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	<title>Gli italianiSe gettiamo al rogo la stampa &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Se gettiamo al rogo la stampa</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 11:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/gettiamo-al-rogo-la-stampa/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Dal suo rifugio dorato il Dibba nazionale, nell’immediatezza dell’emissione della sentenza che ha assolto Virginia Raggi, si è scagliato contro i giornalisti chiamandoli “pennivendoli e puttane”. Gli ha fatto eco Luigi Di Maio definendoli “infimi sciacalli” e “cani da riporto di mafia capitale”. Non un giudizio su un singolo giornalista per uno o più fatti specifici, non la critica di un pezzo giornalistico in se’ considerato ma la condanna di un’intera categoria professionale per non meglio precisati comportamenti disdicevoli, un’accusa generica e pregiudiziale che arriva a sentenza emessa, non prima. I più autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle cadono sulla&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal suo rifugio dorato il Dibba nazionale, nell’immediatezza dell’emissione della sentenza che ha assolto Virginia Raggi, si è scagliato contro i giornalisti chiamandoli “pennivendoli e puttane”.<br />
Gli ha fatto eco Luigi Di Maio definendoli “infimi sciacalli” e “cani da riporto di mafia capitale”.<br />
Non un giudizio su un singolo giornalista per uno o più fatti specifici, non la critica di un pezzo giornalistico in se’ considerato ma la condanna di un’intera categoria professionale per non meglio precisati comportamenti disdicevoli, un’accusa generica e pregiudiziale che arriva a sentenza emessa, non prima.<br />
I più autorevoli esponenti del Movimento 5 Stelle cadono sulla buccia di banana del più bieco qualunquismo: senza alcuna considerazione per la funzione sociale che nel bene e nel male svolgono i giornalisti, senza la minima autocritica, colpiscono proprio coloro che hanno dato visibilità al loro movimento.<br />
I grillini oggi non esisterebbero se non fossero stati resi noti dai social media, dalla televisione e dai giornali.<br />
A tacere della loro predilezione per le sentenze del popolo.<br />
Se la critica alla stampa manipolatrice e inattendibile e alle forzature del politicamente corretto è costruttiva, l’attacco frontale all’informazione che colpisce i propri esponenti è soltanto grottesca.<br />
Nella società civile ci sono cardini che non si possono eliminare senza precipitare nella barbarie. L’attacco della stampa fa parte del sistema democratico e pensare di potersi sottrarre alle aggressioni mediatiche o peggio di poterle imbrigliare è segno di pochezza intellettuale.<br />
Pretendere di mettere il bavaglio ai giornalisti quando non dicono ciò che piace al governante è segno di inciviltà e profonda ignoranza. Denota incapacità di dibattito, di sostenere attacchi che in democrazia fanno parte del gioco politico.<br />
Quando i 5 stelle utilizzavano la stampa per attaccare i governanti altri sono stati oggetto di invettive violente, Berlusconi e Renzi ne sono una testimonianza recente e significativa.<br />
Ora nel rispetto del gioco delle parti è il Movimento 5 Stelle a essere attaccato, proprio in quanto governante, ma dimostra di non avere la forza per sopportare le bordate, chiede che gli sia risparmiato questo torto. Ovviamente ciò non è possibile ma il movimento sembra non saperlo o peggio non capirlo.<br />
Dall’invettiva generica rivolta ai giornalisti traspare l’avversione contro ciò che è informazione, l’orgogliosa difesa dell’ignoranza, la pretesa di esprimere giudizi senza avere reale contezza dei temi.<br />
Un po’ come coloro che disprezzano la politica perché non la conoscono e non vogliono darsi la pena di capirla riducono il tema a un’entita’ diabolica da condannare aprioristicamente, così Di Battista e Di Maio pronunciano una condanna della stampa senza appello senza conoscere ciò che giudicano, in un attacco scomposto e rancoroso.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/gettiamo-al-rogo-la-stampa/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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