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	<title>Gli italianiGianluca Grignani: Sono tornato. Vi stupirò &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Gianluca Grignani: Sono tornato. Vi stupirò</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 13:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 107%; font-family: 'Times New Roman',serif; font-size: 12pt;"><span style="color: #000000;">Eravamo arrivati in albergo per quell’edizione del Sanremo 1995, conoscendo di Gianluca Grignani “La mia storia tra le dita”, brano presentato all’edizione del Sanremo Giovani 1994 di cui custodisco gelosamente il singolo chitarra e voce in versione spagnola. Gianluca Grignani, il Battisti della Brianza, bello e dannato quell’anno avrebbe presentato Destinazione Paradiso, oltre tre milioni di copie vendute e in quello stesso anno avrebbe ricevuto il riconoscimento del Telegatto come “artista rivelazione dell’anno”. Trovai Gianluca sulle scale che portavano alle camere che imbracciava una chitarra e cantava in spagnolo. L’aspetto da duro e un po’ ribelle, ma solo quello: negli occhi stanchi, la fragilità di una cristalleria. Vent’anni di carriera celebrati tra alti e bassi e tre anni di silenzio artistico: “Mi ritiro per un po’ causa attacchi di panico e stress”. Oggi un nuovo inizio con “Tu Che Ne Sai di Me”. “L’ho scritto al piano. Per me è una cosa atipica, sono un neofita del pianoforte. È uscito il brano da cui riparto. Ho un’etichetta, la Falco a Metà”. Questo è un nuovo inizio una presa di coscienza, è come passare il testimone a se stessi, un momento che si ripete durante la vita, a diverse età e in diverse circostanze, ma che tutti prima o poi devono affrontare. E’ la canzone del ritorno, è il brano della mia indipendenza, è il pezzo in cui credo e spero molti si riconoscano. In questi tre anni e mezzo ho scritto circa sessanta brani, dove vengono a galla una serie di storie concatenate insieme, alla fine ho scoperto di aver realizzato un concept album, così mi ritrovo ad avere tre dischi che si chiameranno “Verde smeraldo” e si suddivideranno in tre capitoli. La prima parte uscirà in concomitanza del terzo singolo, in quell’occasione spiegherò il significato di questo titolo che parte dalla mia infanzia e attraversa tutta la mia vita”. Gianluca che tiene a precisare che “tutta la libertà artistica che ha acquisito, la devo soltanto a se stesso. “Il fatto di essere un tutt’uno con la mia musica, l’ho sempre millantato, ma non ero mai riuscito a raggiungerlo. Probabilmente mi sono guardato allo specchio e come quando a 14 anni presi la chitarra in mano per la prima volta, mi sono detto: se non inizio adesso non inizierò mai. Così una mattina ho aperto l’occhio sinistro, perché sono mancino, e ho guardato tutto con un’altra ottica, pensando: “È arrivato il momento – conclude &#8211; di fare quello che ti senti di fare, vai e buttati”.</span></span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/gianluca-grignani-tornato-vi-stupiro/"><img width="740" height="493" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/grignani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/grignani.jpg 740w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/grignani-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/grignani-640x426.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/01/grignani-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></a></p>]]></content:encoded>
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