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	<title>Gli italianiFine ingloriosa di una legislatura. Quando la politica disprezza le istituzioni e gli elettori &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Fine ingloriosa di una legislatura. Quando la politica disprezza le istituzioni e gli elettori</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 21:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/fine-ingloriosa-legislatura-la-politica-disprezza-le-istituzioni-gli-elettori/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>La legislatura che si avvia a conclusione sarà ricordata per il distacco della politica dalle istituzioni e dagli elettori. Una sensazione che coinvolge, in varia misura, tutti i partiti. In primo luogo chi ha governato, ma anche chi dall’opposizione non ha saputo rivendicare il rispetto della Costituzione. Infatti Matteo Renzi ed i suoi ispiratori la volevano cambiare profondamente, alterando le regole della democrazia parlamentare, laddove la volontà del popolo si esprime nelle assemblee elettive. Cominciamo dall’inizio. Gli attuali componenti della Camera e del Senato sono stati eletti in misura determinante sulla base di una legge elettorale dichiarata dalla Corte costituzionale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/fine-ingloriosa-legislatura-la-politica-disprezza-le-istituzioni-gli-elettori/">Fine ingloriosa di una legislatura. Quando la politica disprezza le istituzioni e gli elettori</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La legislatura che si avvia a conclusione sarà ricordata per il distacco della politica dalle istituzioni e dagli elettori. Una sensazione che coinvolge, in varia misura, tutti i partiti. In primo luogo chi ha governato, ma anche chi dall’opposizione non ha saputo rivendicare il rispetto della Costituzione. Infatti Matteo Renzi ed i suoi ispiratori la volevano cambiare profondamente, alterando le regole della democrazia parlamentare, laddove la volontà del popolo si esprime nelle assemblee elettive.</p>
<p>Cominciamo dall’inizio. Gli attuali componenti della Camera e del Senato sono stati eletti in misura determinante sulla base di una legge elettorale dichiarata dalla Corte costituzionale non conforme ai principi che in materia di rappresentanza si ricavano dalla Carta fondamentale. Dunque, questo Parlamento avrebbe dovuto chiudere i battenti il giorno dopo, secondo la logica conseguenza della pronuncia adottata dalla Consulta. Non era evidentemente possibile, in quanto si sarebbe tornati a votare con la stessa legge dichiarata incostituzionale. La sentenza numero 1 del 2014 ha, così, previsto la permanenza in carica delle assemblee legislative esclusivamente per quello che, per un organo amministrativo, si chiamerebbe “il disbrigo degli affari correnti”, l’ordinaria amministrazione. Lo ha spiegato bene la Corte richiamando due articoli della Costituzione che indicano proprio la <em>routine </em>più emblematica, la <em>prorogatio</em> dei poteri delle Camere sciolte “finché non siano riunite le nuove” (art. 61, comma 2), la convocazione delle Camere, “anche se sciolte”, per decidere della conversione dei decreti legge che, come è noto, hanno una vita breve (60 giorni) e se non ratificati dal Parlamento decadono (art. 77, comma 2).</p>
<p>Nient’altro. Due esempi di attività minima obbligatoria. Naturalmente, anche se la Corte non lo ha detto esplicitamente, le Camere “illegittime”, quanto alla loro composizione, avrebbero dovuto fare immediatamente una nuova legge elettorale per essere subito dopo sciolte dal Presidente della Repubblica ed andare al voto.</p>
<p>Sarebbe avvenuto in qualunque paese serio, in una democrazia compiuta. Invece i parlamentari della maggioranza non solo hanno omesso di fare in tempi rapidi la nuova legge elettorale, per non essere costretti ad andare a casa e perdere i benefici economici della legislatura, ma addirittura hanno riformato la Costituzione, la legge fondamentale dello Stato, quella sulla base della quale la Corte costituzionale aveva decretato l’illegittimità della legge elettorale.</p>
<p>Non solo. Quando il 4 dicembre 2016, con un referendum cosiddetto confermativo, ben due anni dopo la dichiarazione di incostituzionalità, il popolo italiano, a stragrande maggioranza, ha bocciato la legge di revisione costituzionale, quanti l’avevano voluta non hanno battuto ciglio. Convinti che gli italiani abbiano memoria corta, coloro che avevano preannunciato la decisione di abbandonare posti di governo e politici in caso la riforma non fosse stata approvata – ritenendo così di forzare la mano agli elettori &#8211; sono ancora lì. Renzi, la Boschi, il digiunatore a giorni alterni Del Rio ed altri. Renzi si è dimesso, infatti, da Presidente del Consiglio ma non ha abbandonato la politica, come aveva promesso, e nel giro di pochi giorni è tornato in sella alla guida del <em>Partito Democratico</em> ed ha preso ad insistere per l’approvazione di leggi di particolare rilievo, da ultimo la disciplina cosiddetta del fine vita e la riforma della legge sulla cittadinanza. Che stanno avvelenando il clima politico di questi mesi.</p>
<p>L’opposizione protesta ma, di fatto, sta al gioco. Anche chi si oppone a Renzi e chi ha fatto finta di opporsi (Forza Italia <em>in primis</em>) “tiene famiglia”. Nella maggior parte dei casi sono persone senza arte né parte, che non sia l’attività politica e di partito, e non sono disposte ad abbandonare l’indennità parlamentare nella prospettiva della pensione. E così protestano sulle piazze, di fronte all’elettorato, ma in Parlamento consentono al governo di sopravvivere. A volte votano “per senso di responsabilità”, a volte si sfilano al momento opportuno. Dal “Patto del Nazareno” è evidente che a Berlusconi quel giovanotto parolaio e inconcludente venuto da Rignano sull’Arno in fin dei conti piace. Anche lui racconta balle, anche lui vorrebbe che il potere fosse concentrato nell’esecutivo, anche lui succubo dei “poteri forti” può essere controllato dalle lobby politiche internazionali, quelle che dettano l’agenda dell’economia e della finanza. Per cui se i francesi comprano imprese italiane è l’effetto positivo della globalizzazione e delle regole dell’Unione Europea e se le nostre vanno a fare shopping a Parigi, sulle rive della Senna il governo si ricorda di essere prima di tutto francese, sia all’Eliseo la destra o la sinistra. Tanto sono cadute le ideologie! E sbarra la strada agli italiani.</p>
<p>Qualche richiamo ai fatti, qualche considerazione per tracciare alcune conclusioni. Il mancato rispetto della pronuncia della Corte costituzionale consentito dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che avrebbe avuto istituzionalmente il dovere di presidiare quel che era scritto nella sentenza perché fosse attuato, denota il venir meno della funzione di garanzia del Capo dello Stato. Avrebbe dovuto richiamare governo e maggioranza al rispetto delle regole. Non lo ha fatto, dimostrando una contiguità con il potere politico, incompatibile con il suo ruolo di garante della legalità costituzionale. Un comportamento reso palese dalle ripetute affermazioni che la riforma costituzionale costituiva la sua eredità politica. Lo ha detto di giorno in giorno durante la campagna referendaria. Un’autentica bestemmia in un sistema parlamentare liberale. Lui, Renzi e i partiti, inoltre, hanno dimostrato aperto disprezzo nei confronti del popolo italiano, che, bocciando con voto significativo la legge di revisione costituzionale, hanno in primo luogo bocciato il governo e la sua maggioranza.</p>
<p>La legislatura avrebbe dovuto essere chiusa a quella data, ma non c’era ancora la legge elettorale che, furbescamente, i partiti hanno tardato ad approvare. Arriviamo così alla fine “naturale” della legislatura. La pensione è salva. Il popolo è stato fatto fesso. Qualcuno si stupisce se sono sempre meno gli italiani che vanno a votare.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/fine-ingloriosa-legislatura-la-politica-disprezza-le-istituzioni-gli-elettori/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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