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	<title>Gli italianiGli sfracelli della giunta Raggi, le divisioni a sinistra, la Destra senza unità. Intanto si avvicina la troika &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Gli sfracelli della giunta Raggi, le divisioni a sinistra, la Destra senza unità. Intanto si avvicina la troika</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 23:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/gli-sfracelli-della-giunta-raggi-le-divisioni-sinistra-la-destra-senza-unita-intanto-si-avvicina-la-troika/"><img width="620" height="430" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi.jpg 620w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi-300x208.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi-92x64.jpg 92w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></p><hr /><p>&#60;Mentre le periferie sprofondano nel degrado, l’unica preoccupazione sembra essere lo stadio della Roma&#62;. Paolo Berdini, ex assessore al comune di Roma, non poteva descrivere meglio la catastrofe politica, culturale e umana che sta sommergendo la giunta grillina della Capitale. La sua poltrona era rimasta per sei mesi (ossia per l’intero mandato della Raggi) sull’orlo del precipizio, ma alla fine il poco illustre urbanista ha deciso di tagliare la testa al toro e di rassegnare le sue dimissioni, stavolta davvero “irrevocabili”. Perché lui in realtà aveva già sbattuto la porta subito dopo aver definito Virginia Raggi &#60;impreparata&#62; in un’avventata intervista&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&lt;Mentre le periferie sprofondano nel degrado, l’unica preoccupazione sembra essere lo stadio della Roma&gt;. Paolo Berdini, ex assessore al comune di Roma, non poteva descrivere meglio la catastrofe politica, culturale e umana che sta sommergendo la giunta grillina della Capitale. La sua poltrona era rimasta per sei mesi (ossia per l’intero mandato della Raggi) sull’orlo del precipizio, ma alla fine il poco illustre urbanista ha deciso di tagliare la testa al toro e di rassegnare le sue dimissioni, stavolta davvero “irrevocabili”. Perché lui in realtà aveva già sbattuto la porta subito dopo aver definito Virginia Raggi &lt;impreparata&gt; in un’avventata intervista con la stampa. Non solo. Berdini in quell’intervista era arrivato persino a scadere nel gossip, accusando il sindaco pentastellato di una relazione con Salvatore Romeo, suo ex capo della Segreteria. Virginia però, non si sa per quale motivo, aveva respinto &lt;con riserva&gt; le dimissioni del suo ciarliero assessore. Ma l’inaspettata apertura sullo stadio della Roma è stata l’occasione per il furente ingegnere di rompere definitivamente gli indugi e mandare al diavolo Virginia e la sua compagine. Il fatto è che, se messa così, è assolutamente impossibile dare torto all’urbanista ex assessore della giunta romana. Perché è vero che le periferie capitoline e l’intera città stanno precipitando nell’abbandono e nella rassegnazione, superate nella graduatoria della vivibilità pure dalle più sudicie metropoli mediorientali. Ed è anche vero  che tutto ciò è accaduto e accade per l’inettitudine e l’inadeguatezza di Virginia Raggi, una miracolata promossa da Grillo a un incarico cui la ragazza non era assolutamente preparata. Ma se Roma cade a picco nelle classifiche mondiali e nazionali è anche per l’ottusa ostinazione con la quale lo stesso Berdini si è fin qui opposto a qualsiasi progetto suscettibile di “svecchiare” la capitale italiana e tirarla fuori dalle secche dell’arretratezza. Un irreversibile decadimento morale e civile cui è stata condannata anche dall’insipienza politica di esiziali, precedenti amministrazioni rosse, che in un ventennio le hanno scavato la fossa. Berdini infatti, per Roma e i romani è null’altro che un illustre sconosciuto la cui unica performance è stata la sua intenzione di smantellare via dei Fori Imperiali al solo scopo di cancellare ogni residuo della detestata testimonianza fascista. Insomma, no alle Olimpiadi, no al recupero della periferica “Vela” di Calatrava, no al completamento della linea “C” della metropolitana, no allo stadio della Roma, e si allo stravolgimento dei Fori Imperiali soltanto per viete turbe ideologiche. Si può mai amministrare una grande capitale europea con la mentalità di un talebano? Laddove quando pure le periferie restano ferme a marcire nel degrado? Oggi ad esempio, l’Urbe è rimasta totalmente paralizzata per lo sciopero dei taxi, senza che nessuno abbia avvertito l’esigenza d’incrementare almeno le corse del metrò. E la Raggi e il suo scombinato Movimento invece di correre tempestivamente ai ripari se la prendono con la stampa, gridando al complotto. Anche se, forse, davanti a tanto accanimento massmediatico un fondo di verità ci sarà pure. E’ di oggi, ad esempio, la notizia che le polizze sulla vita accese da Salvatore Romeo &lt;a beneficio e insaputa&gt; del primo inquilino del Campidoglio sono tre. Non due, come era stato noto fin qui. La terza polizza, di 8 mila euro, fu accesa da Romeo il 26 gennaio scorso, appena 48 ore dopo la notifica dell’avviso a comparire alla Raggi. Inoltre si è venuto anche a sapere che Salvatore Romeo era titolare di una cassetta di sicurezza completamente svuotata il 19 dicembre 2016, primo giorno utile dopo l’arresto di Raffaele Marra, avvenuto il venerdì precedente 16 dicembre. Insomma in casa cinquestelle volano gli stracci, e questa è la prova di un aggregato di arruffoni del tutto avulso dalla realtà, una banda d’inetti fermamente intenzionati a gestire la Città Eterna con la “strategia” e la litigiosità di un’assemblea condominiale. E il paradosso è che probabilmente sarà proprio la decisione di dare il via libera allo stadio giallorosso a disintegrare una volta per tutte l’ircocervo pentastellato, precludendogli la corsa al governo nazionale. Analogamente disperata è la situazione a sinistra del panorama politico italiota, dove, malgrado i pur lodevoli tentativi di Renzi di gettare acqua sul fuoco, la situazione resta incandescente, con l’allarme rosso fisso per imminente pericolo scissione. Una scissione che, secondo l’illustre trombato delle elezioni del 2013, Pierluigi Bersani, sarebbe &lt;già avvenuta tra la nostra gente. E io mi chiedo come possiamo recuperare quella gente lì. Ma ieri alla direzione ho visto solo dita negli occhi&gt;. Insomma, il vecchio smacchia-giaguari non la manda a dire, e come un toro scatenato davanti alla muleta punta dritto su Matteo: &lt;Qui il problema è se siamo il Pd o il Pdr, il partito di Renzi. Serve una riflessione politica. Da Renzi non me l’aspetto, ma da quelli che stanno attorno a lui me l’aspetto&gt;. Insomma, per l’ex segretario &lt;Bisogna riconnettersi con il Paese e invece qui si parla ancora dei capilista bloccati. Diamo i numeri?&gt;. E qui toccherebbe persino essere d’accordo con l’ex rottamato uomo di Bettola, poiché, proprio mentre ci si sta accapigliando assai duramente sulle questioni interne del più grande partito della sinistra, partito che attualmente è alla guida del governo, si viene a sapere ad esempio che Luciano D’Alfonso, presidente piddino della Regione Abruzzo, è indagato per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio insieme ad altre 15 persone fra funzionari pubblici e imprenditori. E tutto questo in una regione già tanto massacrata dal terremoto dell’Aquila e dalla crisi sismica verificatasi a partire dallo scorso agosto e protrattasi sino a tutto gennaio. Inoltre occorre anche riconoscere che mentre ogni starnuto di Virginia Raggi viene severamente monitorato e aspramente commentato dall’asservita stampa di regime (e per “stampa di regime” intendiamo “Messaggero”, “Corriere della Sera” e “Repubblica” il trio Lescano della carta stampata italiota) a Milano, l’assessore piddino Roberta Cocco, collaboratrice prediletta del sindaco Sala, piddino anch’esso of course, sta tranquillamente e impunemente calpestando una legge dello Stato senza che nessuno avverta l’esigenza di diffondere neppure un trafiletto. La legge sfacciatamente elusa è quella che impone a tutti gli amministratori la pubblicazione dei redditi percepiti. E lei, che lo scorso anno ha lavorato per Microsoft, qualcosina da dichiarare forse ce l’avrebbe. E invece nisba. Insomma, la legge c’è, il reddito pure, ma lei se ne frega. Ma di questo nessun mass media di livello nazionale s’indigna, laddove sulla pentastellata Virginia, evidentemente senza santi in paradiso, le luci della ribalta sono perennemente accese fino all’esaurimento. Potenza del mago Sala, quello del “miracolo a Milano” (l’Expo), che, essendo “altolocato” (Milano sta in Alta Italia) e “di sinistra” (è noto lo strabismo della magistratura italiota quando si tratta d’indagare “à la gauche”), si può tranquillamente dimenticare di dichiarare le ville possedute sulla costiera ligure e in quel di Sainkt Moritz, o che si può permettere di farsi “beccare” con tanto di collaboratori inquisiti a sua insaputa senza pagare pegno. Insomma, la polizza è peccato mortale, la villa al mare non dichiarata è una leggerezza…misteri della stampa (e della giustizia) italica. A questo punto sarebbe l’ora delle Destre. Diciamo “sarebbe” perché anche qui le cose non è che girino per il verso giusto. In questi giorni l’attenzione dei maggiori leader è infatti concentrata sulla legge elettorale. Maggioritario o proporzionale? Questo è il dilemma. Intanto, mentre tutti sono assorti a discutere sul sesso degli angeli l’Italia va a picco. E non sarà certo Gentiloni a salvarci dalla Troika…</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/gli-sfracelli-della-giunta-raggi-le-divisioni-sinistra-la-destra-senza-unita-intanto-si-avvicina-la-troika/"><img width="620" height="430" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi.jpg 620w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi-300x208.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/08/sindaco-raggi-92x64.jpg 92w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a></p>]]></content:encoded>
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