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	<title>Gli italianiFilippo Sensi contro il bullismo alla Camera &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Filippo Sensi contro il bullismo alla Camera</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 15:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/filippo-sensi-bullismo-alla-camera/"><img width="630" height="419" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi.jpg 630w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a></p><hr /><p>In questi giorni in Parlamento si sta discutendo di una proposta di legge sul bullismo, che è passata alle Camere e adesso aspetta il via libera del Senato. Il tema si sta discutendo dal punto di vista dell&#8217;accanimento sull&#8217;aspetto fisico, in particolare per tutelare le persone grasse che sono le più prese di mira. Alcune misure per mettere un freno ci sono già, ma hanno bisogno di rinforzi e di misure specifiche per aiutare le vittime ma soprattutto per prevenire. In Parlamento sono stati proposti otto nuovi articoli per la legge sul cyberbullismo in vigore dal 2017, tra cui un&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="body-text" style="text-align: justify;">In questi giorni in Parlamento si sta discutendo di una proposta di legge sul bullismo, che è passata alle Camere e adesso aspetta il via libera del Senato. Il tema si sta discutendo dal punto di vista dell&#8217;accanimento sull&#8217;aspetto fisico, in particolare per tutelare le persone grasse che sono le più prese di mira. Alcune misure per mettere un freno ci sono già, ma hanno bisogno di rinforzi e di misure specifiche per aiutare le vittime ma soprattutto per prevenire. In Parlamento sono stati proposti otto nuovi articoli per la legge sul cyberbullismo in vigore dal 2017, tra cui un numero di supporto psicologico gratuito per le vittime, attivo 24 ore su 24 chiamando il 114 (che è anche una chat e un&#8217;app), più monitoraggio nelle scuole e una fotografia annuale da parte dell&#8217;Istat sul fenomeno del bullismo in Italia. Parallelamente il Ministero dell&#8217;Istruzione attiverà una piattaforma di e-learning per formare i docenti sulle strategie antibullismo. Un&#8217;azione su più fronti, per fare quadrato contro il bullismo in tutte le sue sfumature, tra cui il body shaming e il fat shaming. A parlarne in aula è stato il deputato Filippo Sensi, che li ha definiti un fenomeno odioso, parlando dello &#8220;stigma riservato all’obesità come diversità intollerabile, ridicola, degna soltanto di disprezzo e derisione.&#8221; Se ti è mai capitato di sentirti mortificata per il tuo aspetto fisico (e statisticamente è possibile, visto che in Italia 1 adolescente su 2 ne è vittima) queste parole dovrebbero risuonarti&#8221;.</p>
<p><em>Il discorso Di Sensi:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vi chiedo colleghi, e lo dico da persona obesa, di considerare con attenzione queste specificità, poiché riguardano la questione del corpo, delle sue forme, della rappresentazione e della identità che il corpo, alla lettera, definisce. Sono stato per tutta la vita e sono – cito – un ciccia bomba cannoniere, un panzone, un trippone, una palla di lardo, qualcuno mi chiamava “manzo”, mio padre ci sformava. Un ragazzino una volta mi gridò: “Sensi, mi fai senso”, lo ricordo come fosse adesso. Chiunque mi conosca, Presidente, e mi scuso per il fatto personale, sa che sul mio peso scherzo, lo esorcizzo, ci sorrido, ma mi ci misuro ogni giorno, non come un’ossessione, ma come la mia dimensione, il mio spazio e sento questo sguardo che pesa, che mi pesa, già, mi pesa. Non tutti però ce la fanno, non tutti ci riescono e facciamo finta che sia un passo avanti scherzarci su, ma quando sei ragazzo o, magari, quando sei ragazza, è più difficile, lasciatevelo dire, è maledettamente più difficile. Non tutti ci scherzano, no, ci si chiude in casa, magari, si finisce in cucina a rubare cibo, si seppellisce la derisione, come? Mangiando, di più, ancora e ancora e ancora, il cibo come anestesia, come stordimento, per non sentirli più, per non sentirsi più, perdersi lì dentro perché nessuno ci trovi, tanto nessuno ci cerca, se non con lo sguardo. La vergogna del corpo ha una forza immane, suscita energie oscure che le categorie giuridiche faticano a ricomprendere, a cogliere e a capire, eppure, questi strumenti abbiamo, delicati, che possono fare altrettanto danno, dobbiamo saperlo, ma possono essere utili, dobbiamo entrarci con rispetto e responsabilità, lì dentro, qui dentro. Il body shaming, il fat shaming, queste mortificazioni, e non uso questa parola a caso, hanno conseguenze. Uno studio dell’Università della Florida osserva che chi è vittima di fat shaming è due volte e mezzo più a rischio di ingrassare ulteriormente e notevolmente; conseguenze non solo culturali e sociali, ma che mordono nella carne delle persone, possono scatenare comportamenti autodistruttivi come le abbuffate compulsive, l’anoressia, il suicidio. Il confine tra la vita e la morte è il nostro corpo, nella fragile esistenza delle persone, e quella vergogna indotta, quello specchio deformante può interrompere traumaticamente quel processo di individuazione che siamo, nella nostra fragile esistenza. Come dicevo, siamo chiamati a misurarci con questa ombra, con questo alone, quello della vergogna del corpo che abitiamo e che ci abita. Spesso ce la rimproveriamo in quest’Aula la vergogna, lo faccio spesso anche io, Presidente, e vengo richiamato, ce la scagliamo come una pietra, come un insulto, una destinazione – “vergognati!” -, un destino. Ecco, la vergogna come destino, di questo si occupa questo ordine del giorno, proprio di questo, di fare prevenzione e di aiutare e sostenere chi è vittima di body shaming e fat shaming, di evitare che la vergogna sia un destino ineluttabile, che la vergogna del nostro corpo sia una condanna sancita dalla nostra finitezza, dallo sguardo degli altri che può essere il gesto più violento e aggressivo di cui siamo capaci. È un modo certo manchevole di sollevare un’attenzione e di chiedere il rispetto e l’amore che ognuno di noi, con il suo corpo, merita</em></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/filippo-sensi-bullismo-alla-camera/"><img width="630" height="419" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi.jpg 630w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/02/sensi-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a></p>]]></content:encoded>
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