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	<title>Gli italianiFOIBE. Per non dimenticare. &#8220;I fantasmi di Pisino&#8221; &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>FOIBE. Per non dimenticare. &#8220;I fantasmi di Pisino&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2019 06:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/foibe-non-dimenticare-fantasmi-pisino/"><img width="960" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia.jpg 960w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-300x125.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-768x320.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-640x267.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-96x40.jpg 96w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p><hr /><p>L’Istria è piena di storie antiche, di gioielli artistici, di meraviglie naturali. Pisino, al centro della penisola istriana, ne è uno scrigno. Per chi conserva la memoria patria, richiama subito la figura nobilissima di Fabio Filzi, che ivi nacque, eroe irredento, sottotenente degli Alpini,  impiccato dagli austriaci il 12 luglio 1916 con Cesare Battisti al Castello del Buon Consiglio di Trento; monumento artistico della cittadina è il castello dei Montecuccoli, conti di Modena, maniero medievale che sorge sull’orlo della grande foiba sul cui fondo scorre un torrente, chiamato anch’esso Foiba. Fu proprio quest’antro, con la sua immensità, ad ispirare Jules &#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Istria è piena di storie antiche, di gioielli artistici, di meraviglie naturali. Pisino, al centro della penisola istriana, ne è uno scrigno. Per chi conserva la memoria patria, richiama subito la figura nobilissima di Fabio Filzi, che ivi nacque, eroe irredento, sottotenente degli Alpini,  impiccato dagli austriaci il 12 luglio 1916 con Cesare Battisti al Castello del Buon Consiglio di Trento; monumento artistico della cittadina è il castello dei Montecuccoli, conti di Modena, maniero medievale che sorge sull’orlo della grande foiba sul cui fondo scorre un torrente, chiamato anch’esso Foiba. Fu proprio quest’antro, con la sua immensità, ad ispirare Jules  Verne nel suo libro <em>Viaggio al centro della terra</em>, come anche il meno conosciuto <em>Mattia Sandorf.</em></p>
<p>La caduta infernale ed  il fragore delle acque sul fondo ispirarono per secoli leggende e storie di morti e di fantasmi. Furono presaghe di quel che accadde poi, davvero.</p>
<p>All’indomani dell’8 settembre 1943 i partigiani slavi puntarono subito su Pisino (simbolica anche perchè ex centro amministrativo dell’Istria) e di fronte allo squagliamento dell’esercito italiano, ne presero possesso in qualche giorno.</p>
<p>Li comandava  Ivan Motika, uno dei più feroci emissari di Tito. Elesse il castello a suo regno, ne fece prigione e tribunale del popolo ordinando a centinaia sentenze di morte.  Per tre settimane in quel settembre del 43, Pisino fu di fatto la capitale dei partigiani di Tito. Le prigioni furono riempite di italiani e, non bastando lo spazio, si occuparono pure gli androni del castello dei Montecuccoli.</p>
<p>La notte del 19 settembre partì da Pisino, con una trentina di prigionieri incolpevoli, la prima “corriera della morte”, un vecchio autobus blu con i vetri imbiancati di calce affinchè non si potessero riconoscere i trasportati. Verranno ammazzati a mitragliate sull’orlo della cava di Villa Bassotti di Lindaro.</p>
<p>La “corriera della morte” rimarrà nei ricordi degli istriani come uno degli incubi più mostruosi. Partivano di notte, tra gemiti e lamenti, pieni di uomini. Tornavano vuote ma con i loro vestiti. Prima del capolinea, la foiba, depredavano i prigionieri dei loro vestiti…</p>
<p>L’incubo ritornerà nel 1945, anche a guerra finita. Delle atrocità di allora resta la testimonianza di Mafalda Codan, un’insegnante di Parenzo,  arrestata il 7 maggio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1945">1945</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trieste">Trieste</a> dove si era rifugiata, durante il periodo di occupazione titoista, rinchiusa  in diverse prigioni e deportata in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jugoslavia">Jugoslavia</a> dove rimarrà fino al 1949.</p>
<p>Dopo l’arresto venne portata presso la sua abitazione a Parenzo ove il &#8220;tribunale del popolo&#8221;, costituito dagli ex coloni della famiglia, decretò la sua condanna a morte. Dopo averla fatta girare per il paese affinché tutti gli abitanti la potessero vedere, insultare e bastonare, venne trasferita al carcere di Pola e quindi nel Castello di Pisino.</p>
<p>Qui “ tutte le notti, un partigiano dalla faccia cupa e torva, entra nelle celle ed esce con qualcuno che non tornerà più. Quando al lume delle torce cerca sul foglio i nomi, gli occhi di tutti sono attaccati alla sua bocca e un brivido improvviso ci attraversa il corpo.<br />
Le urla di dolore di Arnaldo [il fratello diciassettenne, detenuto e torturato nel medesimo carcere] e degli altri suoi compagni di pena mi risuonano dolorosamente nella testa giorno e notte. […]</p>
<p>Una notte la porta si apre e subito mi assale il terrore, questa volta sul foglio c’è anche il mio nome. […]<br />
Io vengo legata braccio a braccio con una giovane incinta. Ci conducono sullo spiazzo del castello dove ci attendono due camion già pieni di prigionieri, con i motori accesi. Ci caricano sul secondo, chiudono le sponde e vien dato l’ordine di partire. In quell’istante arriva di corsa un ufficiale con un foglio in mano e grida: “Alt! Mafalda Codan giù”. Mi sento mancare, tremo tutta […].</p>
<p>Il capo mi prende per un braccio, mi accompagna in una casetta di fronte al carcere, mi getta in una stanza buia e mi chiude dentro. […]<br />
Al mattino gli aguzzini tornano felici di aver ucciso tanti nemici del popolo. Li hanno massacrati tutti. Uno entra nella mia nuova “residenza” e mi chiede: “Quanti anni aveva tuo fratello? Non voleva morire sai, anche dopo morto il suo corpo ha continuato a saltare” […].</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/foibe-non-dimenticare-fantasmi-pisino/"><img width="960" height="400" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia.jpg 960w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-300x125.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-768x320.jpg 768w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-640x267.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/02/menia-96x40.jpg 96w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>]]></content:encoded>
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