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	<title>Gli italianiI &#8220;furbetti del cartellino&#8221; e la latitanza della dirigenza pubblica &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 22:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/i-furbetti-del-cartellino-e-la-latitanza-della-dirigenza-pubblica/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>Scoppia l’ennesimo caso di assenteismo nella Pubblica Amministrazione, quello dei cosiddetti “furbetti del cartellino”, un’antica vergogna italiana denunciata dai filmati di Carabinieri e Guardia di Finanza che riprendono impiegati pubblici di varie amministrazioni, dello Stato e degli enti locali, che timbrano all’ingresso per altri o che, dopo aver timbrato, vanno altrove, per un secondo lavoro o per esigenze personali. Il governo interviene, prevede sanzioni più severe e immediate. Annuncia licenziamenti in 48 ore, assolutamente impossibili, occorrendo comunque la contestazione degli addebiti e l’esercizio del diritto di difesa, anche nei confronti del dipendente colto in flagranza. Forse si potrà nell’immediato provvedere&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Scoppia l’ennesimo caso di assenteismo nella Pubblica Amministrazione, quello dei cosiddetti “furbetti del cartellino”, un’antica vergogna italiana denunciata dai filmati di Carabinieri e Guardia di Finanza che riprendono impiegati pubblici di varie amministrazioni, dello Stato e degli enti locali, che timbrano all’ingresso per altri o che, dopo aver timbrato, vanno altrove, per un secondo lavoro o per esigenze personali. Il governo interviene, prevede sanzioni più severe e immediate. Annuncia licenziamenti in 48 ore, assolutamente impossibili, occorrendo comunque la contestazione degli addebiti e l’esercizio del diritto di difesa, anche nei confronti del dipendente colto in flagranza. Forse si potrà nell’immediato provvedere solamente alla sua sospensione, per avviare un procedimento disciplinare da concludere in tempi brevi.</p>
<p>Il governo del grande comunicatore cavalca abilmente il giusto sdegno dei cittadini, anche per distrarre l’opinione pubblica dal <em>pressing</em> che parte della stampa sta conducendo, in particolare il <em>Fatto Quotidiano</em>, sulla vicenda di Banca Etruria, che vede coinvolto il padre del Ministro Maria Elena Boschi, delle tasse e delle tariffe che aumentano, mentre l’economia non dà significativi segnali di miglioramento, nonostante il premier annunci con enfasi un tempo prossimo nel quale l’Italia sarà la “locomotiva d’Europa”. Lo vorremmo tutti ma, al momento, appare alquanto arduo anche solo immaginarlo. Comunque fa bene il Governo ad intervenire. Forse le norme previste sono confezionate un po’ approssimativamente (ne parleremo nei prossimi giorni, quando saranno conosciute nel dettaglio) e questo potrà rallentare la loro applicazione. Il Professore Luca Antonini, ordinario di Diritto costituzionale a Padova, ha commentato su <em>Face Book</em> la <em>performance</em> televisiva del Ministro della pubblica amministrazione intervenuta a <em>Piazza Pulita</em> con queste parole impietose: “Spiegate alla Madia la sua riforma. Non la conosce”.</p>
<p>Questa vicenda, tuttavia, richiede qualche riflessione su un aspetto al quale ho dedicato più di un intervento. Perché – mi sono ripetutamente chiesto &#8211; la pubblica amministrazione italiana deve essere riformata “da fuori”, anche se dal governo che, per definizione, è il vertice dell’Amministrazione, anziché trovare nel suo interno le regole da applicare e applicarle? La Corte dei conti in una memorabile relazione al Parlamento sullo stato dell’esercizio del potere disciplinare denunciò alcuni anni fa una situazione terrificante di gravissima trascuratezza. Procedimenti male impostati e quindi destinati a chiudersi senza gli effetti che ci si attendevano, protratti nel tempo in modo di giungere alla loro estinzione. Procedimenti mai iniziati. Anche in presenza di reati, spesso gravissimi con responsabilità accertate con sentenza passata in giudicato, a fronte delle quali la sospensione, quando inflitta, lo è stata in misura minima se non ridicola, a volte di un solo giorno. Niente licenziamenti, neppure in presenza di violenze sessuali perpetrate da docenti su loro alunni, una negazione del ruolo proprio dell’insegnante, “maestro” di cultura e di vita.</p>
<p>Una vergogna. Perché i dirigenti non avviano tempestivamente i procedimenti disciplinari o non li portano a conclusione rapidamente adottando le decisioni che il caso richiede? Varie le cause: norme di incerta interpretazione, interferenze con i processi penali, invadenza dei sindacati, troppo spesso a tutela di chi non lo merita, incapacità della politica di assumersi le proprie responsabilità, anche quella di far funzionare le regole. Che dirigenti e amministratori abbiano la coda di paglia, le loro mancanze da nascondere?</p>
<p>Questa situazione di gravissima trascuratezza, che lede pesantemente l’immagine della pubblica amministrazione agli occhi dei cittadini, deve finire e fa bene il governo ad agire. Ci saremmo attesi da tempo uno scatto di orgoglio della dirigenza pubblica, a dimostrazione che quel ruolo non è puramente figurativo, non è un’etichetta da affiggere fuori della porta dell’ufficio né da esibire sulla carta da visita, ma identifica un ruolo, funzioni e responsabilità. Non cambierà molto in Italia se i dirigenti della pubblica amministrazione non sapranno riappropriarsi del loro ruolo, quello che un tempo, nell’Italia liberale, ne faceva servitori dello Stato con la “S” maiuscola, capaci di governare l’amministrazione e di farne agli occhi dei cittadini una delle eccellenze del Paese. Quell’Amministrazione che ha unificato l’Italia  dopo il 1861 e l’ha ricostruita dopo la prima e la seconda guerra mondiale. Anche oggi ci sono molte macerie negli apparati, ma non si intravede chi abbia la capacità di ricostruire e di gestire per dare all’Italia un’amministrazione degna di uno stato moderno, efficiente e, pertanto, capace di avere un ruolo positivo nello sviluppo economico e sociale. Purtroppo l’efficienza di pochi non può compensare l’inefficienza dei molti.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/i-furbetti-del-cartellino-e-la-latitanza-della-dirigenza-pubblica/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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