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	<title>Gli italianiIl Giubileo non ha rilanciato  Roma. E il futuro  è ancora più cupo perché il sindaco Raggi non sa fronteggiare una situazione drammatica &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il Giubileo non ha rilanciato  Roma. E il futuro  è ancora più cupo perché il sindaco Raggi non sa fronteggiare una situazione drammatica</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 18:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/giubileo-non-bastatoa-rilanciare-roma-futuro-adesso-ancora-piu-cupo-perche-fronteggiare-situazione-drammatica-ce-certa-raggi-sa-dire-solo-no/"><img width="950" height="580" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4.jpg 950w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-300x183.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-640x391.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-96x59.jpg 96w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></p><hr /><p>Domenica scorsa si è chiuso un po’ in sordina l’Anno Santo straordinario.  Quello inaugurato in pompa magna lo scorso 8 dicembre 2015 a Roma da papa Francesco. Chi non ricorda il superbo spettacolo della facciata di San Pietro trasformata in una grandiosa quinta cinematografica? Bene. Possiamo tranquillamente sostenere che quella lì è stata l’unica grande performance offerta dalla capitale della cristianità per l’occasione. Il solo ricordo che rimarrà ai posteri di questa magnifica opportunità perduta. Perché questo Giubileo è stato “straordinario”, certo, ma proprio nel senso che nessuno se n’è accorto. Vale a dire straordinario per la sua banale ordinarietà.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/giubileo-non-bastatoa-rilanciare-roma-futuro-adesso-ancora-piu-cupo-perche-fronteggiare-situazione-drammatica-ce-certa-raggi-sa-dire-solo-no/">Il Giubileo non ha rilanciato  Roma. E il futuro  è ancora più cupo perché il sindaco Raggi non sa fronteggiare una situazione drammatica</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa si è chiuso un po’ in sordina l’Anno Santo straordinario.  Quello inaugurato in pompa magna lo scorso 8 dicembre 2015 a Roma da papa Francesco. Chi non ricorda il superbo spettacolo della facciata di San Pietro trasformata in una grandiosa quinta cinematografica? Bene. Possiamo tranquillamente sostenere che quella lì è stata l’unica grande performance offerta dalla capitale della cristianità per l’occasione. Il solo ricordo che rimarrà ai posteri di questa magnifica opportunità perduta. Perché questo Giubileo è stato “straordinario”, certo, ma proprio nel senso che nessuno se n’è accorto. Vale a dire straordinario per la sua banale ordinarietà. Eccezionale per i suo basso profilo. Speciale per la sua irrilevanza. Il fatto è che di solito un grande evento &#8211; e un Anno Santo fin’ora lo era sempre stato &#8211; viene immancabilmente preceduto da euforia, grandi aspettative, speranze di rilancio economico, e ci si mette di buzzo buono a fare opera di maquillage. Appunto per preparare la città a offrire al mondo il suo volto migliore possibile. L’autunno scorso, infatti, da parte del prefetto Tronca, era stato tutto un preannunciare apertura di cantieri, rifacimento di strade, inaugurazione di lavori di ripulitura, di riassetto del verde pubblico, di riorganizzazione della segnaletica, dell’illuminazione, e dell’istituzione di punti d’informazione turistica. Niente “grandi opere”, era stato precisato. E del resto, vista l’aria che tirava, chi se le aspettava? Però un restauro del looking urbano, quello si. Un intervento mirato, volto  almeno a rimediare all’aspetto sciatto, trascurato, al deprecabile abbandono in cui versa la ex Caput Mundi era d’obbligo. Con una particolare attenzione al problema dei trasporti pubblici. Almeno per garantire ai tanto attesi pellegrini rapidi spostamenti per l’immenso corpaccione dell’Urbe. Non tutte le città del mondo possono vantare la presenza, all’interno del proprio territorio, di uno stato sovrano e indipendente a tutti gli effetti: provate a immaginare una enclave di mezzo chilometro quadrato, con tutti gli annessi e connessi &#8211; ambasciate, consolati, stazioni di confine, polizia e servizi vari – piantata per esempio nel quartiere Sempione a Milano . E’ passato l’angelo e ha detto amen. Le grandi opere non sono state fatte, e vabbé. Ma non sono state fatte neppure quelle piccole, e Roma è rimasta al palo. Risultato, non solo la città dei sette colli è restata brutta, sporca, trascurata, buia e con le aree verdi devastate, tale e quale era prima. Ma, manco a farlo apposta, pare quasi che la capitale, per questo grande appuntamento che ovunque avrebbe mobilitato in toto la collettività per la migliore riuscita, abbia fatto di tutto per mostrare il suo aspetto peggiore. Infatti, a parte che di folle di romei in cerca d’indulgenze non se n’è vista neppure l’ombra, sembra ormai definitivamente acclarato che dei cantieri programmati e finanziati, neanche il 50 per cento è andato a buon fine. Non è stato installato neanche un bagno pubblico, non s’è visto lo straccio di un nuovo parcheggio, gli ambulanti e i camion bar hanno continuato a fare i loro comodi, i mega pullman turistici hanno spadroneggiato alla grande e l’ingorgo è stata la cifra estetica dominante. Tanto che la cittadinanza, invece di averci guadagnato, rischia di registrare qualcosa come 25 milioni di euro di perdite nette. E’ di ieri poi &#8211; come se noi tutti non ce ne fossimo accorti &#8211; la notizia dello stato di quasi bancarotta in cui versa l’Atac, l’azienda di trasporti pubblici urbani. Dalle rilevazioni effettuate infatti pare che il carrozzone comunale, invece d’incrementarle, abbia soppresso qualcosa come 650.000 corse, con 10 milioni d’incassi volatilizzati, con una vettura guasta su due circolanti, e un debito di un miliardo e trecento milioni di euro. E meno male che ci si doveva preparare a mostrare davanti al mondo il top dell’efficienza… Un buco-monstre nel bilancio per ritrovarsi un servizio che definire da terzo mondo sarebbe quantomeno una forzatura in eccesso, nel senso che laggiù ci si muove con una rapidità che all’ombra del cupolone neanche ce la sogniamo. Persino l’azienda privata Roma Tpl Scarl, quella che gestisce le linee periferiche della capitale, sta in gravi ambasce, a riprova che da noi, al contrario che nel resto del pianeta, i privati riescono ad amministrare peggio dei politici. Pare infatti che la baracca diretta da Marco Cialone paghi poco e male i suoi dipendenti, tanto che la giunta Raggi sta pensando di rescindere il contratto e di trasferire l’incombenza all’Atac. L’unico inconveniente è che, a causa delle gravi disfunzioni di cui già soffre l’azienda “leader” che gestisce bus e metrò nel centro storico e nei quartieri a ridosso delle mura Aureliane, l’Urbe è in coma profondo e un giorno si e l’altro pure rischia la paralisi. La produzione di servizi infatti è crollata a 150 milioni di vetture-km contro i 171 calcolati, e il piano industriale è null’altro che un pezzo di carta straccia, con i costi lievitati di 111 milioni di euro: un miliardo e 56 milioni effettivi contro i 945 preventivati. Al dramma, poi, con l’avvicendamento al più alto scranno del Campidoglio della pentastellata Virginia Raggi è andata ad aggiungersi la farsa. La sindaca grillina, infatti, fin dal giorno dell’insediamento non ha fatto altro che collezionare insuccessi e brutte figure, distinguendosi per l’abitudine di inventarsi improbabili complotti ai suoi danni &#8211; celebre l’uscita sui “troppi” frigoriferi abbandonati lungo le vie cittadine  -, di snobbare le istanze avanzate dal corpo produttivo e la sua caparbia opposizione a qualunque progetto in grado di risollevare l’ex signora del mondo dalla stato semicomatoso in cui è precipitata. Risultato, il primo cittadino cinquestelle ha silurato il metrò “C” proponendo in alternativa una funivia &#8211; toglieteci tutto ma non il superfluo! -; ha affondato le Olimpiadi, sta sabotando lo stadio della Roma ed è rimasta impassibile davanti all’indecente degrado del Colle Oppio, al decadimento del verde pubblico, alla sporcizia e al lassismo ovunque imperanti. Chi non fa non sbaglia nulla, e in questo la nostra prima cittadina è maestra. Nel tristissimo autunno capitolino ora è sopraggiunta l’emergenza buche a rendere ancor più drammatico il bubbone del traffico. E pensare che proprio questo era stato l’argomento clou della campagna elettorale pentastellata. E siamo allo stillicidio dei cedimenti, all’orchestra degli smottamenti, all’apoteosi delle voragini. Dall’Olimpica alla Colombo, da via del Plebiscito all’Ostiense, siamo arrivati al punto che le transenne, i blocchi e le deviazioni dovuti agli eterni lavori di riparazione del manto stradale danneggiato diventano parte integrante del paesaggio. Uno non chiede mica l’efficienza “giapponese”, dove i lavori si concludono a tempo record. Ma non si possono tenere corsie transennate per anni &#8211; vedi via L’Aquila in direzione Ponte Casilino &#8211; senza vedere mai neppure un operaio al lavoro. Per domani è stata annunciata l’allerta meteo e &#8211; guarda un po’ &#8211; in contemporanea si terrà l’ennesimo sciopero dei dipendenti dei trasporti pubblici, bus e metrò, con annessa spada di Damocle delle assemblee improvvisate dei vigili urbani. Nell’indifferenza delle autorità, un altro venerdì nero si profila nel corrusco orizzonte capitolino e i romani si chiedono quale peccato debbano mai scontare per meritarsi tutto questo sconquasso.</p>
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<p>Angelo Spaziano</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/giubileo-non-bastatoa-rilanciare-roma-futuro-adesso-ancora-piu-cupo-perche-fronteggiare-situazione-drammatica-ce-certa-raggi-sa-dire-solo-no/"><img width="950" height="580" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4.jpg 950w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-300x183.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-640x391.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/09/raggi4-96x59.jpg 96w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></p>]]></content:encoded>
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