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	<title>Gli italianiGli immobili dello Stato tra (s)vendita e valorizzazione &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Gli immobili dello Stato tra (s)vendita e valorizzazione</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2018 08:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/gli-immobili-dello-svendita-valorizzazione/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>L’idea di vendere parte dei patrimonio immobiliare dello Stato per fare cassa e ridurre il debito pubblico è ricorrente nei governi in difficoltà di bilancio, pressati dall’opinione pubblica e dall’Unione Europea. E così, in risposta alla richiesta di chiarimenti proveniente da Bruxelles in ordine al progetto di legge di bilancio 2019, il governo di Giuseppe Conte si ripromette di alienare parte degli immobili pubblici, una operazione dalla quale ritiene di ricavare 18 miliardi. Non è chiaro come questa cifra sia stata determinata, considerato che non è stato mai facile vendere beni immobili non necessari per le esigenze dell’Amministrazione, come l’esperienza&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea di vendere parte dei patrimonio immobiliare dello Stato per fare cassa e ridurre il debito pubblico è ricorrente nei governi in difficoltà di bilancio, pressati dall’opinione pubblica e dall’Unione Europea. E così, in risposta alla richiesta di chiarimenti proveniente da Bruxelles in ordine al progetto di legge di bilancio 2019, il governo di Giuseppe Conte si ripromette di alienare parte degli immobili pubblici, una operazione dalla quale ritiene di ricavare 18 miliardi. Non è chiaro come questa cifra sia stata determinata, considerato che non è stato mai facile vendere beni immobili non necessari per le esigenze dell’Amministrazione, come l’esperienza insegna. In passato programmi analoghi sono stati un <em>flop</em>, come la vendita degli immobili degli enti pubblici dalla quale hanno guadagnato esclusivamente le società di intermediazione facendo gravare sugli inquilini, divenuti proprietari, mutui pesanti, molto più dei canoni di locazione che in precedenza pagavano. Con la conseguenza che il settore pubblico ha incassato meno del previsto e non è stata realizzata quella iniziativa di carattere sociale imporrante dovuta alla trasformazione degli inquilini in proprietari senza particolari oneri a carico degli stessi.</p>
<p>Si ripropone oggi l’iniziativa senza considerare, sempre sulla base dell’esperienza che dovrebbe guidare i governi come guida alle persone, che gli immobili, che si vorrebbe alienare, spesso prestigiosi ed al centro delle città, sono caserme ed uffici dismessi che possono certamente interessare il mercato, ma a condizione che i piani regolatori consentano una diversa destinazione, ad esempio ad albergo, uffici privati o centri commerciali. Molti di quegli immobili inoltre hanno vincoli di carattere storico artistico che ne limitano l’utilizzazione, così influendo sul loro valore di mercato che, in ogni caso, sconta rilevanti costi di risanamento (ad esempio dall’amianto) e di ristrutturazione. Questo vale anche per i molti palazzi di grande pregio che possono ben interessare banche, compagnie di assicurazione, enti culturali, uffici diplomatici i quali hanno spesso l’esigenza di disporre di immobili di rappresentanza.</p>
<p>Saggezza politica vorrebbe che il governo considerassi l’esigenza di alienazione degli immobili non più utili a fini istituzionali nell’ambito di un più ampio contesto che consideri come oggi molti uffici pubblici sono in affitto con oneri rilevanti per lo Stato del quale offrono un’immagine negativa, tenuto conto che, tra tutti gli stati, ha il più grande patrimonio immobiliare. Chi osserva questa situazione vorrebbe che lo Stato, come farebbe una famiglia, si preoccupasse innanzitutto di utilizzare i beni che possiede, se del caso ristrutturandoli. Diversamente li alienerebbe per acquisirne di nuovi, idonei alle proprie esigenze.</p>
<p>Appare, infatti, singolare che moltissimi uffici della pubblica amministrazione, tribunali, ordinari, amministrativi e contabili, Stazioni dei Carabinieri, Commissariati di P.S.  e comandi militari vari sono in affitto, prevalentemente da privati, banche, compagnie di assicurazione, con costi altissimi, per canoni e manutenzioni. Al punto che di recente è stata prevista (art. 3 del DL n. 95 del 2012) la sospensione dell’aggiornamento Istat del canone dovuto dalle Amministrazioni per gli anni 2012/2014, e la riduzione del 15 per cento del canone di locazione per gli immobili in uso istituzionale, (a decorrere dal 1° gennaio 2012 per le locazioni passive già stipulate, e con decorrenza immediata per i contratti di locazione passiva di nuova stipulazione o rinnovati) e più stringenti condizioni per i rinnovi, la verifica da parte dell’Agenzia del demanio della possibilità di utilizzo di immobili di proprietà di Enti pubblici non territoriali in locazione passiva da parte delle Amministrazioni statali.</p>
<p>Sarebbe dunque opportuno e utile, ai fini della crescita dell’economia e dell’occupazione, che lo Stato italiano accompagnasse una intelligente vendita degli immobili non più utilizzabili, assicurando la loro appetibilità sul mercato con correzione di norme che ne limitano la utilizzazione da parte di un privato, ad un grande piano di ristrutturazione e di adattamento degli immobili che, invece, possono essere utili al fine della allocazione di uffici pubblici. In questo modo le istituzioni civili e militari avrebbero “casa propria”, con risparmi notevoli per il bilancio dello Stato.</p>
<p>L’occasione di un grande piano di investimenti nel settore immobiliare pubblico consentirebbe la valorizzazione di immobili importanti che darebbero anche agli occhi del cittadino l’immagine di uno Stato, qual era un tempo, che si presenta anche con strutture immobiliari adeguate all’importanza delle istituzioni, le quali, ovunque nel mondo, sono ospitate da immobili storici o di grande prestigio che ne sottolineano l’importanza, come tribunali e istituzioni culturali.</p>
<p>Dubito molto che l’occasione sarà colta, che effettivamente questo Stato che non riesce neppure ad immaginare un grande programma di opere pubbliche, stradali, ferroviarie, di gestione e controllo del territorio dal punto di vista idrogeologico, che condivide le doglianze dei cittadini in ordine all’abbandono dei fiumi, degli acquedotti, dei boschi, con la conseguenza che tutti abbiamo sotto gli occhi, delle esondazioni che provocano danni immensi, della perdita della portata delle strutture che distribuiscono l’acqua, elemento fondamentale della vita della comunità, che favoriscono in estate gli incendi con perdita di rilevanti contesti forestali, riesca a mettere in campo una grande operazione di gestione e ristrutturazione del patrimonio immobiliare che neppure nelle scuole è stato portato a termine, anche sotto il profilo della sicurezza.</p>
<p>Proprio a proposito degli istituti di istruzione di ogni ordine e grado, anche qui l’esperienza dimostra il grave degrado del settore. Chiunque di noi sa bene che, rispetto alle strutture scolastiche nelle quali ha studiato, quelle dei propri figli e nipoti sono spesso l’espressione della incapacità di immaginare degli immobili adeguati all’esigenza. Faccio un esempio. Io ho studiato in un liceo famoso di Roma, il Torquato Tasso, scuola dell’800, costruita subito dopo il trasferimento a Roma della capitale d’Italia, che dispone, oltre ad aule ampie e luminose, di una ricca biblioteca, di un teatro dove si tenevano iniziative culturali importanti, di due aule dedicate l’una alle scienze l’altra alla fisica, entrambe a forma di anfiteatro, ricche di apparecchiature e di reperti necessari per illustrare agli studenti i programmi delle rispettive discipline, anche con esperimenti capaci di stimolare l’attenzione e la curiosità degli studenti. Il liceo Tasso dispone anche di una grande palestra chiusa e aperta mentre le scuole dove hanno studiato le mie figlie non disponevano di un locale per le lezioni di educazione fisica.</p>
<p>Per concludere, l’Italia dovrebbe immaginare un impegno finanziario massiccio per queste attività di ristrutturazione del patrimonio immobiliare pubblico, compreso quello scolastico, per l’adozione di interventi sul sistema idraulico forestale, un programma che metterebbe in campo risorse rilevanti che sarebbero certamente assistite dall’Unione Europea e che comunque creerebbe le condizioni per un impegno consistente di un numero notevole di imprese con effetti positivi sullo sviluppo e, quindi, sull’occupazione. Assicurando a tanti giovani ben più di un “reddito di cittadinanza”, un vero e proprio lavoro.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/gli-immobili-dello-svendita-valorizzazione/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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