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	<title>Gli italianiIl diritto che ingabbia l’arte è davvero “diritto”? &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Il diritto che ingabbia l’arte è davvero “diritto”?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2016 16:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina_mira</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bologna street art]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-diritto-che-ingabbia-larte-e-davvero-diritto/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/bologna.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/bologna.jpeg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/bologna-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>Bologna ha smesso di essere dotta e rossa. Ora sembra solo grassa. E’ uno dei tanti insulti che stanno piovendo in questi giorni sulla pagina Facebook della fondazione museale Genus Bononiae, sostenuta da una potente fondazione bancaria. Il motivo? Una mostra sulla Street Art (dal 18 marzo a Palazzo Pepoli) realizzata staccando dai muri di Bologna le opere degli artisti di strada, spesso senza il loro consenso. L’interpretazione traslata sul piano simbolico potrebbe essere la seguente: la banca che spoglia la periferia della sua bellezza. Ricchi che rubano ai poveri, secondo le migliori tradizioni. Se non fosse che Robin Hood&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/il-diritto-che-ingabbia-larte-e-davvero-diritto/">Il diritto che ingabbia l’arte è davvero “diritto”?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Bologna ha smesso di essere dotta e rossa. Ora sembra solo grassa. E’ uno dei tanti insulti che stanno piovendo in questi giorni sulla pagina Facebook della fondazione museale Genus Bononiae, sostenuta da una potente fondazione bancaria. Il motivo? Una mostra sulla Street Art (dal 18 marzo a Palazzo Pepoli) realizzata staccando dai muri di Bologna le opere degli artisti di strada, spesso senza il loro consenso.</p>
<p align="JUSTIFY">L’interpretazione traslata sul piano simbolico potrebbe essere la seguente: la banca che spoglia la periferia della sua bellezza. Ricchi che rubano ai poveri, secondo le migliori tradizioni. Se non fosse che Robin Hood stavolta ha compiuto il gesto estremo. E’ quello che ha fatto la scorsa notte Blu, il Banksy italiano, ponendo in essere l’atto più doloroso per un artista, e cioè distruggendo vent’anni di lavoro con le sue stesse mani. Et voila la semplicità del suicidio dell’arte &#8211; che però nasce e muore libera, immolandosi per giustizia.</p>
<p align="JUSTIFY">Una giustizia che è sempre meno quella legale, e che da essa si discosta nella stessa misura in cui i giuristi stessi non sono più degli umanisti ma dei meri tecnici.</p>
<p align="JUSTIFY">Sentire i portavoce della Fondazione parlare di “salvare dal deperimento” le opere staccandole dalle facciate sa d’ipocrisia e ricorda con un brivido come anche l’infibulazione nasca per “salvare dalle violenze” le donne nei villaggi. Paragone estremo, ma sempre di natura umana e libertà si parla. La logica pericolosa del “per proteggerti, ti imprigiono” dovrebbe contrastare con qualsiasi valore del nostro Paese, e non essere incoraggiata &#8211; neanche quando, come in questo caso, è più una scusa per potersi arricchire non meritoriamente, che un principio in cui si crede per davvero.</p>
<p align="JUSTIFY">Fa riflettere la vicenda di AliCè, street artist romana talentuosa e apprezzatissima a livello internazionale, condannata in primo grado a pagare una multa di 800 euro (quasi il massimo edittale). Naturalmente la sentenza verrà impugnata, ma fa riflettere.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ vero, le leggi ci sono e vanno rispettate. Ma il punto è esattamente questo: ci sono. C’è sì la legge che punisce il deturpamento e imbrattamento di cose altrui (con l’aggravante se tali cose sono pubbliche). Ma c’è anche la legge che tutela le opere d’arte. C’è la legge che tutela gli artisti. C’è la legge che tutela la libertà d’espressione. Le Preleggi impongono al giudice di tener conto di tutto il sistema giuridico quando sono chiamati a decidere, non, per semplicità, della singola legge. Non sono dei robot. Sono chiamati a riflettere, a bilanciare interessi contrastanti. Il giudice è custode della legge, deve pertanto conoscerla. Sapere come nasce e perché nasce.</p>
<p align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a>Dipanando questa matassa di ragionamento, pensiamo alle origini del diritto e dell’arte. Chiaramente è nata prima l’arte del diritto, trovando le sue origini &#8211; guarda caso &#8211; proprio nei disegni sui muri delle prime case, le caverne. Dunque, la street art è naturale. E questo è un fatto. Il che non la rende giusta, come non rende l’omicidio giusto solo perché naturale. Ed ecco che arriviamo al senso della legge. Essa è nata dopo, e proprio per permettere la convivenza civile, evitare che gli uomini si uccidessero tra di loro. Per cui è lecito domandarsi se e in che misura il diritto stia ancora svolgendo il suo lavoro, nel momento in cui punisce qualcuno che fa dell’arte in un luogo, una periferia, in cui il bello è relegato ai margini. Quale scelta favorisce la convivenza, e quale invece la ostacola?</p>
<p align="JUSTIFY">Ci si augura che i giuristi del futuro siano meno robotici, e più intelligenti. Le leggi ci sono, e sono giuste. Sono gli uomini che si stanno inaridendo, forse. Per fortuna c’è ancora chi è in grado di compiere un grande gesto, arrivando finanche a sacrificare la propria arte per ristabilire un briciolo di giustizia, laddove i magistrati giocano ai castigatori e però strizzano l’occhio a chi, come la fondazione in questione, con questo “deturpamento e imbrattamento”, si vorrebbe arricchire.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/il-diritto-che-ingabbia-larte-e-davvero-diritto/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/bologna.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/bologna.jpeg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/03/bologna-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>]]></content:encoded>
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