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	<title>Gli italianiGli oriundi in Nazionale di  un calcio che parla sempre meno italiano &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Gli oriundi in Nazionale di  un calcio che parla sempre meno italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 20:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/gli-oriundi-in-nazionale-di-un-calcio-che-parla-sempre-meno-italiano/"><img width="3500" height="1977" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE.jpg 3500w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-1024x578.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-1020x576.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-640x362.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></a></p><hr /><p>Le scelte del CT della Nazionale, Antonio Conte, che ha deciso di convocare per la prossima partita, valida per le qualificazioni al campionato europeo del 2016, due oriundi Eder (Sampdoria) e Vazquez (Palermo), che hanno il doppio passaporto e non sono nati in Italia, hanno provocato una serie di considerazioni da parte degli addetti ai lavori e non, spesso in netta contrapposizione tra di loro Tra quelli che non hanno condiviso questa scelta dell&#8217;ex allenatore della Juventus c’è Roberto Mancini, il quale afferma che solamente i nostri connazionali avrebbero il diritto di indossare la maglia azzurra (e per connazionali intende&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le scelte del CT della Nazionale, Antonio Conte, che ha deciso di convocare per la prossima partita, valida per le qualificazioni al campionato europeo del 2016, due oriundi Eder (Sampdoria) e Vazquez (Palermo), che hanno il doppio passaporto e non sono nati in Italia, hanno provocato una serie di considerazioni da parte degli addetti ai lavori e non, spesso in netta contrapposizione tra di loro</strong></p>
<p><strong>Tra quelli che non hanno condiviso questa scelta dell&#8217;ex allenatore della Juventus c’è Roberto Mancini, il quale afferma che solamente i nostri connazionali avrebbero il diritto di indossare la maglia azzurra (e per connazionali intende calciatori venuti al mondo nel nostro paese). Ad onor di cronaca è bene ricordare che il Mundial del 1982 lo vincemmo con undici italianissimi, a parte Gentile nato in Libia da genitori però italiani e che anche nel 2006 in Germania, quando battemmo in finale la Francia ai rigori, la formazione era italiana doc tranne l’oriundo Camoranesi. Ricordiamo anche, tornando indietro nel tempo, che anche nel 1968, quando vincemmo gli Europei, la nostra formazione era priva di oriundi.  </strong></p>
<p><strong>Le disposizioni europee, liberalizzando le circolazioni dei calciatori stranieri, hanno di fatto indebolito la nostra posizione sia a livello di club che di nazionale. Quando per lungo tempo i club nostrani furono costretti a limitare a due, poi divenuti tre, le presenze di atleti stranieri in campo, le nostre squadre, oltre a non aver sfigurato nelle competizioni internazionali, hanno avuto modo anche di portarsi a casa varie coppe. Adesso, se si leggono le formazioni di squadre di serie A, riesce difficile trovare calciatori italiani; nella recente partita di Europa League, la Fiorentina è scesa all’Olimpico contro la Roma schierando 11 stranieri, mentre i giallorossi ne schieravano 9, quindi soli due italiani presenti (De Rossi e Florenzi) su 22 giocatori schierati in campo. Crediamo sia un dato che debba far riflettere.</strong></p>
<p><strong>I calciatori made in Italy sono ormai robe da amatori, ricordi vintage, perfino nei vivai giovanili troviamo adesso molti giovani calciatori in erba provenienti da altri paesi, situazione questa sulla quale anche Arrigo Sacchi ha espresso alcune sue riserve, una delle quali, riferita ai giovani calciatori “neri”, ha destato vivaci polemiche razziali. E’ innegabile però che questo flusso continuo penalizza tanti campioncini in erba costretti a rimanere nel limbo del calcio minore e lì appassire senza aver avuto la possibilità di valorizzazioni che li avrebbero catapultati nel calcio professionistico. </strong></p>
<p><strong>Il motivo è sempre quello economico, i mediatori (alcuni allegramente “disinvolti”) pescano giocatori modici (molti dei quali modestissimi) sui mercati esteri, e li vendono alle società a prezzi altrettanto modici, trascurando i nostri prodotti che, molto probabilmente, si prestano meno a quegli intrallazzi che purtroppo spesso caratterizzano questo tipo di transazioni. </strong></p>
<p><strong>Si parla tanto di giovani da valorizzare in casa nostra, ma poi negli ultimi anni è risultato che migliaia di operazioni di mercato Estero / Italia hanno invece investito le società professionistiche; come si fa, in questo modo, a valorizzare i nostri giovani? Si dice di voler investire sul settore giovanile, ma i club non lo vogliono davvero, non lo ritengono commercialmente vantaggioso.</strong></p>
<p><strong>Poi ci sarebbe anche la questione etica; che senso ha andare a naturalizzare un giocatore solo perché si scopre che ha un nonno italiano? Operazioni davvero di mero oppurtunismo; a tale proposito, citiamo la dichiarazione del presidente della Federcalcio polacca Zibì <strong>Boniek</strong> in merito al giocatore del Palermo Dybala che possiede un passaporto italo-polacco. L&#8217;ex giocatore della Juventus ha infatti dichiarato: &#8220;<strong>Dybala</strong></strong> <strong>è bravissimo, ma <strong>non ci interessa</strong>, siamo una federazione seria </strong>e <strong>non naturalizziamo i giocatori degli altri</strong><strong>. Puntiamo sui nostri giovani, gente che sa cantare l&#8217;inno&#8221;. Lezione di stile da parte di Zibì…?  </strong></p>
<p><strong>Come sarà il futuro? Antonio Conte non rinuncerà certo alla possibilità di convocare altri naturalizzati, infatti, oltre al già citato Dybala, è pronto il laterale juventino <strong>Romulo</strong></strong>,<strong> che avrebbe già fatto parte della spedizione azzurra in Sudamerica se solo non si fosse infortunato e, in dirittura di arrivo, risultano esserci anche <strong>Jorginho e Avelar</strong>.  Il centrocampista brasiliano del Napoli ha già esordito con la maglia dell&#8217;Under 21 azzurra, mentre invece  il difensore del Cagliari già possiede il passaporto italiano ed è quindi utilizzabile da subito non avendo mai disputato un incontro con la propria nazionale e di origine, il Brasile.</strong></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/gli-oriundi-in-nazionale-di-un-calcio-che-parla-sempre-meno-italiano/"><img width="3500" height="1977" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE.jpg 3500w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-300x169.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-1024x578.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-1020x576.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-640x362.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/CONTE-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 3500px) 100vw, 3500px" /></a></p>]]></content:encoded>
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