolo appunto, sulla riva destra del Tevere, quelli del Capitolino, l’arcaica <em>Saturnia</em>, e del Palatino, entrambi sulla riva sinistra del Tevere.</p>
<p>Le sfumature dorate e verdognole del tufo di cui è composto il Gianicolo, conferiscono al colle anche l’appellativo di Monte d’Oro (<em>Mons Aureo</em>) o di Monte Verde.</p>
<p>Sul Gianicolo (<em>Ianiculum)</em>, come da tradizione, dimorava l’arcaico dio Giano (<em>Ianus</em>), dio dei passaggi; infatti <em>ianua</em> ha il significato di passaggio, e quindi il dio della fine e dell’inizio, e per questo il primo mese dell’anno <em>ianuario</em> (gennaio) fu a lui dedicato.</p>
<p>Il dio Giano era rappresentato bifronte (<em>Ianus bifrons</em>), con una faccia rivolta al passato e una al futuro, e posto sul suo colle, da un lato guardava e vegliava sude Roma, come per sorvegliarla e proteggerla, e dall’altro era rivolto verso l’Etruria, per vigilare sulle eventuali minacce che di lì potevano incombere su Roma.</p>
<p>Parte della narrazione vorrebbe Giano legato a tre dee: <em>Diana</em> (<em>Iana</em> o Giana), da cui deriverebbe <em>Bejana</em> o Befana, divinità che consente il passaggio o l’accesso nell’aldilà, dispensando regali o punizioni a seconda del comportamento; <em>Strenia</em>, da cui deriva la strenna natalizia che elargisce doni; <em>Iuno Moneta</em>, ossia Giunone Ammonitrice, nel cui tempio si batteva moneta per l’impero.</p>
<p>Forse l’arcaico dio Giano è da identificarsi con lo stesso dio sumero <strong><em>Anu</em></strong>, che possiamo far risalire almeno al 2.800 a.C.</p>
<p>Non si può escludere una corrispondenza fra <em>Ianus</em> (Giano) e l’antico dio creatore sumero <em>An</em>, in accadico <em>Anu</em>, di cui si trova testimonianza almeno sin dalla prima parte del III millennio a.C. nelle famose tavolette d’argilla sumeriche, dove si racconta del diluvio universale e di un uomo saggio e assai longevo, chiamato <em>Zi-u-sud-ra</em> (in sumerico <em>Vita dai giorni prolungati</em>), che costruisce la barca e che si salva dal diluvio. Che si tratti di qualche traccia di religione monoteistica? Senza voler dar adito a certe allusioni, <em>An</em> avrebbe creato anche <em>EnLil</em>, signore dell’aria, rappresentato con l’aquila, ed <em>EnKi</em>, signore della terra e dell’abisso, rappresentato col serpente.</p>
<p>Una parte della leggenda vorrebbe invece Giano (<em>Ianus</em>) un antico re pelasgico proveniente dalla Tessaglia e poi elevato a divinità dalla popolazione locale di probabile origine tessalo-pelasgica.</p>
<p>La tradizione vuole che più tardi, sempre secoli prima della fondazione di Roma, sul Gianicolo fu fondata una cittadina chiamata <em>Eneia</em> per immortalare il nome dell’esule troiano che nel XII secolo a.C. sarebbe sbarcato sulle rive del <em>Latium Vetus</em>, davanti a <em>Laurentum</em>, e avrebbe sposato Lavinia, figlia di re Latino.</p>
<p>Nel corso della storia prevalse però l’appellativo di Gianicolo in quanto l’associazione del colle al dio Giano è stata sempre la più forte, e l’esistenza di un “Pagio Ganicolense” viene comunque storiograficamente collocata nella zona dell’attuale Piazza Mastai in Trastevere, quindi nell’area pianeggiante fra il Tevere e il colle stesso del Gianicolo.</p>
<p>Sin dai tempi di Romolo, il Gianicolo e i cosiddetti <em>Sette Pagi </em>erano oggetto di contesa tra romani (latini) da un lato ed etruschi dall’altro. Romolo se li aggiudicò a danno della città etrusca di Veio, ma più tardi tornarono oggetto di contesa. La riva destra del Tevere viene infatti spesso ricordata come <em>Ripa Veiente</em>. Nel VII secolo a.C. Anco Marzio, re di Roma di origine sabina, riuscì a imporsi sul Gianicolo e lo fortificò, conferendogli ancor di più la funzione di confine naturale occidentale di Roma.</p>
<p>L’antico <em>Lucus Furrinae</em>, bosco sacro a Furrina o Furina, provvisto di fonte a lei dedicata, si trovava sulle pendici del Gianicolo, in corrispondenza dell’attuale parco di Villa Sciarra. Fu in questo bosco che nel 121 a.C. Gaio Gracco si fece uccidere da Filocrate, il suo schiavo. Più tardi, intorno alla metà del I secolo a.C. Giulio Cesare volle in questi luoghi i suoi <em>Horti</em>.</p>
<p>In età augustea parte del territorio d’oltre Tevere (<em>trans Tiberim)</em>, cioè dell’attuale Trastevere e del Gianicolo, divennero una delle quattordici <em>Regiones</em> della città, la quattordicesima. Come ci dimostrano anche le successive Mura Aureliane (270-275 d.C.) solo in parte il Gianicolo fu inglobato all’interno delle mura difensive dell’<em>Urbe</em>, aventi come punta estrema occidentale la Porta Aurelia, oggi Porta San Pancrazio, sulla Via Aurelia Antica.</p>
<p>Sul Gianicolo, all’interno dell’odierno parco di Villa Sciarra, sorse un santuario dedicato a divinità siriache, i cui resti del tempio risalgono al IV secolo d.C., e proprio all’inizio del IV secolo d.C., esattamente nel 304 d.C., sotto l’imperatore Diocleziano, al secondo miglio della Via Aurelia, poco fuori l’omonima porta delle Mura Aureliane, si consumò il martirio di San Pancrazio, decapitato alla giovane età di quattordici anni per non aver rinunciato a Cristo. Il corpo del martire, abbandonato sulla Via Aurelia, fu recuperato da <em>Octavilla</em>, una matrona cristiana, che gli dette sepoltura nel vicino cimitero.</p>
<p>La Basilica paleocristiana di San Pancrazio fu costruita per volere di Papa Simmaco tra il 498 e il 514, proprio dove il Santo fu sepolto, sorgendo su di una delle quattro aree cimiteriali cristiane della <em>Via Aurelia Vetus</em> e della <em>Via Aurelia Nova</em>.</p>
<p>Nella prima metà del VII secolo d.C., forse anche in seguito a danneggiamenti causati dalle guerre greco-gotiche, per volere di papa Onorio I vennero apportati interventi radicali alla struttura della basilica, provvedendola di transetto e di cripta, di cui fino a quel momento solo la basilica di San Pietro ne era stata dotata con una forma semi anulare, e dandogli quell’aspetto che sostanzialmente si è preservato fino ai giorni nostri. In quell’occasione il corpo del Santo, che giaceva obliquo nel mezzo della basilica, venne spostato e collocato sotto l’altare.  La Basilica fu poi restaurata nell’VIII secolo d.C. dai papi Adriano I e Leone III, e nel XVI secolo ad opera di Ludovico de Torres e suo nipote Cosimo. I lavori si protrassero anche nel XVII secolo, e dal 1662 la basilica venne affidata ai Carmelitani Scalzi.</p>
<p>La basilica fu danneggiata nel 1798 da parte dell’esercito napoleonico, autore persino di alcuni asporti, come quelli delle stesse colonne di porfido del baldacchino dell’altare, di cui due restituite nel 1814 e reimpiegate nel baldacchino stesso.</p>
<p>Nel 1849 la basilica, ritrovandosi sul fronte difensivo della Repubblica Romana, fu oggetto di saccheggio e distruzione. Le reliquie del Santo furono profanate e le ossa andarono disperse. Il capo del Santo oggi presente nella Basilica di San Pancrazio proviene da San Giovanni in Laterano, dove dall’850 d.C. fu custodito fino al 1966, quando papa Paolo VI la restituì.</p>
<p>Sul Gianicolo, all’interno delle Mura Aureliane sorge anche la Chiesa di San Pietro in Montorio (in <em>Mons Aureo</em>, ossia Monte d’Oro), che fu edificata dove, secondo una teoria forse non troppo accreditata, sarebbe avvenuto il martirio dell’apostolo Pietro, con la crocifissione del santo a testa in giù. Qui la presenza di un monastero risale già al IX secolo d.C., ma è soprattutto grazie ai contributi finanziari di Luigi XI di Francia a favore di Sisto IV Della Rovere, e poi a quelli più ingenti di Ferdinando II e Isabella di Castiglia in favore di Papa Alessandro VI Borgia, che fu costruita la nuova chiesa consacrata nel 1500, il cui progetto sembrerebbe attribuibile a Baccio Pontelli o a Meo del Caprino.</p>
<p>A un periodo compreso tra 1502 e il 1510 va probabilmente fatto risalire il Tempietto monoptero e periptero, opera rinascimentale dell’architetto Donato Bramante, situato nel chiostro posto sul fianco destro della chiesa vera e propria, poiché costruito nel luogo in cui, secondo una teoria non troppo accreditata, sarebbe avvenuto il martirio dei San Pietro, con la crocifissione a testa in giù dell’apostolo.</p>
<p>Gli abbellimenti della Chiesa di San Pietro in Montorio appartengono al XVI e al XVII secolo. Tra questi spiccano capolavori come la Flagellazione di Sebastiano del Piombo, una sibilla allegorica di Baldassarre Peruzzi, affreschi del Vasari, la Cappella Raimondi disegnata da Gian Lorenzo Bernini e realizzata nel 1640. Sull’altare maggiore della chiesa, attribuito a Giulio Mazzoni, si trovava la Trasfigurazione di Raffaello fino al 1797, quando fu sottratta dai francesi che la restituirono nel 1816. Da allora, la Trasfigurazione di Raffaello si trova nella stanza VIII della Pinacoteca Vaticana, e invece, sull’altare maggiore in San Pietro in Montorio, a sostituirla vi è una copia della Crocifissione di Guido Reni realizzata da Vincenzo Camuccini.</p>
<p>Nel 1849 il complesso subì danneggiamenti dovuti agli attacchi delle truppe francesi di Napoleone III contro la Repubblica Romana, quando la chiesa sarebbe stata utilizzata anche come ospedale.</p>
<p>Nel 1876 il convento fu ceduto dallo Stato italiano alla Spagna, che lo trasformò nella sede della Reale Accademia di Spagna a Roma.</p>
<p>È dal XVI secolo che sul Gianicolo cominciarono ad affiorare quelle emergenze architettoniche riconoscibili ancora ai nostri giorni. Tra queste, Villa Lante, esempio di architettura rinascimentale, è situata là dove si trovavano gli antichi <em>Horti Getae</em>. Essa gode di un affaccio con una veduta mozzafiato su Roma. Fu realizzata da Giulio Romano tra il 1518 e 1531 come residenza estiva per Baldassarre Turini, funzionario dei papi Leone X e Clemente VII, entrambi appartenenti alla famiglia dei Medici. I lavori si protrassero poiché si erano dovuti fermare a causa del Sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi proprio al tempo di Papa Clemente VII. Nel 1551 la villa passò alla famiglia Lante, la quale ne ingrandì il giardino, che però fu in parte espropriato da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) nel successivo XVII secolo per la costruzione delle Mura Gianicolensi da lui volute, avvenuta appunto tra il 1641 e il 1643.</p>
<p>Nel 1817 la villa fu venduta ai Borghese, che nel 1837 la cedettero alla Congregazione della Società del Sacro Cuore di Gesù. Nel 1950 la villa passò allo Stato finlandese, che ne fece la sede della propria ambasciata presso la Santa Sede e centro della ricerca archeologica, conosciuta anche come <em>Institutum Romanum Finlandiae</em>.</p>
<p>Nel 1612, papa Paolo V Borghese fece ripristinare l’antico Acquedotto Traiano del 109 d.C. che convogliava le acque provenienti dal lago di Bracciano. L’acquedotto arrivava a Roma lungo la Via Aurelia Antica, dove per molti tratti è ancora oggi visibile e riconoscibile per le arcate che emergono in modo alternato da un lato e dall’altro della via, dove per diversi di questi tratti è inglobato nelle stesse mura di cinta di Villa Pamphilj. Il castello terminale delle acque si trovava nei pressi di Porta San Pancrazio e da lì serviva la zona di Trastevere.</p>
<p>Papa Paolo V Borghese fece anche erigere la celebre mostra monumentale dell’acquedotto restaurato, la famosa Fontana Paola, più nota come Fontanone. La sua realizzazione tra il 1610 e il 1614 fu opera degli architetti Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio, e dello scultore Ippolito Buzio. La mostra monumentale era originariamente provvista di cinque vasche di raccolta delle acque, situate fra le colonne alla base delle cinque arcate. Su commissione di papa Alessandro VIII Ottoboni, nel 1690 le cinque vasche furono sostituite da un unico monumentale bacino marmoreo, opera di Carlo Fontana, nipote di Giovanni Fontana.</p>
<p>Nel 1859 il Fontanone fu restaurato a seguito dei danneggiamenti subiti a causa degli attacchi francesi del 1849 contro la Repubblica Romana, e fu in seguito restaurato più volte.</p>
<p>Di fianco al Fontanone, appena varcato l’ingresso della Passeggiata del Gianicolo, vi è uno degli accessi all’Orto Botanico, nato dalla donazione di un terreno da destinarsi alla botanica, avvenuta nel 1660 a favore dell’Università da parte di papa Alessandro VII Chigi. L’Orto Botanico è situato sulle pendici del Gianicolo, su parte dell’area archeologica degli<em> Horti Getae</em>, sul terreno prima appartenente al convento di San Pietro in Montorio, e poi appartenente alla Villa Corsini, che proprio nel XVII secolo fu la residenza di Cristina di Svezia. L’Orto botanico poteva utilizzare l’acqua che l’acquedotto Traiano, ripristinato da papa Paolo V Borghese, portava dal lago di Bracciano al Gianicolo. Nel 1883 i giardini di Villa Corsini divennero di proprietà dello Stato, e l’Orto Botanico raggiunse la sua attuale dimensione.</p>
<p>Nel XVII secolo, sia per il ripristino dell’Acquedotto Traiano da parte di papa Paolo V Borghese, avvenuta nel 1612, sia per le stesse <em>mura difensive gianicolensi</em>, volute da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) e costruite tra il 1641 e il 1643, sul Gianicolo sorsero diverse ville nobiliari contraddistinte da architettura barocca, le quali spesso presentavano tra loro comuni tratti architettonici, come torrette difensive con cupolette, e scale esterne.</p>
<p>Tra le emergenze architettoniche di rilievo, l’attuale Villa Sciarra sorge sull’antica zona boschiva consacrata alla ninfa Furrina, dove, come già menzionato, nel 121 a.C. Gaio Gracco si fece uccidere dal suo schiavo Filocrate, dove intorno alla metà del I secolo a.C. Giulio Cesare volle i suoi <em>Horti</em>, e dove successivamente sorse un santuario dedicato a divinità siriache, di cui sono tuttora visibili i resti di un tempio risalente al IV secolo d.C.</p>
<p>Nel 1575 l’area dove si trovano l’attuale Villa Sciarra e l’attuale “Accademia Americana a Roma” fu acquistata da monsignor Innocenzo Malvasia che vi fece costruire il Casino omonimo, situato appunto sul terreno di attuale proprietà dell’Accademia Americana a Roma.</p>
<p>Nel 1614 l’area fu acquistata da Gaspare Rivaldi, e successivamente, con la costruzione delle <em>mura difensive gianicolensi</em>, costruite tra il 1641 e il 1643 per volere di papa Urbano VIII Barberini, l’area della villa acquisì valore, passando da extra urbana a urbana, trovandosi da quel momento all’interno e a ridosso delle stesse Mura Gianicolensi che le facevano da fortificazione.</p>
<p>La villa, passata di proprietà, fu donata nel 1947 da Domenico Vaini al cardinale Antonio Barberini, allora già proprietario del Casino Malvasia. Con i Barberini, nel 1653, la villa fu arricchita e abbellita con i lavori persino proposti da Gian Lorenzo Bernini e da Giovan Battista Contini. A quest’ultimo architetto che sarebbe attribuita la costruzione del Casino Barberini, attualmente sede dell’Istituto Italiano di Studi Germanici fondato nel 1932.</p>
<p>Nel 1710 la villa fu acquistata dal cardinale Pietro Ottoboni, che del 1720 fece portare avanti gli scavi archeologici del ritrovato tempio siriaco. La villa rimase a lui fino alla sua morte nel 1740. Successivamente la villa tornò in qualche ai Barberini, infatti divenne di proprietà di Cornelia Costanza Barberini e di suo marito Giulio Cesare Colonna di Sciarra. Fu in quel periodo che Villa Sciarra raggiunse la sua massima estensione occupando gran parte del Gianicolo, tutta quell’area compresa tra le antiche Mura Aureliane e le Mura Gianicolensi. Nel 1811 furono acquistati anche gli <em>Orti Crescenzi</em>, che divennero parte integrante della villa stessa.</p>
<p>Nel 1849 il Casino Malvasia e il Casino Barberini furono danneggiati a causa dei combattimenti tra i garibaldini della Repubblica Romana e le truppe francesi comandate dal generale <em>Oudinot</em>.</p>
<p>In seguito, gli Sciarra persero il terreno prossimo alla villa, ma quest’ultima rimase di loro proprietà. Gli Sciarra nel 1896 cedettero la villa omonima a George Clarke, il quale la cedette alla Società di Credito ed Industria Fondiaria Edilizia, dalla quale a sua volta fu venduta nel 1902 a George Wurts e a sua moglie Henriette Tower, la coppia americana che ristrutturò la palazzina in stile neo rinascimentale, rifece i giardini collocandovi statue del XVIII secolo, e nel 1906 fece progettare il castelletto in stile neogotico, costruito tra il 1908 e il 1910. La coppia fece anche realizzare gli ingressi di Via Calandrelli.</p>
<p>Nel 1932, quattro anni dopo la morte di George Wurts, la moglie Henriette Tower donò la villa a Benito Mussolini a condizione che fosse destinata a parco pubblico. Fu così donata da Mussolini ai romani, come riporta ancora la targa della villa.</p>
<p>Sul Gianicolo, all’interno delle Mura Aureliane, si trova Villa Spada. Costruita nel 1639 per volere di Vincenzo Nobili e ad opera dell’architetto Francesco Baratta, fu così chiamata, almeno dal 1748, per la presenza nel palazzo del principe Giuseppe Spada Veralli. Scelta come quartier generale da Giuseppe Garibaldi a seguito della demolizione di Villa Savorelli, anche Villa Spada fu demolita nella notte tra il 29 e il 30 giugno del 1849 dalle cannonate dei francesi che attaccavano la Repubblica Romana. Con la devastazione di Villa Spada<em>, </em>l’Assemblea della Repubblica Romana ordinò la resa.</p>
<p>Villa Spada fu ricostruita nel 1909 sui disegni di Arturo Pazzi, e nel 1939 fu nuovamente restaurata da Tullio Rossi. Fu acquistata poi nel 1946 dalla Repubblica d’Irlanda per ospitare la propria ambasciata presso la Santa Sede, e dal 2012 è divenuta sede dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia.</p>
<p>Tra Porta San Pancrazio, la Passeggiata del Gianicolo e Via Garibaldi, quindi all’interno delle Mura Gianicolensi ma non delle precedenti Mura Aureliane è posta Villa Aurelia, dove al suo interno si trova il Casino Farnese, fatto costruire dal cardinale Girolamo Farnese intorno al 1650, accanto alla cinquecentesca residenza di Alessandro Farnese, che era divenuto poi Papa Paolo III nel 1534. Era per questo conosciuta come Villa Farnese. Con l’estinzione della famiglia Farnese, la villa passò ai Borboni di Napoli nel 1731, e nel 1774 fu affittata da questi al conte Ferdinando Giraud, già proprietario della Villa del Vascello. Alla morte di quest’ultimo, gli eredi Giraud l’acquistarono dai Borboni nel 1841, e nello stesso anno vendettero tutte le proprietà al conte Alessandro Savorelli, che trasferì la sua fabbrica di candele all’interno della villa, ora ribattezzata Villa Savorelli, della quale commissionò il restauro e l’ampliamento degli edifici all’architetto Virginio Vespignani, autore anche di Porta San Pancrazio. Villa Savorelli fu nel 1849 utilizzata come quartier generale da Giuseppe Garibaldi, e perciò, insieme al Casino di Alessandro Farnese (Paolo III), fu quasi completamente distrutta dalle cannonate delle truppe francesi che attaccavano la Repubblica Romana. I Savorelli, poi in forti difficoltà economiche, vendettero la villa, che nel 1864 passò al Monte di Pietà, e poi, nel 1885, a Clara Jessup Hayland, la donna americana che la rinnovò e la rinominò Villa Aurelia, e che in seguito, nel 1909, come da testamento, la donò all’<em>American Academy in Rome</em>, il cui fondatore, John Pierpont Morgan, acquistò dei terreni nelle immediate vicinanze dove nel 1912 fece costruire la nuova sede dell’Accademia Americana, che dopo la seconda guerra mondiale fu ristrutturata sotto la guida di Bruno Zevi.</p>
<p>Villa Aurelia è stata ristrutturata tra il 2000 e il 2002 da parte di architetti dello Studio Einaudi ed è divenuta sede di eventi e conferenze.</p>
<p>Sul Gianicolo, fuori sia dalle Mura Aureliane che dalle seicentesche Mura Gianicolensi, si trova la Villa del Vascello, o Villa Giraud, commissionata dall’abate Elpidio Benedetti, agente del re di Francia Luigi XIV e consigliere del Cardinale Mazzarino, e costruita nel 1663 dai fratelli architetti Basilio e Plautilla Bricci. In seguito la villa passò di proprietà; prima al duca di Nevers, Filippo Giuliano Mancini, e poi, nel 1749, al conte Giraud.</p>
<p>Nel 1849 il Casino, fortemente danneggiato dagli attacchi francesi contro la Repubblica Romana, fu in parte abbattuto.</p>
<p>La villa fu così acquistata dai Pamphilj che la unirono con la Villa Corsini alla stessa Villa Pamphilj.</p>
<p>In seguito però, la Villa del Vascello fu dai Pamphilj venduta al Conte De Angelis che nel 1877 la cedette al generale Giacomo Medici, nominato marchese del Vascello per averla difesa nel 1849.</p>
<p>Dopo successivi passaggi di prprietà, dal 1983 la villa è divenuta sede del <em>Grande Oriente d’Italia</em>.</p>
<p>Sul Gianicolo, appena fuori sia dalle Mura Aureliane che dalle Mura Gianicolensi si trovava anche la seicentesca Villa Corsini, o Casino dei Quattro Venti, costruzione avvenuta su un disegno attribuito a Mattia De Rossi. Essa si trovava su di un terreno acquistato nel 1662 dal cardinal Neri Maria Corsini, divenuto poi papa Clemente XII. Era parte della proprietà della stessa Villa Corsini di via della Lungara a Trastevere, sua residenza. Il Casino Corsini fu fortemente danneggiato nell’assalto francese del 3 giugno 1849 contro Roma, capitale della neo proclamata Repubblica Romana.</p>
<p>Tutta la proprietà circostante le rovine del casino stesso, quindi parte della Villa Corsini, fu acquistata dai Doria Pamphilj che la inglobarono all’interno della loro omonima villa, e sulle rovine del Casino Corsini fu costruito l’Arco trionfale dei Quattro Venti su disegno del 1859 di Andrea Busiri Vici.</p>
<p>È proprio nell’attuale <em>Valle dei daini</em>, posta tra Villa Corsini e Villa Pamphilj, fino a metà XIX secolo due ville distinte e separate, che va probabilmente ricercato un antico confine latino-etrusco precedente al 509 a.C. Per questo, a parte il territorio dell’ex Villa Corsini, la seicentesca Villa Pamphilj non è da considerarsi sul Gianicolo, bensì su quel territorio probabilmente appartenente agli antichi “Sette Pagi” situati subito oltre il Gianicolo.</p>
<p>Stessa cosa vale per la Villa Abamelek, appartenente al periodo di fine XVII e inizio XVIII secolo, situata nelle immediate vicinanze dell’ex Villa Corsini, oggi parte dell’attuale Villa Pamphilj, appena oltre la Via Aurelia Antica, ma anche oltre Via delle Fornaci, via che si sviluppa proprio sul vallo che la divide dal Gianicolo vero e proprio.</p>
<p>Il Gianicolo, colle dell’antico dio Giano, è anche il colle più rappresentativo della poco longeva Repubblica Romana. Purtroppo, nonostante la sua omogenea e forte identità storica, Il Gianicolo si trova attualmente suddiviso su tre Municipi di Roma. Per buona parte appartiene al Rione Trastevere del Municipio I, quello del centro storico, per un’altra buona parte al Quartiere Gianicolense del Municipio XII, e in minima parte al Quartiere Aurelio del XIII Municipio. Così non dovrebbe essere. L’intero Gianicolo dovrebbe stare sotto la medesima amministrazione, in rispetto a una verità storica, alla sua micro identità storico-culturale, e a chi lo abita, lo vive e lo fa vivere.</p>
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		<title>PRESS PADEL TOUR, SI CONCLUDE UNA TERZA EDIZIONE DA INCORNICIARE</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 21:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/press-padel-tour-si-conclude-terza-edizione-incorniciare/"><img width="1080" height="1304" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-248x300.jpeg 248w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-848x1024.jpeg 848w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-1020x1232.jpeg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-640x773.jpeg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-53x64.jpeg 53w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p><hr /><p>Il Press Padel Tour taglia il traguardo della sua terza stagione, diventando il torneo italiano di riferimento per giornalisti, addetti alla comunicazione e all’entertainment. La terza edizione del torneo ha visto la nutrita partecipazione di giornalisti e addetti alla comunicazione delle testate più prestigiose: La Repubblica, Corriere dello Sport, TG5, TG1, Adnkronos, La7, Striscia la Notizia, Sky, DAZN, Dagospia, La Presse, Agimeg News, Padel Magazine e Igt. Molti i volti conosciuti dal grande pubblico, da Ivan Zazzaroni, che ha presentato con il suo fare istrionico la terza edizione del Press Padel Tour, ai partecipanti: Pierluigi Pardo di DAZN, Jimmy Ghione,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Press Padel Tour</strong> taglia il traguardo della sua terza stagione, diventando il torneo italiano di riferimento per <strong>giornalisti</strong>, <strong>addetti alla comunicazione</strong> e all’<strong>entertainment</strong>.</p>
<p>La terza edizione del torneo ha visto la nutrita partecipazione di giornalisti e addetti alla comunicazione delle testate più prestigiose: <strong>La Repubblica</strong>, <strong>Corriere dello Sport</strong>,<strong> TG5</strong>, <strong>TG1</strong>,<strong> Adnkronos</strong>,<strong> La7</strong>,<strong> Striscia la Notizia</strong>, <strong>Sky</strong>,<strong> DAZN</strong>,<strong> Dagospia</strong>,<strong> La Presse</strong>,<strong> Agimeg News</strong>,<strong> Padel Magazine </strong>e<strong> Igt</strong>.</p>
<p>Molti i volti conosciuti dal grande pubblico, da <strong>Ivan Zazzaroni</strong>, che ha presentato con il suo fare istrionico la terza edizione del Press Padel Tour, ai partecipanti: <strong>Pierluigi Pardo</strong> di <strong>DAZN</strong>,<strong> Jimmy Ghione</strong>, inviato storico di<strong> Striscia la Notizia</strong>, <strong>Stefano Meloccaro </strong>e<strong> Angelo Mangiante</strong>, commentatori di<strong> Sky Sport</strong>, il vice direttore del <strong>TG5</strong>,<strong> Fabio Tamburini</strong>,<strong> Luca Marchegiani</strong>, commentatore di <strong>Sky </strong>ed ex calciatore, <strong>Dario Marcolin</strong>, commentatore di <strong>DAZN</strong> ed ex calciatore,<strong> Leonardo Metalli </strong>del <strong>TG1</strong>,<strong> Gianluca Semprini </strong>e<strong> Federico Ruffo </strong>della<strong> RAI</strong>, <strong>Fernando Orsi</strong>, ex calciatore e padre della numero uno italiana di padel <strong>Carolina Orsi</strong>, <strong>Federico Marietti </strong>del <strong>TG5</strong>,<strong> Pablo Rojas</strong> del<strong> Gr1 RAI</strong>,<strong> Giampaolo Pellacani </strong>di<strong> La7</strong>, <strong>Francesco Persili </strong>di<strong> Dagospia</strong>,<strong> Marco Juri </strong>e<strong> Alberto D’Argenio </strong>de<strong> La Repubblica</strong>, <strong>Emanuele Rizzi </strong>di <strong>Adnkronos</strong>, <strong>Andrea Pinchi </strong>di<strong> La Presse</strong>, <strong>Jacopo Savagnone </strong>di<strong> Padel Magazine </strong>e <strong>Agimeg News</strong>,<strong> Matteo Messina </strong>di<strong> DAZN </strong>e<strong> Massimiliano Mazzitelli </strong>del<strong> Gruppo SAE </strong>e <strong>Jimmy Maini</strong> di <strong>Radio</strong> <strong>Manà Manà</strong>.</p>
<p>Molte le novità di questa terza edizione, oltre alle 14 coppie del girone maschile si sono raggiunte le 22 coppie nel girone femminile, per un totale di ben 72 tra giocatrici e giocatori.</p>
<p>Il torneo si è disputato a Roma sui campi del Contra Padel di via Mattia Battistini e al Lodigiani Padel in via  Giuseppe Rosaccio.</p>
<p>Il torneo maschile, nelle fasi finali, si è diviso in due tabelloni: Gold e Silver.</p>
<p>Vincono rispettivamente nel girone femminile nel tabellone Gold, la coppia <strong>Savasta/Lecis</strong>.</p>
<p>Nel girone maschile si aggiudicano il torneo del tabellone Gold, <strong>Semprini/Bozzacchi</strong>.</p>
<p>I vincenti del tabellone Gold dei gironi femminile e maschile si aggiudicano una ‘clinic di padel’ in Spagna, un paio di occhiali protettivi <strong>Lotto Eyewear</strong>, studiati per il padel, oltre a numerosi altri premi.</p>
<p>Gli sponsor della terza edizione sono <strong>LOTTO EYEWEAR, A PAY E-WALLET, AGIMEG NEWS, SWAP PADEL, TAB NET, SMASH BALL</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/press-padel-tour-si-conclude-terza-edizione-incorniciare/"><img width="1080" height="1304" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel.jpeg 1080w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-248x300.jpeg 248w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-848x1024.jpeg 848w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-1020x1232.jpeg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-640x773.jpeg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/06/padel-53x64.jpeg 53w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il successore di Bergoglio è l&#8217;americano Robert Francis Prevost. Ha sarà papa Leone XIV</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2025 20:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prima linea]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/successore-bergoglio-lamericano-robert-francis-prevost-sara-papa-leone-xiv/"><img width="294" height="171" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/05/papa-leone.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/05/papa-leone.jpeg 294w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/05/papa-leone-96x56.jpeg 96w" sizes="(max-width: 294px) 100vw, 294px" /></a></p><hr /><p>E&#8217; stato un conclave breve, ma come vuole la tradizione alla fine la scelta dei cardinali non è caduta sui favoriti. Infatti alla vigilia il nome più accreditato era quello del cardinale Parolin, segretario di Stato e quindi vicinissimo a papa Francesco. Altri candidati dati per probabili i cardinali Pizzaballa&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato un conclave breve, ma come vuole la tradizione alla fine la scelta dei cardinali non è caduta sui favoriti. Infatti alla vigilia il nome più accreditato era quello del cardinale Parolin, segretario di Stato e quindi vicinissimo a papa Francesco. Altri candidati dati per probabili i cardinali Pizzaballa e Zuppi. Dopo quasi mezzo secolo si riteneva fosse arrivato il momento di un papa italiano. Invece così non è stato. La scelta dei cardinali è caduta subito su  Robert Francis Prevost. Un  cardinale nato a Chicago, da una famiglia con origine italiane, francese e spagnola. Ma pur sempre nato negli Usa. In realtà Papa Leone XIV, questo il nome scelto, ha svolto gran parte della propria attività pastorale in Perù, missionario e poi vescovo, Un papa che si sente sicuramente più peruviano che statunitense tanto che salutando la folla in piazza San Pietro prima della benedizione ha voluto salutare, oltre che in italiano, anche in spagnolo. Del resto i suoi richiami alla pace, all&#8217;accoglienza, alla costruzione di ponti e non di muri sono un richiamo forte al suo predecessore, un segnale di continuità</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/successore-bergoglio-lamericano-robert-francis-prevost-sara-papa-leone-xiv/"><img width="294" height="171" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/05/papa-leone.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/05/papa-leone.jpeg 294w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2025/05/papa-leone-96x56.jpeg 96w" sizes="(max-width: 294px) 100vw, 294px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Femminicidio: il reato punito con l&#8217;ergastolo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/femminicidio-reato-punito-lergastolo/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/05/femminicidio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/05/femminicidio.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/05/femminicidio-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>Il femminicidio è finalmente riconosciuto come un reato specifico e grave, punito con l&#8217;ergastolo. Dopo anni di tragici episodi di violenza e pene insufficienti, la nostra Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha fortemente voluto e sostenuto l’introduzione di un nuovo disegno di legge (DDL) che introduce il &#8220;femminicidio&#8221; nel Codice penale. Questa fattispecie penale, data la sua gravità e urgenza criminologica, è ora sanzionata con la pena dell&#8217;ergastolo. Ogni giorno, assistiamo a un massacro dopo l’altro: donne uccise dai loro ex compagni, dopo aver subito violenze e maltrattamenti. Il DDL finalmente offre loro una speranza di giustizia. Giulia Checchettin, Ilaria&#8230;</p>
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<p>Il femminicidio è finalmente riconosciuto come un reato specifico e grave, punito con l&#8217;ergastolo. Dopo anni di tragici episodi di violenza e pene insufficienti, la nostra Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha fortemente voluto e sostenuto l’introduzione di un nuovo disegno di legge (DDL) che introduce il &#8220;femminicidio&#8221; nel Codice penale. Questa fattispecie penale, data la sua gravità e urgenza criminologica, è ora sanzionata con la pena dell&#8217;ergastolo. Ogni giorno, assistiamo a un massacro dopo l’altro: donne uccise dai loro ex compagni, dopo aver subito violenze e maltrattamenti. Il DDL finalmente offre loro una speranza di giustizia. Giulia Checchettin, Ilaria Sula, Sara Campanella: questi sono solo alcuni dei nomi di donne che hanno vissuto l&#8217;inferno, con un epilogo tragico. Ci è voluta una premier donna per ottenere questo risultato storico? La risposta sembra evidente. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri all&#8217;inizio di marzo, introduce nel Codice penale il reato di femminicidio, distinguendolo dall&#8217;omicidio e punendolo con l’ergastolo. Attualmente, il provvedimento è stato assegnato alla Commissione Giustizia, che deve ancora iniziare l’esame. Ma i passi compiuti sono già fondamentali. Il DDL prevede l&#8217;aggravamento delle pene per altri reati, tra cui maltrattamenti in famiglia, lesioni gravi o gravissime, mutilazioni genitali femminili, interruzione di gravidanza non consensuale, violenza sessuale aggravata, atti persecutori e la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (cosiddetto &#8220;revenge porn&#8221;). Una delle principali novità riguarda le modalità di gestione dei reati previsti dal &#8220;Codice Rosso&#8221;. Secondo la proposta, il pubblico ministero dovrà audire personalmente la vittima, qualora ne faccia richiesta, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato. La donna dovrà anche essere informata di eventuali richieste di lo patteggiamento da parte dell&#8217;imputato e di ogni eventuale sua scarcerazione, evasione o modifica della misura cautelare. Inoltre, se sussistono gravi indizi di colpevolezza, potranno essere disposte misure di custodia cautelare in carcere o arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Il DDL prevede anche una stretta sui benefici penitenziari per chi è condannato per reati da &#8220;Codice Rosso&#8221;. In questi casi, l’accesso ai benefici sarà possibile solo dopo una valutazione positiva da parte del magistrato o del tribunale di sorveglianza, che dovrà aver osservato il detenuto per almeno un anno. Infine, la riforma obbliga i magistrati a un percorso formativo specifico per contrastare la violenza sulle donne e la violenza domestica. Queste modifiche rappresentano un passo significativo nella lotta contro la violenza di genere, offrendo alle vittime una maggiore protezione e una giustizia più tempestiva e severa.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/femminicidio-reato-punito-lergastolo/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/05/femminicidio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/05/femminicidio.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/05/femminicidio-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La ciclicità delle emergenze</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 17:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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        <title>La ciclicità delle emergenze</title>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-ciclicita-delle-emergenze/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2022/03/guerra-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>&#160; Mi sembra di osservare uno schema di emergenze ricorrente in Europa, ogni periodo con una certa ciclicità viene fuori un&#8217;emergenza per cui dobbiamo fare in fretta ed intervenire al più presto, se necessario anche bypassando i parlamenti nazionali, i referendum, le elezioni, se non addirittura lo stesso parlamento europeo. Credo che questo schema sia iniziato nel 2001 con l&#8217;emergenza terrorismo a cui seguì la guerra al terrore (Iraq e Afghanistan). Nel 2008 arrivò la crisi dei mutui subprime e nel 2011 l’Europa fu scossa dalla crisi dei debiti pubblici (sovrani). I media parlarono di emergenza dello spread. Così ci&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Mi sembra di osservare uno schema di emergenze ricorrente in Europa, ogni periodo con una certa ciclicità viene fuori un&#8217;emergenza per cui dobbiamo fare in fretta ed intervenire al più presto, se necessario anche bypassando i parlamenti nazionali, i referendum, le elezioni, se non addirittura lo stesso parlamento europeo.</p>
<p>Credo che questo schema sia iniziato nel 2001 con l&#8217;emergenza terrorismo a cui seguì la guerra al terrore (Iraq e Afghanistan).</p>
<p>Nel 2008 arrivò la crisi dei mutui subprime e nel 2011 l’Europa fu scossa dalla crisi dei debiti pubblici (sovrani). I media parlarono di emergenza dello spread. Così ci fu il lasciapassare per i governi tecnici che spinsero per austerità, liberalizzazioni, riforma Fornero, il pareggio di bilancio in costituzione (modifica art.81), tutto per sostenere la competitività e contenere il debito pubblico. In Grecia venne stralciato un referendum popolare. Si arrivò a parlare di tasso di disoccupazione naturale (cioè considerato accettabile per uno Stato perché altrimenti potevano salire i salari e creare inflazione).</p>
<p>Così l’Europa per anni perseguì la strada del rigore e del contenimento della spesa. Si ricordi l&#8217;ardita battaglia del governo gialloverde nel 2019 per ottenere il 2,04% dopo aver chiesto il 2,4% di deficit. I tedeschi ci risposero che l&#8217;Italia “stava vivendo al di sopra delle sue possibilità”. Ironia della sorte, dopo è arrivata l&#8217;emergenza covid, con la sospensione dei vincoli di bilancio e il lancio del PNRR.  Così abbiamo fatto 8/9% di deficit per 3 anni e (chissà perché) non siamo falliti.</p>
<p>Ora è arrivata la tragedia Ucraina, si avverte una “emergenza Russia” e si trovano in un attimo 800 miliardi di euro da prendere a debito per le armi. Come? Approvando un programma senza far votare il parlamento europeo con l&#8217;art 122 del TFUE, che in teoria andrebbe usato solo “a causa di calamità naturali o di circostanze eccezionali che sfuggono al controllo di uno Stato membro”. Quindi votato solo dai vari premier europei. Senza un mandato dei vari parlamenti nazionali, senza un referendum, senza nemmeno l’espressione del parlamento europeo che noi votiamo per farci rappresentare in Europa.</p>
<p>A me sembra che queste emergenze a cui spesso precede uno shock, siano raccontate con la complicità di alcuni media in un certo modo, allo scopo di metterci fretta così da avallare, senza troppe ciance, certe decisioni delle istituzioni senza un profondo e serio confronto democratico che invece servirebbe. Con la complicità della popolazione che in virtù di questa o quella emergenza, alla fine non si pone troppe domande, sennò che emergenza sarebbe?</p>
<p>E alla fine pure se come singoli individui non ci troviamo d’accordo, finiamo nella moltitudine e nella velocità di questo mondo ricco di stimoli e distrazioni, per accettare spesso scelte calate dall’alto, senza un vero confronto. Concentrati solo sul presente, un presente eterno che si snoda fra le nostre mani senza accorgercene.</p>
<p>Riassumendo: quando qualcuno più in alto di noi decide che c&#8217;è un&#8217;emergenza, non si sa perché e come ma si può spendere un sacco di soldi, apparentemente senza rischi per le finanze nazionali. Quando i soldi li chiede la gente comune per snellire le liste d&#8217;attesa della sanità pubblica, per avere un&#8217;istruzione valida e accessibile, per avere dei servizi generici e di trasporto efficienti, per avere stipendi e pensioni adeguati, per fare investimenti produttivi e rilanciare l&#8217;economia reale vicina ai cittadini; per queste cose le risorse sono sempre limitate o piene di vincoli e paletti. Ecco perché le chiamano emergenze, perché se ci fosse un vero dibattito sui temi vi arrabbiereste un pochino.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Canada e Groenlandia. Trump è avvertito, non si toccano</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 16:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/canada-groenlandia-trump-avvertito-non-si-toccano/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/trump-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/trump-2.jpg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/03/trump-2-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>Con il garbo della diplomazia, ma anche con la fermezza del Sovrano, Carlo III ha ricordato a Donald Trump, che aveva manifestato intenti annessionistici, di essere, anche se formalmente, il Re del Canada. Oltre che dei paesi del Commonwealth, ovviamente. Il richiamo è giunto nel corso del discorso che il Sovrano inglese ha pronunciato ieri dinanzi alle Camere riunite del Parlamento italiano nel quale ha ricordato i vincoli di amicizia che legano la sua patria all’Italia e che nel corso del Risorgimento hanno dato luogo a interventi concreti in favore dell’unità del nostro Paese. Ha ricordato i rapporti con Cavour&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il garbo della diplomazia, ma anche con la fermezza del Sovrano, Carlo III ha ricordato a Donald Trump, che aveva manifestato intenti annessionistici, di essere, anche se formalmente, il Re del Canada. Oltre che dei paesi del Commonwealth, ovviamente.</p>
<p>Il richiamo è giunto nel corso del discorso che il Sovrano inglese ha pronunciato ieri dinanzi alle Camere riunite del Parlamento italiano nel quale ha ricordato i vincoli di amicizia che legano la sua patria all’Italia e che nel corso del Risorgimento hanno dato luogo a interventi concreti in favore dell’unità del nostro Paese. Ha ricordato i rapporti con Cavour fino a sottolineare come, in occasione dello sbarco dei Mille a Marsala, le unità della Royal Navy, presenti alla fonda, impedirono la reazione delle truppe borboniche nei confronti dei piroscafi di Garibaldi. Con buona pace dei neoborbonici.</p>
<p>E in onore del generale dalla camicia rossa il Re ha ricordato le centinaia di migliaia di londinesi che lo accolsero in città dopo gli onori che gli aveva tributato la marina di Sua Maestà che era andata incontro, a vele spiegate, a Plymouth, appena all’orizzonte era apparsa la nave dell’eroe che issava il vessillo tricolore. Anche la permanenza di Giuseppe Mazzini in Inghilterra è stata oggetto di attenzione del Re nel contesto delle antiche relazioni tra l’Italia e le terre che Roma aveva occupato e nelle quali ha lasciato tracce indelebili che ancora oggi sono apprezzate negli usi e nella stessa lingua. Infatti, Carlo III è Rex.</p>
<p>Delle considerazioni in tema di cultura, ambiente ed arte, che hanno impreziosito il discorso del Re, diranno abbondantemente i giornali oggi.</p>
<p>Merita di essere ricordato che anche il Sovrano di Danimarca, Federico X, ha detto stop al Presidente U.S.A. all’indomani della “manifestazione di interesse” di Washington per la Groenlandia. Lo ha fatto ricorrendo ad un <em>restiling</em> dello stemma del Casato arricchito dall’immagine della grande isola. Un modo anch’esso diplomatico ma esplicito e fermo sull’appartenenza della Groenlandia alla Corona danese.</p>
<p>Senza urlare, con stile reale.</p>
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		<title>Microplastica e salute umana. Analisi e soluzioni</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 10:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/microplastica-salute-umana-analisi-soluzioni/"><img width="1280" height="854" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-768x512.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1024x683.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1020x681.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p><hr /><p>Presso la Sala Stampa della Camera dei deputati di Palazzo Montecitorio, la BioDesign Foundation, insieme alla Marina Militare e all’Università di Napoli Vanvitelli, hanno presentato il primo simposio internazionale sulle patologie causate dalla microplastica alla salute umana e alla biodiversità. Il luogo della conferenza stampa simboleggia l’importanza degli argomenti del simposio ‘The Custodians Earth Solution Symposium’, che si terrà il 3 aprile 2025, nel Salone delle Colonne in Piazza Guglielmo Marconi, 26/C all’EUR &#8211; Roma. I partner istituzionali sono la Marina Militare, l’Istituto Idrografico della Marina, Capitanerie di Porto e Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Protezione Civile Nazionale e l’Università&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="Corpo">Presso la Sala Stampa della Camera dei deputati di Palazzo Montecitorio, la BioDesign Foundation, insieme alla Marina Militare e all’Università di Napoli Vanvitelli, hanno presentato il primo simposio internazionale sulle patologie causate dalla microplastica alla salute umana e alla biodiversità.</p>
<p class="Corpo">Il luogo della conferenza stampa simboleggia l’importanza degli argomenti del simposio ‘The Custodians Earth Solution Symposium’, che si terrà il 3 aprile 2025, nel Salone delle Colonne in Piazza Guglielmo Marconi, 26/C all’EUR &#8211; Roma.</p>
<p class="Corpo">I partner istituzionali sono la Marina Militare, l’Istituto Idrografico della Marina, Capitanerie di Porto e Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Protezione Civile Nazionale e l’Università degli Studi della Campania &#8211; Luigi Vanvitelli.</p>
<p class="Corpo">Il 3 aprile verranno presentati i risultati di studi nazionali ed internazionali che evidenziano il nesso tra le microplastiche e le patologie riscontrate.</p>
<p class="Corpo">Quattro i temi oggetto di studio: Microplastiche &#8211; fotografia della situazione; Dinamiche di dispersione della microplastica in natura; Impatto sulla biodiversità; Danni alla salute umana e soluzioni applicabili.</p>
<p class="Corpo">Sarà anche l’occasione per raccontare il progetto ‘The Custodian Plastic Race &#8211; Italy’, la settimana della pulizia coordinata su tutto il territorio nazionale, in programma dal 6 al 12 ottobre 2025.</p>
<p class="Corpo">“Oggi più che mai è fondamentale studiare e cercare soluzioni alle microplastiche, poiché la natura è la nostra unica eredità universale”, queste le parole dell’arch.Roberto Guerini, presidente di BioDesign Foundation.</p>
<p class="Corpo">
<p class="Corpo">Jacopo Savagnone</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/microplastica-salute-umana-analisi-soluzioni/"><img width="1280" height="854" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-768x512.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1024x683.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-1020x681.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/10/palazzo_montecitorio_2-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La selezione dei dirigenti fondamentale per una buona P.A.</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 13:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prima linea]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-selezione-dei-dirigenti-fondamentale-buona-p/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>C’è una verità che spesso la politica trascura. Eppure, per realizzare gli obiettivi indicati nell’indirizzo politico governativo occorre una buona amministrazione, un corpo di funzionari dotati di adeguata professionalità e leggi capaci di corrispondere rapidamente alle esigenze del Governo, dei cittadini e delle imprese. Un buon “esercito”, insomma, che richiede&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una verità che spesso la politica trascura. Eppure, per realizzare gli obiettivi indicati nell’indirizzo politico governativo occorre una buona amministrazione, un corpo di funzionari dotati di adeguata professionalità e leggi capaci di corrispondere rapidamente alle esigenze del Governo, dei cittadini e delle imprese. Un buon “esercito”, insomma, che richiede bravi ufficiali e generali che nel pubblico impiego si chiamano “dirigenti”, funzionari che abbiano capacità di direzione degli uffici e del personale assegnato in modo da indicare gli obiettivi da raggiungere secondo le direttive ministeriali preoccupandosi che le procedure siano conformi alla legge in modo da utilizzare al meglio le risorse di bilancio. Il denaro che i cittadini mettono a disposizione del governo pagando imposte, tasse e contributi.</p>
<p>Se, dunque, occorre saggezza nella selezione del personale di ogni ordine e grado ancora maggiore attenzione va riservata nella provista dei dirigenti che nel corso del tempo ha seguito le regole costituzionali del concorso pubblico, come prevede l’art. 97 Cost. che la giurisprudenza, anche della Cassazione, richiama per tutti i passaggi di ruolo e di funzioni. Questo perché va assicurata alle amministrazioni pubbliche la migliore qualità del personale, che abbia le cognizioni tecniche adeguate, come è nella tradizione dei grandi stati. In Germania, in Francia, nel Regno Unito i migliori scelgono di servire lo stato e si assoggettano a dure selezioni ed a impegnativi corsi di aggiornamento.</p>
<p>È certo che se queste sono ovunque le regole, non è piaciuta nelle amministrazioni la notizia che il Ministro della pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intende farsi promotore di una rivoluzionaria tecnica di provvista dei dirigenti, quella che ovunque si chiama cooptazione, delineata in alcune interviste nelle quali ha ripetuto di voler “introdurre un sistema che dia la possibilità al dirigente di proporre un proprio collaboratore per la qualifica di dirigente”. Insomma, intende prevedere che si possa diventare dirigente pubblico anche senza concorso, per scelta di uno che già è dirigente. Dirigenti di nomina politica, quelli assurti a tale elevata posizione spesso a seguito dello <em>spoil system</em> o del ricorso all’art. 19, comma 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001, una norma spesso utilizzata con modalità commentate con severità da giuristi e politici seri, stroncata dal Direttore dell’Agenzia delle dogane, Roberto Alesse, in un volume di grande successo nel quale ha studiato a fondo le ragioni dello stato di degrado della dirigenza pubblica.</p>
<p>L’ipotesi formulata dal Ministro Zangrillo darebbe una ulteriore mazzata al sistema della dirigenza pubblica degradata sistematicamente negli ultimi anni per effetto di accessi dall’esterno di persone senza esperienza maturata nella pubblica amministrazione e spesso senza quella preparazione professionale che il richiamato art. 19, comma 6, prevede tanto da richiedere ripetute censure da parte della Corte dei conti.</p>
<p>Non solo, quello che ha mortificato la dirigenza pubblica è stata la moltiplicazione dei posti di funzione al di là delle effettive esigenze, che ha portato la proliferazione degli uffici con parcellizzazione delle competenze che ha finito per aggravare i procedimenti.</p>
<p>Un esempio eloquente. Quando nel 2001, a seguito della istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri del Dipartimento per le politiche antidroga, diretto dal Prefetto Pietro Soggiu, fu inserita nel nuovo ufficio la direzione generale del Ministero del lavoro che si occupava della famiglia e del disagio che poteva derivare dalle tossicodipendenze, a Palazzo Chigi si accorsero che quel “generale ufficio” era composto da ben undici persone, una struttura evidentemente inadeguata. A dirigerla un dirigente generale, un funzionario che nell’ordinamento gerarchico di un tempo era equiparato a generale di divisione. Ebbene si dissero a piazza Colonna, si è mai visto un generale a due stelle che comanda undici soldati? Un esempio per dire di come la moltiplicazione degli uffici abbia annichilito l’amministrazione pubblica. Per evidente responsabilità della classe politica al governo che ha scelto la strada del <em>divide et impera</em> per dominare gli apparati. D’altra parte, i funzionari, pur di scrivere sul biglietto da visita “dirigente” non si sono peritati di andare a rivestire un ruolo che in precedenza era proprio di un “Capo sezione”. Qualcuno ricorderà un bel film (1945) diretto da Mario Soldati, interpretato da Carlo Campanini, “Le miserie del signor Travet”, protagonista di una vita grama, tra una moglie capricciosa ed un “Capo sezione” snob. Il Cavaliere era l’unico riferimento del povero Monsù Travet. Sullo sfondo il Capo Divisione. Mai si parla del direttore generale. All’epoca con quella qualifica erano pochi, meno di dieci per ministeri importanti dove oggi siedono in molte decine.</p>
<p>Serve altro per far comprendere al Ministro della pubblica amministrazione che è stata imboccata una strada sbagliata e che perseverare sarebbe diabolico? Il potere politico divide per comandare e non si preoccupa dell’inefficienza dei servizi. E crede di fare cosa buona e giusta sistemando qualche amico o amico dell’amico con la conseguenza di non rendere agli utenti i servizi che si attendono e di perseguire gli obiettivi di politica che sono nel programma di governo.</p>
<p>Come i candidati e i funzionari anche i ministri dovrebbero studiare un po’ di storia dell’amministrazione e magari leggere quel che dell’Amministrazione hanno scritto il più grande statista dell’Italia moderna, il Conte di Cavour, Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, e il Primo Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi. Sarebbero chiamati, se intellettualmente onesti, ad un bagno, magari ad un bagnetto, di salutare umiltà.</p>
<p>“Sto cercando di introdurre un sistema che dia la possibilità al dirigente di proporre un proprio collaboratore alla qualifica di dirigente &#8211; ha sottolineato il Ministro Zangrillo -. Naturalmente devono sussistere dei presupposti dal punto di vista dei ruoli che sono stati ricoperti, delle <em>performance</em> che ha conseguito nel tempo. A questo seguirà poi un periodo di osservazione in cui la persona viene dedicata ad un ruolo dirigenziale e se nel tempo confermerà la propria adeguatezza ci sarà l’inserimento nel ruolo”.</p>
<p>Il Ministro si sofferma sul rapporto tra “sapere” e “saper fare”. E si chiede se “siamo sicuri che chi studia, chi sa studiare, chi è bravo a passare gli esami sia poi il migliore nel saper fare? Io penso che al sapere, bisogna far seguire il saper fare, non dobbiamo accontentarci del sapere”. Considerazione certamente giusta perché ovunque non basta sapere, occorre anche quella particolare attitudine alla organizzazione e alla direzione che è propria del dirigente. Ma la ricetta non risolve se attua una scelta discrezionale che trasformerà i possibili candidati in pedissequi servitori, spesso sciocchi, di chi ha il potere di designazione.</p>
<p>Un tempo i dirigenti erano reclutati esclusivamente tra i funzionari della carriera direttiva, quelli che svolgevano anche, all’occorrenza, funzioni vicarie e di reggenza degli uffici. Era una palestra importante. S’imparava a fare il dirigente anche collaborando con il superiore. E s’imparava perché la trasmissione dell’esperienza è stata sempre fondamentale negli uffici pubblici.</p>
<p>Poi sono venuti i ministri “della funzione pubblica” con poca esperienza e molta prosopopea ed è cominciato quel degrado che è difficile oggi fermare. Mancando un Cavour.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-selezione-dei-dirigenti-fondamentale-buona-p/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Costretti a un secondo lavoro per mantenere la famiglia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 18:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre CGIA, nata subito dopo la fine della guerra per aggregare le imprese che avevano bisogno di un certo tipo di servizi e di tutela sindacale, è una istituzione meritoria che, tra l’altro, ci aiuta a conoscere e ad interpretare i fenomeni di carattere economico e sociale attraverso ricerche e studi sempre puntuali.<br />
Da ultimo la CGIA si è occupata dei contribuenti italiani con debiti fiscali non ancora riscossi dalle nostre Agenzie fiscali. Questi ammontano a circa 22,8 milioni, di cui 3,6 milioni sono rappresentati da persone giuridiche (società di capitali, enti commerciali, cooperative, ecc.) e i restanti 19,2 milioni da persone fisiche. Tra queste ultime, 16,3 milioni sono lavoratori dipendenti, pensionati e percettori di altre forme di reddito (da beni mobili, immobili, ecc.), mentre i rimanenti 2,9 milioni, corrispondenti al 12,7 per cento del totale, svolgono un’attività economica come artigiani, commercianti o liberi professionisti.<br />
“In sintesi, i dati ufficiali forniti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione confermano quanto sostenuto costantemente dalla CGIA: i lavoratori autonomi non sono un popolo di evasori, come spesso vengono descritti dall’opinione pubblica. È indubbio che in questa categoria vi sia anche chi non adempie ai propri obblighi fiscali; tuttavia, secondo le statistiche ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, solo un debitore col fisco su otto è una partita IVA”. Gli altri “evasori” vanno ricercati tra i lavoratori dipendenti.<br />
Il dato ha scatenato i soliti difensori dei lavoratori autonomi sicché alcuni giornali hanno titolato che i grandi evasori sono i dipendenti senza comprendere la realtà del fenomeno. Sono i lavoratori dipendenti i quali, per assicurare condizioni di vita adeguate alle loro famiglie, si sobbarcano un secondo lavoro quasi sempre in nero. Negli uffici pubblici e privati alcuni collaborano con amici che gestiscono attività commerciali, qualcuno presta la propria opera in studi legali o commerciali, qualcuno svolge attività artigianali, come idraulico, falegname, pittore. Sono quelli di quale si è sempre detto. Che quando vengono a casa nostra per aggiustare il lavandino, cambiare la serratura alla porta, dipingere la stanza dei bambini, non rilasciano ricevuta.<br />
Il fenomeno giustamente va condannato ma anche capito. Queste persone si sobbarcano un nuovo lavoro impegnativo per far quadrare i conti della famiglia. È la dimostrazione del disagio che soffrono vasti strati della popolazione che pure ha un lavoro ma che evidentemente è remunerato in misura inadeguata rispetto alle esigenze delle famiglie. Laddove ci sono giovani universitari spesso lontano dalla città di residenza, anziani da assistere qualcuno in famiglia ricerca un secondo lavoro, naturalmente in nero. Perché spesso è proibito, ad esempio per i pubblici dipendenti svolgere un secondo lavoro, o perché comunque solo se in nero la remunerazione è adeguata.<br />
Invece di scatenarsi in titoloni ad effetto, i giornali che hanno commentato le rilevazione della Cgia di Mestre, avrebbero dovuto capire il fenomeno e sottolineare che evidentemente ci sono vasti strati della popolazione che soffrono per mancanza di adeguate risorse rispetto alle esigenze delle loro famiglie. Non ci voleva molto, neanche una particolare fantasia per capire che così stanno le cose.</p>
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		<title>Trump alla Casa Bianca: inizia la sua presidenza</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 13:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/trump-alla-casa-bianca-inizia-la-sua-presidenza/"><img width="306" height="204" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1.jpg 306w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 306px) 100vw, 306px" /></a></p><hr /><p>Donald Trump per la seconda volta ha appoggiato la sua mano sulla Bibbia, ed ha recitato il giuramento solenne per diventare il 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America: “io Donald Trump giuro solennemente che eserciterò fedelmente la carica di Presidente degli Stati Uniti e che, al meglio delle mie capacità,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="Corpo">Donald Trump per la seconda volta ha appoggiato la sua mano sulla Bibbia, ed ha recitato il giuramento solenne per diventare il 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America: “io Donald Trump giuro solennemente che eserciterò fedelmente la carica di Presidente degli Stati Uniti e che, al meglio delle mie capacità, preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti. Che Dio mi sia testimone”.</p>
<p class="Corpo">Sono passati quattro lunghi anni e Donald Trump ritorna, più forte di prima, alla guida dell’America. Trump ha convinto la maggioranza dell’elettorato statunitense con il suo modo diretto e senza fronzoli, parlando alla ‘pancia’ del paese.</p>
<p class="Corpo">La cerimonia si è tenuta, eccezionalmente, nel chiuso della Rotonda del Campidoglio di Washington D.C., per via delle condizioni meteo particolarmente rigide di questi giorni.</p>
<p class="Corpo">Il discorso di Trump è duro e assertivo, non risparmia accuse alla passata amministrazione per aver impoverito l’America e di non averla protetta da un’incontrollata invasione migratoria.</p>
<p class="Corpo">Il neo presidente elenca i punti chiave di quella che sarà la sua amministrazione, ci saranno solo due generi, maschio e femmina, addio al green new deal, intensificazione delle perforazioni petrolifere, deportazioni di milioni di immigrati e ripresa del controllo del Canale di Panama.</p>
<p class="Corpo">“Oggi comincia l’età dell’oro. Dio mi ha salvato la vita perché l’America torni di nuovo grande. Da questo momento in poi il declino americano è finito. Realizzeremo il sogno di Martin Luther King”.</p>
<p class="Corpo">Trump è un fiume in piena: “dichiarerò oggi l’emergenza al confine con il Messico e manderò l’esercito. Deporterò milioni e milioni di migranti criminali. E ci saranno solo due generi, maschio e femmina”. Fa un accenno anche alle prossime politiche economiche: “metterò fine al green new deal e salverò l’industria automobilistica, ponendo fine al mandato sui veicoli elettrici, ognuno sarà libero di comprare la macchina che vuole”. E ancora: “la crisi dell’inflazione è stata causata da una spesa eccessiva e dall’aumento dei prezzi dell’energia, per questo oggi dichiaro un’emergenza energetica e noi riprenderemo a trivellare”. “Invece di tassare i cittadini, imporremo dazi ai Paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini”. “Pianteremo la bandiera a stelle e strisce su Marte”, la telecamera inquadra un raggiante Elon Musk. Poi un accenno alla sua vicenda personale: “Non verrà mai più utilizzata l’immensa forza dello Stato per perseguitare gli oppositori politici, è una cosa che conosco. Non permetteremo che accada di nuovo. Non accadrà più. Sotto la mia guida, ripristineremo una giustizia giusta, equa e imparziale secondo uno stato di diritto costituzionale”. E ancora: “Abbiamo avuto un governo che ha dato fondi illimitati per la difesa di confini stranieri, ma si è rifiutato di difendere i confini americani, e cosa più importante, la sua gente”. Sul Canale di Panama è lapidario: “le navi americane comprese quelle della Marina statunitense non sono state trattate equamente. La Cina sta gestendo il Canale di Panama e noi non l’abbiamo dato alla Cina. L’abbiamo dato a Panama e ce lo riprenderemo”. In merito ai conflitti in corso: “noi misureremo i nostri successi non solo sulle battaglie che vinciamo ma sulle guerre a cui metteremo fine, guerre, cosa forse più importante, in cui non siamo mai entrati”. Aggiungendo inoltre che: “la mia più orgogliosa eredità sarà quella di pacificatore e unificatore, questo è quello che voglio essere”.</p>
<p class="Corpo">Donald Trump venerdì volerà a Los Angeles per verificare di persona la situazione di devastazione per i terribili incendi che imperversano in California.</p>
<p class="Corpo">Era presente al giuramento anche la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, unica leader europea, seduta accanto al presidente argentino Javier Milei.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/trump-alla-casa-bianca-inizia-la-sua-presidenza/"><img width="306" height="204" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1.jpg 306w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/11/trump-1-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 306px) 100vw, 306px" /></a></p>]]></content:encoded>
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