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	<title>Gli italianiGiorgio Mulè (Forza Italia): le ragioni del mio No convinto al referendum &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Giorgio Mulè (Forza Italia): le ragioni del mio No convinto al referendum</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 17:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/giorgio-mule-forza-italia-le-ragioni-del-mio-no-convinto-al-referendum/"><img width="165" height="228" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/mul.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/mul.jpg 165w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/mul-46x64.jpg 46w" sizes="(max-width: 165px) 100vw, 165px" /></a></p><hr /><p>Una fra le prime obiezioni dei sostenitori del No alla riforma costituzionale su cui domenica e lunedì prossimi siamo chiamati ad esprimerci, è che viene proposta in assenza di una contestuale riforma elettorale. L’accusa è di un vero salto nel buio, perché verrebbe a compromettere il  ruolo stesso del Parlamento. Ai vari comitati per  il No si sono aggiunti persino 183 costituzionalisti, che hanno firmato un documento elencando i molti rischi che comporterebbe questa riforma, se attuata, tra cui non ultimo quello dell’aggravamento dei problemi del bicameralismo perfetto a cui si aggiunge l’impoverimento della rappresentanza di molte regioni più piccole,&#8230;</p>
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<p>Una fra le prime obiezioni dei sostenitori del No alla riforma costituzionale su cui domenica e lunedì prossimi siamo chiamati ad esprimerci, è che viene proposta in assenza di una contestuale riforma elettorale. L’accusa è di un vero salto nel buio, perché verrebbe a compromettere il  ruolo stesso del Parlamento.</p>
<p>Ai vari comitati per  il No si sono aggiunti persino 183 costituzionalisti, che hanno firmato un documento elencando i molti rischi che comporterebbe questa riforma, se attuata, tra cui non ultimo quello dell’aggravamento dei problemi del bicameralismo perfetto a cui si aggiunge l’impoverimento della rappresentanza di molte regioni più piccole, specialmente al Senato dove verrebbe compressa in modo notevole.</p>
<p>Il fronte del No, dopo una partenza incerta, si sta sempre più rinvigorendo. Lo dimostra il <em>Comitato 3 motivi per il No</em>, presente quasi in tutte le regioni italiane.</p>
<p>A favore del No al referendum si sono espressi  gruppi trasversali di parlamentari, tra i senatori Pagano e Cangini, il deputato Baldelli che ha persino scritto un libro “Il coraggio di dire No al taglio della nostra democrazia”, il radicale Magi, il Dem Nannicini, Coletti dei 5 Stelle, Dell’Osso ex grillino ora in FI , Ungaroi e Fantetti eletti all’estero. Una lista ben nutrita che comprende anche “Convintamente per il NO” Carlo Calenda, leader di Azione. Nella Lega Claudio Borghi dissente dalla posizione del partito di appartenenza. Ha dichiarato che voterà No al taglio dei parlamentari, come del resto Giancarlo Giorgetti.</p>
<p>In Forza Italia a sostenere il NO ci sono parlamentari del calibro di Renato Brunetta, Lucio Malan &#8211; molto attivo per questa campagna referendaria &#8211; e Simone Baldelli.</p>
<p>Un No deciso arriva da Emma Bonino, leader di +Europa, il cui segretario Benedetto Della Vedova ha precisato che “questa non è una riforma. È un colpo di machete sulla rappresentanza democratica”.</p>
<p>Contrari anche Pier Ferdinando Casini e l&#8217;ex presidente della Camera Laura Boldrini.</p>
<p>Non sono mancate, nelle ultime settimane, le voci critiche dentro il partito democratico. Tra queste quella di Matteo Orfini.  Tra i dissidenti ci sono anche Vincenzo De Luca, che si è schierato per il No, e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.</p>
<p>Contrario al taglio dei parlamentari anche Romano Prodi</p>
<p>Chiaro il No di Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, contraria alla riforma, che ha sottolineato: “il taglio della rappresentanza parlamentare è un errore”.</p>
<p>Sul referendum costituzionale abbiamo voluto sentire l’opinione dell’on. Giorgio Mulè parlamentare di Forza Italia</p>
<p><strong>On. Mulé, quale sarà il suo voto al referendum sul taglio dei parlamentari e quali sono le motivazioni della sua scelta?</strong></p>
<p>Il mio voto sarà un convinto NO, nel metodo e nel merito della riforma costituzionale. È un NO che deriva dall’opporsi a una riforma che aggredisce la costituzione e rappresenta uno sfregio alla carta costituzionale e alla democrazia. Uno sfregio perché così come proposta la riforma è controproducente e anzi fa il male del nostro paese. Ridurre i parlamentari senza una riforma complessiva a cominciare da quella dei regolamenti parlamentari, obbedisce soltanto alla logica demagogica e populista del Movimento 5 Stelle, che ormai è arrivato &#8211; come si suol dire &#8211; alla frutta e si rifugia in quest’ultimo baluardo.</p>
<p>È risibile ciò che viene risparmiato rispetto alla montagna di spesa pubblica: lo 0,007 %.</p>
<p>È un attentato alla rappresentanza dei territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A suo parere la riduzione dei parlamentari porta a un aumento dell’efficienza delle Camere?</strong></p>
<p>Assolutamente no. Porta a una deficienza delle Camere. Ogni deputato sarà impegnato contemporaneamente in più commissioni. Vuol dire che, non avendo i deputati il dono dell’ubiquità, i provvedimenti subiranno un grande rallentamento. Sarà una riforma deficiente e non efficiente perché i parlamentari dovranno obbedire a regolamenti che sono ancora borbonici rispetto alla nuova composizione delle Camere. Non porterà alcuna efficienza perché il processo legislativo rimarrà incagliato in un bicameralismo perfetto che è nemico della velocità. È una riforma improvvisata che corrisponde a un lancio da un aereo senza paracadute.</p>
<p><strong>Se dovesse prevalere il S</strong><strong>Ì</strong><strong> non ci sarebbe un serio problema di rappresentanza?</strong></p>
<p>Si rischia di avere un enorme problema di rappresentanza perché ci sono territori piccoli e medio grandi, dal Molise, alla Liguria, ad altre regioni italiane, che avrebbero un grande nocumento, dal momento che perderebbero i loro rappresentanti, che sarebbero condivisi in altri territori, in bacini elettorali giganteschi, che umilierebbero il rapporto diretto tra elettore ed eletto, una mortificazione in radice del principio democratico di rappresentanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Con la riduzione del numero del numero dei deputati e senatori il Parlamento finirà per indebolirsi?</strong></p>
<p>Certo, è l’ennesima tappa di questo “golpe strisciante” con cui i grillini stanno smontando la nostra costituzione, prima cercando di introdurre le proposte di legge popolari che superano quelle delle Camere, adesso con la riduzione dei parlamentari che depotenzia e umilia il ruolo del Parlamento riducendolo e trasformandolo in una cassa di risonanza vuota e senza produzione di suoni reali di democrazia.</p>
<p><strong>Con il taglio dei parlamentari la selezione delle candidature sarebbe maggiormente determinata da scelte non valoriali?</strong></p>
<p>Se guardo ai 5 Stelle sappiamo come avvengono le candidature. Basta guardare i curricula degli eletti del Movimento 5 Stelle per capire l’incapacità elevata a potenza che ha prodotto la loro demagogia. Certamente sarà un ulteriore scossone. Basti pensare all’ultima perla: i finanziamenti per pagare la pubblicità per il referendum provengono dal gruppo della Camera, cioè dai soldi dei contribuenti, che è l’ennesima porcheria consumata dal Movimento.</p>
<p><strong>La rappresentanza di molte regioni, le più piccole specialmente al Senato, verrebbe compressa in modo forte. Qual è il suo giudizio al riguardo?</strong></p>
<p>Verrebbe compromessa in maniera criminale dal punto di vista democratico, perché da questa riduzione conseguirebbe la spoliazione della rappresentanza di territori piccoli ma anche medi.</p>
<p><strong>Non pensa che questa riforma possa danneggiare l’efficacia e l’efficienza dei parlamentari eletti all’estero?</strong></p>
<p>L’introduzione degli eletti all’estero è stata una di quelle riforme volute dal centro destra. La riforma umilierebbe i nostri emigranti che sono costretti a lasciare l’Italia per motivi di lavoro e che vedrebbero molto compromessa la loro rappresentanza alla camera.</p>
<p><strong>Qual è il suo giudizio sull’abbinamento del voto sul referendum e quello regionale laddove si vota per il rinnovo del consiglio regionale?</strong></p>
<p>È un giudizio pessimo. Ci sono territori come la Sardegna in cui ci saranno nello stesso giorno quattro elezioni diverse: le suppletive, il referendum, le elezioni regionali e le elezioni amministrative. L’elettore si troverà 4 schede con 4 tipi di votazioni diverse: una confusione totale. Al di là di questo, aver accorpato referendum e regionali significa aver messo la sordina al dibattito su un tema fondamentale che è la Costituzione.</p>
<p><strong>In conclusione, onorevole Mulè, perché votare NO al referendum?</strong></p>
<p>Votare No significa amare la Costituzione e difenderla dall’assalto dei populisti. Significa abbattere l’ultimo baluardo di una politica demagogica che è quella dei 5 Stelle. Significa soprattutto fare l’interesse dell’Italia e dimostrare alle forze che hanno ridotto il paese nello stato attuale che il primo interesse è preservare le istituzioni e non fare scorribande per meri giochi politici, come quelli che il Movimento 5 Stelle porta avanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/giorgio-mule-forza-italia-le-ragioni-del-mio-no-convinto-al-referendum/"><img width="165" height="228" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/mul.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/mul.jpg 165w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/mul-46x64.jpg 46w" sizes="(max-width: 165px) 100vw, 165px" /></a></p>]]></content:encoded>
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