<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gli italianiIl goffo tentativo di salvare la poltrona &#8211; Gli italiani</title>
	<atom:link href="https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<description>quotidiano</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Sep 2025 11:05:59 +0000</lastBuildDate>
	<language></language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.1.4</generator>

<image>
	<url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/01/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>Il goffo tentativo di salvare la poltrona &#8211; Gli italiani</title>
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
		<item>
		<title>Il goffo tentativo di salvare la poltrona</title>
		<link>https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/</link>
		<comments>https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/#respond</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 17:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
        <image>
        <link>https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/</link>
        <url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio-197x300.jpg</url>
        <title>Il goffo tentativo di salvare la poltrona</title>
        </image>
        
		<guid isPermaLink="false">https://italianioggi.com/?p=22092</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/"><img width="524" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio.jpg 524w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio-197x300.jpg 197w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio-42x64.jpg 42w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></a></p><hr /><p>Questo Gennaio ha portato, sin dai primi giorni, il vento della Crisi di Governo. Una folata dopo l’altra, il Conte di Volturara alla fine è rovinosamente caduto. Sopraffatto dalle correnti gelide e strapazzato dalle piogge ghiacce, ha dovuto arrendersi a quell’evidenza numerica che sino all’ultimo ha cocciutamente rifiutato di prendere in considerazione, ricorrendo ad un repertorio classico di diversivi retorici quali il “bisogno di stabilità”, la “necessità d’un nuovo inizio”, l’emergenza sanitaria, il “senso di responsabilità verso gli elettori” (difficile capire quali, attese le alchimie cromatiche di questa legislatura che hanno determinato due maggioranze senza volto), la necessità d’avere i&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/">Il goffo tentativo di salvare la poltrona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo Gennaio ha portato, sin dai primi giorni, il vento della Crisi di Governo. Una folata dopo l’altra, il Conte di Volturara alla fine è rovinosamente caduto. Sopraffatto dalle correnti gelide e strapazzato dalle piogge ghiacce, ha dovuto arrendersi a quell’evidenza numerica che sino all’ultimo ha cocciutamente rifiutato di prendere in considerazione, ricorrendo ad un repertorio classico di diversivi retorici quali il <em>“bisogno di stabilità”,</em> la <em>“necessità d’un nuovo inizio”, </em>l’emergenza sanitaria, il <em>“senso di responsabilità verso gli elettori”</em> (difficile capire quali, attese le alchimie cromatiche di questa legislatura che hanno determinato due maggioranze senza volto), la necessità d’avere i conti in ordine prima di affidarsi alle urne, e via così, passando in rivista non senza commovente convinzione l’intero prontuario classico di frasi fatte da crisi di maggioranza. L’aria immobile che si respira dopo il vento di crisi ha l’odore stantio della disperazione. Non tanto quella d’una Nazione che, a scapito di tutto, sopravvivrà come erba cattiva sinanche al gran cimento della pandemia, quanto quella d’una classe dirigente nazionale nata abortita dalle ceneri della Seconda Repubblica, erede <em>minus habens</em> della Prima, scagliata alle più alte vette del potere dall’epocale decadenza a tutto tondo dell’agone politico, dalla sfiducia popolare nelle Istituzioni della Repubblica e dall’endemica credulità delle genti italiche in  promesse populiste e riformiste da <em>“bar sport”</em> nel senso d’un radicale rinnovamento delle regole del giuoco. Fenomeno fisiologico in un Paese tradizionalmente umorale in cui la Politica, a vicende alterne, o si mangia col pane o si smaltisce nel bidone dell’umido, ma dalla prognosi palesemente infausta e che ha fruttato alla Nazione il solo risultato d’una riforma costituzionale avente le fattezze d’un delicato intervento di neurochirurgia eseguito dalle mani d’un norcino. Il taglio, grossolano e maldestro, della rappresentanza parlamentare è la più significativa eredità del populismo che, prima d’iniziare ad essere annientato dalla reazione anticorpale già da tempo in atto nell’elettorato, ha fatto in tempo ad avvelenare i pozzi e ad imprimere uno sfregio verosimilmente irreversibile al volto della democrazia parlamentare. Parliamo d’una classe politica che poco prima dell’esplosione della pestilenza postmoderna era a un solo passo dal velarsi il capo come gli antichi in punto di morte e che proprio a quella pandemia deve il proprio apogeo e un innaturale prolungamento della propria esistenza, fenomeno in tutta franchezza più funesto d’una celere morte che sarebbe parsa cosa giusta e naturale a qualunque uomo ben nato. L’aria del dopo crisi ha dunque l’odore pestilenziale della putrefazione. E stavolta il morbo non ha colpe. La decomposizione, l’orrenda cancrena che si consuma dinnanzi ai nostri occhi, è quella d’una (ex) maggioranza sterile come un mulo, ibrida e transgenica, sorta di Frankenstein Jr che alle brutture genetiche di trasformismo e qualunquismo ha sempre unito un’esiziale comicità involontaria, una totale assenza di base ideologica e culturale ed un’inettitudine alla decisione da governicchio balneare della Prima Repubblica. Questo primo mese dell’anno ha dunque visto Giuseppe Conte nella posizione del “Gennaio” di Giuseppe Maria Mitelli celebre e prolifico incisore del Seicento le cui felici allegorie dei mesi dell’anno solevano scorrere nella sigla d’un fortunato programma televisivo degli anni 80-90: un uomo con due giare colme d’acqua in spalla che tenta di cavalcare una scrofa. Sotto l’immagine un’enigmatica frase in metrica: <em>&#8220;Non è già folle il cavalier che miri, de l&#8217;immondo destrier premere il dorso, nell&#8217;arringo mortal che move il corso, se doma il senso a bella meta aspiri&#8221;</em>. L’iscrizione ne spiega il significato esoterico e ci ammonisce a non considerare un folle colui che tenti di cimentarsi in alcunché d’insensato agli occhi di chi guardi, nella dura tenzone della vita, poiché potrebbe darsi che il tutto aspiri ad una causa bella e nobile. Lo scenario parrebbe estremamente calzante alla situazione d’un Primo Ministro che ha tentato ogni via praticabile (non escluse quelle peggio frequentate e meno raccomandabili) per evitare lo sfacelo politico suo e delle forze che lo hanno voluto, portato e mantenuto con zelo degno di miglior causa a Palazzo Chigi. In tutta franchezza possiamo soltanto ipotizzare le cause che hanno indotto Giuseppe Conte a tentare così a lungo di cavalcare la scrofa, nell’intento di ritardare la fine traumatica della sua vita politica, e ci sarà consentito dubitare che i suoi fini fossero oggettivamente così nobili da giustificare il prolungato e discutibile spettacolo cui l’Italia ha sinora dovuto assistere. Quel ch’è certo è che oramai la bestia l’ha disarcionato, gennaio è finito e ancora non sappiamo quale maschera indosserà Febbraio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Michele Baroncini 2021</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/">Il goffo tentativo di salvare la poltrona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></content:encoded>
	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/"><img width="524" height="800" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio.jpg 524w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio-197x300.jpg 197w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2021/01/gennaio-42x64.jpg 42w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></a></p>]]></content:encoded>
		<wfw:commentRss>https://italianioggi.com/goffo-tentativo-salvare-la-poltrona/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>